Il Segreto della Longevità degli Hunza: Alimentazione, Acqua e Stile di Vita

Non sappiamo dove finisca la realtà e inizi la favola del popolo dalla lunga vita, nei primati di longevità umana non c’è traccia degli Hunza, ma anche se fosse è una bella favola. Ovviamente ciò che affascina di questo piccolo popolo che vive tra i massicci montagnosi del nord del Pakistan, sono i racconti sulla loro straordinaria capacità di mantenersi giovani e in salute. Siamo nel Pakistan del nord, una zona al confine con la Cina, l'Afghanistan, il Kashmir e l'India, ai piedi della catena dell’Himalaya. Qui vive una popolazione che, tra leggenda e realtà, è considerata una delle più longeve della Terra.

La Valle dell'Hunza: Un Paradiso Isolato

La valle dell’Hunza prende il nome dall’omonimo fiume, si trova nel Pakistan del nord, a 2.438 metri di altitudine e si estende per circa 7.900 chilometri quadrati. E’ un luogo fantastico, reso quasi magico dai colori delle stagioni che si riflettono sulla valle e su i suoi maestosi rilievi. Hunza si trova nella parte settentrionale del Pakistan, vicino al confine con la Cina. La valle di Hunza si trova tra le due catene montuose più alte Hindukush e Karakorum. L’area è ricca di fiumi, cosi che le affluenti del fiume Ind modellano l’area come una valle profonda. La valle di Hunza si trova a un’altitudine di 2.438 metri. Il territorio di Hunza è di circa 7.900 km². Karimabad (precedentemente chiamato Baltit) è la capitale, che è anche una destinazione turistica in Pakistan a grazie all’impressionante scenario delle montagne circostanti come Rakaposhi, Ultar Sar Bodzhahagur II, Peak Genta, Hunza Peak, Peak Darmiani e Bublimating. Il popolo della valle di Hunza oggi conta circa 87 mila persone.

Hunza è una grande attrazione turistica in Pakistan e molti turisti pakistani e stranieri vengono a godersi il pittoresco paesaggio e a visitare questa antica nazione. Questa regione è molto moderna su ogni piano ed è molto avanzata per gli standard asiatici. Gli inglesi mantennero lo status di Hunza come Principato fino all’anno 1947. Il 3 novembre 1947 sovrano di Hunza Mohammed Jamal Khan ha inviato un telegramma a Mohammed Ali Jinnah in cui si accetta di annettere il suo principato al nuovo stato del Pakistan. Nel 1974, gli HUnza avevano l’autonomia in Pakistan, che fu abolita dal Primo Ministro Zulfikar Ali Bhutto. La valle degli Hunza è raggiungibile da una strada lunga e vecchia, che parte dalla città di Islamabad.

La maggior parte degli Hunza sono musulmani. La regione Hunza è la patria di persone di tre etnie:

  • L’area inferiore di Hunza - (da Majun a Nasirabad) è principalmente abitato da Shinaki, persone che parlano Sheena;
  • L’area centrale di Hunza - (da Murtazabad ad Ahmed Abad) è popolata principalmente da persone che parlano di Burushashki.
  • L’area superiore di Hunza, conosciuta come Goça - (da Shishat a Hunzherab) proviene principalmente da persone che parlano Waki.
La separazione geografica permise agli Hunza di preservare il loro sano stile di vita nel corso di diverse migliaia di anni.

Un Popolo Longevo

L’agiografia narra che quello degli Hunza sia il popolo più longevo al mondo: la loro vita non durerebbe meno di 130 anni. Ci sarebbero, dunque, persone che hanno vissuto 150 anni godendo di un ottimo stato di salute psico-fisica tanto che il dr. Robert McCarrison afferma che non conoscono cancro, malattie del sistema nervoso, degenerative e auto-immuni e in ogni caso beneficiano di un invidiabile benessere psico-fisico. Anche in un convegno sul cancro tenuto a Parigi, degli esperti di geocancerologely riportarono i risultati di una ricerca che dimostrava l’assenza di casi di cancro nella regione Hunza.

