Psoriasi Inversa: Consigli sull'Alimentazione per Gestire i Sintomi

La psoriasi è una malattia autoimmune, quindi assolutamente non contagiosa e tendenzialmente cronica, caratterizzata da chiazze anomale sulla pelle. Nella forma più comune, queste macchie sono color rosso, rilevate, pruriginose e desquamanti. La malattia colpisce il 2-4% della popolazione, con uguale frequenza tra uomini e donne, e si associa ad un aumento del rischio di artrite psoriasica, linfomi, malattie cardiovascolari, morbo di Crohn e depressione.

Attualmente non esiste una cura per la psoriasi, tuttavia, i trattamenti disponibili possono aiutare a controllare i sintomi. Questi possono includere: creme steroide e pomate alla vitamina D3 o analoghi (sufficienti nel 75% dei casi), fototerapia, cortisonici e/o soppressori del sistema immunitario.

Oltre ai precedenti, molti altri fattori possono influenzare il disagio psoriasico. Uno studio del 2014 pubblicato sul "Journal of American Academy of Dermatology" ha rivelato una correlazione tra l'obesità e l'aumento del rischio di malattia psoriasica. L'obesità può fornire la "spinta necessaria" a scatenare la psoriasi nelle persone già predisposte; questo perché le cellule adipose secernono citochine, ovvero proteine che possono innescare l'infiammazione.

Un altro studio condotto nello stesso anno e pubblicato sul "British Journal of Dermatology" ha identificato un'associazione tra la perdita di peso e la riduzione della gravità della psoriasi. È emersa una chiara correlazione tra la perdita di peso ed il miglioramento della psoriasi. Anzitutto, il dimagrimento significativo ed urgente in caso di psoriasi è essenziale solo con un BMI ≥ 30.

Abbiamo ripetuto più volte che la psoriasi è una malattia di natura infiammatoria. La risposta può variare in base alla circostanza individuale, alla compliance e alla genetica.

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Il Ruolo dell'Alimentazione nella Psoriasi

Ormai sempre più studi scientifici stanno dimostrando come un’alimentazione corretta rappresenti un’importante alleata nella gestione delle malattie infiammatorie come la psoriasi. Avere un buon regime alimentare e condurre uno stile di vita sano, che comprenda anche un’adeguata attività fisica, ha infatti un impatto diretto sull’evoluzione di questa patologia.

Alimenti da Evitare

Le buone scelte alimentari, per chi ha la psoriasi, partono dall’evitamento o quantomeno dalla riduzione di alcuni alimenti che potrebbero peggiorare la condizione dermatologica. Ecco qualche esempio:

  • Alimenti con zuccheri aggiunti: I prodotti industriali, in particolare quelli ricchi di zuccheri raffinati, sono da evitare: sappiamo da tempo che lo zucchero favorisce l’infiammazione sistemica e sostiene dunque anche quella cutanea. Togliamo dalle nostre abitudini gli zuccheri aggiunti, presenti negli alimenti che troviamo al supermercato o nei dolcificanti: no dunque a bevande zuccherine come la cola o quelle energizzanti, o ancora i dolci industriali. Ricordiamo poi che ridurre questi alimenti ha un impatto nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, che hanno un’incidenza elevata nelle persone con psoriasi.
  • Carboidrati raffinati: Sono associati a infiammazione anche i carboidrati più elaborati e presenti nelle farine non integrali e dunque nel riso bianco e nel pane, ma anche negli snack, nei biscotti e nei crackers. Preferiamo le farine integrali e, di nuovo, evitiamo i panificati e i prodotti da forno industriali.
  • Alcolici: L’alcol è dannoso a tutto il corpo: ciò dipende, tra l’altro, dalla sua tendenza a indurre infiammazione sistemica. Evitiamo quindi di bere: proteggeremo il fegato e gli organi interni, ma anche la pelle.
  • Cibi che provocano intolleranze: Non ci sono solo le allergie che provocano reazioni cutanee: anche molte intolleranze alimentari possono avere conseguenza sulla psoriasi. L’assunzione di cibi verso i quali siamo intolleranti può favorire riacutizzazioni della malattia. Se osserviamo un andamento oscillante della psoriasi nel tempo, può essere utile tenere un diario alimentare per verificare se e come i sintomi risentono dell’assunzione o della sospensione di alimenti quali latticini o glutine. La chiave è quindi fare attenzione al proprio corpo e ai segnali che ci invia. Naturalmente è fondamentale il ruolo del dermatologo o, eventualmente, anche dell’allergologo.
  • Prodotti di origine animale e insaccati: In generale gli psoriasici dovrebbero evitare prodotti di origine animale, più spesso associati a infiammazione sistemica, e in particolare le carni rosse lavorate come gli insaccati. I grassi saturi di cui sono ricchi aumenta infatti l’infiammazione in tutto il corpo.
  • Cioccolato e caffè: Molto spesso associamo a questi due alimenti molti problemi cutanei: in realtà non abbiamo ancora certezza circa l’impatto di cioccolato e caffè sulla psoriasi. In questo senso vale sempre la pena fare attenzione a eventuali peggioramenti della sintomatologia cutanea dopo averli mangiati. In linea generale cerchiamo di assumerli sempre con moderazione.

