Il Nutrizionista Specializzato in Fegato Grasso: Un Approccio Dettagliato

La steatosi epatica, comunemente nota come fegato grasso, è una condizione in cui si accumula grasso nel fegato. Questa condizione è correlata a diversi fattori di rischio, come l’aumento dell’incidenza dell’obesità, del diabete mellito tipo 2 e della sindrome metabolica.

Ne deriva che una buona salute del fegato è fondamentale per il benessere dell’intero organismo, traducendosi in vitalità, regolarità, pelle lucente, benessere generale. La salute di questo organo dipende in primis dall’alimentazione. Circa il 75% del sangue che arriva al fegato viene dall’intestino.

Le principali cause della steatosi sono l’alcool (steatosi epatica alcolica) e l’eccesso di carboidrati (steatosi epatica non alcolica - NASH) con la dieta, che se sono in eccesso l’organismo li converte in glicogeno. L’insorgenza di queste patologie è per la maggior parte imputabile allo stile di vita e all’alimentazione dei pazienti che ne sono afflitti. Nel mio lavoro mi è capitato di vedere ragazzi che riscontrano problemi del tipo “fegato grasso” già alla loro età. La causa è imputabile ad uno stile di vita poco salutare.

L'Importanza della Visita dal Dietologo

Spesso, i pazienti e i loro familiari si pongono molte domande sulla necessità di una visita dal dietologo e su come questa possa aiutare nella gestione della malattia. Consultare un dietologo è fondamentale per affrontare la steatosi epatica in modo sicuro ed efficace.

Un dietologo specializzato può aiutare a creare un piano alimentare personalizzato che tenga conto delle esigenze specifiche del paziente, del suo stato di salute e degli obiettivi di trattamento. Gli obiettivi principali sono ridurre l’accumulo di grasso nel fegato, migliorare la salute epatica e prevenire la progressione verso condizioni più gravi come la steatoepatite non alcolica (NASH) o la cirrosi. Questo include la perdita di peso, il miglioramento della sensibilità all’insulina, il controllo dei livelli di colesterolo e trigliceridi e la riduzione dell’infiammazione.

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Durante la prima visita, il dietologo raccoglierà informazioni dettagliate sulla storia clinica del paziente, sulle abitudini alimentari, sui sintomi e sui trattamenti in corso. Successivamente, elaborerà un piano alimentare personalizzato, fornirà educazione alimentare e offrirà strategie pratiche per gestire la steatosi epatica.

Come un Nutrizionista Personalizza il Trattamento

Andrea ha 43 anni e ha scelto di intraprendere un percorso di cura in Auxologico Città Studi Icans dopo diverse esperienze positive nel poliambulatorio di Auxologico Pioltello. Per anni ha incontrato nutrizionisti e dietisti nei quali non è riuscito a trovare la giusta comprensione. Poi, dopo un tentativo non tanto riuscito con una dieta chetogenica impostata in autonomia, sceglie di affidarsi all’esperienza del Prof. Alberto Battezzati, Direttore U.O. Nutrizione Clinica e Direttore Centro Diagnostica Nutrizionale e Dietoterapia in Auxologico Città Studi Icans.

Il percorso di cura ha come punto di inizio la visita nutrizionale multidisciplinare. Si tratta di un percorso integrato completo, della durata di circa 4 ore, che include:

  • la misurazione del metabolismo basale attraverso la calorimetria indiretta;
  • lo studio della composizione con tecnica plicometrica, impedenziometria e misurazione del grasso viscerale con tecnica ecografica;
  • la valutazione dietistica;
  • l’analisi delle abitudini e delle preferenze alimentari;
  • la valutazione psicologica sul comportamento alimentare;
  • esami ematochimici;
  • approfondita visita medica specialistica nutrizionale.

La visita si conclude con l'identificazione degli obiettivi terapeutici e l’elaborazione di un piano alimentare personalizzato.

Linee Guida Dietetiche Generali

Una dieta per disintossicare il fegato deve prevedere delle scelte precise, ricordando che è bene evitare le diete drastiche, quelle che eliminano completamente un macronutriente o una classe di alimenti. abbondare con frutta e verdura, in particolare per depurare il fegato scegliere verdure amare (es. assumere 2 frutti al giorno fuori dai pasti. Tra le tisane ad effetto detox troviamo il the rosso africano. Esso non contiene caffeina ma contiene catechine e polifenoli utili per il benessere del fegato.

