La premessa è d’obbligo per affermare, ancora una volta chiaramente e senza indugi, che i vaccini sono sicuri ed essenziali. Come sappiamo, i vaccini Pfizer e Moderna usano la tecnologia a mRNA. Con questi vaccini (intanto Moderna ha fatto causa a Pfizer), quindi, non viene somministrato il virus, né vivo né attenuato, e la sola proteina spike non può causare né l’infezione né la malattia.
La proteina spike, peraltro, non si limita a proteggerci dal vaccino. Appena qualche settimana fa gli scienziati hanno fatto anche un ulteriore scoperta riguardo a questa speciale proteina. “Molte persone la considerano una malattia respiratoria, ma in realtà è una malattia vascolare”, spiega il professore Uri Manor, co-autore senior dello studio. La ricerca, pubblicata il 30 aprile 2021 su Circulation Research, rivela che la Covid-19 è una malattia vascolare, dimostrando esattamente come il virus SARS-CoV-2 danneggi e attacchi il sistema vascolare a livello cellulare. C’è stato un crescente consenso sul fatto che SARS-CoV-2 colpisca il sistema vascolare, ma non è ancora stato capito esattamente come lo faccia.
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno creato uno “pseudovirus” circondato dalla classica corona di proteine spike SARS-CoV-2, ma non conteneva alcun virus reale. L’esposizione a questo pseudovirus ha provocato nei criceti danni ai polmoni e alle arterie, dimostrando che la sola proteina spike era sufficiente a causare la malattia. “Questo potrebbe spiegare perché alcune persone hanno ictus e perché alcune persone hanno problemi ad altre parti del corpo.
Le Bufale sulla Tossicità della Proteina Spike
Ma torniamo alle bufale. “Un grosso errore… pensavamo che la proteina spike fosse un ottimo antigene bersaglio… non una proteina patogena… stiamo inavvertitamente inoculando alle persone una tossina, può causare danni cardiovascolari, infertilità”. Prof.
Il tweet è scritto dall’account di un tale presunto dottor Peter Moloney Foundation e riporterebbe una citazione di tal prof. Il riferimento è a una intervista con il giornalista Alex Pierson, in cui il professor Byram Bridle afferma che questa nuova ricerca e lavoro lo ha portato a fare importanti scoperte sul virus e in particolare sulla proteina Spike. Nell’ambito della sua intervista, il professor Bridle prende l’iniziativa di spiegare gli elementi della sua scoperta e le conseguenze, in particolare per l’attuale vaccinazione.
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Secondo la ricostruzione fatta da Butac, il dottor Moloney era un chimico canadese, nato nel 1891 e morto nel 1989. Secondo un autorevole sito canadese dedicato alla scienza è stato il primo a purificare l’insulina, non colui che l’ha scoperta, ma colui che ha mostrato come purificarla dall’acido benzoico. Sempre secondo quanto analizzato da Butac, il dott. Bridle esiste, è un professore associato dell’Università di Guelph, scettico sui vaccini sin da giugno 2020, fervido sostenitore del fatto che siano stati messi in circolazione senza la dovuta sperimentazione.
Ma proprio al dr Bridle a maggio 2020 erano stati assegnati 230mila dollari canadesi come fondo iniziale per lo studio di un vaccino anti-Covid, soldi che dovevano servire a testare quattro possibili vaccini che erano già stati prodotti dal laboratorio della sua università. Fondi che ovviamente non vengono rifinanziati se gli altri vaccini in circolazione funzionano. Infine, nell’articolo di Maurizio Blondet si fa riferimento a un altro scienziato, tale Roger Hodkinson, medico canadese, da cui lo stesso Ordine dei medici prende le distanze con una comunicazione fatta il 20 novembre 2020.
Come Funzionano i Vaccini
Sviluppare i vaccini contro il virus Sars-Cov-2 è stata una sfida a livello mondiale. “Un vaccino utilizza materiale antigenico (proteine, RNA, ecc.) del patogeno, privato della tossicità per indurre il priming dei linfociti vergini e trasformarli in cellule della memoria. Un vaccino trasforma quindi la natura della risposta immune da primaria a secondaria. La risposta immune primaria è infatti molto più lenta e più debole di quella secondaria; la risposta secondaria protegge molto prima e molto meglio” ha dichiarato Clerici.
La cellula vergine esposta per la prima volta a un patogeno si trasforma in una serie di cellule (TH1, TH2, TH17, ecc.) con l’obiettivo di uccidere il patogeno. Una piccola parte di queste cellule di trasforma in cellule della memoria centrale e questi linfociti di memoria a lunga vita restano in circolo per anni e mediano la risposta immune secondaria e quindi la risposta vaccinale.
