Il reflusso gastroesofageo e l’allergia alle proteine del latte vaccino sono condizioni comuni soprattutto nel primo anno di vita e possono coesistere nello stesso paziente. La reale prevalenza e i meccanismi alla base di una loro associazione non sono ancora completamente chiariti. Sintomi di entrambe le condizioni possono anche essere presente in soggetti sani o con disturbi funzionali o con altre patologie.
È fondamentale educare e sensibilizzare sia le famiglie che la società sull’allergia al latte, promuovendo una maggiore comprensione e supporto.
Cos'è l'Intolleranza alle Proteine del Latte?
L’intolleranza alle proteine del latte è una forma di allergia nei confronti delle proteine del latte, molto comune nei bambini. A differenza delle altre intolleranze alimentari questa è, appunto, una vera e propria forma di allergia che tuttavia tende a scomparire nel tempo.
È infatti maggiormente presente nei bambini sotto i tre mesi di età, e normalmente tende a scomparire. Solo raramente l’intolleranza alle proteine del latte persiste negli adulti.
L’allergia al latte è l’allergia alimentare che si manifesta più precocemente nei bambini, solitamente prima dei 3 mesi. È comune e colpisce dal 2 al 7% dei neonati. Il latte, infatti, viene generalmente introdotto nella dieta prima dell’età di 1 anno.
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Sintomi dell'Intolleranza alle Proteine del Latte
Tra i sintomi più comuni dell’intolleranza alle proteine del latte ricordiamo:
- i sintomi gastrointestinali, come gonfiore e flatulenza, vomito, nausea, reflusso, crampi e coliche addominali e sangue nelle feci
- i sintomi dermatologici, come eczemi, acne o comparsa di rossore e macchie rosse sulla pelle;
- i sintomi respiratori, come difficoltà respiratorie accompagnate da tosse e respiro sibilante.
In generale, i sintomi possono essere dermatologici (eczema, orticaria, rash), gastrointestinali (diarrea, stipsi, vomito, reflusso gastroesofageo) e respiratori (respiro sibilante, tosse, disturbi respiratori).
Nei casi più gravi si rischia lo shock anafilattico, e per questo è necessario rivolgersi tempestivamente ad un medico, soprattutto qualora il soggetto affetto sia un infante o un bambino molto piccolo.
Cause e Fattori di Rischio
Sono state individuate diverse possibili cause e fattori di rischio per l’intolleranza alle proteine del latte. Tra queste:
- L’età: Come accennato, i bambini molto piccoli sono maggiormente a rischio, e l’intolleranza tende a sparire una volta che il sistema digestivo matura, solitamente sotto i sei anni di età;
- Allattamento con latte artificiale: Si rileva che i neonati che non vengono allattati con latte naturale sarebbero maggiormente soggetti a sviluppare l’intolleranza;
- Familiarità genetica.
Diagnosi dell'Intolleranza
Qualora si sospetti un’intolleranza, è necessario rivolgersi ad un medico che effettuerà dei test appositi. È particolarmente importante sottoporre a dei test per l’ intolleranza alle proteine del latte un neonato che ha manifestato una sintomatologia sospetta.
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La diagnosi per l’allergia si basa su specifici test che possono essere effettuati da uno specialista allergologo. Generalmente, la presenza di sintomi è già di per sé indicativa di un’allergia.
Non è necessario eseguire test allergologici perché, come detto nel paragrafo relativo all’allergia al latte, nel reflusso gastroesofageo così come in gran parte delle malattie da allergia al latte che interessano l’apparato digerente, i test sono più spesso negativi, sia quelli eseguiti sulla cute che quelli eseguiti sul sangue.
Il vero test è, come sempre in questi casi, l’eliminazione di prova (test di eliminazione) del latte vaccino e la sua risomministrazione, dopo che si è ottenuto un miglioramento significativo.
Quando quindi ricorrono quelle condizioni che suggeriscono un ruolo dell’allergia al latte è da eseguirsi direttamente il test di eliminazione delle PLV, preferibilmente con idrolisato totale (NeoCate o Pregomin AS) o anche con idrolisato spinto.
Reflusso Gastroesofageo: Cosa Sapere
Il 50% circa dei bambini entro il terzo mese di vita manifesta fenomeni di reflusso. Sicuramente il motivo più importante e influente è il fatto che il cardias dei bambini appena nati (e fino al 12esimo-18esimo mese) è ancora immaturo e poco funzionale. Il cardias si apre soltanto quando una persona ingurgita il cibo, cioè quando deglutisce.
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Malattia da Reflusso Gastroesofageo
Si parla di malattia da reflusso gastroesofageo quando la risalita del cibo e dei succhi gastrici presenti nello stomaco è un fenomeno costante, non sporadico (N.B: quando è un evento sporadico, si parla solamente di reflusso gastroesofageo). Nel caso dei neonati, la malattia da reflusso gastroesofageo è dovuta a una marcata immaturità del cardias.
Infatti, le manifestazioni sopraccitate potrebbero essere il segnale di stati morbosi - come la malattia da reflusso gastroesofageo, l'esofagite eosinofila, la stenosi pilorica ecc.
