Il veganismo è un concetto che viene spesso associato agli esseri umani, ma esistono anche animali che seguono una dieta esclusivamente vegetale. Sebbene gli animali non facciano scelte etiche come gli esseri umani, molti di loro seguono una dieta strettamente vegetale per ragioni evolutive e fisiologiche.
Il veganismo, inteso come l’adozione di una dieta che esclude qualsiasi prodotto di origine animale, è un fenomeno che si osserva anche nel regno animale. Nel regno animale, il veganismo è una strategia di sopravvivenza che ha permesso a molte specie di prosperare in ambienti diversi. Gli animali che seguono una dieta vegana hanno sviluppato adattamenti specifici che permettono loro di digerire e assimilare i nutrienti dalle piante.
È importante notare che, mentre tutti gli animali vegani sono erbivori, non tutti gli erbivori possono essere considerati vegani nel senso stretto del termine. Definire il veganismo per gli animali richiede una comprensione precisa delle loro abitudini alimentari.
Definizione di animale vegano
Un animale vegano è uno che consuma esclusivamente materiale vegetale e non fa uso di prodotti di origine animale in nessuna forma. Gli animali vegani possono essere suddivisi in diverse categorie in base al tipo di piante che consumano. Ad esempio, alcuni animali si nutrono principalmente di foglie, mentre altri preferiscono frutti, semi o radici.
Per essere considerato vegano, un animale deve anche evitare il consumo accidentale di insetti o altri piccoli animali. Questo è un criterio difficile da soddisfare completamente in natura, dove la contaminazione crociata è comune.
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In sintesi, un animale vegano è uno che ha evoluto adattamenti specifici per vivere esclusivamente di piante e che evita, per quanto possibile, il consumo di prodotti di origine animale.
Esempi di animali vegani
Molti animali erbivori possono essere considerati vegani in base alla loro dieta rigorosamente vegetale. Un esempio classico è il gorilla di montagna, che si nutre principalmente di foglie, frutti e radici. Un altro esempio è rappresentato dagli elefanti, che consumano grandi quantità di erba, foglie, frutti e corteccia. I panda giganti sono un caso interessante di animali vegani. Sebbene siano classificati come carnivori, la loro dieta è composta quasi esclusivamente da bambù. Infine, i bovini domestici, come le mucche, sono un esempio di animali vegani che vengono spesso utilizzati nell’agricoltura umana.
Erbivori, frugivori e granivori
Gli erbivori sono animali che si nutrono principalmente di piante. Tuttavia, all’interno di questa categoria, esistono diverse sottocategorie basate sul tipo di piante consumate. I frugivori, ad esempio, sono animali che si nutrono principalmente di frutti. I granivori, invece, sono animali che si nutrono principalmente di semi. Mentre gli erbivori generici possono consumare una vasta gamma di materiale vegetale, i frugivori e i granivori hanno diete più specializzate.
È importante notare che, sebbene tutti questi animali possano essere considerati vegani in base alla loro dieta, le loro esigenze nutrizionali e i loro adattamenti fisiologici possono variare notevolmente.
Adattamenti fisiologici degli animali vegani
Gli animali vegani hanno sviluppato una serie di adattamenti fisiologici che permettono loro di digerire e assimilare i nutrienti dalle piante. I denti degli animali vegani sono spesso adattati per masticare e triturare il materiale vegetale. Ad esempio, i molari dei bovini sono ampi e piatti, ideali per macinare l’erba.
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Il sistema digestivo degli animali vegani è spesso più complesso rispetto a quello dei carnivori. Molti erbivori, come i ruminanti, hanno stomaci multi-camerali che permettono una fermentazione prolungata del materiale vegetale. Alcuni animali vegani hanno anche sviluppato comportamenti alimentari unici per massimizzare l’assunzione di nutrienti.
In sintesi, gli adattamenti fisiologici degli animali vegani riflettono le sfide e le opportunità associate a una dieta esclusivamente vegetale.
