Alternative alla Pelle: Test di Resistenza e Sostenibilità

L'interesse etico e ambientale dei consumatori ha spinto molti brand della moda a esplorare alternative alla pelle tradizionale. Dalla pelle ricavata dai funghi a quella prodotta a partire dall'ananas e dal cactus, le ricerche relative alla ‘pelle vegana’ sono aumentate significativamente.

Tuttavia, ad oggi, le alternative vegane sono ancora in fase di sviluppo e spesso includono componenti sintetici di origine fossile. Questo solleva interrogativi sulla loro effettiva sostenibilità e sul rischio di greenwashing, una strategia di marketing ingannevole utilizzata per dimostrare un finto impegno ambientale.

Cos'è il Greenwashing?

Il Greenwashing è una strategia di marketing ingannevole applicata per dimostrare un finto impegno nei confronti dell’ambiente con l’obiettivo di catturare l’attenzione dei consumatori attenti alla sostenibilità. La giustizia Italiana ha emesso un’ordinanza cautelare in materia di greenwashing dichiarando, che “la sensibilità verso i problemi ambientali è oggi molto elevata e le virtù ecologiche decantate da un’impresa o da un prodotto possono influenzare le scelte di acquisto”.

Le dichiarazioni ambientali devono essere chiare, veritiere, accurate e non fuorvianti, basate su dati scientifici presentati in modo comprensibile.

Classificazione dei Materiali Alternativi alla Pelle

Ecco una classificazione dei materiali alternativi alla pelle:

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  1. Sintetici di derivazione 100% fossile: Supporto tessile (generalmente poliestere) ricoperto da PVC (Polivinilcloruro) o PU (Poliuretano). Esempi includono pelle artificiale, pelle sintetica, similpelle, finta pelle, ecopelle, pelle sintetica, rigenerata di cuoio.
  2. Materiali ottenuti per integrazione di quelli fossili: Riduzione del contenuto non rinnovabile sostituendo parzialmente PVC o PU con prodotti derivati dai rifiuti agricoli, come sansa di mela (Vegea®, Appleskin®) o foglie di cactus macinate (Desserto®). La Base in poliestere 100% fossile persiste in tutte queste alternative.
  3. Materiali fibrosi bio-based di origine non animale: Materiali monostrato come Muskin® (pelle fungo) e Kombucha.
  4. Tessuti non tessuti bio-based: Fibre rinnovabili trasformate in un supporto non tessuto, come Pinatex® (foglie di ananas) e SnapPap® (cellulosa).

Confronto tra Materiali Alternativi: Origine e Durabilità

Per valutare l'affidabilità di questi materiali come alternative alla pelle, è fondamentale considerare l'origine delle materie prime e la loro durabilità durante l'utilizzo.

1. L’Origine delle Materie Prime

In ordine di priorità, sono da preferirsi:

  1. Materiali che utilizzano come input gli scarti di fine vita di un prodotto, attivando dinamiche di economia circolare.
  2. Materiali bio-based, di origine naturale, che consentono di evitare alternative fossili. Opzioni che non insistono su risorse dedicate al soddisfacimento di bisogni primari come l’alimentazione sono da preferire.
  3. Materiali di derivazione fossile, con percentuali crescenti di componenti riciclate o bio-based.

L’industria italiana della pelletteria lavora, in oltre il 99% dei casi, pelli che sono un sottoprodotto della macellazione. Dunque, almeno In termini di raw materials, la pelle rappresenta una best practice da tenere a riferimento, dato che utilizza materiali che sarebbero altrimenti destinati alla distruzione!

Il PVB riciclato, ottenuto dal riciclo dei vetri delle automobili, sembra essere un materiale estremamente interessante, in quanto attiva dinamiche di economia circolare utilizzando materiali di scarto di un altro mercato che altrimenti dovrebbero essere smaltiti. In questo senso, è in tutto e per tutto paragonabile alla pelle!

Riguardo le alternative ottenute per integrazione di quelli fossili come Vegea®, Appleskin®, Desserto®, in questi articoli la percentuale di PU o PVC rimane comunque preponderante nella miscela (In generale, oltre il 65%), mentre la base in poliestere 100% fossile persiste.

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Muskin® è composto da Phellinus ellipsoideus, un gigante fungo subtropicale, non commestibile per l’uomo, che si nutre del tronco degli alberi. Il materiale Kombucha è invece un sottoprodotto ottenuto durante la preparazione della omonima bevanda giapponese, un tè fermentato. Sono 100% bio-based e insistono su risorse naturali che non sono destinate a bisogni primari dell’uomo, come l’alimentazione.

