Ristoratori Romani Contro i Vegani: Un'Analisi delle Motivazioni

Il vegetarianismo e il veganismo sono letteralmente esplosi nel corso degli ultimi anni, tant’è che a fine Dicembre 2018 The Economist dichiarò il 2019 come “Year of the Vegan”. Essere un po’ più mainstream, rende tutto un po’ più facile per noi vegani, ma anche più soggetti a critiche e spesso veniamo identificati come coloro che lo fanno per essere “cool”, un po’ come se fosse la moda passeggera dell’ultimo modello di smartphone.

Il Veganismo: Più di una Tendenza

Haters a parte, il veganismo non è affatto un fenomeno nuovo, altro non è che un movimento, nato secoli fa grazie a figure nella storia che attraverso idee, opere, scoperte e capolavori hanno contribuito alla nostra evoluzione. Persone con un messaggio importante e forte che tutti dovrebbero ascoltare per farne tesoro. Filosofi greci antichi, poeti romantici e attivisti per i diritti civili sono tutti presenti nella hall of fame dei personaggi storici vegetariani e vegani.

Figure Storiche e il Veganismo

  • Pitagora (580 a.C.): Impegnato in uno stile di vita umanistico, comunitario e ascetico, Pitagora fondò una scuola i cui membri giurarono di mantenerne il segreto vivendo secondo i suoi insegnamenti contro la violenza e l’uccisione di qualsiasi tipo di essere vivente, compresi gli animali. Pitagora credeva che l’astensione dalla carne fosse parte dei suoi valori spirituali.
  • Confucio (551 a.C.): “L’uomo onorabile e retto si tiene ben lontano sia dal macello che dalla cucina."
  • Siddhartha Gautama Buddha (566 a.C.): Buddha arrivò a sostenere una dieta rigorosa senza carne e senza crudeltà, chiedendo all’umanità di prevenire la sofferenza degli animali. “Non è ammissibile mangiare carne di animali uccisi da qualcun altro o uccisi per altri motivi. Il consumo di carne, in qualsiasi forma, è proibito una volta per tutte, senza eccezioni. Non ho permesso a nessuno di mangiare carne, non lo permetto ora e non lo permetterò mai. Tutti temono la morte."
  • Plutarco (46 d.C.): Di particolare rilievo è il saggio di Plutarco Del mangiar carne in cui sostiene il valore della vita di ogni essere animato e si contrappone all’idea che l’uomo sia naturalmente carnivoro sostenendo che gli animali meritano considerazione etica poiché sono dotati di sensibilità e di intelligenza come gli umani. “…In effetti, il corpo umano non assomiglia affatto ai corpi degli animali fatti per mangiare la carne. L’uomo non ha labbra sporgenti, denti affilati, unghie affilate…in grado di elaborare e digerire i componenti della carne."
  • Platone (428 a.C.): Filosofo greco che fu probabilmente influenzato dai concetti pitagorici, seguiva una dieta vegetariana.
  • Voltaire: I suoi scritti posizionarono il vegetarianismo come una virtù dell’illuminismo “…Che vergogna, che miseria aver detto che le bestie sono macchine prive di conoscenza e di sentimento…” in netta opposizione a Cartesio, il quale sostenne che gli animali siano delle macchine senza coscienza e senza capacità di soffrire, legittimando quindi il consumo di carne e la vivisezione. Oltre a credere fermamente nella salubrità della dieta vegetariana, Voltaire denuncia con forza le crudeltà verso gli animali e condanna la vivisezione.
  • Ovidio (43 a.C.): Il poeta romano Publio Ovidio Nasone, noto come Ovidio, seguì una dieta di tipo vegano ispirandosi al filosofo greco Pitagora. Come Pitagora, Ovidio era uno stoico che credeva che la propria condotta dovesse essere in armonia con il mondo naturale. “…Astenetevi, o mortali, dal contaminarvi il corpo con pietanze empie! Ci sono i cereali, ci sono i frutti che piegano con il loro peso i rami, grappoli d’uva turgidi sulle viti. Ci sono verdure deliziose, ce n’è di quelle che si possono rendere più buone con la cottura. La terra generosa vi fornisce ogni ben di dio e vi offre banchetti senza bisogno di uccisioni e di sangue. In mezzo a tutta l’abbondanza di prodotti della Terra, la migliore di tutte le madri, davvero non ti piace altro che masticare con dente crudele povere carni piagate, facendo il verso col muso ai Ciclopi?"
  • Al-Ma'arri: Poeta e filosofo arabo, credeva nei principi di giustizia e compassione che estendeva agli animali e al mondo naturale. Era un asceta che denunciava la violenza, comprese le uccisioni di qualsiasi tipo.
