L'artrite reumatoide (AR) è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le articolazioni e riguarda circa l'1% della popolazione. La componente autoimmune di questa patologia fa sì che il sistema immunitario attacchi le strutture osteo-articolari. L’artrite reumatoide ha alle spalle più fattori coinvolti e per questo viene definita come una malattia multifattoriale, in cui convergono aspetti di natura genetica, ambientale e legati allo stile di vita.
Ogni persona necessita di un’alimentazione personale, in quanto ciò che siamo dipende in modo complesso dalla nostra genetica, stile di vita, attività motoria, fabbisogni nutrizionali e dalla presenza di eventuali disturbi o patologie. Ne consegue che ogni terapia nutrizionale adatta a tutti non può che essere un tentativo parziale e spesso infruttuoso, soprattutto per chi ha già problemi di salute.
L’alimentazione funzionale agisce in primis regolando l’equilibrio glicemico, utilizzando lo stimolo, il sostegno epatico e il drenaggio renale. Lo stimolo metabolico deve servire solo a sostenere gli emuntori attivandoli leggermente, senza eccitare un soggetto che tende a reagire troppo agli stimoli. A questo si aggiunge un lavoro specifico sull’infiammazione attraverso l’uso appropriato degli alimenti dotati di specifiche proprietà.
Alimenti ad azione antinfiammatoria
Le patologie reumatiche si giovano spesso dell’uso del pesce in quanto accelerando i processi metabolici si migliora l’eliminazione delle sostanze tossiche e quindi si riducono i processi infiammatori per la presenza di grassi omega 3 EPA e DHA. Quindi la frequente sostituzione del pesce alla carne da dei risultati interessanti nell’andamento della patologia.
Questi pesci andrebbero cotti a vapore o comunque evitando di superare i 100 gradi perché gli omega 3 sono molto delicati e la loro ossidazione (favorita dalle alte temperature) riduce la loro potenzialità terapeutica.
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- Pesce: (soprattutto aringa fresca, salmone fresco, sgombro, alici, sarde)
- Cipolla: cruda nelle insalate, o da sola, è utilissima sia per l’azione antinfiammatoria che per il fatto che favorisce l’eliminazione dei depositi dalle articolazioni e migliora il drenaggio renale. Utile è la zuppa di cipolle come antiartritico, anche due volte a settimana, accompagnata da crostini di pane.
- Cetriolo: per il suo contenuto in azulene ha un’azione antinfiammatoria e decongestionante.
- Cavolo cappuccio: ricco di selenio, antiossidante che contribuisce ad alleviare i sintomi dell’artrite controllando i livelli di radicali liberi. Dimostrata è anche l’azione antinfiammatoria in molte patologie per la presenza di salicilati.
- Cavolfiore: unisce molte proprietà analoghe a quelle del cavolo cappuccio, a cui si aggiunge il bromo ad azione sedativa del SNC e quindi del dolore.
- Ananas: nota è l’azione antinfiammatoria dell’ananas (Unica controindicazione gastriti e emorragie).
- Fragole: contengono, tra l’altro, acetil-salicilico che agisce sull’infiammazione e sul dolore.
- Lamponi: la presenza di acido salicilico, di polifenoli e di oli essenziali spiegano la loro azione, efficace negli stati infiammatori di diversa origine.
- Semi di lino: il capostipite dei grassi omega 3 è l’acido alfa-linolenico contenuto in ben pochi alimenti: i semi di lino, di canapa, le noci. I semi di canapa non si trovano in commercio e le noci contengono anche acido linoleico, quindi i semi di lino sono i più indicati.
Altri alimenti utili
- Prezzemolo: la sua ricchezza in vitamina C e di ferro molto disponibile lo rende utile per la sua azione antiossidante e per favorire l’assorbimento del ferro e d’altri Sali minerali, soprattutto il calcio. In Alimentazione Funzionale è aggiunto crudo a fine cottura a carni, pesci e verdure.
- Limone: le numerose sostanze benefiche contenute nella polpa e nella buccia del limone lo rendono utile in Alimentazione Funzionale per moltissimo motivi. La tradizione popolare usa nell’artrite, nei reumatismi e nella gotta la cura dei 10 limoni.
