Sale Dietetico Iposodico: Benefici e Utilizzo

Il sale iposodico è un sostituto del sale che viene prodotto appositamente per contenere livelli di sodio inferiori (fino al 75% in meno) rispetto al comune sale da cucina. È un particolare tipo di sale caratterizzato dalla sostituzione del cloruro di sodio normalmente in esso contenuto con una quota più o meno importante di cloruro di potassio. Nel sale iposodico possono inoltre essere presenti altre sostanze che vengono addizionate per migliorarne il sapore.

L'alimentazione ricopre un ruolo centrale per il nostro benessere, e una dieta poco equilibrata e ricca di sale può favorire l’insorgere di problemi di diversa natura: cardiovascolari, renali e di pressione. Però, ridurre sensibilmente il consumo di sale nella propria routine alimentare è una scelta sicura e consigliata per migliorare la salute del sistema cardiovascolare e allontanare il rischio di manifestazioni cliniche gravi. Contenere l’uso e il consumo di sale nella dieta è un gesto solo apparentemente piccolo, ma in realtà contribuisce in maniera fondamentale al benessere generale dell’organismo.

Da tempo, l’Istituto Superiore di Sanità promuove il Progetto Cuore, un focus sul benessere del sistema cardiocircolatorio e sul consumo di sale da parte della popolazione italiana. Uno degli obiettivi del progetto è sensibilizzare le persone sulla necessità di ridurre la quantità di sale nella dieta.

Quanto Sale Bisogna Consumare al Giorno?

Per garantire un buon funzionamento del cuore, ciascun individuo dovrebbe consumare non più di 5 grammi di sale marino al giorno, meglio se iodato. All’interno di tale quantità giornaliera, deve ricadere sia il sale aggiunto intenzionalmente al cibo che quello presente nei cibi preconfezionati. Infatti, il sale è un ingrediente altamente presente nelle produzioni alimentari di tipo industriale, anche quelle dolciarie e apparentemente più sane, come i prodotti a base di cereali e ingredienti integrali. Pensa che circa la metà della quantità di sale che consumi ogni giorno deriva proprio dagli alimenti già preparati che acquisti nei punti vendita della piccola e grande distribuzione.

Ridurre o Eliminare il Sale Dalla Dieta?

Il sale non va eliminato completamente dalla propria dieta, perché il sodio che contiene è fondamentale in alcuni processi chimici che avvengono all’interno dell’organismo. Sicuramente, mangiare senza sale (o, meglio, ridurre in maniera drastica la sua presenza nel piatto) apporta importanti benefici all’organismo.

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Benefici di una Dieta con Poco Sale

Un regime alimentare con poco sale:

  1. abbassa la pressione arteriosa e diminuisce l’insorgenza di infarto e ictus;
  2. migliora la funzionalità di cuore, vasi sanguigni e reni;
  3. aumenta la resistenza delle ossa;
  4. può concorrere a un aumento di peso, di solito in modo temporaneo, quando, nelle persone predisposte, provoca una considerevole ritenzione di liquidi. In questi casi, infatti, un eccesso di sodio non favorisce il rilascio di acqua dai tessuti e affatica il sistema linfatico, perché gli impedisce di smaltire con facilità i liquidi in eccesso.

Però, una dieta senza sale può favorire il dimagrimento, perché, spesso, l’uso del sale in cucina è associato a condimenti o intingoli ricchi di sostanze grasse.

Dieta Iposodica: Cosa Mangiare

L’IIS suggerisce un vademecum, per iniziare ad adottare una dieta iposodica, cioè povera di sale:

  1. Scegli alimenti freschi, non in scatola e non precotti.
  2. Limita il consumo di salumi e affettati.
  3. Prediligi il pane senza sale, tipo il pane toscano, e riduci il consumo di snack salati, patatine salate, salse (puoi preparare facilmente il ketchup in casa!), sughi pronti, salsa di soia e dadi da brodo.
  4. Leggi bene le etichette dei prodotti confezionati e scegli quelli in cui viene indicato che il sale non supera 0,3 grammi (0,12 grammi di sodio) ogni 100 grammi di prodotto.
  5. Elimina la saliera da tavola, per resistere alla tentazione di insaporire di più i piatti, e, sia in cottura che a crudo, usa le spezie, per dare un sapore speciale al cibo, evitare che risulti insipido e combattere lo stress ossidativo.

Un Elenco di Cibi Senza Sale

Esistono molti cibi che non contengono sale. In generale, tutti gli alimenti freschi e non processati sono naturalmente privi di sale: carne, pesce, uova, frutta, verdura, legumi. Tra i latticini, sono senza sale lo yogurt magro e il latte fresco scremato e parzialmente scremato. Ricotta e formaggi poco stagionati contengono una piccola percentuale di sale. Per sicurezza, ovviamente, controlla sempre le indicazioni nutrizionali riportate sulle etichette! All’elenco di cibi senza sale, appartengono molti cereali (riso, orzo, avena) e le patate.