Pinatex®: l’acido polilattico (PLA) in cui sono immerse le foglie di ananas è prodotto dall'amido di mais, dunque utilizzando una risorsa che potrebbe essere destinata all’alimentazione.

Con la sola eccezione di Muskin® e Kumbucha che hanno origine bio-based, gli altri materiali non pare possano vantare una materia prima “virtuosa” come la pelle. Il PVB, in questo senso, si distingue positivamente, utilizzando sottoprodotti di scarto dell’industria automotive.

2. La Durabilità / Longevità Durante l’Utilizzo

La durabilità è la performance meccanica di ciascun materiale. I numeri che cito in questo post sono estratti dallo studio “Comparison of the Technical Performance of Leather, Artificial Leather, & Trendy Alternatives” del FILK Freiberg Institute, pubblicato nel 2021.

2.1 Resistenza alla Trazione e Resistenza allo Strappo

La pelle conciata al cromo mostra una stabilità meccanica molto elevata, che rappresenta il valore più alto per la resistenza alla trazione e la resistenza allo strappo fra tutte le alternative. La resistenza alla trazione supera la specifica di >39 N/mm2. I valori del campione Muskin® sono estremamente bassi, e per Kombucha circa 10 N/mm2. I materiali fossili o ottenuti per integrazione fossile mostrano resistenze alla trazione da 9 a 20 N/mm2. I carichi di rottura tessuti non tessuti bio-based vanno da 4 fino a 25 N/mm2.

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2.2 Resistenza alla Flessione

Pelle, Pinatex® e tessuto rivestito in PU raggiungono la specifica di >80.000 cicli di flessione secondo ISO 20942. La resistenza alla flessione del materiale Teak Leaf®, SnapPap®, Muskin® è invece insufficiente per le applicazioni desiderate.

2.3 Permeabilità al Vapore Acqueo e Assorbimento del Vapore Acqueo

Pelle, Muskin® e SnapPap® superano di gran lunga la permeabilità al vapore acqueo e Pinatex® e il tessuto rivestito in PU soddisfano ancora i requisiti ISO 20942. Il WVP di tutti gli altri materiali è insufficiente. L'assorbimento di vapore acqueo (WVA) di Kombucha, pelle e Muskin® è elevato.

Tabella Comparativa delle Performance dei Materiali

Performance normalizzate rispetto al massimo valore misurato nella comparazione.

Materiale Resistenza alla Trazione Resistenza allo Strappo Resistenza alla Flessione Permeabilità al Vapore Acqueo Assorbimento del Vapore Acqueo
Pelle Conciata al Cromo Alto Alto Alto Alto Alto
Muskin® Basso Basso Basso Alto Alto
Kombucha Medio - - Basso Alto
Pinatex® Medio - Alto Medio Basso
SnapPap® Medio Basso Basso Alto Medio
Tessuto Rivestito in PU Medio - Alto Medio Basso
Teak Leaf® - - Basso Basso -

In pratica, tranne che per poche, singole eccezioni, nessun materiale di cui ti ho parlato in questo post può equiparare neppure lontanamente, le performance della pelle. In buona sostanza c’è da aspettarsi che un prodotto realizzato in cuoio abbia una longevità molto maggiore di qualsiasi altra alternativa, mantenendo quindi la sua funzionalità invariata per periodi di tempo molto lunghi e favorendo una minore frequenza di riacquisto del prodotto.

3. Esistono Davvero Alternative alla Pelle?

In generale, lo studio ci suggerisce che la pelle, almeno per i due parametri di cui ho parlato nell’articolo, è il best performer: attiva meccanismi di economia circolare in termini di gestione della materia prima e ha performance “outstanding” rispetto agli altri materiali che favoriscono la longevità dei prodotti.

Riguardo gli altri materiali, considerando che nessuno di essi sembra poter minimamente sperare di sostituire il cuoio in modo massivo:

  • il PVB sembra essere l’alternativa più convincente: attiva meccanismi di economia circolare utilizzando scarti dell’industria automotive, ha performance meccaniche (equivalenti a un PU) di gran lunga inferiori alla pelle ma mediamente migliori delle altre opzioni.
  • Muskin® è un’ottima alternativa bio-based, tuttavia le attuali difficoltà di raccolta ne fanno un materiale complicato da produrre su scala massiva. Inoltre la bassa resistenza a trazione ne limita il campo di utilizzo in maniera importante.
  • I materiali che sono ottenuti per integrazione di quelli fossili come Vegea®, Appleskin® Desserto®, danno tutta l’impressione di essere una soluzione di compromesso.

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