Federica Pellegrini: Alimentazione, Sport e Benessere

Lo stile di vita delle metropoli ci allontana dalle corrette abitudini, e molti dei disturbi più frequenti ne sono la diretta conseguenza. La nostra società esprime sempre più intensamente il bisogno di una figura professionale capace di ascoltare, consigliare, accompagnare la persona verso uno stile di vita “alleato” della salute. Per fare in modo di stare in salute e di essere al massimo prestativi in tutte le sfere della vita, sia privata che professionale, è indispensabile prendersi cura della persona a 360°.

L'Importanza dell'Alimentazione per lo Staff Tecnico e Dirigenziale

Molto poco spesso invece si tratta degli addetti ai lavori, che dietro le quinte devono essere in grado di padroneggiare la disciplina sportiva e preparare gli atleti per la performance sportiva. In particolar modo, lo scopo di questo articolo, è quello di badare alla corretta alimentazione che staff tecnico e dirigenziale dovrebbe avere per consentire una maggiore lucidità prima, durante e dopo la performance agonistica degli atleti, per riuscire così ad orchestrare il tutto al meglio, con il miglior approccio possibile.

Gruppi Alimentari Chiave per il Benessere

Il primo gruppo alimentare da attenzionare nel raggiungimento dell’agognato benessere è il pesce, quale fonte di omega 3. Gli omega-3 sono acidi grassi essenziali, ovvero il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli autonomamente e li assimila mediante la dieta. Per i vegetariani o i vegani che non possono consumare il pesce, e quindi assimilano in maniera più difficoltosa gli omega 3, si può far riferimento ad un frutto esotico che ormai è entrato a far parte delle nostre ricette culinarie: l’avocado. Un altro gruppo alimentare, baluardo della nostra salute mentale, è la frutta secca, ricca in acidi grassi della serie omega-6, anche questi essenziali. Ancora non deve mai mancare frutta e verdura di stagione, meglio se biologica e a km 0, ricca in sali minerali, vitamine e antiossidanti che combattono l’azione dei radicali liberi e dunque l’invecchiamento cellulare (anche dei neuroni).

Per cercare di affrontare momenti particolari di stress, ci si può anche rivolgere a cibi naturalmente eccitanti, come il cioccolato fondente e il caffè che sono infatti in grado di mantenere vigili e pronti a recepire nuove informazioni grazie alla presenza delle metilxantine: molecole organiche tra quali ricordiamo la teobromina e la caffeina, che esercitano un’azione eccitante ed energizzante sul sistema nervoso centrale.

L'Importanza dell'Idratazione

Basti pensare che un individuo adulto è formato per circa il 60% di acqua! È il solvente in cui vengono svolte tutte le reazioni biochimiche, dunque una bassa concentrazione di acqua intracellulare determina inesorabilmente un mal funzionamento metabolico. È molto importante che lo staff tecnico, durante le partite e gli allenamenti, ricordi all’atleta di bere, in quanto una disidratazione determinerà un flop della performance sportiva, ma è anche importante che siano gli stessi coach ad essere correttamente idratati per poter essere lucidi nelle scelte da fare e per poter consigliare l’atleta al meglio.

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Per esempio, negli sport misti, in cui sono previsti dei tempi di recupero, l’allenatore o chi ne fa le veci, può consigliare all’atleta l’assunzione di bevande idrosaline contenenti piccole dosi di carboidrati a rapido assorbimento, Sali minerali e vitamine e contestualmente concedersi una bella sorsata di acqua fresca.

Nutrient Timing: Ottimizzare l'Assunzione di Alimenti

Altro aspetto da non sottovalutare è il nutrient timing: strategia alimentare che prende in considerazione il tempo di assunzione di determinati alimenti soprattutto in prossimità dell’allenamento. Secondo alcune teorie questa strategia, se opportunamente sfruttata, potrebbe portare benefici significativi da una parte nella performance sportiva dell’atleta (sviluppo della massa muscolare e recupero dei danni muscolari causati dall’allenamento), dall’altra lo staff tecnico e dirigenziale sarà pronto e reattivo durante i momenti delicati della performance del proprio atleta, riuscendo a dare il massimo, in termini di elasticità mentale e di concentrazione.