  • Victor-Marie Hugo: è stato un poeta, scrittore, drammaturgo e politico francese, padre del Romanticismo in Francia.
  • Lev Tolstoj: Tolstoj narrò una visita a un mattatoio, dove assistette alla sofferenza degli animali e all’indifferenza dei macellai, che sembravano essere diventati insensibili alla brutalità del loro lavoro.
  • Mary Shelley: Il mostro di Frankestein è assemblato con parti di cadaveri e nella versione originale del libro Shelley specifica che le varie componenti del mostro provengono sia dalla stanza di dissezione sia dal mattatoio. Nonostante le terrificanti ed innaturali circostanze del mostro, esso stesso è vegetariano e vive in comunione con la natura. “…Non distruggo l’agnello e il capretto per saziare il mio appetito; ghiande e bacche mi danno nutrimento sufficiente… Faremo il nostro letto di foglie secche; il sole ci risplenderà come l’uomo e maturerà il nostro cibo."
  • Leonardo Da Vinci: Artista rinascimentale, si occupava dello studio della matematica, dell’anatomia, dell’ingegneria, dell’arte, della scultura e dell’aerospazio. Si dice che Leonardo Da Vinci abbia letto della vita di Pitagora e, proprio come Pitagora e Platone, divenne vegetariano per ragioni etiche affermando: “Il mio corpo non sarà una tomba per altre creature”. Tra i taccuini di Leonardo, benché non confermi mai espressamente il suo vegetarianismo, gli scritti mostrano una profonda preoccupazione per il benessere degli animali e l’orrore per il fatto che gli animali vengono allevati per essere uccisi e mangiati dagli umani: “…Colui che non rispetta la vita non la merita."
  • Nikola Tesla: Era un sostenitore del vegetarianesimo come dieta etica, ecologica, economica e salutare e fu uno dei più ardenti sostenitori dei diritti degli animali. Non ha esitato a presentare le sue opinioni pubblicamente e apertamente in conversazioni con giornalisti, scienziati e persone influenti del suo tempo: “…È preferibile coltivare ortaggi, e penso, quindi, che il vegetarianesimo sia un lodevole allontanamento da questa barbara e consolidata abitudine. Molte persone che vivono quasi esclusivamente vegetariane mostrano una maggiore forza e forma fisica. Non c’è dubbio che alcuni alimenti vegetali, come la farina d’avena, siano più economici della carne e superiori ad essa per la salute mentale e fisica."
  • Elsie B. Sorensen: Prescriveva ai suoi pazienti un’alimentazione vegetale prima e dopo gli interventi, con una dieta a basso contenuto di proteine, ma ricca di carboidrati.
  • Rosa Parks: “…Da oltre quarant’anni sono vegetariana. Crescendo, la mia famiglia aveva pochi soldi: ho avuto problemi di salute presto nella vita a causa della cattiva alimentazione."
  • Mahatma Gandhi: Indù praticante, vegetariano fin dall’infanzia essendo cresciuto in una famiglia indù Vaishnava che praticava il vegetarianismo. Non considero il cibo della carne come necessario per noi in nessuna fase e in nessun clima in cui è possibile per gli esseri umani vivere ordinariamente. Ritengo che il cibo per la carne non sia adatto alla nostra specie. La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.
  • Margherita Hack: La scienziata si occupò dell’impatto positivo sul pianeta se si segue un’alimentazione vegetariana, quando realizzò che almeno quattro quinti della terra coltivata nel mondo è esclusivamente dedicata al foraggio degli animali da allevamento intensivo, mentre solo il restante quinto è dedicato al consumo umano. “…Non mangio carne perché amo gli animali e li rispetto. Ma ci sono anche ragioni scientifiche: non posso pensare di mangiare carne di animali provenienti da allevamenti intensivi, dove non sono più animali ma macchine da carne. Sono rimpinzati di antibiotici e vivono in maniera innaturale. In ogni cellula di quella carne c’è il terrore di quella violenza, il veleno di quella improvvisa paura dell’animale che muore."
  • Franco Battiato: Autore, compositore, cantante, pittore e regista. Il suo rifiuto per la carne risale alla sua adolescenza e da sempre finchè la sua salute glielo permise, coltivava il proprio orto alle pendici dell’Etna, distribuendone i frutti agli amici. “La gente mangia carne e pensa che diventerà forte come un bue."

