La RiMa nasce dalla grande passione e dalla voglia di chef Matteo di portare in tavola la sua idea di cucina. Una cucina genuina e personale; ogni aspetto, dalla pasta fatta a mano, al pane sempre fresco di giornata, fino ad arrivare ai dolci, tutto è cucinato e preparato con attenzione e curato in ogni dettaglio.
Sebbene l'articolo si focalizzi principalmente sui ristoranti vegani a Milano e Roma, possiamo estrapolare informazioni utili per chi cerca opzioni simili a Novara, considerando la crescente popolarità della cucina vegana in tutta Italia.
Tendenze nella Cucina Vegana e Vegetariana
Tempeh, verdure e alternative vegetali alla carne, persino al sushi, hanno conquistato in questi anni Milano. La città ha un primato che mantiene ben saldo: quello di essere il centro dove si trova il primo ristorante vegetariano in Europa ad aver ricevuto una stella Michelin, Joia (qui abbiamo raccontato la storia più recente). Dal ristorante gourmet fino al locale che propone una prevalenza di piatti vegani in cui fanno talvolta capolino pesci e carni, fino alle pasticcerie e bakery con una proposta completamente vegetale oppure quasi del tutto vegetale (qui la nostra mappa di Milano). Non mancano poi progetti originali, come lo street food che fa panini vegetariani di Eugenio Roncoroni (ne abbiamo parlato qui), oppure la biti attrezzata che distribuisce piatti vegani (ne abbiamo parlato qui).
Citiamo anche locali con una proposta non esclusivamente vegetale, sapendo che possono comunque rappresentare una destinazione valida per chi cerca cibo vegano e vegetariano anche se non trova un’offerta 100& plant based e . Ecco quindi la nostra lista di indirizzi milanesi con i ristoranti vegani e vegetariani da provare.
I Pionieri della Cucina Vegana
A Pietro Leemann, cuoco di origine Svizzera ma italiano d’adozione, il merito di aver fatto da pioniere facendo conoscere la cucina vegetariana non solo a Milano ma in tutta Italia. È nel 1989 che apre Joia, il primo ristorante vegetariano in Europa a ricevere il riconoscimento della stella Michelin nel 1996. A inizio 2024 poi, la scelta di lasciare il locale ai suoi due chef, Sauro Ricci e Raffaele Minghini, per dedicarsi a un nuovo tipo di vita. Ad oggi vi si possono assaggiare due menu a degustazione a cena, entrambi a 140€. A pranzo sono presenti formule più accessibili.
Leggi anche: Guida ai ristoranti vegani di Berlino
Ristoranti Vegani e Vegetariani a Milano: Esempi di Eccellenza
È maggio 2019 quando Al Tatto apre come bistrot in via Comune Antico nel quartiere Greco dopo aver lavorato per diversi anni solo come catering. Dietro ci sono Sara Nicolosi, Cinzia De Lauri, Caterina Perazzi e Giulia Scialanga (quest’ultima lascerà poi il ristorante nel 2021 per dedicarsi a progetti personali). Le cuoche si sono conosciute tutte al ristorante Joia e così hanno portato da Al Tatto la stessa idea di cucina vegetariana e vegana creativa, stagionale che si è affermata in breve tempo per l’ottima qualità.
Aperto nel 2021 a pochi metri da Porta Venezia, Brolo è un locale che si propone con il titolo di “ortofrutta con cucina”. Si mangia vegetariano e vegano tra cassette di frutta e verdura, dispensa di uova e confetture, anche fiori all’esterno e un bar all’italiana dove assaggiare drink preparati con distillati e sciroppi italiani. Il menu è chiaramente stagionale e legato all’offerta del locale, con antipasti, primi e zuppe, secondi e insalate, poi contorni e dolci.
Da segnalare questo bistrot in zona Solari non solo per l’offerta di piatti vegani e vegetariani, ma anche di vini vegani. La capacità del menu è quella di riassumere sia proposte della cucina vegetale e regionale italiana, sia di aggiungere ingredienti e tocchi della cucina internazionale. Per fare qualche esempio, troviamo fave e cicorie, ma anche perle di soya al curry, la carbonara vegana insieme ai falafel.
