Patate Dolci Fritte: Valori Nutrizionali e Benefici

Hai mai sentito parlare della patata americana o patata dolce? Nonostante la loro dolcezza rispetto alle patate classiche, anche le patate dolci offrono ottimi valori nutrizionali. In questo articolo, esploreremo i valori nutrizionali delle patate dolci fritte, confrontandole con le patate comuni e fornendo informazioni sulla loro coltivazione e consumo.

Cos'è la Patata Americana?

La patata americana o batata NON è propriamente un tubero (come la patata comune), bensì una radice tuberosa (o tuberizzata). La nomenclatura binomiale della patata americana è Ipomoea batatas, da cui il nome volgare "batata". Parallelamente, in altre zone, anche il sostantivo "batata" non indica solo la patata americana, bensì la "patata" propriamente detta. Infine, a complicare ulteriormente le cose, giunge anche l'Oxalis tuberosa, più correttamente definibile "Oca", invece definita "patata" nelle zone della Nuova Zelanda.

Di piante con radici tuberose simili alla patata americana ne esistono circa 50 Generi e più di 1.000 Specie differenti, ma l'unica sfruttata in maniera significativa per l'agricoltura destinata all'alimentazione umana è l'Ipomea batatas. Alcune specie commestibili vengono sfruttate esclusivamente a livello "locale", ma ne esistono molte altre velenose per l'essere umano. Interessante notare che l'Ordine botanico della patata americana (Solanales) è lo stesso dei pomodori, delle melanzane, dei peperoni, delle patate comuni ecc., ma la famiglia è completamente diversa e comune alle piante ornamentali - floreali tipo: Gloria di Mattina (traduzione dall'inglese Morning Glories).

Descrizione della Pianta

La pianta è di tipo erbaceo e perenne; ha foglie lobate o palmate a forma di cuore ed i fiorisono alterni, di media taglia e con i petali parzialmente fusi tra loro. La radice tuberosa, ovvero la parte commestibile, è grossa, leggermente affusolata, con buccia liscia e dal colore che oscilla tra il giallo, l'arancione, il rosso, il marrone, il viola e il beige.

La polpa della patata americana sfuma tra il beige, il bianco, il rosso, il rosa, il viola, il giallo, l'arancione e il viola. Quelle bianche o gialle (le più diffuse in Italia) sono meno dolci e succulente delle altre.

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Distribuzione e Coltivazione

I reperti più antichi che mostrano il consumo di patata americana (probabilmente in seguito a raccolta) sono stati individuati in Perù e risalgono all'8.000 a.C. Al contrario, sembra che le prime coltivazioni abbiano avuto luogo in America centro-meridionale solo nel 3.000 a.C. E' ipotizzabile che la zona di origine della patata americana sia compresa tra la penisola dello Yucatan (Messico) e la foce del fiume Orinoco (Venezuela).

Oggi, grazie all'import-export, la patata americana è coltivata in tutte le zone temperate del pianeta, ovunque ci sia una quantità d'acqua sufficiente allo sviluppo e alla maturazione. Con tutta probabilità, le prime aree NON originarie che l'hanno ospitata sono l'America Settentrionale, la Polinesia, il Giappone e in seguito tutta l'Asia continentale.

In base alle statistiche del FAO (Food and Agriculture Organization), la produzione di patata americana del 2004 è stata di 127 milioni di tonnellate, la maggior parte delle quali in Cina (105 milioni di t.) dove viene impiegata anche per l'alimentazione del bestiame.

La patata americana NON tollera i climi rigidi o aridi e richiede temperature medie di 24°C, molto sole e notti calde. Inoltre, l'irrigazione non deve provocare ristagni per evitare la marcescenza del tubero. Il terreno prediletto dalla pianta è: drenante, leggero e di medio impasto con pH di 4.5-7; non è necessaria una fertilizzazione massiccia.

La propagazione della patata americana avviene per stelo o talea o radici avventizie; i semi sono utilizzati solo per la riproduzione tra le piante. I tempi di coltivazione sono di circa 2-9 mesi, tra varietà precoci e tardive. Di solito, non è necessario l'utilizzo di pesticidi e la resa media è di circa 13.2 tonnellate per ettaro.

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La patata americana ha svolto un ruolo essenziale nell'alimentazione nord-americana (soprattutto del sud-est) fino alla metà del XX secolo d.C., quando, con la ripresa economica, se ne ridusse parecchio il consumo. In queste zone, la patata americana era consumata sia fresca che disidratata (conservata).

Caratteristiche Nutrizionali

La patata americana è un alimento appartenente al VI gruppo degli alimenti. Contiene prevalentemente carboidrati complessi ma la porzione di zuccheri semplici è comunque rilevante; l'indice glicemico della patata americana è piuttosto elevato e ciò la rende un alimento poco idoneo all'alimentazione del diabetico e dell'obeso.

Le proteine sono poco rilevanti e ancor meno i grassi. Le fibre paiono invece parecchio abbondanti e quest'aspetto fa della patata dolce un prodotto idoneo all'alimentazione di chi soffre di stipsi. Per quel che concerne i sali minerali, la patata americana è ricca di potassio e di manganese; in merito ale vitamine, si evidenzia un buon apporto di piridossina (vit. B6) e un contenuto straordinario di vit. A (RAE).

Secondo le stime del Center for Science in the Public Interest, il valore nutrizionale della patata americana è di ben 100 punti superiore a quello della patata comune. Rispetto a quest'ultima, la patata dolce ha un contenuto molto più elevato di retinolo equivalenti, in particolar modo di β-carotene.