Praticamente tutta la Frutta Secca al naturale, anche quella presente nell’assortimento Ventura, contiene 0% di sale: Mandorle, Datteri, Anacardi, Arachidi, Pistacchi, Pinoli… Le Noci sono davvero amiche del cuore, perché, oltre a essere naturalmente senza sale, contengono anche ottime quantità di grassi insaturi, acidi grassi Omega 3, fibre alimentari vegetali, vitamina E, gli steroli vegetali, che contribuiscono a contrastare il colesterolo cattivo nel sangue, e l’arginina, che migliora la salute e l’elasticità delle pareti arteriose.

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Cosa Usare al Posto del Sale? 3 Alternative Originali

Per insaporire i tuoi piatti senza usare il sale, ti proponiamo alcuni condimenti sfiziosi e facilissimi da preparare.

  1. Yogurt ed erbe aromatiche: scegli uno yogurt magro e senza zucchero (anche vegetale). Mescola un paio di cucchiai di yogurt con succo di limone o aceto e pepe appena macinato. Aggiungi erbe aromatiche tritate, fresche o secche (origano, erba cipollina, rosmarino, aneto) e mescola bene. Puoi usare questa crema profumata, per condire un’insalata ricca o per accompagnare un mix di verdure crude di stagione. Aggiungi un po’ di Frutta Secca mista Ventura ai tuoi contorni, per renderli ancora più sfiziosi e per godere della bontà e delle proprietà nutrizionali della Frutta Secca non salata.
  2. Marinatura senza sale: per marinare le carni da fare arrosto e alla griglia, oppure le patate da cuocere in forno, il tofu e il seitan, evita il sale. Piuttosto, miscela olio extravergine di oliva, succo di limone, pepe macinato fresco, aghi di rosmarino tritato e aglio in camicia schiacciato al coltello. A seconda dei tuoi gusti, puoi aggiungere anche aceto di mele, succo di agrumi (arance, pompelmi) e aneto.
  3. Alga kombu: molto usata nella cucina giapponese, l’alga kombu è un esaltatore naturale di sapidità. Queste alghe hanno virtù elasticizzanti e immunostimolanti. Contengono molti sali minerali, soprattutto Calcio e Iodio (per questo, se ne sconsiglia la consumazione in caso di ipertiroidismo).

Sodio e Sale: Consumo Raccomandato

Il sodio è un minerale fondamentale per il nostro organismo poiché serve a mantenere il normale equilibrio dei liquidi nel corpo. A differenza degli altri minerali, tuttavia, il sodio non solo è naturalmente presente in molti alimenti, ma viene aggiunto anche come conservante, soprattutto nei cibi pronti e in scatola. Ecco, allora, che diventa necessario limitarne il consumo, riducendo l’apporto di sale da tavola spesso utilizzato per esaltare il sapore dei cibi. Infatti, dal momento in cui un grammo di sale contiene 0,4 grammi di sodio, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il consumo massimo di sale dovrebbe aggirarsi sui 5 grammi al giorno che corrispondono a circa 2 grammi al giorno di sodio.

Benefici di una Dieta Iposodica

Scegliere un regime alimentare povero di sodio può avere numerosi benefici sulla salute: aiuta a combattere i problemi legati alla pressione sanguigna come l’ipertensione, contrasta l’obesità e riduce la ritenzione idrica. L’alimentazione iposodica, inoltre, rafforza il cuore, evitando l’aumento di volume del sangue e l’accumulo di acqua nei vasi sanguigni. Ancora, facilita la funzione di filtraggio dei reni e protegge lo stomaco da possibili bruciori e acidità. Rafforza le ossa, previene disturbi alla vista legati alla pressione oculare e aiuta a ridurre il colesterolo. Infine, aiuta a sentirsi leggeri, eliminando il gonfiore e la pesantezza legati ad una dieta ricca di sale.

Come Ridurre l'Apporto di Sodio con Céréal

Per ridurre l’apporto di sodio e sale introdotti quotidianamente, si possono adottare semplici accorgimenti. In primis, cercare di ridurre alimenti in scatola, fritti e sottaceti. In secondo luogo, è meglio prediligere carni magre rispetto agli insaccati, latticini freschi piuttosto che formaggi stagionati e utilizzare condimenti iposodici, come quelli della Linea Novosal di Céréal! Pensati appositamente per chi ama stare in forma senza rinunciare al gusto, i prodotti della Linea Novosal di Céréal si usano in totale sostituzione al sale comune.

