L'Epifania ogni festa porta via e spesso anche un po' di salute. Le variazioni stagionali, il lungo periodo festivo, i banchetti luculliani e la letargica sedentarietà rappresentano il giusto mix per slatentizzare disfunzioni metaboliche ed endocrine che ognuno di noi prova a combattere a modo suo. Ed ecco che puntualmente il 7 Gennaio ripartono sensi di colpa e ci si affida ai sistemi di cura più strambi per rimettersi in forma.
Le Feste Natalizie e la Fascia
Avresti mai immaginato che la vittima delle nostre leccornie fosse la Fascia? Difficile immaginarlo ma non soltanto il fegato, i reni e i polmoni dreanano le nostre tossine. Le impurità che non riescono ad essere degradate da questi organi entrano in circolo e attraversano i nostri tessuti fasciali (guaine di avvolgimento). La fascia è organizzata come una maglia reticolare immersa in un un film semiliquido intercellulare definito come Matrice Extracellulare (ECM).
Se gli stravizi sporadici natalizi continuano oltremodo e diventano la regolarità, dopo qualche settimana l'esubero di tossine e dei processi infiammatori locali blocca le capacità di rigenerazione della fascia. In questo caso il soggetto lamenterà dolori articolari che limiteranno progressivamente le sue autonomie e nel lungo termine innalzerà notevolmente le probabilità di sviluppare patologie croniche articolari (es. artrite reumatoide, artrite psoriasica), fibromialgia, sindrome da stanchezza cronica, patologie delle vie respiratorie e vascolari.
Nei soggetti sani ovviamente l'effetto rebound metabolico è sicuramente minore. Le capacità di recupero sono ampie e i processi di infiammazione legati a un piccolo tempo di svago alimentare possono essere facilmente gestiti e ricondotti sulla via della salute.
Il messaggio forte e chiaro che cerco di indirizzare a tutti coloro i quali si trovano in situazioni di particolari stress di vita e di salute è quello di riprendere in mano le redini della propria salute e indirizzarla verso un miglioramento della qualità di vita.
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Osteopatia Viscerale e Metabolismo
Da quanto si può evincere dalla lettura di questo articolo nel momento in cui ci troviamo di fronte ad una situazione di cronicizzazione dobbiamo creare dei meccanismi coordinati di risveglio metabolico. Di fronte ad un processo di equilibrio così perfetto del corpo umano non può esistere un'unica strategia per rimuovere la colla dai nostri tessuti fasciali.
Le manipolazioni osteopatiche agiscono sulle componenti: neuromuscolari, strutturali, viscoelastiche, fluidiche, cellulari, antalgiche, immunologiche e riparative. Le tecniche adoperate in questi casi si baseranno sull'osteopatia viscerale classica e sul Rilascio Miofasciale. Esse accompagneranno esercizi fisici calibrati specificamente sulle esigenze meccaniche e metaboliche del paziente (Fascial Fitness) con l'obiettivo di ristrutturare l'architettura del collagene e del tono dei tessuti.
L'attività di muscolarizzazione (es. pesistica), il Cardiofitness e il lavoro sulla coordinazione neuromuscolare possono subentrare in una fase successiva e sono strumenti marginali al fine di un rimodellamento fasciale e di una riattivazione metabolica profonda. Accanto all'allenamento il terapeuta consiglierà la ripresa di un regime alimentare adeguato e la corretta idratazione, elementi indispensabili per incrementare drasticamente l'efficacia terapeutica e il ripristino metabolico.
P. Tozzi, C. Lunghi, G. Fusco, 2015. I cinque modelli osteopatici. Edra.
Obesità e Mal di Schiena: Come l'Osteopatia Può Aiutare
Come capire se il mal di schiena ha una stretta correlazione con una condizione di obesità andata a peggiorare negli ultimi tempi? Nel manifestarsi dell’obesità concorrono fattori genetici che vanno ad alterare il metabolismo dell’individuo, il loro impatto è decisivo nel creare le basi per questo tipo di disfunzione.
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L’alimentazione sregolata è il secondo fattore scatenante. In tal caso, questo tipo di comportamento che porta ad assumere smodate quantità di cibo può essere legato a condizioni psicologiche particolari come ansia, stress o depressione.
