Punture per Dimagrire: Rischi e Benefici

I farmaci per diabetici, come Saxenda e Ozempic, vengono sempre più spesso usati come scorciatoie per perdere peso velocemente, anche da chi non ha reali necessità mediche. Ma l’uso di medicinali per dimagrire, specie se improprio, comporta rischi seri e poco noti nel lungo termine. Un tema troppo spesso banalizzato, addirittura illegalmente pubblicizzato sui social media da influencer senza troppi scrupoli, e che invece andrebbe trattato con estrema serietà, ricordandosi che comunque si tratta di farmaci, quindi di sostanze che vanno maneggiate con cura, solo sotto controllo di un medico.

Anni di esperienza mi hanno portato a capire che chi desidera dimagrite e ha difficoltà a farlo (perché, in primo luogo, non riesce a stare a dieta) è disposto anche a provare quelle che percepisce come scorciatoie, strade all’apparenza semplici per raggiungere risultati tangibili, magari addirittura in poco tempo. Anche per questo motivo, la nutrizione è un mondo in cui prolificano facilmente gli imbonitori, le formule magiche, le mode. Non sfugge a questa logica anche il filone dei farmaci per dimagrire. Proviamo a ristabilire qui questo equilibrio.

Cosa sono i farmaci per dimagrire?

Sotto la generica etichetta di farmaci per dimagrire vengono ricompresi solitamente dei medicinali che, pur essendo originariamente stati immessi nel mercato per scopi diversi, oggi sono ampiamente utilizzati per facilitare la perdita di peso. Attualmente, i più conosciuti sono il Saxenda che l’Ozempic, due farmaci iniettabili le cui molecole di riferimento sono rispettivamente il liraglutide e il semaglutide. Entrambi questi medicinali hanno l’obiettivo di aumentare la produzione di insulina in risposta al cibo. Nascono, quindi, per curare il diabete.

Perché vengono usati per dimagrire?

La risposta è molto semplice: perché si è visto che la perdita di peso è un loro possibile effetto collaterale. È un classico esempio di quello che in termini tecnici si chiama uso off-label, cioè fuori etichetta. Nello specifico, la storia dell’Ozempic è emblematica di quello che ho già sottolineato in apertura dell’articolo: il ruolo dannoso della “pubblicità” nella diffusione incontrollata di queste sostanze senza supervisione medica. La fama dell’Ozempic, infatti, è legata all’uso che ne hanno fatto le sorelle Kardashian, seguite a ruota da moltissime altre star di Hollywood. La conseguenza è stata una vera e propria epidemia di Ozempic negli Stati Uniti, che ha avuto i suoi riflessi anche in Italia. Le scorte di Ozempic, infatti, hanno cominciato a scarseggiare, e a trovarsene sprovvisti sono stati proprio i diabetici, cioè coloro che ne hanno davvero bisogno.

Il ruolo oggi ricoperto dai farmaci ipoglicemizzanti è stato per molto tempo appannaggio di un’altra categoria di medicinali di cui si è abusato, cioè le anfetamine. Nate tra la fine dell’800, i primi del ‘900, le anfetamine hanno avuto larga diffusione prima in Giappone, negli anni ’50, e poi negli Stati Uniti e in Europa, negli anni ‘60. Erano infatti considerate dei farmaci capaci di rappresentare la panacea di tutti i mali. Questo perché hanno la capacità di agire sull’attività di neurotrasmettitori come la dopamina, la serotonina e ancora la noradrenalina, promuovendo uno stato di benessere psicofisico e una completa assenza di fame. Nel breve periodo questo porta ovviamente a un dimagrimento molto veloce.

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Non mancano, però, gli effetti collaterali, in molti casi devastanti. L’uso eccessivo e reiterato delle anfetamine, infatti, provoca danni cardiovascolari molto importanti, che possono portare anche trombosi e ictus. Il tema dell’abuso di anfetamine è al centro di un film interessante, intitolato Requiem for a dream, la cui protagonista è una signora che diventa completamente assuefatta a questa tipologia di farmaci, fino ad andare incontro alla morte.

Come funzionano Saxenda e Ozempic?