Il vaccino idealmente deve indurre la produzione di anticorpi, in quanto questi si legano al patogeno, ne neutralizzano l’infettività e impediscono che vengano infettate le cellule, e la generazione di linfociti T citotossici, che riconoscono e uccidono le cellule infettate.
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Vaccini a mRNA: Innovazione e Funzionamento
I vaccini a mRNA sono i più rivoluzionari, arrivati in commercio per primi e che funzionano meglio (Pfizer e Moderna). Questi contengono l’RNA della proteina spike (la proteina che consente la penetrazione del virus all’interno delle cellule dell’ospite) del Sars-Cov-2, incorporato all’interno di liposomi; una volta somministrato, il liposoma si fonde con le cellule dell’organismo ospite; l’mRNA indurrà all’interno delle cellule la produzione di proteina spike, che saranno espresse sulla superficie cellulare e stimoleranno la produzione di anticorpi da parte dei linfociti B.
Alcune delle proteine spike entreranno anche in contatto con i linfociti T killer che saranno da quel momento in grado di distruggere le cellule eventualmente infettate che presentano la proteina spike sulla loro superficie. Non sono vaccini quindi basati sulla somministrazione di proteine virali, ma sulla somministrazione di mRNA che indurrà la produzione delle proteine virali.
Il tasso di efficacia (inteso come la capacità del vaccino di indurre la generazione di anticorpi) è molto elevato per entrambi i prodotti sviluppati con questa metodica, intorno al 95%. Questi vaccini funzionano molto bene, aumentando la concentrazione sia dei linfociti B sia dei linfociti T citotossici.
Altri Tipi di Vaccini
Nel vaccino AstraZeneca si utilizza per entrambe le somministrazioni lo stesso adenovirus; ciò potrebbe essere un problema in quanto lo stesso adenovirus è antigenico e tra le due somministrazioni è possibile la produzione di anticorpi contro lo stesso adenovirus; di conseguenza potrebbe diminuire l’efficacia della vaccinazione. Nel vaccino AstraZeneca si osservano delle curve di titoli anticorpali più bassi nei soggetti sopra i 65 anni; da qui l’indicazione per un suo utilizzo preferenziale in soggetti con età minore di questa soglia. Anche il vaccino Johnson & Johnson è costruito allo stesso modo: lo stesso adenovirus per le due somministrazioni e materiale genetico del Sars-Cov-2.
Esistono anche i vaccini classici, da virus inattivato, con metodica analoga al vaccino antipolio di Sabin. L’ultimo tipo di vaccino è quello a subunità proteiche (Novavax). È un preparato contenente le proteine virali, senza materiale genetico. Si utilizza un mix di proteine virali, somministrato insieme a un adiuvante che ottimizza la risposta immune.
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Varianti del Virus e Efficacia dei Vaccini
Nella variante britannica, le mutazioni sono due che aumentano sia l’infettività del virus perché consentono alla proteina spike di legarsi meglio alle proteine dell’organismo ospite sia la produzione della proteina spike stessa. Il vaccino Pfizer non mostra una diminuzione della propria efficacia quando utilizzato per neutralizzare la variante britannica o sudafricana; con il vaccino Moderna, non si osserva una diminuzione di efficacia verso la variante britannica ma una minima diminuzione di efficacia per la variante sudafricana.
La scelta di quale vaccino somministrare a una determinata fascia di popolazione dipende dalle scelte regolatorie di Ema/Aifa e della stessa OMS. I circa 36 milioni di vaccini (nei primi 3 trimestri) di Pfizer e Moderna devono bastare a vaccinare tutte le persone sopra i 65 anni.
L'Importanza della Vaccinazione
“I vaccini, insieme all’acqua potabile, hanno cambiato le sorti della salute e hanno portato a un aumento importante dell’aspettativa di vita. Finora i vaccini hanno consentito di prevenire 3 miliardi di casi e 500 milioni di decessi per malattie vaccinabili nel mondo. Le evidenze dovrebbero quindi portare tutte le persone, che non presentino controindicazioni specifiche, a vaccinarsi; l’attitudine a vaccinarsi però diminuisce nel tempo.
Test sull'Uomo e Sviluppo dei Vaccini
Inizieranno a fine aprile in Inghilterra i test sull'uomo - su 550 volontari sani - del vaccino messo a punto dal Jenner Institute della Oxford University insieme all'azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia. Lo ha annunciato l'ad di Irbm Piero Di Lorenzo che all’ANSA ha dichiarato che prevede di "rendere utilizzabile il vaccino già a settembre per vaccinare personale sanitario e Forze dell'ordine in modalità di uso compassionevole".