L’obesità incide negativamente su numerosi aspetti, è un fattore di rischio per alcune tipologie di cancro e malattie cardi vascolari che sono la prima ragione di morte in soggetti obesi, inoltre, l’obesità crea danni alla fertilità sia nell’uomo che nella donna.
Nel caso che il soggetto affetto da obesità dovesse sottoporsi ad interventi chirurgici di diverso tipo, il percorso post operatorio potrebbe presentare diverse complicazioni, ne sono un buon esempio le trombosi venose. Un altro aspetto di questa problematica di cui vorrei parlare è il tema dell’obesità in età infantile.
Rifacendosi a uno dei concetti su cui si base l’osteopatia, quello delle memoria dei nostri tessuti, ci si rende subito conto di come un bambino in sovrappeso o obeso avrà maggiori probabilità di sviluppare patologie correlate a questa condizione in età adulta.
La colonna vertebrale risente in modo intenso delle sollecitazioni dovute al peso eccessivo, ne consegue che gli stimoli dovuti al peso portano a degenerazioni della colonna e dei tessuti circostanti. L’obesità aumenta in modo notevole la possibilità di formazione di un ernia discale.
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La pressione esercitata sul disco può avere ripercussioni sui nervi e provocare causa dal peso eccessivo, provoca intorpidimento, formicolio e debolezza degli arti inferiori. Se questa disfunzione non viene trattata in modo adeguato e in tempi utili sarà indispensabile ricorrere all’intervento chirurgico per poterla risolvere.
L’iperlordosi lombare ha correlazione con l’obesità e la vita sedentaria, dove queste ultime sono spesso associate. Si viene a formare una iperlordosi, una delle problematiche più frequenti nei pazienti obesi.
La curva lombare peggiora nel tempo a causa della carenza di attività fisica e della vita sedentaria, dove le posture scorrette sono all’ordine del giorno. Vi sono casi in cui l’obesità o il sovrappeso costituiscono un fattore aggravante per patologie già presenti nell’individuo. È il caso dell’osteoporosi, malattia sistemica caratterizzata da una riduzione della massa ossea.
Ora che abbiamo visto alcune delle problematiche dovute a una condizione di obesità, andrò ad analizzare come un trattamento osteopatico può rivelarsi decisivo nel trattare i dolori che affliggono i soggetti. Quello che spesso si sottovaluta, infatti, è che l’osteopatia si occupa, attraverso tecniche di manipolazione dolce sul fisico del paziente, di individuare e risolvere problemi strettamenti interconnessi alle ossa, fasce muscolari, legamenti e viscere.
Risulta evidente come, in questo senso, i campi di interesse e di azione siano diversi. Per comprendere pienamente questo concetto, è necessario capire meglio in che cosa consiste l’attività di un osteopata. L’individuo viene considerato nella sua globalità, ogni parte costituente la persona in relazione alle altre, così che il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura, e dunque l’equilibrio psicofisico e il benessere; si concentra sulla relazione tra struttura e funzione, perché un corretto equilibrio regala al corpo una sensazione di benessere. Grazie a questo semplice elenco puntato è possibile comprendere come l’osteopatia trovi fondamenta nell’equilibrio biochimico del corpo.
Una premessa per comprendere che non si può pensare che un perfetto equilibrio biochimico possa avvenire trascurando la giusta nutrizione che si deve al proprio corpo. Senza una buona alimentazione tale equilibrio subisce uno scompenso e diventa instabile.
Una corretta alimentazione offre un approccio atossico e a lungo termine della gestione del disturbo cronico e un supporto ottimale nella riduzione del dolore e dell’infiammazione. L’obesità e il sovrappeso, per esempio, possono indurre infiammazione cronica e possono creare un’iper-sollecitazione delle articolazioni che provocherà il dolore.
Nel caso dell’obesità o del sovrappeso, il paziente si rivolgerà ad un nutrizionista, nel caso del dolore articolare, invece, si rivolgerà all’osteopata. Quasi sempre, il paziente giunge in uno studio osteopatico quando l’infiammazione è già in atto. Ecco perché risulta facile comprendere come un’alimentazione corretta e personalizzata, creata da un bravo nutrizionista, possa modulare il livello di infiammazione, dando un valido supporto al trattamento osteopatico.