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Nel Nord del Pakistan, ai piedi della catena montuosa dell’Himalaya, vivono gli Hunza, ritenuti da più fonti la popolazione più longeva al mondo. Secondo racconti non confermati, alcuni individui raggiungono i 150 anni, le donne sono fertili sino a 90 anni, partorendo figli a 65: rimane il fatto che, oggettivamente, gli Hunza vivono davvero molto a lungo. Gli Hunza, senza ricorrere all’ausilio della medicina, a oltre cento anni sono vivi ma soprattutto molto attivi: lavorano ancora nei campi e curano la casa e la famiglia con grande vitalità. Inoltre pare che le donne Hunza restino in grado di proliferare fino a tarda età. Ma qual è il segreto di questo miracolo della natura?

L'Alimentazione degli Hunza: Un Regime Naturale e Sostenibile

A distanza di svariati decenni le abitudini alimentari degli Hunza non sembrano cambiate: la carne è quasi assente dalla dieta e si nutrono soprattutto dei cereali da loro più coltivati come frumento, orzo e grano saraceno, di patate e frutta come albicocche e mele, nocciole, eppoi di burro, yogurt e derivati del latte di pecora. La loro dieta è ipocalorica, pari ad una media di 1.900 calorie giornaliere, a causa della tradizionale difficoltà a reperire risorse alimentari. Gli Hunza consumano i soli frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano per cause di forza maggiore quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”.

Gli Hunza consumano formaggio fresco e mai stagionato, la loro principale fonte di grassi sono la frutta secca e soprattutto le albicocche essiccate, di cui fanno anche un succo speciale. La base della loro alimentazione è composta da cereali, miglio, orzo, grano saraceno, tanta verdura, legumi e frutta che varia a seconda della stagione. Insomma queste persone sono abituate a consumare sempre cibi molto sani. Presso di loro non esistono prodotti confezionati con conservanti.

La loro dieta si basa principalmente su alimenti naturali, freschi e non trasformati, ricca di frutta, verdura, noci, semi e cereali integrali, con un moderato consumo di carne, come agnello, pollo e pesce, dunque a base principalmente vegetale. Un aspetto interessante della loro alimentazione è che consumano soprattutto verdure crude. Poiché la regione montuosa dell’Hunza si trova in una zona remota del Pakistan, la ricerca e l’allevamento di animali per il consumo alimentare non sono pratiche comuni. Al contrario, preferiscono consumare latticini e latte. Pertanto, prediligono un’alimentazione ricca di materie prime coltivate nella regione. Gli alimenti cucinati sono principalmente cotti utilizzando forni.

La loro alimentazione è completamente priva di prodotti industriali o processati: evitano zuccheri raffinati, conservanti e grassi. I prodotti confezionati sono presenti solo in piccoli mercati e in quantità estremamente limitata. Di conseguenza, l’uso di plastica è molto basso, compresa quella a contatto con gli alimenti. Oltre al consumo elevato di verdure, cereali e legumi, la frutta rappresenta uno degli alimenti più consumati nella loro dieta. Le albicocche sono molto diffuse e vengono consumate e preparate in vari modi, addirittura con l’olio estratto. Il loro ingrediente segreto pare essere proprio l'albicocca, che usano davvero per preparare tante cose: oltre a mangiarle fresche o essiccate, le mettono nelle zuppe, ne fanno un succo che spesso mescolano con il ghiaccio o la neve per farne una specie di gelato. Perfino il pregiato olio che si ottiene dalle albicocche viene usato per cucinare.

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Complice di questa terapia naturale sarebbe anche una particolare vitamina, la B-17, potente anti-cancerogeno contenuto nei semi di albicocca, anch’essi consumati da quella popolazione che, si potrebbe dire, non butta via niente: altro che economia circolare! Gli Hunza hanno rifiutato il consumo di alimenti industriali o processati, inscatolati o confezionati. Non conoscono l'uso di additivi chimici. Mangiano, ma non troppo: la loro dieta si aggira sulle 1900 calorie al giorno.

