Il PSA (antigene prostatico specifico) è una proteina prodotta esclusivamente dalla prostata, quantificabile nel sangue. Dal punto di vista fisiologico, la funzione del PSA consiste nel mantenere fluido il liquido seminale dopo l'eiaculazione, in modo tale che gli spermatozoi possano muoversi più agevolmente nel tratto genitale femminile.
Il PSA è quantificabile nel sangue e viene utilizzato come marcatore di potenziali problemi alla prostata, anche e soprattutto nell'ambito degli esami di diagnosi precoce della popolazione maschile. Il dosaggio del PSA viene indicato periodicamente a tutti gli uomini, a partire dai 50 anni d'età.
Valori di riferimento del PSA
In condizioni di normalità, si riscontrano livelli ematici di PSA inferiori ai 4 nanogrammi per millilitro di sangue (intervallo di riferimento: 0,0-4,0 ng/ml). L'obesità è stata messa in relazione a un abbassamento del PSA circolante.
Le concentrazioni di antigene prostatico specifico vengono misurate in laboratorio dopo un semplice prelievo di sangue. Il paziente può sottoporsi a prelievo di sangue dopo un digiuno di 3 ore. Per ridurre il rischio di errore, è importante non effettuare l'esame quando si ha un'infezione delle vie urinarie in corso. Inoltre, non bisognerebbe svolgere un'intensa attività fisica o avere rapporti sessuali nelle 48 ore precedenti al dosaggio del PSA, poiché entrambe queste condizioni possono innalzare i livelli del parametro nel sangue.
Quando viene prescritto l'esame del PSA?
Lo screening all’esame del PSA viene proposto generalmente a persone senza sintomi evidenti ma che presentano fattori di rischio per il cancro alla proposta (come ad esempio la familiarità e l’etnia), per queste persone l’esame potrebbe essere prescritto intorno ai 40 o 45 anni. Il medico può richiedere questo esame a soggetti che hanno familiarità con il carcinoma prostatico o fattori di rischio per questa patologia, anche in assenza di sintomi specifici.
Leggi anche: Trattamento per la Sindrome dei Piedi Urenti
PSA Totale e PSA Libero
Va tenuto comunque presente che il PSA aumenta anche in condizioni benigne, quali l'ipertrofia prostatica benigna e le prostatiti (infiammazioni della prostata). Livelli ematici elevati di PSA vengono associati al tumore prostatico, ma si possono avere anche nell’iperplasia prostatica benigna e in caso di prostatite (malattia infiammatoria della prostata). I valori di PSA aumentano negli uomini con l’avanzare dell’età. I valori del PSA totale possono aumentare anche per motivi che esulano dal cancro alla prostata, e proprio per questo motivo è necessario ripeterlo a distanza di un paio di settimane per verificarne i valori.
Per migliorare la specificità diagnostica del PSA, nei casi in cui il valore limite venga superato, si misura anche l'antigene prostatico specifico libero (free-PSA). Il PSA libero è il test che viene maggiormente prescritto nel caso in cui si abbia un PSA totale più elevato della norma: in modo da avere più informazioni possibili sull’eventualità che il paziente abbia un cancro alla prostata. In presenza di valori leggermente elevati dell’antigene prostatico specifico totale, il medico può richiedere l’analisi del Psa libero, grazie al quale è possibile ottenere informazioni in più rispetto alla possibilità di aver sviluppato un tumore alla prostata. Bisogna sottolineare che questo test non dà una diagnosi di cancro.
PSA legato alle proteine
Elementi utili per valutare il significato clinico di un elevato PSA possono essere raccolti valutando la proporzione tra PSA libero e PSA legato a proteine di trasporto. Si è infatti visto che condizioni benigne, come l'ipertrofia prostatica, aumentano prevalentemente la quota libera, mentre il cancro alla prostata produce soprattutto un aumento del PSA legato. Pertanto, in un uomo che contrappone elevati livelli di PSA legato a bassi valori di PSA libero, è probabile la presenza di un tumore prostatico, mentre la condizione opposta lascia presupporre un'origine benigna.
In riferimento al tumore prostatico, il dosaggio del PSA restituisce spesso falsi positivi. Si tratta di quei casi in cui elevati valori di PSA fanno ipotizzare l'esistenza di un cancro alla prostata, successivamente smentita dai vari accertamenti. La maggior parte degli uomini con elevati valori ematici di antigene prostatico specifico non è affetta da cancro.
Monitoraggio del PSA
Se il sospetto di tumore viene confermato da altri esami diagnostici, il dosaggio del PSA rappresenta un buon indicatore dell'estensione tumorale. Il monitoraggio dell'antigene prostatico specifico risulta utile per valutare la risposta del paziente alla terapia intrapresa, che quando è positiva si accompagna a una riduzione dei valori di PSA. Il monitoraggio periodico del PSA è molto importante. Misurazioni ripetute possono infatti aiutare a differenziare le forme benigne da quelle maligne, tanto più probabili quanto più rapido è l'incremento dei valori.
Leggi anche: Gestione dell'Intolleranza alle Proteine del Latte
Alla luce di quanto detto, l'interpretazione dei valori ematici di PSA è materia assai complessa e in costante evoluzione, riservata naturalmente ad urologi esperti.
Tabella riassuntiva dei fattori che influenzano i livelli di PSA
| Fattore | Effetto sui livelli di PSA |
|---|---|
| Età | Aumento |
| Ipertrofia prostatica benigna | Aumento |
| Prostatite | Aumento |
| Tumore alla prostata | Aumento |
| Obesità | Diminuzione |
| Intensa attività fisica (nelle 48 ore precedenti) | Aumento temporaneo |
| Rapporti sessuali (nelle 48 ore precedenti) | Aumento temporaneo |
| Infezione delle vie urinarie | Aumento |
Leggi anche: Deliziosa Torta Vegana alle Nocciole