La Dieta e l'Allenamento: Un Viaggio Attraverso la Storia dell'Alimentazione Sportiva

L'alimentazione degli atleti ha subito una notevole evoluzione nel corso dei secoli, passando da diete basate su carne e grassi a regimi ricchi di carboidrati, con un'attenzione crescente all'equilibrio nutrizionale e alla salute dell'intestino.

Le Antiche Olimpiadi: Fichi Secchi e Carne

All'inizio delle Olimpiadi, per circa 300 anni, gli atleti dell'Antica Grecia si mantenevano in forma con una dieta energetica a base di cereali, fichi secchi e formaggi molli. Si narra che nel 500 a.C. Milone, leggendario lottatore, consumasse 10 kg di carne e 8 litri di vino al giorno.

Gli atleti cercavano nella carne le caratteristiche magiche dell'alimento: carne di capra per i saltatori, carne di antilope per i corridori, carne di bue per i lottatori. Questa tradizione, documentata da Pausania, fu criticata dal medico Galeno, che si lamentava degli atleti che si ingozzavano di "carne e sangue".

Gladiatori: Grandi, Forti e... Vegetariani

A Roma, i gladiatori, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, seguivano una dieta prevalentemente vegetariana. Un recente studio di antropologi forensi austriaci ha ricostruito la "dieta del gladiatore" analizzando i resti di 67 combattenti rinvenuti in una tomba ad Efeso, in Turchia. I risultati hanno rivelato alte percentuali di stronzio (presente nelle proteine vegetali) e basse percentuali di zinco (presente nelle proteine animali).

La dieta dei gladiatori era funzionale e "scientifica", mirata ad avere ossa forti, resistenza al dolore e guarigioni rapide dalle fratture. Nel loro menù si trovavano focacce dolci d'orzo, infusi di fieno, bevande a base di frutta fermentata, cipolle, aglio, semi di finocchio, frutta e fichi secchi. Il loro piatto forte era la "sagina", una zuppa d'orzo con legumi, bagnata con vino acetato e cenere.

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Il Medioevo e i Templari: Un'Eccezione di Equilibrio

Con l'avvento del Cristianesimo, lo sport e i Giochi persero popolarità. Nel Medioevo, l'alimentazione delle classi agiate prevedeva un surplus di grassi e calorie, causando problemi di salute come gotta, diabete e obesità.

Fanno eccezione i Templari, che nella loro regola includevano capitoli sull'alimentazione e l'igiene a tavola. Le loro parole d'ordine erano: varietà degli alimenti, pochi grassi, poca carne (2 volte a settimana), molti legumi (3 piatti a settimana), pesce e frutta fresca. Da bere, vino di palma diluito con aloe vera e acqua insaporita con agrumi. Questa dieta, secondo uno studio italiano, permetteva ai Templari di superare spesso i 70 anni di età.

Il 1800: Proteine vs Carboidrati

Nell'Ottocento si assiste a un primo approccio scientifico all'alimentazione sportiva. Nel 1842, il chimico Justus von Liebig sostenne che "le proteine sono il principale substrato energetico per il lavoro muscolare". Nel 1866, Max von Pettenkofer e Carl von Voit giunsero alla conclusione opposta, affermando che glucidi e lipidi sono i principali substrati energetici. Questa tesi, ribadita dagli studi dei danesi Christensen e Hansen, portò alla consacrazione dei carboidrati nella nutrizione sportiva a partire dagli anni '70 del Novecento.

La "Dieta del Marine" e le Olimpiadi Moderne

Per quasi 80 anni, l'immagine tipica nell'alimentazione sportiva fu quella dell'americano vincente e muscoloso, con una dieta ricca di proteine nobili. Fino agli anni Settanta, anche in Italia, gli sportivi consumavano riso in bianco, bistecca e insalata. Tuttavia, testimonianze come quella del campione olimpico Jesse Owens, che mangiava solo pasta prima delle gare, evidenziavano l'importanza dei carboidrati.

Anni '70: Lo Schema Bersgtrom e la Rivincita dei Carboidrati

L'abbattimento della "dittatura della bistecca" avvenne a metà degli anni Settanta. Gli esperti di nutrizione italiani, convinti dei vantaggi della dieta mediterranea, si ribellarono all'idea di rinunciare alla propria identità gastronomica. A rafforzare queste convinzioni contribuì la crociata pro-carboidrati proveniente dal Nord-Europa, con lo schema Bersgtrom, che prevedeva un aumento massiccio dell'apporto di carboidrati prima delle gare di lunga durata.

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La scuola italiana superò le criticità dell'approccio scandinavo fornendo agli atleti pasta, un "carburante" a più lento assorbimento e a più facile digestione. I successi di atleti come Pietro Mennea, Klaus Dibiasi e Paola Pigni confermarono la validità di questa teoria.

La Pasta al Forno di Pietro Mennea

La conferma della validità di questa teoria arriva dai risultati di azzurri come Pietro Mennea (leggendari i suoi piatti di pasta al forno pre-gara), Klaus Dibiasi e Paola Pigni, che suscitano l’interesse degli addetti ai lavori internazionali.

L'Ortofrutta e lo Sport: L'Allenamento Inizia Mangiando

Italia Ortofrutta Unione Nazionale e Fidal promuovono un corretto stile di vita con il progetto "L'ortofrutta e lo sport - L'allenamento inizia mangiando". L'iniziativa mira a diffondere i principi di un'alimentazione che contenga il giusto apporto di frutta e verdura e una regolare attività sportiva.

Frutta e verdura sono alimenti importanti per l'organismo, ricchi di vitamine e oligoelementi indispensabili per il benessere degli individui, specialmente degli sportivi e dei più giovani. Particolare attenzione va dedicata ai più piccoli, scegliendo prodotti freschi e di stagione ed evitando succhi e polpe di frutta.

Consigli per una Corretta Alimentazione Sportiva

  • La quota maggiore di introito calorico (circa il 55-56%) dovrebbe essere fornita dai carboidrati, contenuti in cereali, tuberi e legumi.
  • Tra gli alimenti più importanti non devono mai mancare pasta, riso, pane, patate, latte e formaggi (a basso contenuto di grassi), fonti proteiche magre come pesce, carne, uova e legumi, olio extravergine d'oliva e frutta secca.
  • Mai saltare la colazione del mattino, che deve coprire il 20-25% dell'energia totale giornaliera.
  • Assumere una generosa quantità di liquidi dalle bevande, dal latte, dallo yogurt o dalla frutta fresca.

Il Ministero della Salute mette in guardia dai disturbi della nutrizione collegati alla pratica sportiva, come anoressia o bulimia nervosa. È importante mantenere un equilibrio e seguire le raccomandazioni dei nutrizionisti.

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