L'Importanza del Nutrizionista per Adolescenti: Benefici e Rischi

L’adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti fisici, emotivi e sociali. Durante questa fase, il corpo ha bisogno di un apporto nutrizionale adeguato per supportare la crescita e lo sviluppo. Tuttavia, le abitudini alimentari spesso subiscono l’influenza di stili di vita frenetici, mode alimentari e pressioni sociali, portando a scelte poco equilibrate.

Perché è importante rivolgersi a un nutrizionista durante l’adolescenza?

L’adolescenza è un periodo cruciale per lo sviluppo fisico e mentale, in cui una corretta alimentazione e un’attività sportiva regolare possono fare la differenza per una crescita sana e armoniosa. Affidarsi a un nutrizionista può fare la differenza, offrendo un supporto personalizzato per creare abitudini alimentari sane e durature.

I Cambiamenti Nutrizionali Durante l'Adolescenza

Durante l’adolescenza, il corpo attraversa trasformazioni significative, come l’aumento della massa muscolare, la maturazione ossea e i cambiamenti ormonali. In conclusione, l’adolescenza è una fase delicata in cui l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per sostenere il benessere fisico e mentale.

Il Ruolo della Famiglia

La famiglia rappresenta il primo e più importante esempio per l’adolescente. Educare i giovani sui benefici di una dieta equilibrata, affiancati da una corretta informazione, può contribuire a prevenire problematiche future e a promuovere uno sviluppo sano e armonioso.

I Rischi di una Dieta Squilibrata in Adolescenza

Molti adolescenti tendono a seguire abitudini alimentari sbagliate, che possono influire negativamente sulla loro crescita e sulle prestazioni sportive. Si può andare facilmente incontro a disturbi alimentari come anoressia e bulimia, tanto per citare i più famosi e ricorrenti.

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Fasi di restrizione eccessiva possono innescare la fame nervosa e l’ossessione per il cibo può diventare nel tempo talmente elevata da spingere verso un abuso compulsivo di esso, con l’insorgenza di un profondo senso di colpa e di inadeguatezza che innesca comportamenti compensativi, ad esempio vomito auto-indotto o eccessiva attività fisica, come accade nella bulimia nervosa.

Le Cause Principali dei Problemi Alimentari

Succede molto spesso che si entra in un vortice nutrizionale e psicologico per cui si comincia una dieta, ma non la si finisce più, neanche quando si è raggiunti l’obiettivo prefissato (inizialmente di dimagrimento) e questo diventa pericoloso nel tempo. In casi simili, è fondamentale attivare il prima possibile dei percorsi psiconutrizionali specifici che possono apportare benefici notevoli.

Rischi Psichici e Relazionali

I rischi possono abbracciare la sfera psichica e relazionale del giovane. Può subentrare la depressione associata a bassa autostima e alla difficoltà di relazionarsi con gli altri perché si è in conflitto con se stessi.

Il giovane si ritrova spesso a rifiutare il percorso terapeutico perché, magari, si sente troppo giudicato dagli altri e ha paura di non essere apprezzato fino in fondo. La consapevolezza e la motivazione sono i due aspetti su cui insistere di più in questo senso. Rinforzare l’autostima e la voglia di guardarsi allo specchio è uno dei principali obiettivi da porsi per favorire il ritorno ad un corretto regime alimentare.

Come posso motivare mio figlio adolescente a mangiare in modo sano?

Il punto di riferimento per una sana alimentazione degli adolescenti rimane perlopiù la famiglia. Sarebbe meglio cercare di concordare, a seconda dell’età, il numero dei pasti da condividere insieme e insegnare loro i principi di un’alimentazione varia ed equilibrata.

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Il Ruolo dei Genitori

Nell’ottica di un recupero completo e a pieno regime, essi hanno il dovere di stare vicino ai propri figli. Ed è una presenza che non si riduce ad una mera e inconsistente vicinanza, ma li accompagna concretamente nel percorso di riattivazione alimentare. Giocano un ruolo determinante da questo punto di vista.

Basti pensare che una delle prime fasi che si mette in moto nell’ambito di un programma psicoterapeutico è proprio il coinvolgimento dei genitori, i quali, tuttavia, devono fare in modo da non trasmettere un eccessivo peso e ansia al figlio. L’accettazione di un problema è un punto fondamentale da cui partire e deve riguardare anche loro, altrimenti difficilmente se ne esce fuori. Paradossalmente succede che molto spesso è proprio l’iperprotezione dei genitori a produrre questi problemi alimentari nell’adolescenza. Una sorta di effetto contrario.

La mancanza di comunicazione con i figli fa tutto il resto. Ecco perché il sostegno dei genitori in fase di terapia diviene pressoché essenziale, almeno secondo quanto stabilito dalle letture nutrizionali e psichiatriche moderne.