Non mangiano alimenti processati, inscatolati o confezionati. Consumano molto tè, cereali, miglio e orzo, legumi, uova, poco formaggio e latte di capra locale. Si sa anche che fanno il bagno in acqua fredda, non adottano spuntini fuori orario, sono molto misurati nel cibarsi, non mangiano nulla durante la cosiddetta “Primavera di fame” (per circa 2-4 mesi), nutrendosi solo con succo di albicocca secca.

La sintesi delle abitudini alimentari del popolo Hunza che posso farti (che ritengo equilibrata) è la seguente:

  • Cibi naturali.
  • In misura limitata, senza mai eccedere.
  • Periodi di digiuno (nutrizione molto molto ridotta per circa 3 mesi).
  • Tanta verdura e frutta (tante albicocche).
  • Non molta carne, poco sale, formaggi freschi.

Digiuno Periodico

L’altopiano che li ospita è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno. Lì loro coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli. Colgono i frutti degli alberi di noci, albicocche, mele, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Dal mese di ottobre, fino a primavera inoltrata, periodo in cui matura l’orzo, praticano il semi-digiuno per settimane intere per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto.

Gli strumenti più utili alla loro longevità sembrano essere: il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre. L’altopiano su cui vivono è un luogo in gran parte inospitale e non offre raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti per tutto l’anno. Coltivano orzo, frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli. Posseggono numerosi alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni.

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L'Acqua dei Ghiacciai: Un Elisir di Lunga Vita

Per quanto riguarda l’acqua, la loro unica fonte discende dal ghiacciaio Altar. Inoltre, il loro segreto sembrerebbe risiedere nella particolare composizione minerale dell’acqua locale: alcalina, con una straordinaria quantità di idrogeno attivo che possiede un notevole potenziale antiossidante e un elevato contenuto di minerali colloidali. Gli Hunza utilizzano l’acqua dei ghiacciai per bere e lavarsi. La loro bevanda più famosa è un tè alle erbe fatto con acqua dei ghiacciai e un’erba nota come Tumuru.

Da diversi studi è emerso che l’acqua degli Hunza possiede un elevato ph (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali. Digiunare con acqua alcalina pare sia molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata. In questi anni Henri Coanda dedicò almeno 6 anni dei suoi intensi studi proprio all’acqua che bevevano gli Hunza. Cercò di analizzare quali fossero le sue peculiarità e quali i benefici che avrebbe potuto determinare sul corpo umano. Le sue scoperte furono sorprendenti.

L’acqua Hunza presentava delle caratteristiche uniche:

  • Elevato pH (acqua alcalina).
  • Forte presenza di ionio (quantità di idrogeno attivo).
  • Elevato potere antiossidante.
  • Elevato contenuto di minerali colloidali.
Le sue proprietà variano in funzione del luogo in cui sgorgava, presentendo da una zona ad un’altra diversa viscosità, ma anche differenti indici di rifrazione e tensione superficiale.

Uno Stile di Vita Attivo e Spirituale

Questa gente è nota per praticare yoga, incluse meditazione e tecniche di respirazione. Sarebbero anche a conoscenza dell’importanza del rilassamento e della gestione delle energie. Un Hunza in 24 ore può arrivare a marciare per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi per mangiare o dormire. Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane erano assoldati come portatori.

Gli uomini e le donne Hunza sono in grado di procreare anche in tarda età grazie ad una particolare consuetudine alimentare basata sul semi-digiuno a cui si sottopongono ogni anno e all’alimentazione vegetariana, anche se non vegana (nella loro alimentazione sono previste moderate razioni di latticini e uova) e all’acqua ricca di minerali presente nelle loro terre. Acqua che estraggono invece dai cibi che consumano generalmente dopo la loro essiccazione (criterio seguito anche da certa macrobiotica).