Implicazioni ecologiche del comportamento vegano
Il comportamento vegano degli animali ha importanti implicazioni ecologiche. La dispersione dei semi è un processo chiave per la rigenerazione delle piante. Molti animali vegani, come i frugivori, ingeriscono i frutti e successivamente espellono i semi in nuove aree, facilitando la crescita di nuove piante.
Gli animali vegani influenzano anche il ciclo dei nutrienti attraverso il loro comportamento alimentare e le loro deiezioni. Inoltre, il comportamento vegano degli animali può avere effetti a cascata sugli ecosistemi.
In conclusione, gli animali vegani svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi, contribuendo alla dispersione dei semi, al ciclo dei nutrienti e al mantenimento della biodiversità.
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Animali domestici vegani
Se parlando di cani o gatti, che in natura sono prettamente carnivori, si può dire che non sia totalmente escludibile una dieta vegana, esistono però degli animali che non devono essere sottoposti a ‘rinunce’ per essere vegani. Alcune specie, infatti, hanno una dieta per natura che non prevede mai il consumo di carne. Tenendo presente che un proprietario vegano, nelle sue scelte etiche, debba tenere conto anche dell’etologia e della natura dell’animale domestico con cui vive, si può parlare di animali vegani per scelta.
Esempi di animali domestici vegani
- Conigli: La dieta di questi roditori si basa, infatti, su fieno e verdure dai quali prendono tutte le sostanze necessarie alla sopravvivenza.
- Porcellini d’India: Seguono una dieta simile ai conigli, dunque anche questi animali si possono definire vegani al 100%.
- Criceti: In commercio esistono cibi totalmente vegetariani o vegani per i criceti.
- Gerbilli: Come i criceti, anche i gerbilli sono animali onnivori, ma per loro seguire una dieta vegana non pare rappresenti, assolutamente, un problema.
- Galline: È possibile proporre anche delle diete vegane che sembrano non arrecare deficit all’animale, se non quello di produrre meno uova.
- Parrocchetti e pappagallini: I vegani non avranno problemi a confrontarsi con parrocchetti e pappagallini a meno che non vogliate farli covare.
- Iguana verde: Tra i più popolari rettili vegani, senza dubbio l’iguana verde, la quale necessita del giusto quantitativo e della giusta tipologia di verdure per mantenersi in salute, ma non necessita di carne.
Considerazioni sull'alimentazione vegana per cani e gatti
I denti del cane, come quelli dell’orso dicono molto chiaramente che sono animali onnivori - ossia mangiano sia carne che verdure. Se il cane è un lupo addomesticato, allora vi sarete fatti un’idea della loro dieta naturale. Ciononostante, come dimostrano i panda, un mangiatore di carne può a volte adattarsi perfettamente ad una dieta vegan. Per cui, se un orso può essere vegano, anche un cane può diventarlo?
La risposta è si - ma è un si con molti però! Un cane necessita di una dieta che contenga i grassi e le proteine che provengono dalla carne. E’ pericoloso ignorare le necessità basilari e dargli da mangiare solo quello che volete. Alcuni cani hanno uno stomaco delicato e una dieta con pochi grassi e molte fibre può causare problemi di salute molto seri. Non bisognerebbe mai somministrare una dieta senza carne senza prima aver sentito il parere di un dietologo professionista.
Un approccio basato sul compromesso è ancora più importante se si tratta di gatti. Rientrano negli animali prettamente carnivori e ricavano tutti le esigenze alimentari dagli altri animali. Il problema principale che si incontra riducendo la carne nella dieta dei gatti è che a differenza di altri mammiferi (inclusi i cani), i gatti non possono produrre alcune proteine. Anche una dieta vegana rafforzata non è sicura e non può essere consigliata.
Essere vegani e possedere animali: una contraddizione?
