Il sale è uno dei condimenti più conosciuti e utilizzati nelle cucine di tutto il mondo. Il sale da cucina, o cloruro di sodio, è un elemento fondamentale nella dieta umana, utilizzato sia per le sue proprietà conservanti sia per la sua capacità di esaltare il sapore dei cibi. Nonostante la sua onnipresenza nelle nostre cucine, spesso si ignora il suo effettivo apporto calorico e le implicazioni che può avere sul nostro benessere.
Il Sale: Un Condimento Acalorico
Il sale da tavola è composto principalmente da cloruro di sodio (NaCl), una molecola che non fornisce energia metabolizzabile e, di conseguenza, non ha calorie. Questa caratteristica distingue il sale da altri condimenti e ingredienti alimentari che possono apportare un significativo contenuto calorico alla dieta.
La misurazione delle calorie negli alimenti si basa sulla quantità di energia che essi forniscono attraverso la combustione. Poiché il sale non contiene carboidrati, proteine o grassi, non rilascia energia utilizzabile dall’organismo durante il suo metabolismo.
Confronto con Altri Condimenti
A differenza del sale, molti altri condimenti, come le salse e le spezie preparate, possono contenere zuccheri, grassi e altre sostanze che apportano calorie. Ad esempio, una cucchiaiata di ketchup può contenere circa 15 calorie, mentre una porzione equivalente di maionese può arrivare fino a 90 calorie.
Implicazioni per la Salute del Consumo di Sale
Sebbene il sale non contribuisca direttamente all’apporto calorico, un consumo eccessivo può portare a problemi di salute, come l’ipertensione e il rischio di malattie cardiovascolari. Se assunto in eccesso il sale è nemico della nostra salute, soprattutto alla luce delle ultime ricerche scientifiche.
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Rischi Associati all'Eccessivo Consumo di Sale
- IPERTENSIONE: il sale è dannoso soprattutto per le persone che soffrono di pressione alta.
- OSTEOPOROSI: l'eccesso di sale favorisce l'escrezione renale di calcio, di cui la dieta è spesso povera.
- OBESITÀ: chi consuma regolarmente cibi salati corre un maggior rischio di diventare obeso. Il sale, si sa, non ha calorie ma stimola la sete che può essere soddisfatta con bibite zuccherate o alcoliche.
Carenza di Sale
Il sodio è un minerale essenziale per il nostro organismo in quanto regola la trasmissione dell'impulso nervoso, il bilancio idrico, l'equilibrio acido-base e la permeabilità di membrana. Un apporto ridotto di sale nella dieta può, specie nei periodi estivi, favorire l'insorgenza di crampi, diminuendo l'appetito e la lucidità mentale.
Sale e Dieta
Il cibo confezionato è uno dei principali ostacoli alla riduzione del sodio nella dieta. Il contributo del sodio presente nell'acqua che beviamo ogni giorno è praticamente nullo dato che in un litro di una comune acqua oligominerale si trovano solitamente 5-15 mg di sodio.
Sale Marino vs Salgemma
Dal punto di vista del gusto questi due tipi di sale non si differenziano molto e sono pressoché sovrapponibili. La differenza sta nella presenza di iodio, elemento chimico che nell’organismo umano favorisce il funzionamento del metabolismo e della tiroide: mentre, infatti, il sale marino risulta essere impoverito di iodio perché perde gran parte di questo elemento chimico durante il processo di raffinatura per l’eliminazione delle impurità (processo durante il quale si perde anche gran parte dello iodio), il salgemma è invece cloruro di sodio allo stato puro e non ha bisogno di essere raffinato, motivo per il quale è molto più ricco di iodio.
Raccomandazioni sul Consumo di Sale
In condizioni normali un adulto ha bisogno di 100-600 mg di sodio al giorno, pari a circa 0,25-1,5 grammi di sale. La dieta degli italiani apporta in media quasi 12 grammi di sale al giorno, superando di dieci volte le reali necessità. Nel periodo estivo, quando la sudorazione aumenta, cresce anche il fabbisogno di sodio, specie negli sportivi. In una dieta bilanciata si consiglia comunque di non assumere più di 6 grammi di sale al giorno.
Poiché il consumo di sale può comportare la predisposizione a sviluppare patologie come pressione alta e osteoporosi (oltre che comportare indirettamente molti altri disturbi), se ne sconsiglia l’assunzione a soggetti che soffrono di queste patologie o che hanno familiarità per queste stesse patologie.
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Basterebbe che lo stato intervenisse ponendo dei limiti all'aggiunta di sale negli alimenti conservati, per risparmiare ogni anno numerose vite e parecchi milioni di euro nella spesa sanitaria nazionale. In Inghilterra e soprattutto in Finlandia tale limitazione ha ridotto notevolmente la mortalità da ictus cerebrale.
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