- Uva: la ricchezza in zuccheri e Sali minerali, la sua attività antibatterica e antitumorale, la ricchezza in vitamine e in tannini, rendono l’uva preziosissima in moltissime circostanze. In particolare la sua funzione diuretica e la capacità di favorire l’eliminazione degli acidi urici, della renella e di altri cataboliti urinari la rende utile in molte patologie incluse quelle degenerative osteo-articolari. Attenzione alla gastrite e all’equilibrio glicemico.
- Porri: la loro azione nelle patologie reumatiche, nell’artrite reumatoide e nelle artrosi è probabilmente legata alla facilitazione dell’eliminazione renale dei cataboliti. Il loro contenuto in sostanze solforate svolge un’azione positiva sulla riduzione dell’ infiammazione.
- Sciroppo di aloe vera: i documentati effetti antitumorali e immunostimolanti di questa preparazione la rendono utile in tutti i casi in cui il paziente sia sottoposto a terapie immunosoppressive. La sua spiccata azione lassativa contribuisce all’eliminazione dei residui tossici dei farmaci assunti in notevole quantità in questo tipo di patologie.
Selenio e artrite reumatoide
Le ricerche indicano che i pazienti con artrite reumatoide presentano livelli ridotti di selenio nel sangue. Il Selenio, come antiossidante, può contribuire ad alleviare i sintomi dell’artrite controllando i livelli di radicali liberi. Il selenio è un oligoelemento che esplica nell’organismo umano una serie di importanti funzioni, fra le quali: ritarda l’invecchiamento, soprattutto se associato alle vitamine C ed E; rallenta l’ossidazione degli acidi grassi e preserva l’elasticità dei tessuti, contrastando la formazione dei radicali liberi; infine, contribuisce al buon funzionamento tiroideo.
Oltre che nei funghi, il selenio è contenuto, in percentuali variabili, nei seguenti alimenti: cipolla, broccoli, cavolo, pomodori, tonno, aringhe, salmone, acciughe, sogliole, merluzzo e lievito di birra.
Alimenti che sono fonte di selenio
| Alimento | Selenio (µg/porzione) |
|---|---|
| Sardine fresche (g. 250) | 101.5 |
| Sogliola fresca (g. 300) | 52 |
| Fegato di bovino (g.120) | 50 |
| Filetto di bovino adulto (g. 150) | 25 |
| Petto di pollo (g. 170) | 17 |
| Bistecca nmaiale magro cotta in padella senza grassi (g. 100) | 14 |
| Riso parboiled (g. 80) | 11 |
| Parmigiano e grana (g. 80) | 10 |
| Gorgonzola (g. 80) | 10 |
| Uova gallina (g. 100 = 2 Uova) | 101.5 |
| Lenticchie secche | 4 |
| Prosciutto cotto (g. 80) | 4 |
| Anacardi (g. 30) | 3.6 |
| Tuorlo d'uovo di gallina (g. 36 = 2 tuorli) | 3 |
| Pistacchi (g. 30) | 1.2 |
| Nocciole (g. 30) | 0.25 |
Alimenti da evitare
In ragione di meccanismi differenti, possono aggravare la sintomatologia dolorosa.
- Pomodoro: nell’artrite reumatoide bisogna limitare l’impiego del pomodoro. Soprattutto quello crudo va completamente eliminato, in particolar modo quando è verde. Eventualmente può essere mangiato solo se accompagnato da cipolla cruda per facilitare l’eliminazione dell’eccesso di ossalati e Sali e che altrimenti vanno a depositarsi nelle articolazioni.
- Caffè: il paziente con questa malattia non si gioverà dello stimolo adrenergico dato dal caffè, ma piuttosto di tutto quello che può sedare il SNC e miorilassare tutto l’organismo. Inoltre, il caffè, come il pomodoro e il vino, contiene sostanze chimiche che facilitano la precipitazione di aggregati cristallini all’interno delle articolazioni.
- Birra: la presenza del glutine, irritante per il SNC, e dei lieviti che rallentano la funzione epatica rende la birra controindicata in questa patologia.
- Carni rosse: per il sovraccarico della funzione renale dato dalle scorie azotate delle carni rosse.
- Spinaci: il contenuto in ossalati ostacola la funzione renale.
- Asparagi: nonostante loro spiccata azione diuretica, la presenza di ossalati e Sali minerali rendono gli asparagi controindicati nelle cistiti, litiasi urinarie, artrite e reumatismo articolare, oltre che nelle nefriti e nelle infiammazioni delle vie biliari. Poiché inducono aumento di tono e dell’eccitabilità muscolare, sono controindicati anche nelle patologie neurologiche e nelle epilessie.
