Proteina C Reattiva e Rischio di Infarto: Un'Analisi Approfondita

La proteina C reattiva (PCR) è una proteina che aumenta nel sangue a seguito di infiammazione e infezione, così come dopo un infarto, un intervento chirurgico o un trauma. È una delle proteine della fase acuta. La PCR standard misura concentrazioni elevate della proteina per determinare la presenza di infiammazione. La PCR ultrasensibile determina accuratamente concentrazioni più basse della proteina e viene utilizzata per stimare il rischio cardiovascolare.

Cos'è la Proteina C Reattiva?

La proteina C reattiva (PCR) è un indice d'infiammazione; come tale, le sue concentrazioni nel sangue aumentano in presenza di processi flogistici di varia natura. Dal punto di vista funzionale, la proteina C reattiva è molto simile alle immunoglobuline di classe G (IgG), sostanze che si attivano per svolgere un'azione di difesa dell'organismo. A differenza di queste, però, la proteina C reattiva non è diretta specificamente contro un determinato antigene.

La PCR viene prodotta principalmente a livello epatico, in risposta a stimoli quali agenti nocivi, microrganismi patogeni e immunocomplessi, ma anche in seguito a traumi. L'aumento della proteina C reattiva si verifica in caso di malattie reumatologiche, infezioni batteriche e traumi. Di recente, un valore di proteina C reattiva cronicamente elevato è stato correlato a un aumento del rischio cardiovascolare.

Il Ruolo dell'Infiammazione e dell'Aterosclerosi

Generalmente, un limitato grado di infiammazione persistente svolge un ruolo fondamentale nell’aterosclerosi, che ostruisce i vasi sanguigni in relazione al colesterolo e ad altri lipidi, spesso associati a CVD. L'infiammazione endoteliale (l'endotelio è un particolare tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni) è uno dei fattori principali che partecipano al processo di aterogenesi. Di conseguenza, elevati livelli basali di proteina C reattiva sono correlati a un maggior rischio di coronaropatie ed infarto miocardico. In uno studio, un livello basale di PRC superiore a 2,4 mg/L è risultato aumentare di due volte il rischio di coronaropatie rispetto a un livello inferiore a 1 mg/L.

Proteina C Reattiva ad Alta Sensibilità (hsCRP) e Rischio Cardiovascolare

La proteina C reattiva ad alta sensibilità può essere usata come supporto nel valutare una persona per il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare (CVD). Alcuni studi hanno dimostrato che misurare la PCR ultrasensibile può essere di supporto per identificare il rischio di sviluppare CVD in persone apparentemente sane. Questo esame più sensibile può misurare concentrazioni di PCR a concentrazioni molto basse.

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La PCR ultrasensibile è ritenuta da alcuni esperti utile per determinare il rischio di CVD, infarto e ictus, e per questo svolge un ruolo importante nel processo di valutazione prima che il paziente sviluppi una di queste problematiche. Alcuni ritengono che il miglior modo di predire il rischio sia combinare un buon marcatore per l’infiammazione, come la PCR ultrasensibile, con il profilo lipidico.

Le persone con PCR ultrasensibile alta sono esposte ad un rischio aumentato di sviluppare malattie cardiovascolari, mentre coloro che hanno concentrazioni basse hanno un rischio minore. Questi valori sono solo una parte del processo globale di valutazione per le malattie cardiovascolari. Altri fattori di rischio da considerare includono le concentrazioni di colesterolo, le LDL-C, i trigliceridi e il glucosio.

Interpretazione dei Valori di PCR

Nelle persone sane, il valore medio della proteina C reattiva è compreso tra 0,5 mg/l e 10 mg/l, con una variabilità che dipende dall'età e dal sesso del paziente. In condizioni normali, i livelli della proteina C reattiva nel sangue sono bassi, ma in presenza di un'infezione o di uno stato infiammatorio possono aumentare anche migliaia di volte nel giro di poche ore. In questi casi, la crescita di tale parametro è molto rapida e precede il manifestarsi di sintomi indicativi dell'infiammazione, come febbre o dolore.

Fattori che Influenzano i Livelli di PCR

  • L’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, aspirina, ibuprofene e naproxene) o di statine può ridurre la concentrazione di PCR nel sangue.
  • La concentrazione di PCR può essere aumentata negli stadi più avanzati della gravidanza, così come durante la terapia sostitutiva ormonale (es. estrogeni).
  • Condizione di obesità del paziente.

Studi Recenti e Controversie

Sono molti gli studi che hanno dimostrato che alti livelli di proteina C reattiva ad alta sensibilità (hsCRP) sono predittivi di sindrome coronarica acuta. Molti reputano però che l'hsCRP non aggiunga molto ai tradizionali fattori di rischio nel predire la probabilità di malattia cardiovascolare.

Studio Italo-Cino-Scozzese

Questo studio condotto in collaborazione da ricercatori italiani, cinesi e scozzesi agita ulteriormente le acque della polemica mettendo in dubbio il ruolo dell'hsCRP nel predire l'infarto del miocardio. Ben il 41% degli 887 pazienti con infarto del miocardio ricoverati entro 6 ore dall'inizio dei sintomi aveva un livello di hsCRP inferiore ai 2 mg/l (valore considerato "normale") ed il 37% dei controlli aveva un valore ≥ 2 mg/l. In media, i pazienti con infarto mostravano un valore di hsCRP significativamente più alto dei controlli, ma la dispersione dei dati è risultata piuttosto ampia con elevata sovrapposizione tra infarti e controlli.

