Cura Renale e Nutrizione: Un Approccio Integrato

La terapia nutrizionale è una parte integrante e fondamentale nella complessa gestione della Malattia Renale Cronica (MRC). L’obiettivo è preservare la funzione renale residua, prevenire le complicanze e ritardare l’inizio del trattamento sostitutivo.

L'Importanza della Terapia Nutrizionale

La terapia nutrizionale è un elemento centrale che si integra perfettamente con quella farmacologica nella gestione del paziente con Malattia Renale Cronica. Le diete renali sono terapie efficaci per ritardare l’inizio della dialisi, per ridurre segni e sintomi dell’insufficienza renale e per mantenere lo stato di nutrizione.

Linee Guida Nutrizionali

Nel 2020 sono state pubblicate le nuove Linee Guida per la nutrizione nella malattia renale cronica. Per i pazienti non diabetici clinicamente stabili con malattia renale cronica in stadio 3-5 non dialisi, si raccomanda un apporto proteico di 0,55-0,60 g/kg/d o una dieta fortemente ipoproteica 0,28-0,43 g/kg/d integrata con aminoacidi essenziali e cheto analoghi.

Tipi di Dieta per la MRC

Esistono diverse tipologie di diete che possono essere adottate per la gestione della MRC, ognuna con specifiche caratteristiche e benefici:

  • Dieta Ipoproteica Standard: Apporta 0,6 g/kg/die di proteine, di cui almeno il 60% ad alto valore biologico (carne, pesce, uova). Il fabbisogno energetico è garantito da carboidrati (55-60%) e lipidi (30-35%). È ipofosforica (600-700 mg/giorno) e iposodica (5-6 grammi di sale da cucina).
  • Dieta Ipoproteica Vegana: Fornisce 0,7 g/kg di peso corporeo di proteine, utilizzando combinazioni di cereali e legumi per coprire il fabbisogno di aminoacidi essenziali. In caso di proteine non selezionate, si integrano aminoacidi essenziali e/o chetoacidi.
  • Dieta a Bassissimo Contenuto Proteico: Apporta 0.3-0.4 g/kg/die di proteine, esclusivamente vegetali e non selezionate, supplementata con aminoacidi essenziali e chetoacidi. Richiede grande impegno e motivazione.

Prodotti Aproteici

Conciliare un basso apporto proteico con un apporto energetico adeguato è possibile grazie ai prodotti artificiali aproteici. Questi includono pasta, tagliatelle, pane, biscotti, farina, minestre e dolci precotti, costituiti da carboidrati e privi di proteine e fosforo, con basso contenuto di sale.

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Benefici delle Diete Ipoproteiche

Le diete ipoproteiche (LPD) riducono la produzione di scorie derivanti dalle proteine, con conseguente minore ritenzione di tossine uremiche, fosforo, sale e acidi fissi. Rispetto alle proteine animali, le proteine vegetali hanno effetti favorevoli sull'emodinamica glomerulare e sulla proteinuria, generano un minore carico acido e apportano un fosfato meno biodisponibile.

Ritardo nell'Inizio della Terapia Sostitutiva Renale

Il ritardo nell’inizio della terapia sostitutiva renale è un obiettivo primario delle LPD, ottenuto attraverso la riduzione dell'iperfiltrazione del singolo nefrone, della proteinuria e del carico acido. Le diete ricche di alimenti vegetali forniscono un maggiore apporto di fibre, componenti bioattivi, vitamine, antiossidanti e alcali, favorendo il controllo della pressione sanguigna e la gestione dei disturbi metabolici.

Controindicazioni alle Diete Ipoproteiche

Come per le terapie farmacologiche, anche per le diete ipoproteiche esistono controindicazioni assolute o relative:

  • Controindicazioni Assolute: Malattie acute gravi, condizioni di stress, disturbi del comportamento alimentare o malnutrizione conclamata.
  • Controindicazioni Relative: Barriere economiche, culturali, mancanza di supporto familiare, disturbi psichiatrici, diabete scarsamente controllato, trattamento cronico con steroidi, malattie gastrointestinali croniche.

La perdita di peso indesiderata è una delle principali preoccupazioni, indicando un apporto energetico inadeguato. È fondamentale un approccio graduale, con stretto follow-up e piani dietetici personalizzati.

Gestione dei Liquidi nell'Insufficienza Renale

Nell'insufficienza renale, un problema comune è l'impossibilità di eliminare i liquidi in eccesso, causando sovraccarico di liquidi, ipertensione e danni cardiovascolari. La restrizione di liquidi dipende dalla produzione di urina. Per tenere sotto controllo la sete, si consiglia di distribuire l'assunzione di liquidi uniformemente nell'arco della giornata, utilizzando piccole tazze, gargarismi con acqua ghiacciata, cubetti di ghiaccio o gomme da masticare. Evitare il sale e i cibi salati.

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Il fabbisogno di liquidi è calcolato in base alla produzione di urina, più 500 ml nelle 24 ore. L'aumento di peso tra una seduta di dialisi e l'altra non deve superare 1-1,5 kg per un giorno e 1,5-2,5 kg per 2-3 giorni.

Consigli Alimentari Specifici

Una corretta alimentazione prevede un’assunzione limitata di proteine, sodio, potassio e fosforo. Alcuni alimenti possono apportare benefici ai reni, tra cui:

  • Verdure verdi a foglia: Spinaci, bietole e cavoli.
  • Frutta: Mele, banane e arance (con moderazione, a causa del potassio).
  • Pesce azzurro: Salmone, tonno e sardina, ricchi di acidi grassi omega-3.
  • Cereali integrali.
  • Uova: Ricche di proteine di alta qualità.
  • Olio d’oliva.

È importante limitare l'utilizzo di sale da cucina e preferire alimenti freschi e poco lavorati.

Dieci Alimenti ad Alto Contenuto di Sodio

È fondamentale conoscere gli alimenti con elevato contenuto di sodio per poterli limitare nella dieta:

  1. Salsa di soia (5,72/100 grammi prodotto)
  2. Minestrone liofilizzato (5,6/100 grammi prodotto)
  3. Prosciutto crudo di Parma (2,57/100 grammi prodotto)
  4. Prosciutto crudo disossato, privo di grasso visibile (2,4/100 grammi di prodotto)
  5. Caviale (2,2/100 grammi di prodotto)
  6. Salame Brianza (1,8/100 grammi di prodotto)
  7. Salmone affumicato (1,88/100 grammi di prodotto)
  8. Salame Felino (1,69/100 grammi di prodotto)
  9. Salame Napoli (1,69/100 grammi di prodotto)
  10. Pecorino

Il Ruolo del Professionista

La terapia nutrizionale deve affidarsi alla capacità della persona di autogestirsi o del caregiver di comprendere l’importanza della terapia per il benessere del malato. Altro elemento da valutare sono le strategie che il paziente mette in atto per gestire il regime alimentare, perché alcune di queste possono essere un ostacolo mentre altre un vantaggio. Molti pazienti, infatti, si sentono “competenti” rispetto alle modalità di gestione delle restrizioni dietetiche e della sintomatologia.

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Sarebbe utile adottare strumenti di valutazione per l'identificazione delle conoscenze, dei comportamenti dei pazienti e dei loro atteggiamenti rispetto alla terapia nutrizionale ma ancor di più strumenti specifici per misurare e valutare l’aderenza alla terapia nutrizionale.

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