- Vino bianco: contiene sostanze chimiche aggiunte, essendo un vino di bassa struttura rispetto a quello rosso, che facilitano la precipitazione di aggregati cristallini all’interno delle articolazioni.
- Latte: il latte attualmente in commercio proviene da tanti diversi allevamenti e razze diverse, ciascuna con il proprio patrimonio di geni e di antigeni.
Tra i fattori protettivi sono stati identificati il consumo di pane, frutta secca o disidratata, alcool a dosi moderate, mentre il consumo di carne bovina (ma non di maiale o pollo), di carne processata e di caffè aumenterebbe il rischio. Questo studio fornisce quindi prove che supportano l’importanza di abitudini alimentari equilibrate nella gestione e prevenzione dell’artrite reumatoide.
In generale si consiglia di evitare le bevande zuccherate, i soft drinks e l’eccesso di succhi di frutta. Inoltre è bene consumare il meno possibile i cibi ipercalorici, troppo ricchi di zuccheri semplici e/o di grassi, soprattutto se di origine animale. Gli alimenti ulteriori da scartare possono essere discussi con gli specialisti sulla base dello stato nutrizionale e tramite l’ausilio di test specifici.
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Tuttavia una dieta specifica per la persona (e non standard valida per tutti) rappresenta un valido sostegno per aiutare il percorso di cura, in quanto influenza il rischio di malattia e possiede attività immuno-modulanti. Analogamente un’attività fisica regolare esercita numerosi effetti benefici sulla salute, in particolar modo tra chi è sedentario come avviene spesso tra coloro che soffrono di artrite reumatoide.
Alimenti consigliati e da limitare
Gli individui affetti da artrosi dovrebbero impostare la loro dieta riducendo gli alimenti molto raffinati e trattati, i grassi saturi animali, lo zucchero e il sale, e aumentando la quantità di cereali integrali, frutta e verdura fresche.
- Alimenti consigliati: Cereali integrali, frutta e verdura fresche, soia, tofu, sardine, salmone e merluzzo.
- Alimenti da limitare: Alimenti molto raffinati, grassi saturi, zucchero e sale.
Un'alimentazione corretta, che elimini le eventuali intolleranze alimentari spesso presenti nelle artriti di tipo immunologico, migliora l'efficienza del sistema immunitario e fornisce un'energia qualitativamente superiore per combattere le malattie.
Il fattore peso
L'obesità aumenta il rischio di insorgenza dell'artrosi, per il peso eccessivo che grava sulle articolazioni; ginocchia, e anche, per esempio sono meno dolenti quando il peso da sostenere è minore. Alcuni esercizi moderati, come il nuoto, la bicicletta e le passeggiate, associati a una dieta corretta a basso contenuto di grassi possono contribuire a prevenirla o a diminuirne i sintomi se la patologia è già in atto.
Allergie o intolleranze
Le allergie e le intolleranze alimentari possono contribuire all'insorgenza dell'artrite reumatoide o peggiorarne i sintomi. Individuare gli alimenti responsabili attraverso appropriati test è essenziale. Gli alimenti più comunemente coinvolti di solito sono latticini, uova, cereali e in alcuni casi anche la soia.
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Olio di pesce
Alcune ricerche hanno dimostrato che l'olio di pesce può essere utile nella cura dell'artrite reumatoide, un'infiammazione delle articolazioni che provoca dolore, gonfiore, arrossamento e calore della parte interessata. Le persone affette da artrite reumatoide dovrebbero mangiare pesce grasso fresco, due o tre volte la settimana, o, se preferiscono, assumere olio di pesce in capsule o in forma liquida (attenendosi comunque sempre rigorosamente alle dosi indicate). I miglioramenti di solito si notano dopo due o tre mesi.
Anche l'olio di enagra (o enotera) ha effetti antinfiammatori ed è molto utile per coloro che non mangiano pesce. I vegetariani possono assumere acidi grassi omega-3 inserendo nella dieta soia e TOFU.
Cause e sintomi
Si ritiene che l'artrosi sia una malattia degenerativa dovuta al logoramento o alla lesione della cartilagine di un'articolazione. L'artrite reumatoide è invece una malattia infiammatoria dovuta a diverse cause, non tutte note, in cui un processo autoimmune è responsabile dell'attacco alle articolazioni.
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