Misteri e Curiosità

Ma ci sono anche alcuni misteri irrisolti che riguardano gli Hunza, come l‘origine della loro lingua. Nota come Burushaski, questa lingua è completamente slegata dall’indoeuropeo o dal tibetano. L’unica somiglianza che gli antropologi hanno trovato è quella con una cultura altrettanto unica e isolata, quella della regione basca della Spagna. Le popolazioni indigene dei Paesi baschi sono rimaste isolate dalle culture circostanti per secoli, conservando un linguaggio e aspetti culturali che sono svaniti negli stati vicini. Il linguaggio basco e quello Burushaki condividono 70 parole affini, che portano gli antropologi a credere che le due culture possano condividere una discendenza comune fino ad una tribù Proto-Caucasica.

Gli Hunza hanno la pelle più chiara di qualsiasi altro gruppo in Pakistan, che si aggiunge all’ipotesi che possano discendere da un piccolo gruppo che si stabilì nell’area, forse soldati dell’esercito di Alessandro Magno o di un altro gruppo nomade europeo. Gli Hunza stessi dichiarano, infatti, di essere discendenti dei soldati dell’esercito di Alessandro il Macedone che si stabilirono nella valle durante la sua campagna in Asia. Non hanno caratteristiche asiatiche e assomigliano a molti degli abitanti odierni dei Balcani, motivo per cui sono considerati discendenti degli antichi macedoni. Usano il sole e il leone nella propria simbologia.

La Felicità Interna Lorda (FIL)

I membri del popolo Hunza sono sempre sorridenti, allegri e fermi. Sembrano più giovani e molti sono sorpresi della loro età. Come fossero arrivati da qualche altro pianeta, ma non lo sono. Non troppo lontano da loro, nel piccolo stato montuoso Bhutan, sempre in Asia il Principe locale già da anni ha scelto di adottare come indicatore per calcolare il benessere della popolazione il FIL, ovvero il valore della “felicità interna lorda” o FIL”, il tentativo di definire uno standard di vita sulla falsariga del prodotto interno lordo (PIL). I criteri presi in considerazione sono la qualità dell’aria, la salute dei cittadini, l’istruzione, la ricchezza dei rapporti sociali. Secondo alcuni dati questo paese è uno dei più poveri dell’Asia, con un PIL pro capite di 2088 dollari (dato del 2010). Tuttavia, secondo un sondaggio, è anche la nazione più felice del continente e l’ottava del mondo. …senza dimenticare un sano movimento sostenibile a misura d’uomo, di donna e, non dimentichiamoci di loro, di bambino, che una volta correva e saltava come quello Hunza, mentre oggi secondo le statistiche si compiace del proprio sovrappeso.

L'Influenza del Mondo Moderno

Oggi il territorio degli Hunza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro i primi problemi di salute. Anche ai piedi dell’Himalaya, però, sta arrivando il progresso e, nonostante il rifiuto da parte del popolo Hunza, qualcuno ha iniziato ad introdurre anche tipici prodotti industriali, dalla farina 0 impoverita, allo zucchero bianco raffinato, al sale sbiancato chimicamente. Secondo alcuni esperti, i primi segni di questa “globalizzazione” si starebbero già vedendo, dalla comparsa della carie alle prime patologie cardiovascolari.

Tabella riassuntiva delle abitudini alimentari degli Hunza:

Categoria Alimenti Principali Alimenti Evitati
Cereali Frumento, orzo, grano saraceno, miglio Farina 0 impoverita
Frutta e Verdura Albicocche, mele, pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli Nessuno in particolare (privilegiano prodotti locali e di stagione)
Proteine Legumi, uova, formaggio fresco, latte di capra Carne (consumo moderato)
Grassi Frutta secca, olio di albicocca Grassi saturi, alimenti processati
Bevande Acqua dei ghiacciai, tè alle erbe Zucchero bianco raffinato, sale sbiancato chimicamente
Altro Digiuno periodico Alimenti confezionati con conservanti e additivi chimici

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