Recensioni e Servizi di Nutrizionisti presso l'Ospedale di Chieti

Il servizio di Dietologia e Nutrizione Clinica del Presidio Ospedaliero SS. Annunziata di Chieti si occupa di prevenire, diagnosticare e trattare le patologie legate alla nutrizione e offre supporto per tutte le malattie acute o croniche che necessitano di interventi nutrizionali specifici. In tale area vengono principalmente trattate patologie relative a malnutrizione patologica, eccessi alimentari e disfunzioni metabolico-ormonali, come obesità, dislipidemie e diabete o disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia nervosa.

L'Obesità: Un Approccio Multidisciplinare

L’obesità è la condizione clinica caratterizzata da un eccesso di tessuto adiposo (grasso). Al pari della febbre è considerata un sintomo piuttosto che una malattia vera e propria. Essendo però implicati nella sua insorgenza e mantenimento nel tempo anche fattori ambientali, psicologici, sociali, culturali, genetici e ormonali, affrontare e risolvere tale condizione è sicuramente complesso.

L’International Obesity Task Force, indica in oltre 1 miliardo le persone adulte in sovrappeso e circa 310 milioni quelle obese con predominanza per i paesi economicamente sviluppati e virtuale assenza nelle nazioni sottosviluppate. Sulla base dei dati PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) relativi al quadriennio 2009-2012, si stima che in Abruzzo, una quota rilevante (42%) degli adulti tra i 18 e i 69 anni presenti un eccesso ponderale: in particolare il 32% é in sovrappeso e il 10% è obeso.

La stima rilevata corrisponde in Regione a circa 280.000 persone adulte in sovrappeso e 88.000 obese. Impropriamente, spesso, si parla solo dell’aumento del peso corporeo per identificare i soggetti patologici. In realtà non è solamente il semplice dato numerico dei chili che identifica l’obeso e infatti sono state ideate numerose altre misure per inquadrare l’obesità. Fra questi il più conosciuto e usato è l’indice di massa corporea (IMC, in inglese BMI, body mass index), calcolato dividendo il peso corporeo in kg per il quadrato dell’altezza in metri.

Per una completa valutazione del grado di obesità al B.M.I. Ha grande importanza in questo contesto, anche la diversa localizzazione del grasso. Il grasso intraddominale e addominale sottocutaneo ha più importanza del grasso sui glutei o sulle gambe. Possiamo, infine, dividere le cause dell’obesità in due grandi gruppi: una forma essenziale, con una prevalenza di oltre il 95%, e una forma secondaria, prevalenza 5%. Possiamo affermare che l’obesità comporta enormi conseguenze, con un importante impatto sociale, visto che tale patologia comporta, a vario titolo, uno scadimento della qualità della vita a seguito dello sviluppo di numerose malattie associate, da cui un’aumentata mortalità.

Leggi anche: Nutrizionista a Rho: scopri di più

Sindrome Metabolica e Complicazioni dell'Obesità

Il termine “sindrome metabolica” descrive un insieme di fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare malattie cardiache, ictus e diabete. livelli di trigliceridi superiori a 150 mg/dL e livelli di colesterolo HDL (il cosiddetto “colesterolo buono”) inferiori a 40 mg/dl nell’uomo e 50 mg/dL nella donna.

Valori di pressione arteriosa superiori a 135/85 mmHg causati nel paziente obeso dall’aumento delle resistenze periferiche, del tono simpatico, della sensibilità al sodio e dalla ritenzione idrosalina associata alla iperinsulinemia. Livelli di glicemia a digiuno ≥ 100 e ≤ 126 mg/dL (IFG). L’insulinoresistenza e l’iperinsulinemia, aumentano con l’obesità e con il sovrappeso, diminuendo con il dimagramento ed il ritorno a BMI ideali o prossimi ad esso.

L’80% dei pazienti diabetici di tipo 2 è obeso. L’aumento di peso può precedere lo sviluppo del diabete di tipo 2 o può coincidere con esso ed è stato accertato che il fattore diabetogeno primario è appunto la presenza di tessuto adiposo in eccesso. Nei soggetti obesi di sesso femminile si notano alterazioni del ciclo mestruale, aumentata sintesi di androgeni, PCOS (sindrome dell’ovaio policistico), anovulazione e sterilità, condizioni spesso risolte con il ripristino del peso normale, quando possibile.

Negli obesi si osserva ridotta distensibilità della gabbia toracica, un aumento del lavoro respiratorio globale, un aumento del lavoro respiratorio dei muscoli respiratori al minuto, una ridotta capacità polmonare totale. L’obesità severa si accompagna spessissimo alla sindrome delle apnee ostruttive notturne con possibili gravi, a volte mortali conseguenze. L’obesità nei maschi è associata ad una più alta mortalità per cancro dell’esofago, colon, retto, pancreas, fegato e prostata.