Per comprendere la pericolosità insita in un uso improprio di farmaci che nascono per finalità diverse dal dimagrimento è utile guardare un po’ più da vicino il loro meccanismo di funzionamento. Tutto si basa sulla stimolazione del pancreas per indurlo a produrre più insulina. Nel breve termine, più insulina in circolo significa maggior controllo del livello di glucosio nel sangue.

Rischi ed Effetti Collaterali

Affidarsi ai farmaci per dimagrire significa scegliere una scorciatoia che oltre ad essere poco efficace può anche rivelarsi pericolosa.

Significa, però, anche dover affrontare alcuni pesanti effetti collaterali come crampi, nausea, vomito, difficoltà digestive, gonfiore addominale e addirittura perdita di massa muscolare e indebolimento osseo (soprattutto nelle donne in menopausa). Ma cosa succede nel lungo periodo? Non abbiamo ancora risposte sicure.

In rari casi, il farmaco Ozempic potrebbe aumentare anche il rischio di pancreatite o calcoli biliari o dare il via ad una vera e propria condizione di malnutrizione. A causa delle poche sostanze nutritive che le persone che prendono Ozempic possono assimilare, c’è il rischio di sviluppare un vero e proprio disturbo alimentare che non farebbe altro che peggiorare la condizione.

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Gli agonisti GLP-1R e i loro effetti collaterali

Gli agonisti GLP-1R sono diventati estremamente popolari, nonostante la scarsità di dati a lungo termine sulla loro sicurezza. Sono stati riportati eventi avversi seri, quali pancreatiti, ostruzione intestinale, paresi dello stomaco, comparsa di pensieri di suicidio (non confermata in studi più recenti, in più di 1.5 milioni di pazienti con diabete di tipo 2) o di autolesionismo. Tuttavia servono conferme a queste osservazioni. Per molti pazienti obesi e a rischio elevato di malattie cardiovascolari, diabete e malattie renali, probabilmente i benefici superano i rischi, almeno a breve termine.

Quando una persona perde molto peso in breve tempo, come capita con semaglutide e gli altri agonisti GLP-1R, si perde non solo grasso, ma anche la massa muscolare magra, in quanto introducendo meno alimenti ad elevato contenuto in proteine (ad esempio pollo, pesce, uova), vengono a mancare gli aminoacidi necessari a mantenere la muscolatura, e quindi la forza. D’altra parte vanno evitati alimenti ad alto contenuto di grassi, perché rendono dolorosa la sensazione di sazietà avvertita dal soggetto. Inoltre, chi assume questi farmaci ha spesso anche meno sete, con il rischio di disidratarsi; si raccomanda quindi di bere acqua a sufficienza, monitorandone la quantità assunta ogni giorno.

Studio sugli effetti a lungo termine di Ozempic

A gennaio 2025 sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Medicine i risultati del primo grande studio sugli effetti di un uso prolungato dei farmaci cosiddetti “agonisti del recettore per l’ormone GLP-1”, o GLP-1RA, di cui il più famoso è l'Ozempic.

La ricerca è stata condotta su oltre 17.000 persone in sovrappeso o obese, senza diabete ma ad alto rischio cardiovascolare. I risultati hanno confermato che Ozempic non solo favorisce un dimagrimento significativo, ma riduce il rischio di eventi cardiovascolari gravi, anche tra chi non soffre di diabete.

In particolare, è emerso che i pazienti trattati con Ozempic e altri agonisti del recettore GLP-1 hanno una minore probabilità di sviluppare 42 diverse patologie, tra cui insufficienza renale cronica, ictus, problemi di coagulazione e malattie cardiache. Inoltre, il trattamento sembra ridurre il rischio di Alzheimer del 12%, di schizofrenia e altri disturbi psicotici del 18%, infezioni batteriche e dipendenze. Quest'ultimo dato, in particolare, si è rivelato essere molto interessante: l'Ozempic e gli altri agonisti del recettore GLP-1 potrebbero essere impiegati in futuro per ridurre la voglia di fumare tabacco o cannabis, di bere alcol e anche di assumere oppioidi, come il Fentanyl, il cui consumo è alla base di una gravissima crisi sanitaria negli Stati Uniti. In questi casi, il farmaco riuscirebbe a smorzare la "sindrome compulsiva".