Il Veganismo in Italia Oggi

Oggi è Ognissanti, ma è anche il World Vegan Day, la giornata mondiale istituita nel 1994 e dedicata a sensibilizzare la popolazione sullo stile di vita vegano. Una scelta che sempre più persone intraprendono anche in Italia. Infatti, secondo l'ultimo rapporto Eurispes, il 7,2 per cento degli italiani si dichiara vegetariano mentre il 2,3 per cento vegano, portando il totale al 9,5 per cento della popolazione.

Motivazioni Dietro la Scelta Vegana

Chi abbraccia questa scelta spesso motiva con una migliore condizione fisica (86,4%), di un controllo più facile del peso (73,3%) e di una maggiore creatività in cucina (66,5%). Tuttavia, il 39,8 per cento di loro ammette di provare nostalgia per i sapori della tradizione, a testimonianza di come il cambiamento di abitudini sia, per molti, una sfida emotiva e personale.

Rapporto con gli Altri

Un punto di incontro e talvolta di confronto, è anche il rapporto con gli altri: il 36,1 per cento dei vegetariani e vegani non si sente mai infastidito dalla presenza di chi consuma carne, anche se il 63,8 per cento si sente disturbato «qualche volta» o più spesso. Gli onnivori, d’altro canto, sembrano meno sensibili alle differenze: l’86,8 per cento dichiara di non avere problemi in presenza di chi segue una dieta diversa.

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Impatto Ambientale

«Dal Living Planet Report 2024 del Wwf si evince un’analisi drammatica degli effetti del sistema alimentare globale sul Pianeta - ammonisce Eva Alessi, responsabile Sostenibilità di Wwf Italia -. L’impatto ambientale degli alimenti di origine animale è generalmente più elevato rispetto a quello degli alimenti di origine vegetale, a causa sia di processi direttamente correlati alla gestione degli animali, come a esempio la produzione di metano da parte dei ruminanti, ma anche ammoniaca e polveri sottili, sia di processi indiretti, dovuti all’impiego di ben 2/3 dei terreni agricoli per la sola produzione dei mangimi per l’alimentazione animale, come la soia, uno dei principali responsabili della deforestazione delle zone più preziose del mondo, e l’abuso di risorse come l’acqua dolce, risorsa sempre più scarsa in molte zone del mondo. Per questo motivo, in un Pianeta in cui la popolazione è in crescita verticale, è indispensabile che il sistema alimentare globale sia sostenibile e per fare questo, i Paesi ad alto reddito devono ridurre drasticamente produzione (anche esternalizzata) e consumo di alimenti di origine animale.

Le Star Vegane

Molti scelgono il veganismo per ragioni profonde. È il caso dell’attore Joaquin Phoenix, che ha raccontato come, da bambino, vide dei pesci morire durante una battuta di pesca e decise di non mangiarli più. «Avevo tre anni, e quello spettacolo mi sconvolse», ha ricordato in un’intervista. Tra chi sceglie di non consumare prodotti animali ci sono anche Natalie Portman, ispirata dal libro «Se niente importa» di Jonathan Safran Foer e la cantante Alanis Morissette, che ha scelto questa strada dopo la lettura di «Eat to Live» del dottor Joel Fuhrman: «Ho capito che escludendo certi cibi posso vivere più a lungo e prevenire malattie». Il mondo vegan è arricchito anche da artisti che, oltre alla dieta, hanno adottato scelte di vita attente e rispettose. Michelle Pfeiffer è vegana non solo a tavola, ma anche nello shopping, rifiutando prodotti di origine animale. E Moby, vegano da oltre 35 anni, ha trasformato la sua musica in un potente strumento di denuncia: nella sua canzone «Don't leave me» lancia un grido contro lo sfruttamento animale.

