In quasi due terzi dei nuovi edifici residenziali tedeschi si impiega la tecnologia delle pompe di calore per il riscaldamento, secondo le ultime rilevazioni statistiche. Le pompe di calore saranno utilizzate come sistema di riscaldamento primario nell’81% degli edifici di prossima costruzione.
Secondo i dati del Bundesverband der Deutschen Heizungsindustrie (BDH) e del Bundesverband Wärmepumpe (BWP), tra gennaio e giugno 2025 sono state vendute circa 139.000 pompe di calore. «I proprietari di casa oggi scelgono con chiarezza la pompa di calore», dichiara Martin Sabel, direttore del BWP.
Guardando alle trattative in corso per il bilancio 2026, Sabel sottolinea l’urgenza di garantire fondi sufficienti nel Fondo per il Clima e la Transizione (KTF), così da proseguire con gli incentivi attuali fino almeno al 2027. «Serve certezza per gli investimenti», prosegue Sabel.
Sabel mette in guardia da eventuali segnali negativi: «Serve stabilità per far crescere il mercato. Non possiamo rischiare che il desiderio di accelerare la transizione si traduca in un ritorno forzato al gas e al petrolio.
Sabel ricorda infine il ruolo di primo piano dell’industria tedesca delle pompe di calore in Europa e nel mondo. Secondo il consorzio europeo EHPA, sono stati investiti 7 miliardi di euro in capacità produttiva e formazione. «Le aziende tedesche si aspettano un chiaro sostegno politico per questa tecnologia», conclude Sabel. «Non possiamo permetterci di perdere un’altra rivoluzione industriale, come è accaduto con il fotovoltaico. La pompa di calore è ormai il prodotto chiave di un settore con 70.000 posti di lavoro solo nell’industria e molti altri nell’artigianato, nella progettazione, nei servizi energetici e immobiliari.
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Superare i Miti sulle Pompe di Calore
Le pompe di calore per il riscaldamento domestico non vanno bene dove fa più freddo? Un falso mito, come dimostrano anche i numeri delle nuove abitazioni in Germania. In generale la tendenza tedesca è nella conferma di questi numeri, ed anche in un ulteriore consolidamento: i nuovi edifici approvati avranno per l'84,8% fonti rinnovabili per il riscaldamento.
Si tratta principalmente di case uni o bifamiliari, e prendendo in considerazione solo questa tipologia il numero è ancora più alto: 74,1%. Si tratta di pompe di calore di tutti i tipi, incluse anche quelle geotermiche, seppur questa tecnologia resta ancora marginale per le difficoltà (ed i costi) di prima installazione, che necessitano di scavi profondi e inserimento di sonde nel terreno.
Pompe di Calore e Radiatori: Un Abbinamento Possibile?
Miti da sfatare sull'abbinamento pompe di calore e radiatori. E la risposta potrebbe sorprenderti: sì, nella maggior parte dei casi si può fare. La realtà è diversa: le pompe di calore moderne possono lavorare efficacemente anche con i radiatori, a patto che si rispettino alcune condizioni tecniche specifiche.
Questo pregiudizio nasce dal fatto che le prime pompe di calore, meno evolute di quelle attuali, davano il meglio solo a basse temperature tra 35 e 45 gradi. La buona notizia è che la maggior parte delle case può essere riscaldata efficacemente con radiatori che lavorano a 55-60 °C, invece dei classici 65-70 °C delle caldaie tradizionali.
Non sempre è possibile utilizzare i radiatori esistenti. Ci sono situazioni in cui è necessario intervenire, principalmente quando i radiatori sono sottodimensionati rispetto alle dispersioni della stanza. Ci sono due opzioni principali: sostituire i radiatori con modelli di dimensioni adeguate (aumentando i componenti) oppure aggiungere radiatori nelle stanze più disperdenti.
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Successivamente si procede con la verifica della potenza dei radiatori. Il calcolo determina se, lavorando a 55-60 °C, il radiatore riesce a compensare le dispersioni della stanza. Un esempio concreto dimostra come anche le situazioni più “impossibili” possano diventare realtà. Il proprietario di una villa di 450 mq in Lombardia aveva radiatori in ghisa sotto-nicchia degli anni ’80.
Le pompe di calore moderne hanno fatto passi da gigante nelle prestazioni ad alta temperatura. Scegliere di mantenere i radiatori invece di passare al riscaldamento a pavimento comporta diversi vantaggi significativi.
Incentivi e Costi
Quanto costa una pompa di calore? Questi costi includono macchina, accumuli, installazione completa e messa in servizio. Il Conto Termico 2.0 offre un contributo diretto fino al 65% dell’investimento, erogato in due anni. L’Ecobonus al 65% permette una detrazione fiscale distribuita in dieci anni, cumulabile con altri bonus casa.
Come abbiamo scritto, il mercato italiano, ora in attesa dei nuovi incentivi del Conto termico 3.0, sconta l’uscita dal traino del Superbonus, oltre a un costo dell’investimento iniziale ancora piuttosto elevato. Finito il flusso positivo della coda dei vari bonus edilizi, soprattutto il Superbonus 110, ora si assiste a un momento di stanca, per l'attesa dei nuovi incentivi del Conto Termico 3.0.
Ostacoli e Considerazioni Finali
Tra gli ostacoli dobbiamo considerare anche quelli di natura culturale e formativa. Sono ancora molti gli installatori che preferiscono installare caldaie a condensazione, con le quali hanno una consolidata esperienza.
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Non bisogna credere a chi dice categoricamente “sì” o “no” senza aver visto l’abitazione. Ognuna è un caso a sé, e merita un’analisi approfondita per valutare la fattibilità tecnica ed economica dell’intervento.