L'alimentazione può giocare un ruolo importante nella gestione e nella prevenzione di diverse condizioni tipicamente o esclusivamente femminili. Un nutrizionista specializzato in menopausa a Modena può fornire un supporto prezioso per affrontare questo delicato periodo della vita.
Il ruolo dell'alimentazione nelle diverse fasi della vita femminile
La medicina di genere è di forte interesse e in continuo studio ed analisi. Anche se la scienza ha ancora tanto da scoprire, ciò che è da sempre chiaro è che la donna ha sicuramente diverse fasi nella vita che può voler esplorare (fertilità, gravidanza e allattamento) o che deve affrontare (pre e post menopausa). Il modo corretto è farsi seguire da un professionista della nutrizione che possa indirizzare la donna verso le corrette informazioni nutrizionali, senza rischiare carenze nutrizionali o sintomi spiacevoli.
Il percorso con la Dietista Nutrizionista può essere iniziato in tutte le fasi fisiologiche della donna, dall’adolescenza fino alla ricerca della gravidanza, durante i trimestri della gravidanza o in fase di allattamento, ma anche in premenopausa e menopausa.
L'alimentazione e la menopausa
L’alimentazione durante la menopausa è importante perché può avere un impatto significativo sulla salute e sul benessere delle donne in questa fase della vita. Durante la menopausa, avvengono cambiamenti ormonali che possono influenzare il metabolismo, la composizione corporea e la salute delle ossa. Una dieta equilibrata è fondamentale per poter gestire i sintomi della menopausa e ristabilire un equilibrio ormonale.
La MENOPAUSA è un evento fisiologico che nella donna corrisponde al termine del ciclo mestruale e dell'età fertile. Normalmente la menopausa, o climaterio, si verifica tra i 45 e i 55 anni, e viene diagnosticata quando le mestruazioni sono cessate da almeno 12 mesi. L'età della comparsa non sembra dipendere da fattori come l'età della prima mestruazione (o menarca), il numero di gravidanze o l'uso di contraccettivi ormonali, risulta invece che vi sia una correlazione con l'età in cui la madre è entrata in menopausa.
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Le modificazioni ormonali che si verificano in concomitanza con il climaterio possono determinare alcuni disturbi. Tra questi, i più comuni sono le cosiddette "vampate", ossia improvvise sensazioni di caldo accompagnate da aumento del battito cardiaco; "episodi di incontinenza", in particolare durante sforzi muscolari o durante la notte (nicturia); "sbalzi d'umore" o "tendenza alla depressione".
Altre condizioni femminili e l'importanza dell'alimentazione
L’alimentazione può giocare un ruolo importante nella gestione e nella prevenzione di diverse condizioni tipicamente o esclusivamente femminili, come:
- Osteoporosi: L’attività fisica abbinata ad una dieta ricca di calcio e vitamina D è fondamentale per la salute delle ossa e la prevenzione dell’osteoporosi. Latticini magri, verdure a foglia verde scuro, pesce e alimenti arricchiti sono ottime fonti di questi nutrienti.
- Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): Le donne con PCOS possono beneficiare da una dieta che regola i livelli di zucchero nel sangue e aiuta a gestire l’insulino-resistenza. Un’attenzione particolare alla scelta dei carboidrati e all’equilibrio delle proteine e dei grassi può essere utile.
- Disturbi dell’umore e dell’ansia: Anche se non si tratta di una patologia fisica, una dieta equilibrata può influenzare positivamente la salute mentale. Alcuni nutrienti come gli acidi grassi omega-3 (presenti nel pesce grasso) e il triptofano possono contribuire a migliorare l’umore e ridurre l’ansia.
- Endometriosi: Una sana alimentazione può essere utile per le donne affette da endometriosi perché può contribuire a ridurre l’infiammazione, alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita. Sebbene l’alimentazione da sola non possa curare l’endometriosi, può giocare un ruolo importante nel gestire i sintomi e nel promuovere il benessere generale.
- Fibromialgia: Come per l’endometriosi l’alimentazione non rappresenta anche in questo caso una cura, ma una dieta equilibrata può svolgere un ruolo importante nel gestire i sintomi e nel promuovere il benessere generale.
- Fertilità: Una dieta equilibrata e salutare può avere un impatto positivo sulla fertilità, sia nelle donne che negli uomini. L’utilizzo di alimenti funzionali infatti è in grado di migliorare l’equilibrio ormonale, la funziona ovarica e la qualità dello sperma.
La sindrome premestruale (SPM)
La SINDROME PREMESTRUALE affligge milioni di donne nel mondo durante tutto il periodo riproduttivo. La sindrome premestruale può manifestarsi con disturbi dell'umore, depressione, irritabilità, emicrania, tensione mammaria, aumento di peso e ritenzione idrica. La causa di questo fenomeno, rimane sconosciuta, e diverse sono le teorie avanzate nel tempo.