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hsCRP values were similar in samples obtained <2 h, 2 to 4 h, and 4 to 6 h from symptoms onset in all ethnic groups, consistent with the delayed hsCRP elevation after myocardial necrosis and thus indicative of pre-infarction levels. Median hsCRP values were significantly higher in patients than in control subjects: 2.49 (interquartile range [IQR]: 1.18 to 5.55) mg/l versus 1.32 (IQR: 0.58 to 3.10) mg/l (p < 0.0001), which is consistent with previous findings. However, 41% of patients had hsCRP levels <2 mg/l and conversely, 37% of control subjects had values =2 mg/l.

The measurement of hsCRP, with a 2 mg/l cutoff, would not have predicted 41% of unequivocally documented STEMIs in 3 ethnic groups without evidence of previous coronary disease, thus indicating both its limitations as an individual prognostic marker and as an indicator of a generalized inflammatory pathogenetic component of STEMI.

Studio CAMI-GUIDE

Lo studio italiano CAMI-GUIDE indaga sul ruolo della proteina C-reattiva serica per una migliore stratificazione del rischio dei pazienti con cardiopatia ischemica portatori di defibrillatore. Livelli di proteina C-reattiva >3 mg/L sono un fattore predittivo di mortalità per scompenso cardiaco, ma non di morte cardiaca improvvisa o tachicardie/fibrillazione ventricolare.

I risultati CAMI-GUIDE dimostrano che i valori di proteina C-reattiva sierica >3 mg/L non sono associati a morte cardiaca improvvisa o a tachicardia/fibrillazione ventricolare, tuttavia rappresentano un forte fattore predittivo di mortalità per scompenso cardiaco nella popolazione di pazienti esaminata. L’impiego di biomarker associati permettono una eccellente stratificazione del rischio di mortalità a 2 anni.

Lipoproteina(a) e hs-CRP

Livelli elevati di lipoproteina(a) [Lp(a)] si associano a un rischio cardiovascolare maggiore indipendentemente da quelli di proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP)?

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I risultati suggeriscono quindi che livelli più elevati di lipoproteina(a) potrebbero essere associati a un rischio maggiore di MACE, infarto miocardico e PAD indipendentemente dal valore iniziale di proteina C-reattiva ad alta sensibilità, sia in un contesto di prevenzione primaria che di prevenzione secondaria.

Studio della Columbia University

I Ricercatori del Columbia University a New York negli Stati Uniti, hanno condotto uno studio per determinare se la proteina C-reattiva ad alta sensibilità ( hs-CRP ) e l'amiloide A sierico fossero predittive di ictus, eventi vascolari e mortalità in uno studio di coorte prospettico.

In conclusione, in questa coorte multietnica, la proteina C-reattiva ad alta sensibilità non è risultata associata a ictus ischemico, ma è risultata moderatamente associata a infarto del miocardio e alla mortalità. Il valore della proteina C reattiva ad alta sensibilità e l'amiloide A sierico potrebbe dipendere dalle caratteristiche della popolazione come età e altri fattori di rischio.

Interpretazione Clinica e Utilizzo del Test

Il medico prescrive la misurazione della proteina C reattiva (PCR) nel sangue quando sospetta che il paziente abbia un'infiammazione acuta, come un'infezione batterica o fungina, una patologia autoimmune (es. lupus eritematoso sistemico o vasculiti), una malattia infiammatoria intestinale (es. Dopo aver valutato i risultati, il medico può orientarsi meglio e consigliare altre indagini di approfondimento.

La PCR è correlata a un altro esame usato per valutare uno stato infiammatorio: il test della velocità di sedimentazione dei globuli rossi (VES). A differenza di quest'ultimo parametro, però, la proteina C reattiva aumenta e diminuisce più rapidamente. I livelli di proteina C reattiva non sono specifici per la diagnosi di malattia, ma servono a valutarne la gravità e l'evoluzione quando essa è già stata diagnosticata, a prescrivere esami più approfonditi per indagarne le origini o a valutare l'efficacia della terapia adottata.

Quando Effettuare il Test

Per l'analisi della proteina C reattiva, il paziente si deve sottoporre ad un prelievo di sangue. Prima di sottoporsi all'esame, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 8-10 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. Inoltre, occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti. È probabile che venga richiesto al paziente di digiunare per 9-12 ore prima del prelievo nel caso in cui venga eseguito anche il profilo lipidico sullo stesso campione.

PCR e Infezioni Virali

Livelli aumentati di proteina C reattiva sono stati riscontrati nel sangue di pazienti affetti da influenza aviaria H7N9. Per quanto rigarda l'influenza H1N1, invece, la PCR risulta significativamente elevata nelle presentazioni più gravi. L'incremento della proteina C reattiva è stato segnalato tra le caratteristiche cliniche dell'infezione da nuovo Coronavirus (COVID-19).

Conclusioni

La misurazione della proteina C reattiva, in particolare della hs-CRP, gioca un ruolo importante nella valutazione del rischio cardiovascolare, sebbene la sua interpretazione debba essere contestualizzata e integrata con altri fattori di rischio e marcatori.

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