Ma nel caso di atleti che hanno performance agonistiche o di lavoratori con impegni importanti, allora non basta semplicemente considerare nella dieta il numero di pasti, ma anche l’orario di assunzione. Infatti, è necessario che l’atleta o l’allenatore consumi il pasto principale, in cui sono presenti tutti i macronutrienti e i micronutrienti almeno 3 ore prima della performance sportiva. Dopo mezz’ora dall’allenamento o dalla partita è necessario sfruttare la finestra anabolica, ovvero il breve periodo in cui il muscolo scheletrico è massimamente predisposto ad incorporare e ad utilizzare i nutrienti, per la sintesi di nuovo tessuto contrattile e per la riparazione di quello lesionato dall’attività fisica.

Queste pillole nutrizionali potranno aiutare gli addetti ai lavori a capire quanto sia importante che le buone abitudini, il corretto stile di vita e l’alimentazione bilanciata passino prima da loro e poi ai loro atleti.

Federica Pellegrini: Cambiamenti Fisici Dopo il Nuoto

Il corpo cambia quando si smette di fare sport. È una legge universalmente nota. E se questo succede a tutti indistintamente, a chi è un atleta di professione e si allena abitualmente 8 ore al giorno per tanti anni di fila, i cambiamenti sono ancora più eclatanti. A parlarne è Federica Pellegrini, l'ex nuotatrice italiana e primatista mondiale nei 200 m ed europea nei 400.

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Federica Pellegrini vede il positivo e in un'intervista rilasciata di recente a un settimanale italiano dice: «Dopo tre o quattro mesi dalla fine delle gare mi sono stupita: cavoli, adesso ho un seno! Mi sembra incredibile». E aggiunge: «In questo primo anno ho vissuto di rendita. Il mio terrore era che il metabolismo cambiasse radicalmente da un giorno all’altro, invece si è adeguato molto».

Va detto, per la precisione, che il suo “smettere di fare sport” significa principalmente smettere di fare le gare ma non smettere di allenarsi con una frequenza per chiunque altro già sufficientemente intensa. La campionessa infatti parla di “meno attività” non di "zero attività”. E facendone di meno, quindi allenandosi di meno, dice che anche la fame «si è attenuata rispetto a prima, e il mio peso è rimasto lo stesso. Però un conto è allenarsi tutti i giorni, facendo palestra tre volte la settimana e acqua dieci volte, un conto è farlo due, tre volte la settimana o quando riesci. Il corpo cambia dal punto di vista muscolare».

Quello che però l'ha colpita di più nel cambiamento che il suo fisico ha subito da quando ha dato il suo addio alle vasche riguarda il suo decolleté: «A un certo punto il mio seno ha cominciato a diventare più rotondo e mi ha spiazzata». E ancora: «Non facendo più palestra, non girando più le braccia in acqua (cosa che porta ad avere un pettorale molto sviluppato, portandosi via un po’ del seno naturale) dopo tre, quattro mesi dalla fine delle gare, mi sono stupita».

Perché allenandosi di meno, il seno è aumentato?

Quando si smette di fare esercizi specifici molto intensi e assidui per i pettorali quello che succede è che diminuisce la massa muscolare (magra) e aumenta la massa grassa. Ecco perché il volume del seno di Federica Pellegrini è leggeremente aumentato. Questo discorso non vale solo per i pettorali, ma per tutti i muscoli. Il cambio del ritmo di un training modifica in maniera decisiva l'equilibrio tra massa grassa e massa magra. Cambia proprio la forma dei muscoli che, in assenza di un allenamento prolungato, diventano più snelli, più affusolati, quindi meno visibili.

Perché il suo peso non è aumentato?

Per almeno due motivi: uno è che comunque l'atleta continua ad allenarsi e quindi continua a mantenere il metabolismo molto attivo. L'altro è a causa del martedì liquido. Come ha spiegato la campionessa sul suo profilo Instagram, lei e suo marito Matteo Giunta ogni martedì seguono una dieta liquida, cioè evitano tutti i cibi solidi e i liquidi zuccherati (alcol, bevande gasate etc). Questa abitudine alimentare servirebbe a dare respiro al fegato e ai reni e non a dimagrire. Certo è che non li fa ingrassare e quindi, nonstante abbia rallentato i ritmi di allenamento (per il momento) il peso è rimasto inalterato.

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