Valutazioni per Problemi Alimentari

Il disturbo alimentare in età adolescenziale è così pervasivo che bisogna comporre ogni minimo dettaglio al fine di produrre la migliore cura. Non si tratta solo di non mangiare tutti quei cibi da evitare ma anche di effettuare una corretta valutazione in toto della situazione.

Tramite questa valutazione si può arrivare a comprendere meglio le abitudini alimentari assunte nel tempo unendo la cronostoria del peso e analizzando il rapporto che si ha con il cibo. La connotazione sociale e familiare, così come le relazioni interpersonali, hanno un altrettanto peso specifico di primo piano nella valutazione finale. Certi problemi alimentari non derivano soltanto da disagi nutrizionali, ma anche e soprattutto psichici. Parte tutto da lì.

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Vi si stabilisce una sorta di connessione al fine di fornire un riscontro positivo della terapia anche in rapporto a ciò che pensa il paziente, che è il protagonista del percorso. Tutto ciò implica un approccio integrato che sta dando ottimi risultati negli ultimi anni e che rappresenta la vera innovazione nel campo dei disturbi alimentari.

Qual è la colazione ideale per un adolescente?

La colazione è uno dei pasti più importanti per gli adolescenti attivi. Dopo il digiuno notturno, il corpo ha bisogno di energia per affrontare la giornata scolastica e, spesso, gli allenamenti sportivi.

È importante partire con una buona colazione, troppo spesso saltata o ridotta al solo latte+biscotti, che comprenda una fonte di carboidrati, cereali o pane, un poco di proteine, latte o yogurt, e fibra, un po’ di frutta ci sta sempre bene.

Gli adolescenti hanno bisogno di integratori alimentari?

Di solito, una dieta equilibrata è sufficiente. Negli ultimi anni, le polveri e le barrette proteiche sono diventate popolari non solo tra atleti e adulti in palestra, ma anche tra adolescenti.

Si passa dall'idea distorta che più proteine possano aumentare la massa muscolare, mentre è vero solo che "una quantità insufficiente possa limitarla" - soprattutto in condizioni di deficit calorico o elevatissimo carico allenante. Anche il concetto che l'eccesso proteico possa danneggiare reni e fegato è superato. Senza considerare che "più proteine non significa più integratori". E' possibile raggiungere apporti molto elevati - anzi, inutilmente elevati - anche con i soli alimenti.

In definitiva, usare un integratore può avere una finalità utile, ma solo quando è "impossibile" mangiare, e quando l'organismo ne ha reali necessità. Anche considerare la spinta di crescita, ovvero il "momento" in cui si trova l'organismo in evoluzione, può fare una piccola differenza. Non ci sono evidenze a sostegno del fatto che superare i 100 g / die porti a qualunque tipo di beneficio. Ma non ci sono evidenze che l'eccesso proteico possa arrecare danno renale o epatico nei soggetti sani.

In linea di massima, salvo situazioni particolari, non sono necessari integratori o supplementi vitaminici o di altro tipo: eventualmente il loro uso va valutato da professionisti del settore, solo in caso di effettiva necessità.

Fabbisogno energetico giornaliero per gli adolescenti

In linea generale, dai 12 ai 17 anni, il corpo di un adolescente richiede circa 2500 chilocalorie al giorno.

Linee guida per una sana alimentazione durante l'adolescenza

I criteri generali per un’alimentazione sana e bilanciata nell’adolescenza sono quelli della dieta mediterranea, in particolare:

  • usare cereali preferibilmente integrali, eventualmente insieme ai legumi (secchi o freschi) come fonte di proteine vegetali con cui comporre un piatto unico;
  • consumare frutta e verdura fresca di stagione di vario tipo a ogni pasto;
  • limitare i grassi animali;
  • limitare il sale e i fritti;
  • prediligere il consumo di carni magre e limitare quello di carni processate, salumi e insaccati;
  • limitare lo zucchero, le merendine, le bevande zuccherate e i dolciumi (specialmente se un giovane è già in sovrappeso o obeso);
  • aumentare il consumo di pesce fresco o surgelato di vario tipo;
  • garantire un consumo adeguato di formaggi, latte e yogurt;
  • assicurarsi che le uova siano consumate con regolarità (2 a settimana);
  • evitare vino, birra e superalcolici;
  • mangiare lentamente e ad orari possibilmente regolari;
  • fare colazione tutti i giorni;
  • distribuire la razione quotidiana in tre pasti principali e almeno due spuntini.

La quantità di energia necessaria (cioè le calorie) proveniente dai macronutrienti deve essere ben equilibrata nel corso della giornata. In linea di massima i carboidrati devono apportare il 50 per cento delle calorie giornaliere totali, i grassi il 35 per cento e le proteine il 15 per cento. Queste percentuali possono variare a seconda dell’età e del peso degli adolescenti, oltre che in relazione all’attività fisica svolta.

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