L'Offerta Vegana in Italia

Siete sicuri di conoscere davvero le dimensioni delle nuove tendenze alimentari in Italia? Condimenti per la pasta, sushi vegetariani, arancini ai funghi e pistacchi. A Roma viene presentato il Vegorino romano, primo alimento stagionato vegetale e a Torino il primo Fine Vegan Restaurant (Coox). Anche l’offerta nei bar sembra seguire le nuove esigenze del consumatore vegano, seppur con qualche difficoltà, soprattutto per quei locali che preparano cibi al momento, e che nella creazione di un menù apposito richiedono di un tempo e di un’organizzazione diversa. Un locale attento al cliente dovrebbe, quindi, avere l’accortezza di preparare prodotti specifici da consumare velocemente (panini, primi piatti, sandwich ecc…), o di inserire nel proprio menù (dove c’è possibilità di sedersi per il pranzo o la cena) piatti vegani e vegetariani. Senza tralasciare il fatto che, visti i numeri di cui parliamo e la fetta di mercato interessata, per un bar il vegano rappresenta un’indubbia fonte di guadagno, che non è possibile mettere in secondo piano. Detto questo, è vero anche che gli eccessi, da qualsiasi parte, non fanno mai troppo bene. Questo vale sia per quei locali che talvolta sembrano accennare ad una “discriminazione al contrario”, lasciando in secondo o in terzo piano coloro che adottano un regime alimentare per così dire classico, sia per i vegani stessi. I primi dovrebbero offrire sempre e comunque la scelta più ampia possibile al cliente, e i secondi dovrebbero imparare ad essere un po’ più “morbidi” quando mangiano fuori casa.

La verità è che un locale deve cercare un equilibrio tra il suo stile, le richieste del cliente (tutti, effettivi e possibili), il mercato e la propria organizzazione.

Benefici per la Salute e Sostenibilità

Infatti ormai la scienza è concorde nel dimostrare come, riducendo drasticamente o, in questo caso, completamente il consumo di proteine animali dalle nostre diete (sia carne, sia derivati), si possa effettivamente guadagnare in salute. Il WWF, con la sua campagna Our Future, sottolinea anche che la salute umana non può prescindere da quella del Pianeta. Oggi la dieta vegana è oggetto di una grande attenzione, come testimonia il recente boom di prodotti e alternative vegetali presenti non solo nei ristoranti, ma in ogni ambito commerciale (dall’abbigliamento, ai prodotti di pulizia della casa) andando oltre la sola dieta, fino a diventare uno stile di vita.

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Da uno studio europeo emerge come, sebbene la maggioranza dei consumatori europei si dichiari ancora onnivoro, sia in atto un importante cambiamento: il 51% dei consumatori di carne dichiara di stare attivamente riducendone il consumo. In questa ricerca l’Italia è risultata al primo posto in UE, insieme alla Germania, per la percentuale di persone (59%) che dichiara di mangiare meno carne. L’Italia è ai primi posti in UE anche per consumo e accettazione di proteine vegetali. Oggi, quasi il 10% della popolazione italiana si definisce veg, con un 7% di vegetariani e un 2% che ha scelto una dieta completamente vegana.

«Dal Living Planet Report 2024 del WWF si evince un’analisi drammatica degli effetti del sistema alimentare globale sul Pianeta. L’impatto ambientale degli alimenti di origine animale è generalmente più elevato rispetto a quello degli alimenti di origine vegetale, a causa sia di processi direttamente correlati alla gestione degli animali, come ad esempio la produzione di metano da parte dei ruminanti, ma anche ammoniaca e polveri sottili, sia di processi indiretti, dovuti all’impiego di ben 2/3 dei terreni agricoli per la sola produzione dei mangimi per l’alimentazione animale, come la soia, uno dei principali responsabili della deforestazione delle zone più preziose del mondo, e l’abuso di risorse come l’acqua dolce, risorsa sempre più scarsa in molte zone del mondo.» Afferma Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del WWF Italia. «Per questo motivo, in un Pianeta in cui la popolazione è in crescita verticale, è indispensabile che il sistema alimentare globale sia sostenibile e per fare questo, i Paesi ad alto reddito devono ridurre drasticamente produzione (anche esternalizzata) e consumo di alimenti di origine animale.

Una dieta vegana bilanciata può offrire diversi benefici anche per la salute umana: tra questi una riduzione del rischio di malattie croniche come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari. “Per ottimizzare questi benefici è, però, fondamentale: seguire la stagionalità degli alimenti (frutta e verdura di stagione hanno un profilo nutrizionale più ricco); scegliere metodi di coltivazione sostenibili, come il biologico (per ridurre l’esposizione cronica a residui di pesticidi); avere un apporto adeguato di nutrienti critici, come la vitamina B12, il ferro e gli acidi grassi omega-3 (spesso meno presenti negli alimenti vegetali).” afferma Domenicantonio Galatà, biologo nutrizionista e Presidente AINC (Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina).

