Le fave, essendo un tipo di verdura estiva, si abbinano perfettamente alla menta, al lime e all’aglio, il quale fa sì che questa misticanza acquisisca un gusto particolare. Le fave sono i semi di una pianta erbacea annuale di origine asiatica, la Faba vulgaris o Vicia faba, appartenente alla famiglia delle Leguminose.
Le fave sono impiegate in cucina in svariati modi, sia fresche che secche. Ridotte a purea, sono perfette accompagnate da verdure dal retrogusto amarognolo, come la cicoria. Le fave sono un alimento dal buon profilo nutrizionale.
Sono, infatti, uno dei legumi meno calorici, contengono pochi zuccheri e grassi, ma sono ricche di proteine, vitamine, carboidrati e sali minerali, soprattutto di ferro.
Hummus di Fave: Un Trend in Crescita
È ufficiale - l’hummus man mano sta conquistando i cuori e gli stomaci degli abitanti della Penisola appenninica. È sempre più facile trovarlo come condimento di veggie burgers in ristoranti locali, acquistarlo pronto al supermercato, dal venditore di kebab oppure farlo da sé a casa.
Insalata di Fave Fresche
È un piatto colorato ed estivo che scompare appena messo nel piatto, può essere mangiato sia a pranzo che a cena, servito durante un party con gli amici oppure portato a una gita fuori porta.
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Polpette di Fave con Cime di Rapa: Un'Esplosione di Sapori Pugliesi
Se vieni in Puglia non puoi non provare due piatti della tradizione pugliese naturalmente vegani: Le orecchiette con le cime di rapa (assicuratevi che non mettano le acciughe però); Le fave con la cicoria (o altra verdura locale a seconda della zona). Il VEGANUARY è un ottimo momento per sperimentare delle ricette nuove e anche per me che sono pugliese e già vegana è diventato un buon momento per prendere queste due ricette e fonderle insieme!
Ho sperimentato una ricetta che (fidatevi) piacerà a pugliesi, sono le Polpette di fave con cime di rapa.
Ingredienti per le Polpette di Fave con Cime di Rape:
- 300g di fave secche
- 300 g di cime di rape
- 1/2 cipolla
- 3 cucchiai di pangrattato
- 3 cucchiai di formaggio vegano (un mix di frutta secca e lievito alimentare)
- sale, pepe, olio
Procedimento:
- Mettete a bagno le fave almeno per 8-10 ore.
- Sciacquatele e fatele cuocere per almeno 40 min in abbondante acqua.
- Cuocetele finché non saranno morbide e frullatele con un frullatore ad immersione.
Purè di Fave: Un Classico Rivisitato
Il purè di fave è una ricetta semplice e sfiziosa che possiamo portare in tavola come contorno o come piatto unico. Vediamo innanzitutto come cucinare le fave secche. La prima cosa da fare è metterle in ammollo in abbondante acqua fredda per farle reidratare. L’ideale è lasciarle in ammollo per almeno 8 ore.
Poi scoliamo le fave, laviamole bene sotto l’acqua corrente e cuociamole in una pentola insieme ad acqua e foglie di alloro. Quando le fave saranno cotte e avranno una consistenza cremosa, possiamo rimuovere l’alloro, aggiungere il sale e un po’ di olio di oliva.
Si può servire anche con le verdure, come peperoni in agrodolce o quello che ci piace di più. Volendo si può arricchire con dei cubetti di pancetta saltati in padella e resi belli croccanti.
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Nel purè di fave secche, l’ammollo iniziale permette alle fave di cuocere più velocemente e le rende più digeribili. Il pure di fave è ottimo appena cucinato, cremoso e saporito. Volendo, lo si può anche preparare in anticipo, ma tenderà ad addensarsi con il passare del tempo.
Preparazione del Purè di Fave:
- Sciacquiamo le fave sotto acqua corrente e mettiamole in ammollo per il tempo indicato sulla confezione.
- Scoliamo le fave, risciacquiamole e lessiamole in pentola con abbondante acqua per circa 40 minuti, finché risulteranno morbide.
- Scoliamole bene e frulliamole in un mixer.
Burger Vegani con Fave: Una Ricetta Inaspettata
Le ricette con le fave, in particolare se fresche, non erano mai state al centro dei miei pensieri culinari, infatti, avevo sempre delegato al marito il compito di cucinare le fave fresche, visto che pensavo anche che non mi piacessero granché. Almeno fino a quel pomeriggio in cui, dopo aver sbucciato una valanga di fave, d'impulso, ho pensato di fare questi burger...
Poi ho frullato e il composto era già abbastanza compatto, comunque ho aggiunto un po’ di fecola di patate ed è diventato di consistenza perfetta. Alla fine ho aggiunto il succo di mezzo limone e ho preparato i mini burger.
Per rendere questi burger gluten free, basta utilizzare pan grattato senza glutine oppure farina di mais per la panatura e utilizzare un formaggio vegan senza glutine.
Pesto di Fave e Burro di Mandorle: Un Condimento Originale
Quando ho fatto assaggiare questo piatto a mia madre, una delle sue prime domande è stata: «Ma ci hai messo del parmigiano, vero?!» «Eh no, mamma! Eh sì, le mandorle sono incredibili, così carnose e sapide non fanno mancare per nulla una grattata di parmigiano sulla pasta, anzi! Ho preparato anche una piccola ciotola a parte con del gomasio di mandorle da aggiungere a piacere ed è andato a ruba.