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Riassumendo, per avere un fegato sano e ridurre al minimo il rischio di steatoepatiti, c’è bisogno di consumare frutta (in dosi moderate), verdura, legumi, cereali integrali, carni magre, pesce, concedendoci anche del buon caffè, possibilmente senza zucchero.

Alimenti Consigliati

  • Pesce: Di tutti i tipi almeno tre volte alla settimana. Privilegiare quello azzurro (aringa, sardina, sgombro, alice…) e salmone per il loro contenuto di omega 3.
  • Verdura: Cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti. Alcuni ortaggi hanno un tropismo spiccatamente epatico, con un’azione tonica e detossificante sul fegato: carciofi, catalogna, erbe amare e cicoria in primis.
  • Frutta: Per il contenuto di sali minerali, vitamine e antiossidanti, si raccomanda l’assunzione di due porzioni al giorno. Preferire quella di stagione e limitare al consumo occasionale i frutti zuccherini.
  • Carboidrati complessi: Pane, pasta, riso, avena, orzo, farro e altri carboidrati complessi (privilegiando quelli integrali) a basso indice glicemico.
  • Latticini: Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati.
  • Carne: Sia rossa che bianca (proveniente da tagli magri e che sia privata del grasso visibile). Pollame senza pelle.
  • Legumi: Da 2 a 4 volte alla settimana, freschi o secchi, al posto del secondo piatto (sono ricchi di proteine).
  • Bevande: Acqua, tè, tisane senza zucchero. Erbe aromatiche per condire i piatti.

Alimenti da Evitare o Limitare

  • Alcolici: Superalcolici, vino e birra.
  • Bevande zuccherate: Cola, acqua tonica, tè freddo, succhi di frutta.
  • Zuccheri aggiunti: Zucchero bianco e di canna.
  • Grassi saturi: Parti grasse delle carni, maionese e altre salse elaborate.
  • Frutta zuccherina: Uva, banane, fichi, cachi, mandarini (consumare con moderazione).
  • Sale: Ridurre quello aggiunto e limitare gli alimenti che ne contengono elevate quantità.
  • Patate: Considerare come sostituto di pane, pasta e riso, consumare occasionalmente.
  • Affettati e formaggi: Una o due volte alla settimana, preferendo quelli a basso contenuto di grassi.
  • Olii vegetali: Controllare il consumo per il loro potere calorico.
  • Caffè: Non esagerare, limitarsi a due tazzine al giorno.

Raccomandazioni Comportamentali

  • In caso di sovrappeso, eliminare i chili di troppo e normalizzare la circonferenza addominale.
  • Evitare un calo di peso troppo veloce.
  • Rendere lo stile di vita più attivo e praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana.
  • Non fumare.
  • Leggere le etichette dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri e grassi saturi.

Altri Approcci Terapeutici

È ormai consolidato che gli integratori di acidi grassi polinsaturi Omega3 siano un’opzione da sfruttare nella steatosi epatica. Un altro studio (doppio cieco) ha messo a confronto il placebo con un gruppo di pazienti, supplementati con DHA, EPA o DHA + EPA.

La silimarina è un composto estratto dal Cardo mariano. In fitoterapia si usa per l’azione epato-protettiva, antiinfiammatoria e antiossidante, oltre che per la capacità di rigenerare gli epatociti. Ad oggi non vi sono farmaci per questa patologia.

L'Importanza della Consapevolezza e del Supporto

A un anno dall’inizio del nuovo regime alimentare e con 40 chili in meno, Andrea spiega che a fare la differenza sono stati due fattori. Il primo: in Auxologico Città Studi Icans il Prof. Battezzati e la sua équipe hanno lavorato sul suo stato di consapevolezza, sia dei rischi che correva per la sua salute sia degli obiettivi che poteva raggiungere. Andrea ha capito quali erano i comportamenti scorretti durante la giornata, come saltare i pasti e sfogare la fame a cena.

Il secondo fattore: la scoperta dei “medical food”, un particolare tipo di alimenti bilanciati sia dal punto di vista della grammatura sia dei nutrienti, che possono aiutare nelle prime fasi della dieta chetogenica.

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Attraverso una dieta personalizzata è possibile incidere positivamente sul fegato grasso e sulla salute in generale. Tengo una foto di mio padre vicino al frigorifero per ricordarmi la promessa che gli ho fatto, lo uso come custode per i momenti in cui mi sento più debole, perché quando è mancato ho sentito uno scatto e ho deciso di prendere sul serio la mia salute. La stanchezza, la pressione alta, il fegato grasso, il nervosismo fanno parte della vecchia quotidianità, prima di incontrare il Prof. Battezzati e il personale di Auxologico.

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