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Massoterapia e Osteopatia
“La massoterapia è una tecnica che aiuta il proprio corpo a livello di circolazione sanguigna e di rilassamento delle fibre muscolari. I suoi benefici, possono aiutare anche chi vuole perdere peso”, così la definisce Dario Capretti, Massoterapista e Osteopata.
Affiancata a una dieta bilanciata, la massoterapia resta una valida alleata a livello di circolazione linfatica e microcircolazione locale, funzioni fisiche che sono le prime valide aiutanti nel combattere la cellulite e i depositi di grasso in eccesso nel nostro organismo.
La massoterapia agisce in maniera specifica proprio sulle scorie prodotte dal grasso corporeo in tutte quelle parti che, se trattate, beneficiano ad una riduzione delle circonferenze. Il massaggio, agendo sulla circolazione, ci fa sentire meglio, più leggeri e reattivi oltre a offrire sollievo dallo stress accumulato giornalmente.
Pur non essendo una terapia specifica per il dimagrimento, resta comunque un’ottima soluzione da aggiungere al lavoro verso una rieducazione alimentare che già si sta facendo, aiutando anche a raggiungere un migliorato benessere psicofisico.
“Il campo di applicazione dell’osteopatia è molto vasto, perché tratta tutte quelle affezioni che interessano l’apparato neuro-muscolo-scheletrico e viscerale. Un Osteopata mira a migliorare la salute e il benessere generale delle persone con la medicina manipolativa osteopatica, che prevede lo stretching, il massaggio e lo spostamento del sistema muscolo-scheletrico.
Un osteopata identifica tutti i blocchi e le perdite di mobilità nel corpo che sono collegati al disturbo o al dolore. Ad esempio, cercherà la causa del disturbo/dolore e lo tratterà mediante manipolazioni, tecniche di energia muscolare e mobilitazioni.
L’osteopata non guarisce, ma incoraggia la capacità di guarigione del corpo. Lo fa rimuovendo i blocchi e le riduzioni della mobilità che ostacolano il processo di guarigione. Non vengono utilizzati ausili tecnici o farmaci. Dopo il trattamento il corpo ha bisogno di tempo per rispondere alle tecniche. Di solito c’è un intervallo di almeno una settimana tra due trattamenti.
Problemi Trattati dall'Osteopata
L’osteopatia utilizza una forma di medicina manuale non invasiva che si concentra sulla salute di tutto il corpo, non solo sulla parte lesa o colpita. Il medico osteopata si concentra su articolazioni, muscoli e colonna vertebrale.
L’intervento osteopatico può aiutare a trattare:
- Artrite
- Dolore al piede, alla caviglia, all’anca e al ginocchio
- Mal di schiena, dolore al collo e sciatica
- Dolore alla mano, alla spalla e al gomito
- Mal di testa
- Gomito del tennista e del golfista
- Problemi posturali dovuti a gravidanza
- Lesioni sportive
- Affaticamento alla guida o al lavoro
- Problemi digestivi
- Nevralgia
I trattamenti possono anche aiutare con i cicli del sonno e i sintomi nervosi, circolatori e linfatici.
Le principali zone trattate dall’Osteopata:
- Mal di testa
- Collo
- Spalla
- Braccio e gomito
- Mano e polso
- Parte superiore della schiena
- Parte bassa della schiena
- Anca
- Sciatica
- Ginocchio
- Stinco
- Piede e caviglia
In molti casi è il medico curante a indirizzare i pazienti verso la pratica osteopatica, tuttavia il paziente non bisogno di una prescrizione per vedere l’osteopata e può quindi rivolgersi direttamente alle strutture come il Centro Medico San Marco, per poter ottenere rapidamente un appuntamento!
Cosa Aspettarsi Durante un Trattamento Osteopatico
Una visita dall’osteopata non è poi così differente da una tradizionale visita medica. Lo scopo è individuare il migliore trattamento per la patologia che affligge il paziente. Avrà quindi luogo una visita iniziale prima dell’inizio di qualsiasi trattamento. Durante questa consultazione, l’osteopata discuterà dei problemi di salute del paziente, ascolterà e prenderà appunti sul caso. La sessione durerà circa 60 minuti.