Alimenti Consigliati

Cosa mangiare allora? Seguiamo la dieta mediterranea, che prevede un corretto introito di fibre alimentari da frutta, verdura e cereali. I pazienti con psoriasi possono poi inserire nella loro dieta alcuni specifici cibi particolarmente utili a chi è affetto da malattie infiammatorie croniche: ad esempio quelli ricchi in acidi grassi Omega3, come salmone, aringhe, sgombro, trota e frutta secca e, come condimento, l’olio extravergine di oliva a crudo. Peraltro alcuni di questi cibi contengono discrete quantità di vitamina D, la cui carenza è associata alla psoriasi e a diverse malattie infiammatorie.

I pazienti psoriasici risultano in genere più carenti in colecalciferolo (vitamina D3), la cui fonte principale rimane l’esposizione al sole per almeno 20 minuti al giorno. Nell’alimentazione lo ritroviamo per esempio nel latte, nelle uova e nel pesce. Lo zinco e il selenio sono invece minerali in grado di favorire una corretta risposta immunitaria nell’organismo. Nello specifico della malattia, lo zinco (oltre alle uova e al latte ne sono ricchi i legumi), ha un’azione antiossidante ed è utile nel trattamento della psoriasi per favorire il trofismo della pelle e la regolazione del glucosio nel sangue.

Gli acidi grassi polinsaturi omega 3, in particolare l’acido alfa linolenico (ALA) sono importanti nutrienti in grado di modulare le risposte del nostro organismo e contrastare l’infiammazione. Il corpo non è in grado di produrli autonomamente e devono quindi essere introdotti con la dieta, principalmente attraverso l’assunzione di pesce azzurro (sgombro, sardine, alici) ma anche merluzzo, tonno, salmone e trota. Bere molta acqua migliora l’idratazione della pelle, che nel paziente con psoriasi risulta secca e desquamata.

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Il Legame con il Microbiota Intestinale

Il legame tra alimentazione e psoriasi chiama in causa anche il ruolo del microbiota intestinale, ovvero l’insieme delle popolazioni batteriche che vivono all’interno dell’intestino e che contribuiscono al suo corretto funzionamento. Da tempo è infatti dimostrata una correlazione tra gli stati infiammatori cronici e la composizione della naturale flora batterica intestinale, non a caso alterata negli psoriasici. Un’altra ragione, insomma, per seguire un’alimentazione sana.

L'Importanza della Perdita di Peso

Questa infatti è utile anche per prevenire l’obesità, fattore di rischio per la psoriasi. Non è un caso infatti che la sua prevalenza nei pazienti con questa malattia della pelle sia doppia rispetto alla popolazione generale. Inoltre è dimostrato che i pazienti con forme gravi di psoriasi sono più frequentemente obesi.

Un’elevata massa grassa favorisce la formazione di pliche cutanee, cioè di pieghe della pelle dove la psoriasi può manifestarsi più facilmente a causa della frizione e della conseguente irritazione, causando maggiore fastidio. Questo è particolarmente vero nella psoriasi inversa; l’accumulo di chili in eccesso favorisce lo sviluppo della sindrome metabolica, condizione che con la psoriasi intrattiene un legame complesso; i depositi adiposi, in particolare localizzati a livello addominale, sono correlati alla produzione di sostanze che accrescono l’infiammazione tipica delle malattie come la psoriasi, peggiorandone l’evoluzione.

Il Ruolo del Nutrizionista

In questo senso la consulenza di un nutrizionista - tanto negli adulti quanto nei bambini e negli adolescenti - può essere utile ai pazienti con psoriasi.

Integratori Alimentari e Psoriasi

Sono molti gli studi che hanno valutato i benefici di una dieta priva di glutine in caso di psoriasi, con o senza malattia celiaca, ma non tutti hanno dato esiti sovrapponibili. Nel dubbio di malattia celiaca, che talvolta si manifesta con sintomi atipici, sono necessari approfondimenti diagnostici come: esami del sangue, biopsia intestinale ecc.