Il primo Fairouz ha aperto in Via Michelangelo Buonarroti ed è stato seguito da un secondo indirizzo in Via Cornalia 12. Mentre il primo è ristorante libanese esclusivamente vegetariano, il secondo include anche piatti di carne (ma le opzioni plant-based sono talmente tante che rimane un indirizzo valido anche per chi cerca piatti vegetali). La parola Fairouz in arabo significa “turchese” ma è anche un richiamo al nome di una grande cantante libanese nata nel 1959 che si è esibita in tutto il mondo. Nel menu troviamo piatti della cucina libanese, araba e mediterranea tra cui la moutbal, crema di melanzane arrostite e affumicate con tahina e chicchi di melagrana, anche nelle varianti con zucca, patate e zucchine, la mohammara, una crema di peperone rosso, pan grattato e granella di pistacchio leggermente piccante, i falafel anche nella versione mahshi, ovvero polpette fritte a base di ceci con cipolla, peperoncino e sumak. Il menu di Buonarroti si articola tra antipasti, mezzeh freddi, mezzeh caldi, zuppe, pizzette libanesi che si chiamano Saaj Lebnani o Manaa’ish.
Aperto nel 2021 da Edoardo Valsecchi, esperto di economia e management con diverse esperienze all’estero che ha voluto replicare a Milano una sintesi dei ristoranti vegani di qualità ma anche senza glutine incontrati durante il suo percorso, Linfa è un locale che si presta a vari momenti della giornata. Funziona infatti come ristorante, cantina e bar, e per il brunch. Nel menu troviamo un po’ di tutto, dal caviale vegetale, alla verdura da agricoltura verticale, le paste e i risotti, ma anche hummus e sushi plant-based. Il menu è lunghissimo e si articola tra crudi e sushi, antipasti, piatti da condividere, paste e risotti, secondi, contorni e infine dolci. C’è anche un menu a degustazione in 6 portate da 80€.
Leggi anche: I migliori ristoranti vegani
Questo negozio che è anche gastronomia e destinazione per fermarsi a mangiare in modo informale e veloce (sgabelli alti e tavoli in condivisione) è stato aperto nel 2020 da Cristina Biollo. Proprietaria di un banco del mercato a Padova, comincia lì a sperimentare la sua cucina vegetariana a partire dalla vendita di frutta e verdura fresca. Da due punti vendita su Padova, il 2020 è l’anno per il salto a Milano, in zona Brera. Dalla gastronomia si può scegliere di tutto: dagli sformati di melanzane, ai fritti come la mozzarella in carrozza, le cotolette e le polpette di pistacchi. Poi i risotti, gli gnocchi e le paste, i panzerotti, la pizza e le chips di funghi e i broccoletti in tempura. Si finisce con i dolci di tutti i tipi. Aperto dalle 8:30 di mattina alle 21.
Da fuori un indirizzo abbastanza impensabile, che catalizza lo sguardo per l’insegna dalle lettere “vintage” su cui è scritto “Alla Vecchia Latteria dal 1895”, dentro una gastronomia con cucina che fa ricette vegetariane e vegane mantenendo lo stile e l’atmosfera della vecchia destinazione, con piastrelle bianche e tavoli spartani. Il menu è stagionale, con piatti che spaziano tra antipasti, primi, secondi e a cui non manca mai la pasta fatta in casa, le frittate con le verdure di stagione, i contorni ripassati in padella o accompagnati da una maionese veg. C’è anche la possibilità di ordinare “il misto forno” o il "misto ferri", piatti cavallo di battaglia della Latteria che riuniscono assaggi delle varie proposte in menu a un prezzo contenuto.
