Patate e Carote Lesse: Benefici e Proprietà per la Salute

Durante le serate invernali, si cercano piatti che siano semplici e veloci da preparare, sani e che sappiano scaldare. Ed eccoci, infine, arrivati all’ingrediente presente in tutte le case mediterranee: la patata!

Carote: Un Concentrato di Nutrienti

La carota è tra gli ortaggi più comuni: si trova tutto l’anno, da settembre ad agosto. «La produzione italiana, concentrata soprattutto in Abruzzo e Sicilia, è tra le maggiori in Europa e vanta due varietà a indicazione geografica protetta», spiega Coldiretti. «Quando acquisti le carote, accertati che siano sode e prive di macchie. Se hanno ancora le foglie sono più fresche e di quelle biologiche puoi mangiare anche la buccia».

Le varietà di carote sono moltissime: si distinguono per dimensione, epoca di maturazione (precoci, medie, tardive) e colore. In origine, infatti, la carota era viola (e ancora si può trovare di questo colore) ed è diventata arancione in Olanda, per intervento dell’uomo.

«L’arancione oggi è il colore più diffuso: più è intenso, maggiore è il contenuto di provitamina A, cioè di betacarotene», sottolinea la dottoressa Anna D’Eugenio, nutrizionista. «A fare davvero la differenza è però come consumi la carota, cruda oppure cotta».

Infatti, le carote sono una vera e propria fonte di minerali, come ferro, calcio, magnesio, rame e zinco. Ma non solo, perché sono anche ricchissime di vitamine B e C e, soprattutto, di beta-carotene, che può essere riconvertito in vitamina A, che ha influssi benefici sulla vista e sulla pelle; inoltre, è anche un ottimo antiossidante che serve a contrastare l’insorgenza dei radicali liberi.

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Carote Crude vs. Carote Cotte

Se vi siete posti questa domanda, qui troverete le risposte. Nutrienti e super antiossidante, carote, come tutti i vegetali di colore giallo-arancio, sono ricchissime di carotenoidi, composti alleati della salute. Le carote crude hanno un indice glicemico più basso e contengono quantità maggiori di vitamina C, mentre cuocendo le carote si avrà un maggiore assorbimento di betacarotene e licopene; queste sostanze sono infatti liposolubili e vengono assimilate meglio se le carote vengono cotte con un po’ di olio extravergine di oliva, meglio ancora se tagliate a fette oblique o a listarelle.

  • Cruda: abbassa il colesterolo «Se non la cuoci, puoi contare, oltre che sui noti effetti antiossidanti del betacarotene, sull’azione delle fibre, che non solo sono lassative, ma aiutano anche a tenere nella norma i livelli di colesterolo, perché ne riducono l’assorbimento a livello intestinale», continua l’esperta. «Allo scopo, puoi consumare tutte le mattine, a digiuno, un centrifugato con 200 g di carote e una mela verde».
  • Cotta: la carota reintegra liquidi e sali «Con la cottura, che trasforma le fibre, le carote diventano astringenti e quindi sono ideali in caso di diarrea: aiutano a ridurre le scariche e, apportando acqua e sali minerali, a reintegrare quelli persi», spiega la dottoressa D’Eugenio.

«Il consumo di 100 grammi di carote assicura il doppio del fabbisogno giornaliero di betacarotene, il precursore della vitamina A, che favorisce il rinnovo dei tessuti e mantiene in salute la pelle, assicurandole una buona idratazione e un ottimo effetto antinvecchiamento», spiega Valentina Galiazzo, biologa nutrizionista specializzata in biochimica clinica. «Un consumo di carotenoidi nella dieta quotidiana è associato anche a un minor rischio per esempio di ammalarsi di disturbi cardiovascolari», dice l’esperta.