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Gli studi non hanno dimostrato un legame diretto tra l'assunzione di vitamine ed altri integratori alimentari ed il miglioramento della psoriasi. Tra i prodotti più diffusi in caso di psoriasi spiccano quelli a base di acidi grassi omega 3, in quanto sembrano avere un impatto positivo sull'infiammazione sistemica e sul funzionamento dell'immunità. L'EPA ed il DHA sono invece presenti nel pesce azzurro e grasso dei mari freddi e nelle alghe. In tal caso, la ricerca effettuata sui supplementi di acidi grassi omega 3 ha dimostrato che possono contribuire a ridurre la gravità della psoriasi. Sono comunque necessari ulteriori approfondimenti da eseguire anche su soggetti con un apporto nutrizionale normale.

La vitamina D è un'altra molecola soggetta a sperimentazione nel trattamento della psoriasi, poiché si ritiene che abbia un effetto modulatore sulla proliferazione cellulare dell'epidermide (eccessiva nella psoriasi). La ricerca complessiva sull'effetto della vitamina D nella psoriasi è abbastanza ristretta e limitata. Un rapporto nel maggio 2011 pubblicato su "Science Translational Medicine Journal" ha riportato che la vitamina D aiuta a contrastare la risposta all'infiammazione della psoriasi.

Alcuni sostengono che un eccesso potrebbe causare gravi effetti collaterali come, ad esempio, l'aumento sproporzionato di calcio nel sangue (associato a calcolosi renale e formazione di cristalli articolari). Va poi specificato che la maggior parte della vitamina D è di sintesi endogena (cutanea); questa avviene in esposizione ai raggi solari, soprattutto nelle stagioni calde. Tuttavia, non è necessario che l'esposizione sia prolungata e, in condizioni ottimali, sono sufficienti 10'.

Per concludere, la sperimentazione scientifica sull'utilità di certi integratori nel trattamento della psoriasi è ancora piuttosto inconcludente. Un’alimentazione sana è utile a tutti coloro che soffrono di psoriasi.

Linee Guida e Raccomandazioni

Prestare attenzione ai fattori di rischio ambientali, ovvero fattori modificabili, rappresenta un importante obiettivo nella gestione della malattia psoriasica (psoriasi e artrite psoriasica). L’apporto di grassi di origine animale deve essere limitato. Anche l’utilizzo di olio extra vergine di oliva, di erbe aromatiche e spezie apporta effetti benefici. Recenti studi mostrano che il mantenimento di una dieta di questo tipo è correlato a una minore gravità della malattia.

Si ritiene che alcune vitamine (A, C ed E) e oligoelementi (ferro, rame, manganese, magnesio, zinco e selenio) abbiano capacità antiossidanti, così come anche le fibre alimentari, un limitato apporto di zuccheri e grassi (da preferire quelli insaturi: si ritiene infatti che un alto contenuto di grassi polinsaturi contribuisca a ridurre la prevalenza di patologie infiammatorie, come la psoriasi).5 Le proprietà antiossidanti sono importanti per contrastare l’infiammazione sistemica.

Raccomandazione 2: per le persone con psoriasi in sovrappeso o obese è fortemente raccomandata un’adeguata perdita di peso tramite appropriata dieta ipocalorica, che si aggiunga al trattamento terapeutico individuato. Sovrappeso e obesità sono definiti in base all’Indice di Massa Corporea (IMC, in inglese BMI), che viene calcolato come peso (in kg) / altezza (in m) al quadrato.

Raccomandazione 4: gli adulti con psoriasi possono prendere in considerazione l’adozione della dieta mediterranea: olio extravergine di oliva come condimento principale; almeno 2 porzioni di verdura e 3 di frutta al giorno; legumi, pesce e frutta a guscio almeno 3 volte a settimana. Laddove erano possibili analisi specifiche, i punti precedenti sono stati analizzati anche per i casi di artrite psoriasica.

Raccomandazione 5: in caso di artrite psoriasica, per le persone in sovrappeso o obese (BMI > 25) si raccomanda di aggiungere alla terapia medica un regime alimentare ipocalorico.

Tabella Riepilogativa Alimenti Consigliati e da Evitare

Categoria Alimenti Consigliati Alimenti da Evitare
Grassi Pesce azzurro (salmone, sgombro, sardine), olio extravergine d'oliva, semi di lino e chia Grassi saturi (carni rosse, burro, latticini interi), grassi trans (cibi trasformati e fritti)
Carboidrati Cereali integrali (avena, quinoa, farro) Carboidrati raffinati (pane bianco, riso raffinato, prodotti da forno industriali), zuccheri raffinati (dolci, bevande zuccherate)
Proteine Legumi, pesce Carni rosse lavorate, insaccati
Varie Frutta e verdura ricche di antiossidanti, acqua Alcol, alimenti ultra-processati, cibi che provocano intolleranze

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