Chi, nell’arco della vita, non ha pensato di ridurre l’apporto di zucchero almeno in alcuni periodi ma, non riuscendo a rinunciare al gusto “dolce”, ha deciso di virare verso dolcificanti “ipocalorici” di sintesi o naturali? Aspartame, saccarina e sucralosio appartengono alla prima categoria: hanno tutti un forte potere dolcificante e un bassissimo, se non nullo, apporto calorico, dando la sensazione di potersi abbuffare di dolce senza ingrassare. Queste sostanze sono ampiamente utilizzate anche negli alimenti “senza zucchero”, dalle bibite gassate ai biscotti. Tra i dolcificanti naturali c’è invece la Stevia.
I dolcificanti sono prodotti edulcoranti con un gusto dolce utilizzati per sostituire gli zuccheri, come saccarosio (lo zucchero da tavola), miele e fruttosio. Si utilizzano perché hanno poche o zero calorie, pertanto aiutano a mantenere il peso forma o sono coadiuvanti nelle diete dimagranti. Nella maggior parte dei casi, con le dovute eccezioni, i dolcificanti non hanno alcun valore nutritivo e non apportano energia, ma possono avere un impatto negativo sulla salute poiché influiscono sul metabolismo e sulla produzione di insulina.
L’introduzione in commercio di queste sostanze era inizialmente dedicata ai diabetici che, a causa della propria malattia metabolica, devono rinunciare all’uso dello zucchero, ma anche del miele e del fruttosio.
In Italia, i dolcificanti autorizzati e ampiamente usati, che hanno dimostrato un profilo di sicurezza alimentare per le persone, sono l’aspartame, l’acesulfame k, la saccarina e polialcoli quali l’isomaltulosio, il maltitolo, l’isomaltitolo, il sorbitolo e lo xilitolo.
Gli edulcoranti artificiali si trovano sia in forma solubile (polvere, compresse, liquido) da usare a casa o al bar per dolcificare le bevande calde o fredde o preparare dolci casalinghi, sia in molti tipi di alimenti e bevande industriali etichettati come “senza zucchero”, “light”, “dietetici”, “zero”, tra cui bibite gassate, caramelle, gomme da masticare, dolci e prodotti da forno.
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Benefici Potenziali
- Riduzione del rischio di carie e problemi dentali dovuti all’eccessivo consumo di zucchero.
- Controllo dei picchi glicemici associati al consumo di prodotti ricchi di zuccheri.
- Controllo a breve termine del peso, dal momento che i dolcificanti artificiali sono a basso contenuto calorico o a zero calorie.
Saccarina: Caratteristiche e Usi
La saccarina ha un elevatissimo potere edulcorante (circa 500 volte superiore al saccarosio), non viene metabolizzata dall’organismo e quindi non fornisce calorie. Essendo stabile al calore, può essere utilizzata nei cibi che vengono sottoposti a cottura. Possiede tuttavia un retrogusto metallico e amaro poco gradevole; per ovviare a questo inconveniente, nei prodotti commerciali viene spesso associata ad altri dolcificanti.
La saccarina, nome in codice E954 ha un potere dolcificante 450 volte superiore a quello del saccarosio e si presenta al palato attraverso un retrogusto amaro o metallico generalmente considerato sgradevole, specialmente ad alte concentrazioni. Questo edulcorante artificiale viene spesso offerto nei bar e nei ristoranti in sostituzione dello zucchero e viene impiegato nelle versioni “light” delle bibite gassate e dei soft drink.
La saccarina è stata oggetto di lunghi dibattiti. Sebbene la totalità degli studi disponibili ne dimostri la sicurezza alle dosi di consumo usuali, sono stati sollevati molti dubbi circa la sua tossicità.
In Italia la DGA della saccarina è 2,5 mg/kg/die, mentre altri enti hanno optato per DGA più elevate (5 mg/kg).
Presenta tuttavia un retrogusto amaro-metallico, specialmente ad elevate concentrazioni rilevabili con le moderne tecniche analitiche. Una volta assunta, viene rapidamente assorbita (90% circa) e come tale escreta con le urine senza essere metabolizzata. Non influenza i livelli glicemici e non fornisce alcuna energia all'organismo; è quindi indicata come dolcificante nelle diete ipocaloriche ed in quelle per diabetici. Non favorisce inoltre la carie dentale.