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In questa ricetta ho usato il burro di mandorle di Armienti bio, un’azienda artigianale biologica della provincia di Bari che Antonella ha conosciuto e assaggiato a Officinalia, innamorandosi di questo prodotto fatto di sole mandorle per l’85% e 15% olio extravergine di oliva, versatile per il dolce e il salato.
Questa particolare cultivar è ricca di acido oleico e linoleico, cioè di acidi grassi polinsaturi (leggi: sani), e di una componente della vitamina E, che svolge una funzione antiossidante. La ricetta è semplice, fatta di diversi passaggi non tutti obbligatori.
Ricetta del Pesto di Fave e Burro di Mandorle:
- Sgusciate i baccelli e teneteli da parte.
- Mettete a bollire sul fuoco un pentolino con dell’acqua sufficiente a scottarvi le fave per 5 minuti circa.
- Scolate le fave e raffreddatele sotto l’acqua fredda prima di sbucciarle.
- Saltate le fave sbucciate in padella con aglio e olio, aggiungete un po' di sale alla fine.
- Mettete le fave, il burro di mandorle, il sale e una spruzzata di succo di limone in un frullino o in un mortaio, fino a ottenere un pesto della consistenza desiderata. Se lo volete più morbido, potete aggiungere un po’ di acqua naturale e un goccio di olio evo. Assaggiate sempre per controllare il sale.
Crema di Bucce di Fave:
- Bollite le bucce in acqua fino a quando le trovate tenere all’assaggio.
- Per spremerle consiglio di usare il mixer e non il passaverdura, a meno che non vogliate metterci un sacco di tempo. Eliminate solo i piccioli duri, senza preoccuparvi per ora dei fili, che verranno setacciati dopo.
- Prendete la crema ottenuta e passatela in un colino grande a maglie non troppo strette (io ho usato lo scolapasta), sopra una ciotola. Girate la crema con un cucchiaio ed eliminerete così tutta la parte fibrosa troppo dura.
- Emulsionate con olio, sale e succo di limone.
Gomasio di Mandorle:
- Spellate le mandorle tuffandole in un pentolino con acqua bollente per 5 minuti e raffreddatele quindi sotto acqua fredda: la pellicina viene poi via molto facilmente.
- Tostatele quindi in padella con un po' di sale grosso di buona qualità.
Confesso di fare molte cose a occhio e a palato, ma in generale il rapporto giusto per un buon gomasio è di 1:18, una parte di sale e 18 di mandorle (sesamo per il gomasio classico). Qui il mio gomasio era venuto un po’ troppo salato, quindi ho aggiunto al volo nel frullatore un po' di mandorle non pelate per correggere.
Frollini Vegani con Fava Tonka
Tra tutte le preparazioni dolci una delle mie preferite in assoluto sono i biscotti e frollini: non avete idea di quanto io trovi rilassante impastare e stendere la sfoglia e poi copparla utilizzando stampi e stampini sempre diversi!
Questa ricetta è veramente basic, non necessita di uova nè burro e si prepara in dieci minuti utilizzando due ciotole e una forchetta. Eppure è talmente gustosa da risultare sorprendente! Tutto merito del connubio tra la farina di farro, il cacao amaro e la mitica fava tonka.
Conoscete questo ingrediente? Intanto, sappiate che arriva dal Sud America e che la pianta da cui si ricava la fava tonka è gigantesca: raggiunge anche i 40 metri. I suoi frutti, che assomigliano a piccoli mango, cadono a terra una volta maturi e vengono raccolti per venire essiccati almeno un anno. Poi si rompono e liberano i semi (fave) al loro interno, quasi sempre una per frutto.
Appena estratte le fave sono lisce e marroni; quando invecchiano, la parte esterna diventa nera e rugosa. Questa spezia preziosa va usata in piccole dosi, grattugiata come la noce moscata ed è in grado di regalare ai dolci una nota particolare - tra il vanigliato, l’affumicato e il caramello - che li rende irresistibili.
Da sapere: le bacche di Tonka possono contenere fino al 10% di cumarina, sostanza tossica che è stata isolata proprio da questi semi. L’assunzione elevata può provocare effetti collaterali non indifferenti e proprio per questo la Food & Drugs Adm. Se non doveste trovarla potrete comunque preparare questi frollini sostituendola con l’anice stellato. Non sarà lo stesso sapore, ma non ne resterà neanche uno.
Preparazione dei Frollini:
- In un altro recipiente versa i due olii, aggiungi l’acqua e lo zucchero di canna e unisci anche il sale e la fava tonka* grattugiata.
- Non appena il composto inizierà a formarsi inizia a lavoralo con le mani e trasferiscilo su una spianatoia.
- Trascorso il tempo di riposo adagia la frolla tra due fogli di carta forno e lavorala con il mattarello, dovrai ottenere una sfoglia spessa qualche mm.
- Non appena avrai preparato tutti i biscotti cuocili in forno statico già caldo a 170° per 15 minuti circa.
* Non buttare i ritagli di frolla, mi raccomando!
Lo ammetto: da quando ho imparato a preparare da sola la frolla (e ci vuole davvero molto meno tempo e fatica di quanto si potrebbe pensare) gli unici biscotti che circolano in casa nostra sono quelli fatti a mano. Mi piace variare spesso, quindi le ricette preparate nel corso del tempo sono proprio tante. Se non li consumerai subito, conserva i tuoi frollini in un contenitore di latta.