Benefici delle Carote

  • Migliorano la vista: Questo beneficio è dato dall’elevata quantità di betacarotene presente nelle carote.
  • Proteggono il cuore e i vasi sanguigni: Consumare regolarmente alimenti come le carote potrebbe però aiutare a proteggere il cuore e i vasi sanguigni e ridurre il rischio di ammalarsi.
  • Sostengono il sistema immunitario: I tanti nutrienti presenti nelle carote possono contribuire a sostenere il sistema immunitario.
  • Prevengono il declino cognitivo: Nutrienti come betacarotene, luteina e licopene svolgono azione antiossidante e antinfiammatoria utile anche per la salute del cervello.

Patate Lesse: Un Tesoro Nascosto

Gli esperti confermano che le patate lesse fredde sono eccellenti per la salute intestinale grazie al loro amido resistente. Maz Packham, nutrizionista e fondatore di Nourishful Nutrition, sottolinea che questo amido promuove la salute dell’intestino, migliora la digestione, facilita l'assorbimento dei nutrienti e rinforza il sistema immunitario.

Durante la cottura, l'amido resistente si converte in amido digeribile, che viene trasformato in glucosio e assorbito dall'organismo. Tuttavia, raffreddando le patate cotte, l'amido ritorna alla sua forma resistente grazie al processo di retrogradazione.

Inoltre, l’amido resistente offre numerosi benefici: produce gas e acidi grassi durante la digestione, che sono fondamentali per l'energia delle cellule del colon. Un colon sano migliora la digestione e può ridurre il rischio di cancro del colon-retto, la quarta causa di morte per cancro a livello mondiale. Gli acidi grassi non utilizzati dal colon hanno anche un’importante funzione antinfiammatoria nel corpo.

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Come Gustare le Patate Fredde

Il modo più semplice per gustare le patate fredde è in insalata.

Carote e Patate per Chi Soffre di Colite e Colon Irritabile

Le carote rappresentano un caso particolare nel panorama alimentare di chi soffre di disturbi intestinali. Per molte persone con colite o sindrome del colon irritabile (IBS), questo ortaggio può rivelarsi un prezioso alleato, mentre per altre può diventare fonte di disagio. La complessità del rapporto tra carote e intestino infiammato merita un’analisi attenta, soprattutto considerando le diverse modalità di consumo e preparazione che possono fare la differenza tra beneficio e fastidio.

Chi convive quotidianamente con problematiche intestinali sa bene quanto possa essere frustrante navigare nel mare di informazioni contrastanti sui cibi “permessi” o “vietati”. Nel caso delle carote, la buona notizia è che generalmente rientrano nella categoria degli alimenti consentiti, ma con alcune importanti precisazioni. I loro effetti positivi sono molteplici: azione lenitiva sulla mucosa intestinale, proprietà prebiotiche che favoriscono l’equilibrio del microbiota, e un notevole potenziale antinfiammatorio grazie ai carotenoidi e altri composti bioattivi.

Tuttavia, non possiamo ignorare i potenziali effetti negativi. Le carote crude, ad esempio, possono risultare irritanti per un intestino già infiammato, aumentando la fermentazione e la produzione di gas in soggetti particolarmente sensibili. La cottura modifica significativamente questi effetti, rendendo le carote più digeribili e meno propense a causare disturbi.

Benefici e Rischi

Le carote rappresentano un alimento con un profilo nutrizionale particolarmente interessante per la salute intestinale. Questi ortaggi dalla caratteristica colorazione arancione sono ricchi di fibre solubili e insolubili, vitamine (in particolare A, K e gruppo B), minerali e antiossidanti come beta-carotene e altri carotenoidi che interagiscono direttamente con l’ecosistema intestinale. La loro composizione equilibrata offre un terreno fertile per comprendere come possano influenzare positivamente o negativamente la salute digestiva.

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A livello intestinale, le carote agiscono attraverso diversi meccanismi. Le fibre solubili, principalmente pectine, formano una sorta di gel nel tratto digestivo che rallenta l’assorbimento degli zuccheri e contribuisce a normalizzare il transito intestinale. Questo effetto regolatore può essere particolarmente vantaggioso per chi soffre di alterazioni della motilità intestinale. Le fibre insolubili, invece, aumentano il volume fecale e facilitano il passaggio delle feci attraverso l’intestino, contrastando la stipsi occasionale e favorendo l’eliminazione di tossine.