Due le sedi su Milano, una a Via Spallanzani, l’altra a Piazza Buozzi, dove assaggiare i piatti vegani di Radicetonda. Nel ristorante di Piazza Buozzi la sera, dal martedì al sabato, c’è ancora un altro format, quello del primo ristorante dedicato interamente al sushi vegano, che risponde al nome di Nory Way (ne abbiamo parlato qui). Aperto dalla mattina per le colazioni fino a dopo cena, qui si possono assaggiare sia proposte veloci da mangiare anche per strada, sia un vero e proprio menu con i piatti, l’insalata e la zuppa del giorno che cambiano spesso. C’è anche la possibilità di scegliere un piatto misto da comporre selezionando tra l’offerta di legumi, cereali e verdure del giorno. Tra le voci del menu potrete scorgere anche qualche ingrediente come “tonno, salmone e polpo” ma la maggior parte delle proposte rimangono dedicate alla cucina vegana e vegetariana.
Aperto nel 2017 a Milano, si è imposto sulla scena gastronomica per la sua proposta flexitariana, ovvero adatta a un pubblico con richieste diversificate. Il locale è piuttosto ampio e gode anche di uno spazio esterno su strada. Dal menu, che presenta una proposta molto nutrita, troviamo un'offerta organizzata per pranzo, brunch, aperitivo e cena. Dal nome del locale, che sta per “Natura Biologica”, si intuisce l’impostazione del menu, concentrato su piatti vegetariani e vegani (ma si trova anche qualcosa con salmone e pollo).
Questo piccolo bistrot a breve distanza da Porta Romana ha uno spazio interno e anche uno su strada per mangiare dalla colazione fino a prima di cena (chiude alle 19:00). A pranzo si possono trovare bowls, insalatone, toast e pita al piatto, nonché burger veggie. Dopo aver aperto a Bergamo, il progetto di Giovanni Nicolussi è approdato anche a Milano prima dell’estate del 2024 (ne abbiamo parlato qui). L’idea è quella di proporre una buona pizza vegana (con alternative vegetali al formaggio anche fatte in casa) da abbinare a un servizio inclusivo, che coinvolge persone con disabilità.
Leggi anche: Esperienza Vegana ad Alassio
L’ingresso del ristorante di Barbara Clementina Ferrario è insospettabile. Entrando i clienti sono accolti in un ambiente organizzato per piccole “casette” dove è possibile mangiare in un’atmosfera da vecchia casa di campagna. Aperto sia a pranzo che a cena, Capra e Cavoli propone una cucina vegetariana con alcuni piatti di pesce. La linea è semplice ma con alcuni tocchi di fantasia: si parte con la degustazione di formaggi con pan brioche al pepe nero e composte dolci e si prosegue con antipasti, primi, secondi.
Prezzi contenuti, menu che cambiano spesso e materie prime sempre fresche compongono l’offerta di questo locale vegano aperto a Milano (ne abbiamo parlato qui) nel quartiere Brera. La prima sede però, la troviamo sul lago di Como, da lì la decisione di espandersi anche nel capoluogo meneghino con una proposta di qualità che rimane molto semplice. Dall’unione di Michela Rubegni e lo chef Tommaso Coppola, nasce questo bel locale di Milano dedicato tutto alla cucina vegana. La proposta punta tutta sulla golosità e la ricchezza dei gusti, nonché sulla presentazione colorata e invitante dei piatti. Il menu è composto da una serie di piatti unici, come il cavolfiore arrostito con maionese alle erbe e cipolle croccanti, ma anche hummus con insalata e verdure. Si prosegue poi con i piatti in condivisione e anche con gli snack per tutti i momenti della giornata.
Colazione, brunch, aperitivo e cena sono i momenti in cui si articola la proposta gastronomica di questo ristorante. Anticipiamo che il menu non è esclusivamente vegano perché ci sono alcuni piatti di pesce, ma la proposta vegetale la fa assolutamente da padrona. Troviamo in menu piatti stagionali come la parmigiana di zucca, la cipolla di Montoro, i ravioli del plin con i funghi, l’uovo del Garda.