Uno studio del 2012 svolto in Uganda, che ha coinvolto circa 10.000 famiglie, ha dimostrato che: "SOLO il 10% dei soggetti che mangiano patate americane color arancione scuro soffre di carenze vitaminiche di retinolo equivalenti, mentre ben il 50% dei soggetti che prediligono le patate americane color beige o giallo paglierino mostra una ipovitaminosi significativa"; ciò è giustificabile dal maggior apporto di β-carotene delle patate americane color arancione scuro rispetto a quelle più chiare.

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Valori Nutrizionali delle Patate Dolci Fritte (per 100g)

Di seguito è la composizione del cibo (Patata dolce, fritta - peso 100 g) da fonti energetiche, calorie e proteine, carboidrati, grassi, zuccheri e sale.

Nutriente Quantità
Energia 140,54 kcal / 588,99 kJ
Grasso 5,26 g
Carboidrato 19,70 g
Proteina 1,85 g
Zucchero 4,90 g
Grassi saturi 1,03 g
Sale 774,52 mg
Acidi grassi, cis monounsaturated totale 2,50 g
Acidi grassi, totale n-3 polinsaturi 0,39 g
Acidi grassi, totale n-6 polinsaturi 1,05 g
Acidi grassi, totali polinsaturi 1,46 g
Calcio 36,81 mg
Ferro 0,73 mg
Fibra, totale 3,51 g
Potassio 395,23 mg
Vitamina A equivalenti di attività retinolica 764,03 ug

La patata americana ha un sapore molto dolce, risultato di una combinazione di fattori, tra cui l’elevato contenuto di glucidi e la presenza di beta-carotene. Dal punto di vista nutrizionale, la patata americana apporta circa 80 kcal per 100g e contiene una discreta quantità di fibre. L’apporto proteico e lipidico delle patate dolci è trascurabile, ma sono un’ottima fonte di alcuni micronutrienti, come il potassio, alcune vitamine del gruppo B e la vitamina A che si ritrova in quantità molto elevate.

Patata Dolce: Superfood?

Anche se spesso le patate dolci vengono considerate come un superfood, in realtà non esiste una lista ufficiale né un criterio standard per determinare cosa costituisca un alimento superfood. Il termine “superfood” è più un concetto di marketing che si riferisce a cibi ricchi di vitamine, minerali, antiossidanti e altri fitocomplessi.

Ad esempio, in alcuni studi le patate americane si sono dimostrate utili a ridurre la colesterolemia e la glicemia grazie al contenuto in fibre. Tuttavia, le fibre possono essere ottenute tramite la dieta mangiando altri tipi di vegetali o di frutti per cui non è un obbligo consumare le patate dolci. Qualora piacciano, possono costituire una variante alle patate normali, al riso, alla pasta e ad altri cereali.

Controindicazioni

Un’altra controindicazione potrebbe riguardare il potassio contenuto nelle patate dolci (ancor di più nelle patate normali). Se hai problemi renali o stai seguendo una dieta a basso contenuto di questo minerale potresti dover limitarne o evitarne il consumo.

Anche se le patate dolci tendono ad avere un indice glicemico più basso rispetto alle patate bianche, possono comunque influenzare i livelli di zucchero nel sangue. Se non hai mai provato le patate dolci e sei interessato a scoprire se ti piacciono, puoi iniziare con una piccola porzione. È utile ricordare che, dal punto di vista nutrizionale e calorico, le patate dolci sono simili alle patate normali.

Cosa cambia tra patate dolci e normali?

La patata americana è sicuramente un alimento da considerare come fonte glucidica, nonostante un indice glicemico non proprio basso (che sappiamo non essere così rilevante nella scelta di un cibo ma comunque più basso dell’IG delle patate comuni) ha un apporto di fibre e micronutrienti molto interessante. Non esiste un meglio, sia le patate normali che le patate dolci possono essere parte di una dieta equilibrata, a patto di includerle con moderazione e variando le fonti di carboidrati.

Utilizzo in Cucina

Le patate dolci possono essere cucinate in molti modi diversi, al pari delle patate comuni, e si possono consumare con o senza la buccia. Prima di cucinare le patate americane, queste vanno lavate esternamente per eliminare sporcizia e terra, dopodiché possono essere cotte intere o tagliate a fette sottili o a cubetti. Le patate dolci in padella si preparano invece con poco olio se si vogliono ottenere batate croccanti o in molto olio bollente per delle ottime patate dolci fritte.

Patate Comuni: Valori Nutrizionali e Considerazioni

Le patate sono il maggior tubero dell’alimentazione occidentale, originarie dell’America del sud, inizialmente furono viste con sospetto in Europa. La loro diffusione è avvenuta durante le carestie del XVIII sec. Possiede un discreto quantitativo di minerali (potassio, ferro e a volte selenio) e vitamine (C e B). La buccia contiene la maggior parte dei macronutrienti ed il 50% delle fibre. Contiene solanina e lectine.

Quest’ultima è in bassa quantità finché il tubo non inizia a germogliare o se è di colore verde. Per questo bisogna tenerla a buio ed evitare di mangiarla se ha germogliato. La patata è un tubero che non varia il suo peso con la cottura in acqua. Guardando ai valori nutrizionali possiamo rispondere alla domanda: le patata fanno ingrassare? A seconda della famiglia può contenere anche lei solanina. La versione arancione è ricca di vitamina A.

Le patate al forno variano il loro contenuto calorico a seconda se viene aggiunto l’olio o altri ingredienti (non presenti nella tabella). Di base vengono sbucciate e si aggiunge 5-10g di olio (45-90kcal) ogni 100g di patate. Le patatine fritte sono ovviamente il peggior modo per mangiare questo alimento. Oltre alle calorie elevate, l’olio utilizzato spesso ha una composizione di grassi non molto salutare (in generale gli olii vegetali non sono il massimo).

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