Struttura e Funzione dell'Alfa Elica

La struttura secondaria è la disposizione regolare nello spazio della catena polipeptidica per mezzo di interazioni idrogeno fra i gruppi N-H e C=O appartenenti al legame peptidico di amminoacidi che sono vicini nella struttura primaria.

Alfa Elica: Un Esempio di Struttura Secondaria

Ne sono un esempio la struttura a: α elica: tutti gli N-H e i C=O dei legami peptidici sono legati con legami idrogeno, in particolare ogni C=O interagisce con l'N-H che è distante 3 residui e viceversa.

Il passo dell’elica è quindi dato da 4 residui.

In sintesi la struttura ad α elica è stabilizzata da legami idrogeno intramolecolari e paralleli all'ipotetico asse dell'elica.

Non concorrono alla stabilità di questa struttura le catene laterali.

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Le catene laterali sporgono verso l'esterno della struttura e sono a contatto col solvente, per questo non tutti gli aminoacidi hanno la stessa tendenza a trovarsi in un α elica; ciò dipende dall’idrofilicità della catena R: è facile siano presenti in una struttura di questo tipo catene R polari di grandi dimensioni, come quella del triptofano.

N.B.: quando la prolina contrae legame peptidico, perde il suo unico idrogeno; la prolina dunque interrompe la catena dato che non ha un H per instaurare un altro legame ad idrogeno intramolecolare.

Le strutture secondarie di una proteina si possono dar vita a strutture supersecondarie o domini, ripiegandosi autonomamente per assumere strutture ordinate.

Visualizzazione e Analisi della Struttura Proteica con MGL Tools

Questa lezione può essere affrontata in due modi:

  1. Online.
  2. In aula informatica con la classe.

e proporla in aula informatica ai vostri allievi.

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Chiudete e riaprite MGL Tools.

In MGL Tools cliccate File / Read Molecule e aprite il file 1uv6_tut.pdb.

N.B. il recettore dell'acetilcolina, che si trova sulla superficie delle cellule muscolari nelle sinapsi nervo-muscolo, e lascia entrare un flusso di ioni sodio che innesca la contrazione muscolare.

5 catene proteiche che la molecola possiede in natura.

Nel menù della finestra di sinistra di MGL Tools (fig. 3) colonna S (diventano gialli) piano gli amminoacidi selezionati.

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Ripetete la procedura per ASP-2.

Esercitatevi a riconoscere gli amminoacidi dalla loro catena laterale.

Funzioni e Proprietà delle Proteine

4) Le proteine possono associarsi fra loro e formare oligomeri composti da piu' catene polipeptidiche (struttura quaternaria); un esempio e' dato dall'emoglobina.

Un oligomero proteico che presenti interfacce eterologhe puo' formare in genere strutture aperte di dimensione illimitata (ad es. i microtubuli della tubulina), le cui estremita' sono diverse; uno che presenti interfacce isologhe e' in genere di dimensioni limitate (un dimero o al massimo un insieme di dimeri) e simmetriche.

Una struttura particolarmente interessante e' quella delle proteine le cui subunita' si dispongono in modo da formare anelli; questi possono presentare sia interfacce eterologhe che interfacce isologhe.

5) Le proteine natively folded sono strutture compatte nelle quali i residui aminoacidici sono praticamente in contatto tra loro e le cavita' hanno prevalentemente dimensioni subatomiche; le cavita' di dimensioni atomiche o superatomiche sono rare.

6) Il ripiegamento di segmenti di struttura secondaria (ad es. alfa eliche) su se stessi comporta che i contatti tra residui aminoacidici nell'hydrophobic core possano verificarsi non solo tra residui che nella sequenza aminoacidica sono vicini o adiacenti, ma anche tra residui che nella sequenza sono molto lontani.

7) Le proteine anche piu' compatte hanno moti vibrazionali interni a livello di singoli residui aminoacidici o di interi segmenti di struttura secondaria.

Questi movimenti hanno grande importanza per la funzione proteica e dipendono dalla temperatura; pero' possono portare alla denaturazione della proteina stessa.

8) La struttura che la proteina assume all'interno della cellula e che e' capace di svolgere la funzione biologica si chiama nativa.

In linea di massima la struttura nativa e' un minimo energetico e la proteina la raggiunge da sola, gia' durante la biosintesi.

Modifiche Post-Traduzionali

Molte proteine, soprattutto nelle cellule eucariotiche, subiscono modificazioni successive alla loro biosintesi.

Queste possono essere reversibili o irreversibili e modificano l'attivita' biologica della proteina stessa; spesso la proteina neo-sintetizzata e' priva di attitvita' e la acquisisce solo in seguito alla modificazione post-traduzionale.

  • Taglio proteolitico limitato: la proteina neosintetizzata ha una catena polipeptidica piu' lunga della proteina attiva e la modificazione post-traduzionale consiste nell'idrolisi e rimozione di un frammento all'estremita' C- o N-terminale da parte di una proteasi specifica. Esempi sono: le proteine della coagulazione, il complemento, le proteasi digestive del pancreas, etc.
  • Modificazioni selettive di singoli aminoacidi: ad es.
  • Acetilazione-deacetilazione di residui di Lys, ad es.
  • Formazione di ponti disolfuro tra residui di Cys (reversibili per riduzione; ad es.

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