Andiamo un po’ fuori, tra Cusano e Milanino, per trovare questo ristorante vegetariano e vegano che realizza i suoi piatti a base vegetale con verdure, erbe e fiori forniti dalla società agricola di Nova Milanese Ortofficina. Il menu stagionale contiene una quindicina di piatti che spaziano tra il tagliere di formaggi vegetali, la pasta fatta in casa, gli straccetti di seitan, le vellutate, i risotti e i gyoza di verdure. Si possono combinare varie portate, anche in una versione senza glutine, in un menu degustazionecon a 40€ a persona.
Tendenze a Roma
Spuntano negli ultimi anni nuovi indirizzi che propongono cucina vegetariana e vegana anche a Roma: sembra strano in una città amante del guanciale e del quinto quarto, ma è così. Dopo la chiusura di molte insegne - ricordiamo Arancia Blu ad esempio, nel quartiere San Lorenzo, bistrot vegano e vegetariano con cucina aperto prima del 2000, o So What al Pigneto - molti cuochi e cuoche specializzati in ricette vegetali si lanciano nella sfida, non semplice, di misurarsi con i piatti della gastronomia romana, proponendo carbonare, amatriciane e cacio e pepe in chiave vegana. Il risultato è un panorama molto interessante (seppur ancora ristretto) di indirizzi che combinano ingredienti locali, piatti romanissimi e ricette da tutto il mondo. Del resto in Italia abbiamo comunque un esempio eccellente: Joia, il primo ristorante stellato d’Europa.
La chef Marta Maffucci ha potuto coronare il suo sogno di aprire un ristorante vegetariano all’Alberone (siamo a breve distanza dal Parco della Caffarella) nel 2020. Qui ha portato la sua idea di cucina vegetariana (ma ci sono anche piatti vegani) fatta di prodotti selezionati e ingredienti autoprodotti, come il seitan, sempre presente in menu.
Aperto a marzo 2022 da una coppia di appassionati e capaci professionisti, Silvia di Giulio in cucina, Moran Pucciarini in sala e ai vini, Indigeno è un indirizzo che a Roma mancava per rendere davvero onore alla cucina vegana. Siamo ai confini del Pigneto, in una viuzza in cui si trovano altri locali e d’estate si può godere dello spazio esterno. Il locale è piccolo, semplice ma accogliente. Il menu studiato dalla chef è completamente vegano e quasi integralmente (fa eccezione per esempio il pane) autoprodotto. Dal tagliere di alternative vegetali al formaggio, fino ai piatti di tofu e tempeh fatto in casa, o le paste fresche e ripiene, per finire con i dessert. Anche in questo caso (come per Le Bistrot che abbiamo nominato sopra) la proposta si è completamente veganizzata in corso d’opera.
Look fresco, proposte golose a base vegetale e proposte enologiche vivaci hanno decretato il successo di questo ristorante, che in poco tempo ha attratto gli appassionati di cucina vegana. Nel cuore di Trastevere c’è un indirizzo dove è possibile assaggiare ottima cucina vegetariana e vegana (ma in menu si può trovare saltuariamente qualche piatto di pesce) bevendo anche bene: Aromaticus ha aperto qui la sua seconda sede, con una sala interna, la cucina a vista, uno spazio esterno su strada e un grazioso cortiletto interno ricco di verde.
Parliamo di un ristorante abbastanza unico nel suo genere. Qui lo chef Davide Leo ha preso il menu della trattoria romana tradizionale di famiglia e l’ha trasformato in una versione totalmente a base vegetale. Dopo anni di convivenza, dal 2023 la proposta è diventata completamente vegana, permettendo quindi di assaggiare tutti i piatti della cucina romana “tipica” in chiave veg.
Presente in diverse città italiane, ma anche all’estero, Flower Burger è una catena di burger (tra i 7 e i 9,50€) completamente vegani, serviti con pani e salse coloratissime. Accanto alla proposta di panini, ci sono anche contorni, bowl, dolci e bevande. Si possono ordinare anche in delivery e c’è la possibilità di comporre in autonomia il proprio menu preferito.