Che senso ha vivere da vegani e poi avere degli animali che, come soprattutto il gatto, si nutrono prevalentemente di carne? Innanzitutto è importante sottolineare che molti animali domestici vegani sono trovatelli, che sarebbero morti se non fossero stati accolti e curati.
Fortunatamente esistono delle alternative vegane anche per gli animali domestici. Esiste sia cibo secco che umido vegano, quindi scatolette, crocchette che sono tutte costruite in modo da avere tutti i nutrienti necessari. Sono diverse fra esse, mentre al cane puoi dare il mangime del gatto, al gatto non puoi dare il mangime del cane. Quindi questi due tipi di cibo vanno tenuti separati. O si prende tutto per gatto e si dà da mangiare la stessa cosa a tutti, altrimenti bisogna fare il piatto per il cane che è diverso da quello per il gatto.
Domande frequenti sul veganismo
Questo manuale è rivolto alle persone vegan che si sentono rivolgere nei più diversi contesti delle domande sui vari aspetti di questa scelta. Ne abbiamo raccolte qui una bella serie, derivante da 20 anni di esperienza in discussioni di ogni genere, sia di persona che on-line; sono incluse le più gettonate e quelle un po' più "rare".
La maggior parte delle domande deriva da semplice ignoranza, anche se alcune sono poste con fare polemico o come provocazione. In quest'ultimo caso, occorre valutare se val la pena rispondere in modo serio oppure optare per una battuta sarcastica o addirittura mandare l'interlocutore a quel paese ;-) Se si sta rispondendo in pubblico, conviene dare comunque la risposta seria, non per chi ha posto la domanda, ma per gli altri che leggono.
- "Ma se l'allevamento fosse così e cosà allora potrei consumare quel prodotto?" La risposta è sempre NO. Se esistessero prodotti animali non crudeli, perché milioni di vegan nel mondo li eliminerebbero? Se certi prodotti sono stati eliminati è perché comportano sofferenza e morte degli animali, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di eliminarli.
- "Sono vegan, ma il resto della mia famiglia no." Innanzitutto, un consiglio generale: per informarli, va bene spiegare le cose a voce una volta o due, ma poi basta. Non fa bene a nessuno e non serve continuare ogni giorno a ripetere sempre le stesse cose. Se chi prepara i pasti in casa (la mamma, di solito) si lamenta che deve preparare un pasto a parte per te, impara a cucinare alcuni semplici piatti e preparali per conto tuo, così fai anche vedere che dai una mano in casa; prepara qualche piatto anche per tutta la famiglia, per farlo assaggiare a tutti (prima allenati, fai assaggiare solo le cose che ti vengono bene!); puoi anche far notare ai genitori che alcune cose possono andare bene per tutti con sforzo zero: stesso sapore, più salutari.
- "Sulla confezione di un prodotto ho letto "Contiene/può contenere tracce di latte"." No, il prodotto è vegan lo stesso. Questa dicitura è da ignorare, in quanto indica solo che per la produzione di quel prodotto sono stati usati gli stessi macchinari usati per la produzione di altre cose che contengono tra gli ingredienti latte, uova (o noci, soia, ecc., anche se a noi questo poco importa).
- "Se non si mangiassero gli animali, questi si moltiplicherebbero a dismisura." Se non si allevassero gli animali, questi semplicemente non nascerebbero. Per garantire ritmi di produzione elevati, gli animali da allevamento vengono ingravidati artificialmente e costretti a continui parti. Questo spiega il numero così elevato. In natura non funzionerebbe allo stesso modo!
- "Le mucche fanno il latte e se non vengono munte soffrono." Le mucche, come qualsiasi altro mammifero, iniziano la produzione di latte esclusivamente al termine della gravidanza per il proprio vitello. Senza la gravidanza nessun animale potrà mai produrre il latte. Per poter usufruire del latte, le mucche vengono trattate esattamente come un macchinario industriale: frutto di una selezione genetica che consente una produzione 10 volte superiore a quella naturale, prima vengono ingravidate artificialmente per avviare la produzione di latte e, una volta terminata la gravidanza, il cucciolo viene sottratto alla madre a poche ore dalla nascita.