Il Sale Iposodico Classico Novosal Céréal è perfetto sia a crudo sia aggiunto durante la cottura di ogni tipo di cibo poiché non ne altera il sapore.

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Novosal: Valori Nutrizionali Medi per 100g

Valore NutrizionalePer 100 g
Energia74 kJ / 17 kcal
Grassi0 g
di cui acidi grassi saturi0 g
Carboidrati0 g
di cui zuccheri0 g
Proteine0 g
Sale34 g
Sodio apportato13,6 g
Potassio28,5 g
Cloro43,8 g
Calcio0,2 g
Magnesio1,03 g
Citrati5,7 g

Novosal si usa, in totale sostituzione del sale comune, sia a crudo che durante la cottura di ogni tipo di cibo. È di buon sapore. È un sale indicato nelle diete iposodiche per il trattamento dietetico dell’ipertensione arteriosa ed altre condizioni mediche che richiedano una riduzione del consumo di sodio.

Sale Iposodico: un'Alternativa Salutare?

Il sale iposodico viene spesso utilizzato in cucina come sostituto e ritenuto un’alternativa più salutare. L’Oms raccomanda di consumare non più di 5 grammi di sale al giorno, che corrispondono già a 2 grammi di sodio. Questa dose consigliata include sia il sale già presente negli alimenti che quello aggiunto. Il sale iposodico è un particolare tipo di sale caratterizzato dalla sostituzione del cloruro di sodio contenuto nel sale da cucina, con una quota più o meno importante di cloruro di potassio. Esperti e nutrizionisti consigliano un utilizzo di sale iposodico a scopo terapeutico.

I medici di Humanitas sostengono che il sale iposodico debba essere consumato solo dietro prescrizione e sotto monitoraggio medico. Infatti, diverse patologie (come l’insufficienza renale) e l’assunzione di determinati medicinali (come i diuretici risparmiatori di potassio) riducono la capacità dell’organismo di eliminare il potassio. Il sale iposodico possiede anche dei benefici, a patto che il consumo sia controllato o consigliato, e potrebbe salvare milioni di vite.

Riducendo l’apporto di sodio, il sale iposodico fa aumentare i livelli di potassio. Troppo potassio comporta pericoli per la salute, esponendo un soggetto a rischio di iperkaliemia. Il potassio è uno degli elettroliti dell’organismo, minerali dotati di una carica elettrica quando disciolti in liquidi corporei come il sangue.

Gli scienziati del progetto Cuore offrono un’alternativa per limitare il consumo di sodio. È vero, “i cosiddetti sali iposodici o sostituti del sale hanno generalmente un terzo della quantità di sodio rispetto al sale da cucina”, ma - sostengono gli esperti - devono fare attenzione “coloro che soffrono di malattie renali e diabete, e coloro che assumono farmaci che diminuiscono l’eliminazione del potassio.

Il progetto Cuore propone un percorso di cambiamento graduale per ridurre il consumo di cibi salati. Cambiare dall’oggi al domani le proprie abitudini alimentari non è facile. Una volta superato il livello 1, il gusto comincerà ad abituarsi.

Inoltre, è stato dimostrato che i ragazzi che mangiano più salato consumano maggiori quantità di bevande gassate e zuccherate, che possono contribuire a un eccesso di peso.

Gli studi disponibili e raccolti dal ministero italiano, sugli effetti delle variazioni di sale sulla percezione gustativa, sono pochi e di ridotte dimensioni. Ma le poche evidenze disponibili suggeriscono, tuttavia, che il gusto tende ad abituarsi rapidamente ai cibi via via meno salati e si tende ad apprezzarli più di quelli salati. Scoprire i sapori solitamente “coperti” dall’uso eccessivo di sale potrebbe avvicinare anche al consumo di alternative naturali al sale e al sodio o preparati e condimenti fatti in casa.

“Una dieta iposodica - chiarisce l’esperto - per quanto possa sembrare poco attraente nell’immediato, nel giro di 15-30 giorni resetta il nostro gusto che si abitua e si adatta per cui la sensazione di minore sapidità scompare. “Un primo passo per ridurre il sale che mangiamo - consiglia Ritiene - è sostituirlo con delle spezie, con il limone o anche dell’aceto di mele che, ad esempio, forniscono una buona sapidità al piatto senza nascondere del sodio e farci poi del male. L’importante è fornire al nostro palato una seria alternativa al sale, dove talvolta nel passato, e raramente oggi, salare era un modo per nascondere dei difetti. Il sale è stato usato come fosse una cortina di fumogena che serviva a impedire al nostro gusto di apprezzare il reale valore sensoriale. Le spezie hanno anche un vantaggio rispetto al semplice sale: migliorare un piatto aggiungendo freschezza, sapori mediterranei o esaltare il gusto di un pesce povero sensorialmente.

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