Inoltre, anche chi non segue una dieta vegana in modo permanente può attuare un programma che incoraggia l’uso di alimenti vegetali per una settimana al mese, praticando una sorta di ‘dieta vegana a intermittenza’. Proprio nell’ottica di una dieta vegana a intermittenza, il WWF tiene a porre l’accento sull’importanza di incentivare forme sostenibili di allevamento del bestiame. Queste attività possono infatti consentire di ripristinare la fertilità dei terreni e conservare la biodiversità. Per un’agricoltura sostenibile è necessario riportare l’allevamento degli animali in un processo di economia circolare all’interno delle aziende agricole, dove gli animali siano cresciuti nel rispetto del loro benessere e dell’ambiente circostante.

Oltre l'Alimentazione: Uno Stile di Vita

Il veganismo non riguarda solo l’alimentazione, ma include anche le scelte legate all’abbigliamento e ai prodotti di uso quotidiano. L’industria cosmetica, per esempio, fa ampio uso di prodotti di origine animale nelle sue formulazioni: cheratina, collagene, acido ialuronico, acido stearico, placenta, grassi animali sono solo alcune delle sostanze animali presenti nelle soluzioni cosmetiche. Il problema, in realtà, è che molti di questi ingredienti possono essere anche di origine vegetale o sintetica, ma non sempre le etichette fanno chiarezza su questo punto. Gelatina e colla di pesce, ricavate entrambe dalla lavorazione di tessuti connettivi animali, sono adoperate anche dall’industria farmaceutica per la produzione di medicine in capsule e altro.

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Molte sono le certificazioni vegan sul pack, rilasciate da organizzazioni e agenzie specializzate, che possono aiutare i consumatori a identificare e scegliere prodotti interamente plant-based. Pelle, lana, seta e piume presenti nell’abbigliamento, calzature e accessori, oltre a comportare spesso lo sfruttamento di animali, possono avere un elevato impatto ambientale. Il 20% della pelle al mondo viene acquistata dall’industria automobilistica per produrre sedili e interni di veicoli, il che rappresenta il più grande utilizzo di pelle brasiliana al mondo.

"No Vegan": Un'Analisi Critica

Davvero la dieta vegana previene il cancro? Mangiare solo alimenti di origine vegetale aiuta sul serio a perdere peso? Ma soprattutto, è vero che gli esseri umani non sono fatti per mangiare la carne? Queste sono alcune delle domande a cui cerca di rispondere il libro dal titolo provocatorio “No vegan”, di Luca Avoledo ed edito da Sperling & Kupfer. Sia chiaro, il libro non vuole far cambiare idea ai vegani sul loro stile di vita: chi sta bene ed è in salute seguendo questa dieta non ha motivo di modificare abitudini alimentari. L’obiettivo è informare il cittadino che si fa domande sull’alimentazione vegana e inevitabilmente si ritrova nel mare di disinformazione e tesi fantasiose sull’argomento presenti nel web. Il testo è scritto in modo scorrevole anche se ben documentato e offre una chiave di lettura interessante. La confutazione, corredata da un’ampia bibliografia, parte dalla biologia umana e dal contributo della carne nell’evoluzione della nostra specie.

Aspetti Legali e Sociali

Non ci si può rifiutare, senza un legittimo motivo, di servire cibo vegano". Le disposizioni ministeriali, ha sottolineato il collegio del Tar presieduto da Terenzio Del Gaudio, prevedono che vengano "assicurate adeguate sostituzioni di alimenti correlate a ragioni etico-religiose o culturali", casistica nel quale evidentemente rientrava il caso della famiglia di Merano e che "le motivazioni addotte dal comune", praticamente assenti, "erano un comportamento del tutto al di fuori delle prescrizioni di legge. Da Torino a Bologna, passando per Milano che propone ben 5 menu alternativi, le città sensibili alla problematica sono molte, alcune già attivate sul fronte di attività colletarali atte a promuovere "diversi stili di vita alimentare" (come nel comune guidato dalla sindaca Appendino) e totalmente in linea con la direttiva che, differentemente da quanto si possa pensare, serve le necessità di migliaia di persone.

Tabella: Dati sull'Adozione di Diete Vegetariane e Vegane in Italia

Tipo di Dieta Percentuale della Popolazione Italiana
Vegetariani 7.2%
Vegani 2.3%
Totale Veg 9.5%

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