- "Ma il pesce lo mangi?" I pesci sono animali e soffrono come qualsiasi altro animale. Ci sono numerosi e autorevoli studi scientifici a riguardo. Nonostante questo a differenza dei mammiferi, i pesci non godono di alcuna tutela e il loro allevamento non è regolamentato. Per loro non è previsto nemmeno lo stordimento e la loro morte arriva dopo una lunga agonia.
- "Mangiare carne è naturale?" L’essere umano ha l’anatomia simile a quella dei frugivori esattamente come gli altri primati. Millenni di adattamento hanno reso possibile, ma non indispensabile, mangiare carne. La maggior parte della carne consumata in Italia e nel resto del mondo proviene da allevamenti intensivi, luoghi che di naturale hanno ben poco, dove milioni di animali sono costretti a passare la propria vita in gabbia o in capannoni sovraffollati imbottiti di farmaci e antibiotici.
- "Perché non siete sensibili nei confronti delle piante?" Autorevoli studi scientifici hanno dimostrato che le piante non hanno un sistema nervoso centrale, pertanto non sono in grado di provare le sensazioni che provano gli organismi complessi. Al contrario gioia, paura, dolore, sono sentimenti che si possono percepire negli animali.
- "La soia causa deforestazione! I vegani ne mangiano troppa." Alla coltivazione della soia viene imputata gran parte della responsabilità nella deforestazione dell’Amazzonia. L’affermazione è corretta ma in questo caso non solo non dipende dai vegani, ma è al contrario un problema direttamente collegato al consumo di prodotti di origine animale. Il 75% della soia prodotta a livello globale diventa mangime per gli allevamenti intensivi.
- "Posso mangiare carne di animali che hanno vissuto felici?" Esistono davvero pochi animali utilizzati per scopi alimentari, in grado di vivere una vita felice. Ma anche il più felice degli animali verrà comunque ucciso prematuramente in un macello per essere consumato e in quel momento proverà paura e dolore, nessuno essere vivente vuole morire.
- "Quando vai al supermercato, l’animale è già morto, tanto vale mangiarlo." Il supermercato offre ciò che i consumatori richiedono. Se un prodotto non viene acquistato, verrà presto sostituito con alternative più richieste, perché l’interesse è solo uno: il guadagno. Il potere dei consumatori è immenso ed è questo a stabilire le leggi del mercato.
- "Avete ragione, ma io non ce la farei mai, mi piace troppo la carne." Molti dei sapori che noi riconduciamo alla carne e ai suoi derivati sono dati dagli aromi che necessariamente vengono utilizzati per renderla gradevole. Inserendo gli stessi aromi nelle alternative vegetali...
- "Ma gli animali tanto morirebbero comunque." Tutti gli animali uccisi dall’industria alimentare sono cuccioli, non pensiamo solo agli agnellini uccisi a 30 giorni di vita. I polli negli allevamenti vivono poco più di 40 giorni, le galline 2 anni, in natura vivrebbero fino a 8 anni. I maiali che raggiungerebbero anche 15 anni di età vengono spediti al macello a circa 6-12 mesi. Sì, morirebbero comunque come ogni essere vivente, ma negli allevamenti vivono una vita che non può essere considerata tale e vengono uccisi prematuramente.
- "Perché non mangiate il miele?" Le api producono il miele a partire dai fiori, tramite un processo simile al processo digestivo, per garantire l’approvvigionamento per l’inverno per tutto l’alveare. Per la produzione del miele, l’apicoltore non si limita a prendere quello in eccesso, ma allontana le api dall’alveare costringendole a costruirne un altro e sostituendo il miele con uno sciroppo di zucchero decisamente più povero di sostanze nutrienti, che le porterà a indebolirsi.