Chirurgia Bariatrica: Un'Opzione Terapeutica

La chirurgia, da eseguirsi solo dopo ripetuti fallimenti di una modifica del regime dietetico, risulta una terapia efficace per determinare la perdita di peso. Non esiste un intervento migliore di un altro. Negli ultimi anni la chirurgia dell’obesità (detta anche chirurgia bariatrica) si è dimostrata capace di produrre una significativa riduzione del peso corporeo nella maggioranza dei pazienti trattati, con conseguente miglioramento di tutte le patologie associate all’obesità e riduzione della mortalità a essa associata.

Leggi anche: Lavoro Nutrizionista in Abruzzo

Un punto importante da tenere in considerazione, infatti, è quello riguardante il miglioramento della qualità della vita e la riduzione del rischio delle complicanza e della mortalità connesse all’obesità. È ben noto che una diminuzione di peso del 10-15% è associato ad una significativa riduzione delle patologie associate all’obesità. Altro punto forte della chirurgia dell’obesità è l’apporto alla tutela della salute pubblica e il rapporto costi-benefici.

In uno studio portato avanti in Lombardia, è stata fatta una simulazione (per un periodo di 5 anni) al fine di valutare il risparmio ottenibile sulla spesa sanitaria mediante il trattamento chirurgico dell’obesità grave, per esempio con l’intervento di bendaggio gastrico regolabile laparoscopico. Lo studio dimostra che in Lombardia il costo dell’intervento chirurgico di bendaggio gastrico regolabile laparoscopico e del follow-up quinquennale è mediamente pari a 5.553 €. La spesa sanitaria del trattamento di questi 42.000 pazienti è stata, quindi, calcolata pari a 233.226.000 €.

Parallelamente sono state prese in considerazione le seguenti patologie connesse all’obesità: diabete, ipertensione, coronaropatie, dislipidemie, pneumopatie ed artropatie. Dopo l’intervento di bendaggio gastrico regolabile laparoscopico sono stati valutati, nei soggetti operati, i risparmi ottenuti dalla riduzione della spesa altrimenti normalmente erogata per le suddette patologie: 49.770.000 € per il diabete di tipo 2; 129.402.000 € per l’ipertensione; 15.750.000 €per le coronaropatie; 14.905.800 €per le dislipidemie; 119.616.00 €per le artropatie e 65.1000.000 € per i disturbi respiratori.

Valutazione del Successo della Chirurgia Bariatrica

Analizzando il criterio della riduzione del peso, il parametro di valutazione del successo per tale parametro è il cosiddetto Peso in Eccesso Perso (Excess Weight Loss) ed è considerato sicuramente un successo uina perdita del peso in eccesso pari ad almeno il 50%. La media di perdita di peso e di mantenimento del peso (a 5 e 9 anni) aumenta progressivamente con le seguenti procedure: bendaggio gastrico regolabile (45% in media), gastroplastica verticale (54% in media), bypass gastrico (58% in media) e diversione biliopancreatica (66% in media).

Un criterio più severo di valutazione è quello di Reinhold. La valutazione di Reinhold, è l’unica che, anziché tenere conto del punto di partenza, tiene conto del punto di arrivo, forse la cosa più importante. Tale classificazione si basa non sull’entità del sovrappeso perso, ma esprime, viceversa, il successo o l’insuccesso in base al risultato finale, proprio in relazione al sovrappeso residuo. La percentuale dei vari pazienti in ciascuna classe esprime il vero risultato in termini di calo ponderale.

Leggi anche: L'approccio di Pierpaolo Pavan alla nutrizione

Un sovrappeso inferiore al 50% corrisponde approssimativamente ad un B.M.I. inferiore a 35 Kg/m2. Ultimamente, quindi, si è anche adottato il valore del B.M.I. residuo quale criterio di valutazione del risultato, che dovrebbe, appunto, essere inferiore a 35 Kg/m2 per definire il successo di una procedura.

Uno scarso risultato sul calo ponderale o un rilevante recupero di peso dopo un risultato iniziale (o anche a medio-termine) valido, può richiedere un reintervento chirurgico, che può essere di correzione della procedura iniziale o di conversione in altro intervento bariatrico, generalmente di tipo più complesso ed a meccanismo diverso.