Esami e Monitoraggio
Gli esami di laboratorio consistono nell'esecuzione di analisi su campioni di urine e sangue. La loro esecuzione serve a identificare alcune cause che possono indurre il vomito o la perdita di peso.
Il monitoraggio del pH esofageo, o pH-metria, è la misurazione dei livelli di acidità all'interno dell'esofago e dello stomaco. Per la sua realizzazione, occorre inserire un apposito sondino, che viene inserito nel naso e poi condotto pian piano fino ai due compartimenti dell'apparato digerente sopraccitati.
Trattamenti
Se tali rimedi risultano inefficaci (perché alle spalle c'è una malattia da reflusso gastroesofageo ecc.), o se è confermata la presenza di un'allergia al latte vaccino, bisogna ricorrere a cure più specifiche.
Attenzione a ranitidina e omeprazolo Specie nei bambini molto piccoli, la ranitidina e l'omeprazolo (e tutti i medicinali simili) vanno usati con cautela e solo se strettamente necessario, perché potrebbero provocare anche gravi effetti collaterali.
L'intervento chirurgico consiste in una procedura, nota come fundoplicatio, durante la quale una parte di stomaco viene suturata attorno alla base dell'esofago, esattamente dove risiede il cardias.
Alternative Senza Latticini per una Dieta Sana
Per una dieta sana, qualora si soffra di sensibilità alle proteine del latte, è necessario consultare un professionista che possa assisterci nel passaggio a una dieta priva di latticini. Tuttavia, le alternative esistono.
Dunque, cosa mangiare se si ha un’intolleranza alle proteine del latte? Oltre a fare attenzione alle etichette, come già accennato, tendenzialmente i prodotti per vegani sono prive delle proteine che causano il disturbo.
Altre alternative possibili sono:
- Formaggi e dolci vegani;
- Bevande a base di mandorle, soia o riso (se non si è intolleranti al riso);
- Yogurt vegetali;
- Formaggi vegetali privi di proteine del latte;
- Legumi.
Gestire l'Intolleranza alle Proteine del Latte: Consigli Pratici
Per gestire l’intolleranza alle proteine del latte occorre evitare il contatto con le stesse, escludendo di conseguenza latte e derivati dalla dieta. Il consiglio principale è di controllare con attenzione le etichette degli alimenti in quanto, come abbiamo visto, spesso sono presenti anche all’interno di alimenti all’apparenza “insospettabili”.
Qualora il soggetto affetto sia un lattante è necessario valutare con il proprio medico quale formula di latte fornirgli: si tratta di tipologie di latte artificiale formulato appositamente per casi di intolleranza, che nella maggior parte dei casi non creano disturbi ai piccoli e che gli forniscono al contempo tutti i nutrienti necessari.
Differenza tra Intolleranza al Lattosio e Allergia al Latte
Qual è la differenza tra intolleranza e allergia al latte? Questa intolleranza è, come abbiamo accennato, una vera e propria forma di allergia, che tuttavia se manifestata nei bambini tende a sparire spontaneamente.
Non va invece confusa con l’intolleranza al lattosio. La differenza tra le due, infatti, è piuttosto importante e marcata. L’intolleranza al lattosio o allergia al lattosio non riguarda le proteine, ma il lattosio: uno zucchero contenuto all’interno del latte.
I disturbi in alcuni casi sono simili e i sintomi sono fastidiosi ma tendenzialmente innocui, può essere individuata con il test del respiro e, a differenza dell’allergia alle proteine del latte non tende a sparire con l’età.
Impatto dell'Intolleranza alle Proteine del Latte sui Bambini
Nei bambini, soprattutto se molto piccoli, l’intolleranza alle proteine del latte può avere un impatto importante, ma, come accennato, nella maggior parte dei casi passeggero.
Normalmente occorre fare attenzione perché il piccolo non venga esposto alle proteine del latte, in quanto potrebbe causare disagi importanti e, in alcuni casi, rallentamento della crescita. Tuttavia, a seguito di un’alimentazione controllata l’intolleranza regredisce da sola nella maggior parte dei casi, e non causa danni o disagi a lungo termine.
Tabella Comparativa: Intolleranza al Lattosio vs. Allergia alle Proteine del Latte
| Caratteristica | Intolleranza al Lattosio | Allergia alle Proteine del Latte |
|---|---|---|
| Causa | Deficit di lattasi (enzima che digerisce il lattosio) | Reazione allergica alle proteine del latte |
| Coinvolgimento del sistema immunitario | No | Sì |
| Sintomi | Gonfiore, gas, diarrea | Eczemi, orticaria, problemi respiratori, reflusso |
| Durata | Spesso permanente | Può risolversi con la crescita |
| Test diagnostico | Test del respiro | Test di eliminazione e reintroduzione |
La malattia da reflusso gastroesofageo è molto meno frequente soprattutto nel bambino piccolo e l’utilizzo di farmaci acido-inibitori è spesso ingiustificato e protratto. La sovrapposizione dei sintomi e la mancanza di un test diagnostico affidabile sia per la malattia da reflusso sia per le forme di allergia non-IgE mediate determinano ancor’oggi la difficoltà diagnostica.
Va considerato inoltre che la risposta alla dieta priva di proteine del latte vaccino può essere dovuta anche a meccanismi non immunologici.
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