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Viene utilizzata nell’industria alimentare e può trovarsi in molti tipi di cibi. È presente nel junk food studiato appositamente per attrarre clienti con l’idea delle calorie zero. Questo dolcificante può essere impiegato in forma di liquido o in polvere. Tra gli scaffali della grande distribuzione organizzata sono sempre più diffusi i flaconcini di dolcificanti saccarina liquida, con packaging sempre più accattivanti e ammiccanti, slogan promettenti e stampati a caratteri cubitali che funzionano più come specchietto per allodole.
Saccarina: potenziali rischi e controindicazioni
Gli edulcoranti e dolcificanti artificiali autorizzati, sebbene siano sicuri per la salute, non danno benefici sulla perdita di peso a lungo termine, come evidenziato dalle linee guida 2023 dell’OMS sull’uso dei dolcificanti, e quindi non andrebbero consumati quotidianamente per lunghi periodi.
È bene sapere che in genere i dolcificanti sono sicuri per le persone sane, sebbene esista una dose massima giornaliera di dolcificanti (DGA), quantità che varia sulla base del peso della persona. Inoltre, l’uso quotidiano ed elevato a lungo termine degli edulcoranti artificiali in pazienti con rischio cardiovascolare, sembrerebbe aumentare il rischio di ictus, malattie cardiache, oltre a disturbi intestinali quali gonfiore, gas e diarrea.
Prudenza è richiesta in gravidanza per la sua capacità di attraversare la placenta.
Uno studio ha, inoltre, messo in evidenza che il consumo di dolcificanti di sintesi altera la composizione della microflora intestinale, danneggiando in tal modo il metabolismo degli zuccheri.
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Se si mantiene uno stile di vita sano, anche per il benessere del microbiota intestinale, è molto probabile che i potenziali effetti negativi dei dolcificanti artificiali vengano compensati dai molteplici effetti pro-salute dello stile di vita corretto.
Alternative e Considerazioni Finali
Infine, è bene ricordare che esistono cibi naturalmente ricchi di zuccheri che possono essere assunti all’interno di una dieta sana ed equilibrata, come i cibi integrali, la frutta e la verdura, che contengono carboidrati complessi, fibre, vitamine e sali minerali, preziosi per la salute generale dell’organismo.
Abituare il palato a gusti meno dolci...Ecco ciò che fa la differenza! I dolcificanti artificiali non ci abituano a gusti meno dolci e non sono in grado di attivare i neuroni che stimolano la produzione di ormoni coinvolti nei processi di sazietà. Questi neuroni possono essere attivati solo da zuccheri veri e quindi i dolcificanti, agendo solo sulla percezione di un gusto più dolce, donano una immediata, ma fittizia, percezione di benessere. Il cervello continua ad inviare segnali di fame e si alimenta il desiderio di consumare cibi ipercalorici.
Abusare degli edulcoranti potrebbe così aumentare il rischio di obesità e di patologie metaboliche correlate. Sebbene i dolcificanti di sintesi in commercio siano sicuri, perché sottoposti a scrupolosi controlli da parte delle autorità competenti, non è comunque consigliabile ricorrere troppo spesso al loro uso e a quello dei prodotti che li contengono. Gli edulcoranti vengono, inoltre, aggiunti nei prodotti confezionati per ridurne l'apporto calorico.
Bisogna stare attenti a non categorizzare un alimento “dietetico” come salutare, perché potrebbe trattarsi semplicemente di un prodotto che ha come ingredienti farine raffinate con aggiunta di crusca, grassi non salutari e tanto sale.
Zucchero e cibi zuccherati sono spesso sostituiti da cibi light, edulcoranti o dolcificanti artificiali nelle diete per perdere peso.
Gli autori mettono quindi in guardia dall’uso di questi prodotti, che potrebbero portare a un’alterazione del metabolismo glicemico persona-dipendente, mediata da cambiamenti nel microbioma.
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