L'Importanza dell'Approccio Multidisciplinare

Il paziente affetto da obesità patologica è un paziente complesso. La preparazione all’intervento chirurgico deve essere quanto più completa e precisa. La chiave del successo dei programmi di chirurgia dell’obesità è l’approccio multidisciplinare. La chirurgia rappresenta oggi uno dei punti fondamentali di questo processo, ma da sola non riesce a raggiungere l’obiettivo, specialmente nel corso del tempo.

Il paziente, quindi, deve essere inserito in un percorso multidisciplinare dove ciascuna delle figure specialistiche risponde ai precisi interrogativi che il soggetto obeso, in quanto particolare e complesso, pone dal punto di vista medico e chirurgico. Per quanto riguarda il paziente, uno dei passi fondamentali, è quello di maturare la decisione di eseguire l’intervento di chirurgia dell’obesità.

La prima cosa da tenere a mente è che l’intervento chirurgico rappresenta un mezzo attraverso il quale poter aiutare il paziente obeso a perdere peso, ma non rappresenta la cura. Questo significa che qualsivoglia intervento chirurgico da solo non è sufficiente a raggiungere l’obiettivo, ma deve essere accompagnato da un motivato cambiamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari.

Tutti i nostri pazienti vengono inseriti nel programma di chirurgia dell’obesità sono sottoposti ad una valutazione multidisciplinare per essere sicuri in primo luogo che la scelta della chirurgia rappresenti il trattamento più sicuro ed adeguato in quel preciso momento storico. Una volta definita la possibilità dell’intervento, il percorso è completato dal chirurgo, che propone la tecnica più adeguata, dal nutrizionista, che prepara il paziente all’intervento e dal colloquio con uno psichiatra, che conferma l’aderenza del paziente all’obiettivo terapeutico e le motivazioni.

L’ultimo passo, nella fase pre-operatoria, è affidato all’anestesista che controlla se il paziente è ben preparato per l’intervento.

Recensioni e Specialisti

Le recensioni dei pazienti evidenziano l'importanza di un approccio personalizzato e professionale. I pazienti apprezzano la disponibilità, l'empatia e la capacità di creare piani alimentari efficaci e flessibili. Ecco alcune figure professionali che operano nel settore della nutrizione a Chieti:

  • Dott.ssa Chiara Barbone: Biologa Nutrizionista specializzata in piani alimentari personalizzati per dimagrimento, condizioni patologiche, allergie e intolleranze alimentari, aumento del peso corporeo ed educazione alimentare.
  • Dott.ssa Lo Schiavo: Biologa Nutrizionista con esperienza in ambito ospedaliero e specializzata in nutrizione umana.
  • Dott.ssa Maria Teresa Guagnano: Medico nutrizionista, Responsabile del servizio di Prevenzione e cura dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) e dei disturbi del linguaggio dell'Ospedale Clinicizzato SS. Annunziata di Chieti.

Effettuando la prima visita il dottore mi è sembrato molto preparato. Professionista serio ed empirico col paziente. Attento alle esigenze. Prima visita: il Dottor Ciulla è stato molto educato gentile ed empatico . Ha subito capito quali fossero le mie difficoltà ed il mio obbiettivo .Nonostante la mia condizione di salute un po' particolare, il dottore è stato professionalmente rapido nell' interessarsi e nell' inviarmi il piano alimentare . Ho ottenuto buoni risultati senza stress e senza fame. 12 kg in 9 mesi di terapia. Ho fatto la mia prima visita dal dottore e non potevo chiedere di meglio. Oltre a dimostrare una grande professionalità e preparazione, ho apprezzato molto il suo approccio empatico e la sua capacità di mettermi subito a mio agio. Mi ha trasmesso fiducia e serenità. Un professionista che unisce competenza e qualità umane.

La Dottoressa Di Petta si è laureata in Medicina e Chirurgia nel 1996 presso l'Università di Chieti, successivamente ha conseguito la Specializzazione in Endocrinologia e Malattie Ricambio presso la stessa Università nel 2002. Da ottobre 1998 a novembre 2002 ha lavorato come Medico Volontario presso l’ambulatorio di Endocrino Chirurgia annesso al reparto di Patologia Chirurgica dell’Ospedale Clinicizzato “SS. Annunziata” Chieti. Da novembre 2002 a luglio 2004 ha svolto attività di Specialista endocrinologo presso il Servizio Ambulatoriale di Endocrinologia del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento dell’Università degli Studi “G.d’Annunzio” di Chieti. Dal 2003 al 2004 è stata incaricata in qualità di docente nel Modulo Didattico Integrativo post-base per gli operatori tecnici addetti all'assistenza (disciplina igiene) presso l' A.S.L. di Teramo.

tags: #nutrizionista #ospedale #Chieti #recensioni

Scroll to Top