- "Ci sono problemi più grandi e voi vi preoccupate degli animali?" Difendere gli animali non significa ignorare le altre tematiche. Molte persone che si occupano della difesa degli animali sono persone sensibili ed estremamente empatiche, pronte a difendere qualunque minoranza.
- "Se fossi su un’isola deserta mangeresti gli animali." Non esiste alcun motivo per il quale una persona dovrebbe ritrovarsi sola in un’isola deserta, ma anche in questa remota ipotesi, la soluzione più consona sarebbe quella di andare a raccogliere e cercare i frutti che nascono spontaneamente. Cacciare per sopravvivere non è infatti la soluzione più immediata e nemmeno la più semplice.
- "Però gli insetti li uccidete (che sono nell’insalata, che involontariamente calpestate)." Essere vegan non significa essere perfetti, può chiaramente capitare di uccidere insetti nel cammino, di ritrovarsi i moscerini sul parabrezza quando si va in macchina o ancora di uccidere involontariamente gli insetti che si trovano nell’insalata.
- "Anche il leone mangia la gazzella, è la catena alimentare, è la natura." Non si può parlare di natura e di catena alimentare, perché non c’è niente di naturale nel processo che noi oggi conosciamo che comporta l’allevamento intensivo. Non è naturale rinchiudere degli animali in gabbie o in capannoni sovraffollati costringendoli a una vita di privazioni per poi macellarli.
Nutrizione vegana: cosa mangiare?
L’alimentazione vegan comporta il consumo di tutti gli alimenti escludendo quelli di origine animale: carne, latte, uova e miele. I cereali, le verdure, la frutta, i legumi e tantissimi altri alimenti sono invece la base di questa alimentazione, che a differenza di quanto si possa credere è molto variegata. Esistono talmente tanti vegetali che la maggior parte di noi ignorano, da poter mangiare per settimane un pasto completo ogni giorno senza mai ripetere un solo ingrediente.
Con la crescita delle alternative vegetali poi è possibile mantenere invariate le abitudini sostituendo semplicemente gli alimenti di origine animale con quelli vegetali. Non mancherà di certo la lasagna della domenica o una grigliata con gli amici.
Includi un po’ di tutto nella tua dieta quotidiana: frutta e verdura, cereali integrali, fagioli, noci, semi e latticini arricchiti a base vegetale. Inoltre, assicurati di mangiare molti cibi ricchi di nutrienti di cui i vegani hanno maggiori probabilità di essere carenti.
Benefici per la salute di una dieta vegana
Un ampio studio ha scoperto che mangiare principalmente cibi a base vegetale riduce il rischio di diabete di tipo 2 del 23%. Un altro ha scoperto che gli uomini che seguono una dieta vegana avevano un rischio inferiore del 35% di cancro alla prostata rispetto a quelli che seguivano una dieta che includeva cibi di origine animale. Un altro ancora ha concluso che le persone che seguono una dieta a base vegetale hanno un rischio inferiore di malattie cardiovascolari.
Frutta e verdura, cereali integrali, noci e semi e altri alimenti vegani sono ricchi di fibre, vitamine, minerali e antiossidanti che aiutano a proteggere dalle malattie.
Nutrienti essenziali per i vegani
Evitare i cibi di origine animale può privarti di alcuni nutrienti, come proteine, calcio, acidi grassi omega-3, zinco, vitamina B12 e vitamina D. Hai bisogno di proteine per alimentare tutte le reazioni chimiche nel tuo corpo. Il calcio rafforza le ossa e i denti. Questi nutrienti sono particolarmente importanti per il corpo in crescita dei bambini e durante la gravidanza.
I vegani possono ottenere tutti i nutrienti di cui hanno bisogno da una dieta equilibrata. Se non mangi cereali fortificati o altri prodotti fortificati e non ti piace il lievito alimentare, potresti avere difficoltà a ottenere tutta la vitamina B12 di cui hai bisogno. In tal caso può essere utile assumere un integratore di vitamina B12. Le mestruazioni possono farti aver bisogno di più ferro.