  • Benefici:
    • Azione lenitiva sulla mucosa intestinale
    • Proprietà prebiotiche
    • Potenziale antinfiammatorio
    • Regolazione dell’alvo nell’IBS-C
    • Effetto prebiotico sul microbiota intestinale
    • Azione antispasmodica nell’IBS con dolore addominale
    • Supporto alla barriera intestinale
    • Effetto antiossidante e antinfiammatorio
  • Rischi:
    • Fermentazione e produzione di gas nell’IBS-D
    • Irritazione meccanica nell’IBS con ipersensibilità viscerale

Come Integrare le Carote nella Dieta

Nella mia esperienza di naturopata ventennale con individui affetti da disturbi intestinali, ho notato come le carote rappresentino un alimento dal potenziale terapeutico significativo, ma che richiede un approccio personalizzato e consapevole. Dopo aver esaminato nei paragrafi precedenti i benefici e i rischi di questo ortaggio, desidero condividere indicazioni pratiche su come inserirlo nella vostra alimentazione quotidiana, minimizzando i disagi e massimizzando i vantaggi per il vostro intestino infiammato.

  • Dose giornaliera raccomandata: In caso di colite infiammatoria o colon irritabile, limitatevi a 50-100 grammi di carote preferibilmente cotte.
  • Frequenza settimanale consigliata: Con colite lieve o cronica ben gestita, potete consumare carote 3-5 volte a settimana.
  • Strategia di rotazione: Alternate le carote con altri ortaggi ben tollerati come zucchine, finocchi cotti o zucca, per evitare possibili sensibilizzazioni dovute al consumo ripetuto.

Ricetta: Vellutata di Carote e Patate

Un modo semplice e gustoso per beneficiare delle proprietà di carote e patate è preparare una vellutata. Ecco come fare:

  1. Eliminate la buccia delle carote e delle patate utilizzando uno coltello apposito o un pelapatate, quindi tagliatele a pezzetti.
  2. In una padella, preparate un soffritto leggero con acqua, un filo d'olio extravergine d'oliva e un trito di cipolla.
  3. Quando sarà appassita e imbiondita, versate nel tegame i pezzetti di carote e di patate e lasciate insaporire per qualche minuto.
  4. Unite il brodo (tenuto in caldo) fino a ricoprire il tutto e aggiustate di sale.
  5. Lasciate cuocere a fiamma medio-bassa per circa 30 minuti.
  6. Togliete il tegame dal fuoco, e con l’utilizzo di un mixer a immersione frullate il tutto per ottenere la vellutata.
  7. Servite in un piatto, aggiustando di sale e pepe se necessario e aggiungendo una spolverata di prezzemolo.

Dieta Mediterranea

Il primo vero studio sulla dieta mediterranea, conosciuto con il nome di “Studio dei sette Paesi”, fu condotto dal biologo e fisiologo statunitense Ancel Keys che mise a confronto le diete adottate in Italia, Finlandia, Grecia, Paesi Bassi, Jugoslavia, Stati Uniti e Giappone prima degli anni Cinquanta, per evidenziarne benefici e punti critici.

Ma perché si è preso a riferimento solo lo stile alimentare adottato prima del secondo dopoguerra? L’importanza dell’alimentazione mediterranea è tuttora fondamentale: basti pensare al fatto che concorda per molti aspetti con i suggerimenti forniti dalle più moderne piramidi alimentari e dai regimi consigliati dalla maggior parte dei nutrizionisti.

Arrivati a questo punto, non ci rimane che scoprire insieme quali sono i punti cardine dell’alimentazione mediterranea, ricordandoci che si tratta di un vero e proprio stile di vita e non di un semplice elenco di alimenti.

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