Durante la fase che precede l'arrivo delle mestruazioni, si ha uno squilibrio tra estrogeni e progesterone (ormoni ovarici), che influiscono sul metabolismo della serotonina, implicata nel tono dell'umore, sul bilancio idro-salino attraverso l'ormone anti-diuretico, sulla prolattina implicata nella tensione mammaria, ma anche sulle prostaglandine implicate nella percezione del dolore e nell'infiammazione. Su queste basi, nel tempo sono state proposte numerose terapie, come la pillola anticoncezionale, i diuretici ed i riduttori della prolattina, che tuttavia, pur avendo un effetto benefico, presentano numerosi effetti collaterali.
Uno dei sintomi più riscontrati durante la sindrome premestruale è l'aumento di peso.
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Alimentazione e fertilità
La dieta è un fattore ambientale molto incisivo sulla infertilità, specialmente quella di coppia (sine causa), che non abbia una causa di tipo patologico. La nostra alimentazione infatti tende ad essere ipercalorica ma iponutriente perchè è monotona e spesso trascura l'assunzione di vitamine, sali minerali e nutraceutici di importanza fondamentale per il nostro organismo. Infatti, per poter portare avanti una gravidanza in maniera ottimale, sarebbe opportuno avere un peso che rientri nel range di normalità (vedi indice di massa corporea o BMI).
In un soggetto normopeso, questo indice dà un risultato tra 18,5 e 25. Nelle donne sottopeso o in sovrappeso e in quelle che praticano un’attività fisica eccessivamente intensa o eccessiva, si può osservare una difficoltà nell’ovulazione e di conseguenza nel concepimento. Inoltre, il sottopeso della madre può rappresentare un rischio per la crescita del feto.
Inoltre, come detto, una delle principali cause di infertilità femminile è la POLICISTOSI OVARICA, una condizione clinica molto frequente. E’ stato osservato che nelle donne con ovaio policistico si riscontrano spesso anche alti livelli di insulina nel sangue (iperinsulinemia) e una ridotta risposta dei tessuti all’insulina (insulinoresistenza).
• È importante impostare una dieta a INDICE GLICEMICO controllato. L’indice glicemico indica la velocità con la quale la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue) si innalza a seguito dell’assunzione di un alimento. Per ridurre l’indice glicemico della propria alimentazione, sono necessari: un abbondante introito di fibre, una riduzione degli zuccheri semplici, un controllato apporto di carboidrati complessi e l’abitudine a consumare pasti completi (composti da carboidrati, proteine, lipidi e fibre) .
Consigli generali per una sana alimentazione
- Supplementazione di ferro eme (derivante dai prodotti animali) e non eme (derivante dal mondo vegetale). E’opportuno ricordare che le donne in età fertile, soprattutto se hanno un flusso mestruale molto abbondante, spesso non riescono a soddisfare con la dieta il proprio fabbisogno di ferro.
- Consumo di latte scremato (e suoi derivati, come yogurt e gelato) al posto di latte intero (e suoi derivati). Il latte ed i suoi derivati sono fonte di calcio e di vitamina D. E’ importante ricordare che, oltre ad essere assunta con la dieta, la vitamina D può anche essere sintetizzata dal nostro organismo.
L'importanza dell'idratazione
L'allattamento al seno aumenta le perdite idriche per cui, come in gravidanza, risulta indispensabile idratare continuamente l'organismo bevendo 1.5-2.0 litri di acqua al giorno, da ripartire nell'arco della giornata, prevalentemente fuori pasto ed in assenza di stimolo della sete.
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Il percorso nutrizionale
La prima visita dura circa 45-60 minuti e vengono raccolte le informazioni necessarie per elaborare un protocollo personalizzato e/o consigli. I controlli durano circa 20-30 min. In questo incontro vengono presi in esame gli obiettivi raggiunti e vengono chieste le difficoltà riscontrate nel seguire lo schema nutrizionale proposto.
Il percorso nutrizionale è molto soggettivo. Quasi sempre sono consigliati almeno 2 controlli, quindi il percorso può durare da 3 mesi ad anni. Il numero di controlli è abbastanza soggettivo. Nulla è obbligatorio durante la visita nutrizionale. La visita e il percorso nutrizionale devono essere adattati alle esigenze e sensibilità del paziente, dunque è fondamentale essere sinceri e chiari durante gli incontri. Non è obbligatorio pesare i pasti a casa. Può essere consigliato in presenza di alcune patologie o per brevi periodi, per controllare che le porzioni abitualmente consumate siano corrette.
A chi rivolgersi a Modena
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Biologo Nutrizionista Dott. Andrea Ruini
Poliambulatorio MEDICAL PRO, Correggio
Biologo Nutrizionista Dott.
Conclusioni
La corretta alimentazione è un tassello fondamentale per una vita sana, ma non esiste un approccio uguale per tutti. Soprattutto quando si è giovani, si è soliti affidarsi a programmi nutrizionali specifici, trovando anche nella chiave della prevenzione un supporto sanitario. Percorsi nutrizionali sono disponibili anche per coloro che si trovano a dover fare i conti con uno o più disturbi e vorrebbero beneficiare dell’alimentazione come cura o cura per il proprio problema, in abbinamento ai comuni trattamenti medici. In poche parole, grazie a una sana nutrizione è possibile trovare la giusta combinazione tra salute, obiettivi del paziente, componenti emotive e (se presenti) condizioni patologiche, senza dover contare in maniera ossessiva il numero delle calorie.
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