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Tuttavia, lo studio ha anche evidenziato alcuni rischi e possibili effetti collaterali da non sottovalutare, alcuni dei quali già evidenziati in precedenza: i pazienti che hanno assunto farmaci GLP-1RA hanno mostrato un rischio maggiore per 19 condizioni, tra cui un aumento dell’11% per l’artrite e addirittura del 146% per la pancreatite, una grave infiammazione del pancreas. Altri effetti indesiderati frequenti sono stati nausea, vomito, dolori addominali, pressione bassa, così come un aumento dei casi di calcoli renali, diverticolite ed emorroidi.

Gli autori sottolineano che, pur trattandosi di risultati incoraggianti che segnano un passo avanti importante nella lotta all’obesità e alle sue complicanze, è necessario continuare a monitorare la sicurezza a lungo termine di questi farmaci. Semaglutide e i suoi “cugini” rappresentano oggi una svolta terapeutica, ma la scelta del trattamento deve essere sempre individualizzata e guidata da una valutazione dei benefici e dei rischi, in base alle condizioni cliniche di ognuno.

Alternative ai farmaci per dimagrire

Peraltro, i benefici indotti dai farmaci per dimagrire possono essere ottenuti meglio e senza rischi curando l’alimentazione. Il punto è che il peso in eccesso non è il problema ma il sintomo. Sintomo di un’alimentazione sbilanciata, di abitudini ripetute nel tempo, di una gestione errata dei carboidrati che porta a picchi glicemici, insulino-resistenza e accumulo di grasso. E finché non si interviene sulla causa, cioè le scorrette abitudini alimentari, il sintomo, cioè il peso, tornerà sempre.

Il vero cambiamento passa quindi da un’alimentazione a basso carico glicemico, che può essere low carb o chetogenica, capace di migliorare la sensibilità insulinica, ridurre la glicemia e favorire il dimagrimento in modo naturale, senza bisogno di farmaci. Non è la via più rapida, ma è quella che funziona davvero. Perché il corpo cambia quando cambia la mente.

Il primo step della terapia dell'obesità consiste nella modificazione dello stile di vita, intesa come intervento nutrizionale e svolgimento di un adeguato esercizio fisico per ridurre il rischio di complicanze. Si parla ad esempio di diabete, problemi cardiovascolari e aumento di incidenza di numerose neoplasie associate a elevati indici di massa corporea (BMI).

«Nonostante il calo ponderale conseguente sia spesso modesto - precisa il professor Busetto -, migliorare la propria alimentazione ed evitare la vita sedentaria rappresentano il punto di partenza fondamentale per ridurre le complicanze non solo dell'obesità, ma di tutte le malattie croniche metaboliche come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari.

A chi si può prescrivere l’Ozempic?

In Italia semaglutide (Ozempic®) è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN) solo per il trattamento di adulti affetti da diabete mellito di tipo 2 non adeguatamente controllato, in aggiunta alla dieta e all’esercizio fisico: a) come monoterapia, quando l’uso di metformina è considerato inappropriato a causa di intolleranza o controindicazioni; b) in aggiunta ad altri medicinali per il trattamento del diabete.

Per quanto riguarda l’obesità, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha recepito la valutazione positiva dell’Agenzia Europea dei Farmaci (EMA) per semaglutide, approvando il farmaco anche per questa ulteriore indicazione, ma per ora non ne è prevista la rimborsabilità dal SSN. In sintesi, in Italia semaglutide ha l’indicazione anche per il trattamento dell’obesità, ma comunque solo a pagamento.

Il ruolo della Liraglutide

La liraglutide è un principio attivo incretino-mimetico utilizzato nel trattamento del diabete mellito di tipo 2 e nel trattamento dell'obesità e del sovrappeso. I medicinali a base di liraglutide per il trattamento del diabete possono essere dispensati solo dietro presentazione di ricetta ripetibile limitativa - RRL (farmaci vendibili al pubblico solo su prescrizione di centri ospedalieri o di specialisti). I medicinali a base di liraglutide per il trattamento dell'obesità e del sovrappeso, invece, per essere venduti necessitano di presentazione di ricetta medica ripetibile (RR).