Esame fisico
L’osteopata esaminerà fisicamente il paziente, che potrebbe aver bisogno di rimuovere alcuni indumenti per eseguire la diagnosi. Al paziente verrà chiesto di dimostrare semplici allungamenti e movimenti per aiutare l’osteopata a fare un’analisi accurata della sua postura e della sua mobilità. L’osteopata valuterà anche la salute delle articolazioni, dei legamenti e dei tessuti, utilizzando una tecnica nota come palpazione. Al termine l’osteopata proporrà un piano di trattamento per soddisfare le esigenze del paziente.
In genere questo include il numero di sessioni che potrebbero essere necessarie, sebbene questo numero possa cambiare a seconda della risposta del paziente al trattamento. L’osteopatia enfatizza l’autoguarigione, quindi l’osteopata può anche consigliare cambiamenti nella dieta, programmi di esercizi a casa e adattamenti dello stile di vita.
P.S. la manipolazione e il lavoro pratico sono delicati, ma a causa del lavoro fisico svolto, un paziente che ha ricevuto un trattamento di osteopatia, può sentirsi dolorante per le prime 24-48 ore.
Obesità e Rischi per la Salute
L'eccessiva assunzione di cibo può trovare le sue cause anche nello sviluppo di comportamenti legati all'ansia, allo stress, alla depressione. Anche alcuni farmaci, se utilizzati per lungo periodo, possono incidere nella comparsa dei disturbi tipici dell'obesità.
L'obesità aumenta il rischio di cancro al seno. Aumenta anche il rischio di carcinoma dell'endometrio. La PCOS è solitamente associata all'obesità, così come l'incontinenza da stress. L'obesità danneggia la fertilità nei maschi e nelle femmine.
L'obesità è un importante fattore di rischio nello sviluppo di disturbi respiratori cronici come la BPCO, l'asma, la sindrome da ipoventilazione dell'obesità, l'apnea ostruttiva del sonno. Se la persona sviluppa una condizione chirurgica, la diagnosi è più difficile e quasi tutte le complicanze postoperatorie sono più frequenti, tra cui l'infezione toracica profonda della trombosi venosa della trombosi venosa e la deiscenza della ferita.
Si deve necessariamente determinare la differenza tra obesità e situazione di sovrappeso. Per capire se si è sovrappeso ci si affida al calcolo dell’indice di massa corporea (body mass index BMI), ovvero il rapporto tra il peso espresso in kg e il quadrato dell’altezza espressa in metri. Inoltre l’OMS suggerisce di basare ulteriori valutazioni sulla misurazione della circonferenza della vita.
L’eccessivo peso, quindi, costringe la spina dorsale a gestire i carichi di troppo, creando tensioni e compromettendo la struttura, correndo il rischio di danneggiare tessuti e nervi. L’osservazione osteopatica porta a considerare nei soggetti obesi le caratteristiche comuni di ipertensione delle ginocchia, pelvi inclinata in avanti e spalle curve.
Le tecniche di manipolazione tipiche dell’osteopatia sono tecniche non invasive volte a riequilibrare il corpo nelle sue strutture e di conseguenza nelle sue funzioni, stimolandone l’autoguarigione.
Fra la popolazione obesa circa il 34% soffre di dolori articolari riconducibili all’artrosi, mentre il 22% soffre di lombalgia. Un considerevole aumento del peso corporeo può quindi produrre dei sovraccarichi a livello della colonna vertebrale che, se non adeguatamente trattati, possono portare ad una cronicizzazione della sintomatologia.
È importante a sottolineare che approcci di diete “fai da te” possono verosimilmente tradursi in scarsi risultati o anche in veri e propri effetti avversi, con importanti ripercussioni sul sistema gastro-enterico. Il trattamento osteopatico può aiutare questi soggetti sia a diminuire il dolore dovuto a tensioni muscolo-scheletriche, sia migliorare l’escursione articolare.
Non dimentichiamo poi che l’osteopatia svolge anche un ruolo fondamentale nel supportare il paziente nel potenziamento della propria consapevolezza corporea in relazione alla sua sintomatologia.
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