L’Irbm è una società italiana, fondata nel 2009 a Pomezia, operante nel settore della biotecnologia molecolare, della scienza biomedicale e della chimica organica.Di Lorenzo annuncia che è "ormai in fase finale la trattativa per un finanziamento di rilevante entità con un pool di investitori internazionali e vari Governi interessati a velocizzare ulteriormente lo sviluppo e la produzione industriale del vaccino".
"Si è deciso di passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull'uomo, in Inghilterra - spiega Di Lorenzo all'ANSA - ritenendo, da parte della Irbm e della Oxford University, sufficientemente testata la non tossicità e l'efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio, che sono stati particolarmente efficaci".
Qualche settimana fa, il Jenner Institute dell'Università di Oxford ha stipulato un contratto con Advent Srl per la produzione del primo lotto del nuovo vaccino per il coronavirus ChAdOx1 nCoV-19 per i test clinici. Il vaccino "seed stock" è stato prodotto presso il Clinical Biomanufacturing Facility dell'Università britannica ed è stato trasferito all'Advent per la fase produttiva.
Sara Gilbert e i suoi collaboratori del Jenner Institute dell'università sono stati tra i primi ricercatori ad iniziare a lavorare su un vaccino COVID-19, facendo leva sull’esperienza accumulata con un altro vaccino contro un altro coronavirus, la Sindrome Respiratoria del Medio Oriente (MERS), che ha dimostrato di indurre forti risposte immunitarie contro la MERS dopo una singola dose del vaccino nella prima sperimentazione clinica che ha avuto luogo a Oxford. Un secondo studio clinico del vaccino MERS è in corso in Arabia Saudita, dove si sono verificati la maggior parte dei casi di MERS. Lo stesso approccio alla realizzazione del vaccino è stato adottato per il nuovo vaccino contro il coronavirus.
“Tutto è iniziato a dicembre quando i cinesi hanno isolato e sequenziato il virus - aveva dichiarato Di Lorenzo a Sky Tg 24. Il nostro partner britannico ha subito sintetizzato il gene della proteina interessata, la proteina cattiva che crea il contagio (denominata Spike). Dopo quel passaggio siamo stati coinvolti anche noi, che abbiamo unito la nostra expertise e con le nostre conoscenze abbiamo messo a disposizione il veicolo, lo shuttle che deve caricarsi il gene della proteina sintetizzata ad Oxford per produrla nell’organismo al fine di produrre gli anticorpi contro il Covid-19”.
I vaccini sono prodotti utilizzando una versione sicura di un adenovirus; un altro virus che può causare una comune malattia simile al freddo. L'adenovirus è stato modificato in modo che non possa riprodursi all'interno del corpo, ed è stato aggiunto il codice genetico per fornire le istruzioni per la produzione della proteina Spike del coronavirus, consentendo all'adenovirus di produrre questa proteina dopo la vaccinazione. Ciò comporta la formazione di anticorpi contro la proteina Spike, che si trova sulla superficie dei coronavirus.
Il Prof. Claudio Cricelli, Presidente della Società Italiana di Medina Generale (SIMG), evidenzia: “Sono aumentate di un fattore sette il numero delle telefonate verso i medici; le telefonate sono state lo strumento principale di comunicazione negli ultimi mesi, ma la domanda principale è ora “quando mi vaccinerò?” seguita da “Con quale vaccino?” per arrivare all’ultima domanda: “Funzionerà?”.
Le singole regioni agiscono infine in modo diverso all’interno della stessa categoria di popolazione; se in Calabria è la ASL a convocare i pazienti da vaccinare, nel caso del Piemonte sono i medici che definiscono la priorità dei pazienti in relazione a criteri di vulnerabilità. In Toscana la prenotazione deve essere fatta dal medico di famiglia.
Se si analizzano i dati relativi alle 523.000 persone vaccinate in Israele, si osserva che i decessi sono stati azzerati e sono stati osservati solo 4 casi di forme gravi. Sembra inoltre, anche se non si hanno ancora dati certi al riguardo, che la copertura offerta dalle vaccinazioni duri almeno 7-8 mesi, anche se potrebbe durare anche anni, come succede normalmente per i vaccini virali con l’esclusione del virus influenzale, che però presenta caratteristiche atipiche.
Il raggiungimento dell’immunità di gregge è fondamentale, ma per ottenerla le vaccinazioni devono essere effettuate a ritmi sostenuti, anche per evitare la propagazione di varianti che sfuggono alla vaccinazione stessa.