Quando la liraglutide viene somministrata per contrastare obesità e sovrappeso, la sua assunzione deve essere continuata solo se si perde almeno il 5% del proprio peso corporeo dopo 12 settimane con un dosaggio giornaliero di 3 mg/die. In questi casi, l'uso della liraglutide può essere conmtinuato solo se il paziente ha perso almento il 4% del proprio IMC dopo 12 settimane con un dosaggio di 3 mg al giorno o con la dose massima tollerata.

Prima di iniziare il trattamento con liraglutide, è necessario informare il medico delle proprie condizioni di salute, mettendolo a conoscenza dell'eventuale presenza di disturbi o malattie di qualsiasi tipo. Sulfoniluree o insulina, poiché vi è un elevato rischio di comparsa d'ipoglicemia. Come qualsiasi altro principio attivo, anche la liraglutide può causare effetti indesiderati, benché non tutti i pazienti li manifestino o li manifestino nello stesso modo. Disturbi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea o stitichezza. In caso di sovradosaggio da liraglutide possono manifestarsi sintomi come nausea e vomito grave. Il trattamento è sintomatico e di supporto.

Come funziona la Liraglutide

Nell'intestino vengono prodotti particolari ormoni chiamati incretine i cui livelli aumentano in seguito all'assunzione di cibo. Esistono sostanzialmente due tipi di incretine: GLP-1 (Glucagon-like peptide 1) e GIP (Glucose-dependent insulinotropic peptide). La liraglutide è proprio un agonista del recettore di GLP-1 a lunga durata d'azione; quindi, una volta assunta, vi si lega producendo lo stesso effetto che si produrrebbe se al recettore si legasse il substrato endogeno GLP-1 (la liraglutide ne mima l'azione: da qui il nome di "incretino-mimetici"). Grazie a questo meccanismo d'azione, la liraglutide determina il rilascio d'insulina dalle cellule beta del pancreas e sopprime la secrezione di glucagone, i cui livelli sono elevati nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 (concentrazioni più basse di glucagone determinano una riduzione dell'output epatico di glucosio).

La liraglutide viene utilizzata nel trattamento dell'obesità e del sovrappeso in quanto capace di ridurre il peso corporeo e la massa grassa mediante meccanismi - tuttavia, non ancora ben definiti - che comportano la diminuzione dell'appetito, l'aumento delle sensazioni di pienezza e sazietà e, conseguentemente, la riduzione del desiderio di consumare cibo. La liraglutide deve essere somministrata tramite iniezione sottocutanea nell'addome, nella parte alta della coscia o nella parte superiore del braccio.

Per il trattamento del diabete mellito di tipo 2, la dose iniziale di liraglutide abitualmente somministrata è di 0,6 mg al giorno per almeno una settimana. Dopodiché, il medico può decidere di incrementare la quantità di farmaco somministrato a 1,2 mg una volta al dì. Nel trattamento di obesità e sovrappeso, la liraglutide può essere assunta in qualsiasi momento della giornata, con o senza cibo e bevande. La dose iniziale abitualmente raccomandata è di 0,6 mg di liraglutide una volta al dì per almeno una settimana.

Per gli adolescenti dai 12 ai 18 anni di età la dose di liraglutide da somministrare deve essere aumentata gradualmente in maniera simile a quanto sopra riportato per i pazienti adulti. La dose deve essere aumentata fino al raggiungimento dei 3 mg di principio attivo al dì o al raggiungimento della dose massima tollerata. Indipendentemente dall'indicazione per cui si utilizza la liraglutide, se ci si dimentica di prendere una dose e ci si accorge della dimenticanza entro 12 ore dal momento in cui solitamente ci si somministra il farmaco, la dose dimenticata va assunta appena possibile.

Non vi sono dati a sufficienza in merito all'utilizzo della liraglutide nelle donne in gravidanza; tuttavia, studi condotti su animali hanno mostrato una certa tossicità riproduttiva.

Tabella Comparativa Farmaci per Dimagrire

Farmaco Principio Attivo Indicazione Principale Effetti Collaterali Comuni
Ozempic Semaglutide Diabete di tipo 2 Nausea, diarrea, vomito
Saxenda Liraglutide Obesità Nausea, vomito, costipazione

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