Il Ruolo del Nutrizionista Specializzato in Oncologia: Supporto Fondamentale per i Pazienti

Un supporto nutrizionale è fondamentale per migliorare la qualità della vita e la risposta alle terapie per i pazienti oncologici. Mantenere un buon stato nutrizionale è basilare, sia durante le terapie, sia dopo per la prevenzione delle recidive.

Perché Serve il Supporto Nutrizionale in Oncologia?

Prima e durante il trattamento oncologico il corpo è sottoposto ad uno stress significativo, dovuto a vari fattori. In primo luogo è il tumore stesso ad alterare radicalmente il metabolismo, causando non di rado perdita di appetito e di peso. Inoltre i trattamenti possono provocare effetti collaterali come nausea, vomito, perdita di appetito, alterazioni del gusto e difficoltà di deglutizione e digestione.

Questi sintomi possono portare a malnutrizione, perdita di peso e deperimento muscolare, condizioni che possono compromettere l'efficacia dei trattamenti e aumentare il rischio di complicanze. Va da sé poi che quasi tutti i trattamenti oncologici possono provocare effetti collaterali quali nausea, vomito, perdita di appetito, per citarne solo alcuni, che inevitabilmente si ripercuotono su una perdita di peso e di massa muscolare. Non dimentichiamoci infine che anche la localizzazione del tumore e lo stadio della malattia incidono sullo stato nutrizionale del paziente.

Lo dimostrano anche i dati: tra il 20 e il 70% dei pazienti, a seconda della sede del tumore e dello stadio della malattia, hanno una forma di malnutrizione e si stima che circa uno su cinque muoia a causa della malnutrizione stessa e non per la malattia oncologica. «Diversi studi evidenziano che una nutrizione inadeguata aumenta il rischio di complicazioni postoperatorie e riduce l’efficacia delle terapie», spiega Riccardo Caccialanza, direttore SC Dietetica e Nutrizione Clinica Policlinico S. Matteo di Pavia. «In linea generale, è la malattia stessa molte volte ad alterare il metabolismo, con perdita di appetito e di peso.

La Malnutrizione nei Pazienti Oncologici

Come accennavamo, la malnutrizione è un problema estremamente diffuso tra i pazienti oncologici. Si divide in diverse tipologie:

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  • Cachessia tumorale: Si tratta dello stato di deperimento “tipico” di chi è affetto da alcune tipologie di tumori, come il tumore al pancreas.
  • Malnutrizione per difetto: È uno squilibrio tra tra i bisogni, l'assunzione e l'utilizzo dei nutrienti, che porta solitamente ad un dimagrimento eccessivo e ad una perdita importante di massa muscolare.
  • Malnutrizione per eccesso: Si tratta di uno squilibrio tra tra i bisogni, l'assunzione e l'utilizzo dei nutrienti, che porta solitamente all’aumento di peso. È tipica dei trattamenti per alcuni tipi di cancro, come quello al seno (Demark-Wahnefried et al., 1993).

Chi È il Nutrizionista Oncologico e Cosa Fa?

Dunque, cosa fa e di cosa si occupa esattamente il nutrizionista oncologico? Si tratta di un biologo nutrizionista specializzato, appunto, in nutrizione oncologica, ovvero nel supporto nutrizionale dei pazienti oncologici. Il nutrizionista oncologico è la figura specializzata in nutrizione con esperienza maturata, appunto, in ambito oncologico.

Punti chiave:

  • Chi è il nutrizionista oncologico: è un biologo nutrizionista specializzato nel supporto alimentare ai pazienti oncologici. Il suo obiettivo è migliorare lo stato nutrizionale e la qualità di vita durante le terapie.
  • Ruolo e funzioni: valuta il tipo di tumore, le cure in corso e lo stato nutrizionale del paziente. Elabora piani alimentari personalizzati per ridurre gli effetti collaterali, prevenire la malnutrizione e potenziare l’efficacia delle terapie.
  • Quando consultarlo: è utile rivolgersi a un nutrizionista oncologico fin dalla diagnosi, soprattutto in presenza di perdita di peso, inappetenza, disturbi gastrointestinali o trattamenti intensivi. Agisce in sinergia con oncologi e psicologi.

Competenze e Attività del Biologo Nutrizionista

Il biologo nutrizionista è uno dei professionisti della nutrizione umana riconosciuti in Italia. Tra le sue attività principali, ricordiamo in particolar modo:

  • L’elaborazione di diete e piani alimentari personalizzati, cuciti sulle necessità dei singoli e/o delle comunità. I biologi nutrizionisti infatti possono sia fornire consulenze per i singoli pazienti, sia collaborare ad esempio con mense scolastiche o aziendali;
  • Progettazione di programmi di educazione alimentare per promuovere stili di vita e alimentari sani;
  • Consulenze dietetico-nutrizionali;
  • Supervisione dei controlli qualità nella preparazione degli alimenti.

Il biologo nutrizionista differisce dal dietologo. Il primo è infatti un biologo iscritto all’Albo, mentre il dietologo è un medico specializzato, e come tale può, ad esempio, diagnosticare malattie o prescrivere farmaci.