Divenuto famosissimo alla sua apertura nel 2014, come Cat Cafè (caffè dei gatti) negli anni Romeow ha perfezionato la sua proposta. I gatti ci sono e fanno da piacevole compagnia agli avventori che sono chiamati a non disturbarli con troppe attenzioni. Il menu è un viaggio tra sapori occidentali e orientali che mettono al centro verdure, vegetali, cereali, ma anche spezie, frutta e fermentazioni.
Trasferitosi nel 2022 in un locale nuovo al Pigneto, questo indirizzo ne ha guadagnato in bellezza e spazio: Vitaminas24 in Via Giovanni de Agostini, in un punto un po’ defilato del quartiere, è un indirizzo per tutto il giorno, dalla colazione alla cena. Lo spazio è molto ampio e ricco di luce, con un arredamento dai colori tenui e qualche tavolo anche all’esterno. Il menu è ricco di piatti per tutti i gusti, che spaziano dalle insalate e gli estratti stagionali, ai panini e ricette della tradizione mediterranea o medio-orientale (antipasti tra i 6 e i 14€, insalate 9€, primi tra i 7,50 e gli 8,50, secondi tra gli 8,50 e i 10€).
Aperto nel 1979 nel centro di Roma, il Margutta è da anni un riferimento solido per la cucina vegetariana e vegana della capitale. Il menu è fornitissimo e concentrato su ingredienti di stagione: troviamo antipasti (tra i 13 e i 16€), taglieri, primi (tra i 15 e i 18) e secondi (tra i 15 e i 22€), nonché pane e dolci fatti in casa. Le proposte vegetali si possono combinare in tre diversi percorsi degustativi per cena. Ci sono tutti i classici vegetariani della tradizione italiana e qualche ricetta più creativa.
In centro a Roma c’è una piccola chicca: un localino gestito da una famiglia indiana aperto tutti i giorni dalla mattina a dopo cena. Più che un ristorante, una gastronomia con qualche tavolo da cui osservare la cucina in movimento. Il menu, molto ampio, permette di scegliere tra riso, zuppa Dahl con lenticchie e verdure, tofu in salse diverse, verdure, dosa (crepe di riso e legumi da mangiare da sole o condire). Bisogna aspettarsi una cucina confortevole da questo piccolo ristorantino in zona San Giovanni, in una traversa pedonale della trafficata Via Appia. Aperto sia a pranzo che a cena, offre la cucina della chef Cristina che cura una selezione di piatti freschi, realizzati sul momento con ingredienti stagionali. Spuntano così proposte divertenti, come il filetto di seitan alla Wellington, il dahl di lenticchie rosse e il cannolo con spuma di cicoria.
Divenuto negli anni un riferimento per la pasticceria crudista e vegana, Grezzo è la creatura di Nicola Salvi. Le sedi sono tre: la prima, quella di Via Urbana nel rione Monti, la seconda, quella di Piazza Mattei nel centro storico, la terza, quella di Piazza Euclide. Cosa si trova? Una proposta di pasticceria e cioccolateria realizzata con tecniche di lavorazione leggere e non invasive, che passa dalle praline alle monoporzioni, dal gelato alle uova di cioccolato per Pasqua. La proposta si arricchisce anche di ricette stagionali sin dal 2014.
Altro riferimento per la cucina crudista a Roma è - come lo stesso nome suggerisce - Écru, non troppo distante da Castel Sant’Angelo. Bello l’indirizzo, realizzato con materiali naturali e ampie vetrate che rendono lo spazio luminoso. Ricca la proposta, che spazia dalla mattina alla sera tra piatti, bevande, pasticceria e vini naturali. In menu troviamo un po’ di tutto: dalla colazione agli snacks, dalle vellutate al sushi vegano.
Dal 1987 Daniela e Barbara Sabbatini gestiscono Le Bistrot, insegna vegana a Garbatella che negli anni ha fatto diversi passi per arrivare a proporre un menu completamente vegano.
tags: #ristoranti #vegani #novara #recensioni