Ruolo del Nutrizionista Oncologico nell'Equipe Medica

Assieme al medico, il nutrizionista oncologico svolge un ruolo centrale all’interno dell’equipe medica, e lavora a stretto contatto con quest’ultima per supportare il paziente al meglio. In particolare, il biologo nutrizionista oncologico collabora con:

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  • Il medico oncologo. Si tratta del medico specializzato nella diagnosi e nel trattamento del tumore. È la figura “chiave”, per così dire, per l’individuazione e la cura dei tumori, benigni o maligni che siano. Solitamente è proprio lui a indirizzare il paziente verso il nutrizionista oncologico;
  • Lo psicologo, che viene solitamente impiegato per trattare ansia, depressione e fornire supporto psicologico al paziente oncologico - ed eventualmente ai suoi familiari.

Come, Quando e a Chi Va Eseguita la Valutazione Nutrizionale?

La valutazione nutrizionale va eseguita al momento della diagnosi e monitorata periodicamente durante il percorso di cura. Va effettuata non solo a tutti i pazienti ricoverati, ma anche ai pazienti ambulatoriali e che seguono un ciclo di chemioterapia, o altre terapie.

«La gestione nutrizionale dovrebbe coinvolgere un team composto da medici specialisti in scienza dell’alimentazione, dietisti e infermieri, sistematicamente coordinati con oncologi, chirurghi e radioterapisti, per garantire un supporto completo al paziente», sottolinea Caccialanza. «Questo per garantire un intervento tempestivo in caso di rischio oppure in presenza di malnutrizione, con un intervento ad hoc che può includere consulenze dietetiche, supplementazione orale o nutrizione artificiale, a seconda dei casi».

Non si può infatti limitarsi all’uso della bilancia. Vanno considerati la perdita di peso, la composizione corporea, i parametri biochimici e la forza muscolare, al fine di identificare la malnutrizione precoce e a pianificare un supporto nutrizionale adeguato.

Durante la prima visita, circa due pazienti su tre evidenziano un calo ponderale di norma compreso tra uno e dieci chili. E ben il 40% dei pazienti si presenta all’appuntamento già con anoressia», continua Caccialanza. «Questi numeri rafforzano quanto viene sottolineato nel documento prodotto da AIOM: le prime operazioni da compiere al cospetto di un paziente oncologico devono essere la rilevazione del peso e la valutazione della composizione corporea».

Cosa Fa il Nutrizionista Oncologico Durante il Percorso Terapeutico?

Guidare e consigliare il malato dal punto di vista nutrizionale durante il percorso terapeutico (chemioterapie, ormonoterapie, terapie a bersaglio molecolare oppure immunoterapie), proponendo in particolare alimenti adeguati e schemi nutrizionali equilibrati, scoraggiando così anche il frequente e dannoso "fai da te". Nel primo incontro viene effettuata una anamnesi completa familiare, personale (fisiologica, patologica e nutrizionale). In questo fondamentale incontro la dieta elaborata viene proposta e spiegata in dettaglio illustrando gli alimenti da evitare e da assumere, in quali quantità o orari preferibilmente.

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Come già anticipato la definizione di un piano alimentare per chi è in terapia oncologica va fatta ad hoc sul paziente con l’obiettivo di contrastare quelli che in gergo medico vengono definiti i nutrition impact sintoms, ovvero: nausea, vomito, diarrea, disgeusia, disfagia eccetera. è fondamentale per contrastare la sarcopenia, cioè la perdita di massa muscolare preziosa nel contrastare la tossicità delle terapie.

Centri di Nutrizione Clinica in Italia

La Regione Lombardia ad agosto 2024 ha messo a punto una mappa dei Centri di nutrizione clinica. «Ci sono cinque Centri hub che hanno la caratteristica di avere dei volumi di attività elevati, la possibilità di ricoverare i pazienti e percorsi ben strutturati», conclude Caccialanza.

Di seguito, proponiamo delle liste divise per regioni:

Centri di nutrizione oncologica nel Nord Italia

Regione Città Struttura Professionista
Emilia Romagna Modena Policlinico di Modena Dott.ssa Menozzi
Emilia Romagna Piacenza Ospedale Guglielmo da Saliceto Dott.ssa Emiliani
Friuli Venezia Giulia Trieste Ospedale Cattinara Prof.ssa Michela Zanetti
Liguria Genova Ospedale San Martino Dott. Samir Sukkar
Lombardia Milano Ospedale Niguarda Dott. Corradi
Piemonte Torino Ospedale Molinette Dott. Finocchiaro/Galletti
Veneto Padova Policlinico Universitario Dott. Spinella

Centri di nutrizione oncologica nel Centro Italia

Regione Città Struttura Professionista
Abruzzo Chieti ASL 2 Lanciano Dott. Pierpaolo Carinci
Lazio Roma A.O. Pol. Umberto I Prof. Maurizio Muscaritoli
Lazio Roma A.O. Pol. Gemelli Prof. Giacinto Miggiano
Lazio Viterbo Ospedale Belcolle Dott. Aristide Pellegrini
Marche Ancona Ospedale Riuniti Dott. Albano Nicolai
Toscana Firenze AOU Careggi Dott. Francesco Sofi
Toscana Pisa Ospedale Cisanello Dott.ssa Maria La Corte

Centri di nutrizione oncologica nel Sud Italia

Regione Città Struttura Professionista
Basilicata Potenza ASL Dott. Luciano Schiavone
Calabria Cosenza Ospedale Annunziata Dott. Archiropita Curti
Campania Napoli INT Pascale Dott.ssa Valeria Turrà
Campania Caserta ASL CE Dott. Carmine Lauriello
Puglia Bari Policlinico Dott. Michele Barone
Sardegna Nuoro Ospedale Zonchello Dott.ssa Salvatorangela Cau
Sicilia Catania Presidio Ospedaliero Rodolico Dott. Giuseppe Trovato

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