Scamorza: Valori Nutrizionali e Integrazione nella Dieta Chetogenica

La scamorza è un formaggio a pasta filata che si distingue per il suo sapore affumicato o dolce, a seconda della varietà. Molto spesso demonizziamo i formaggi perché li associamo a grassi e calorie. Ma è adatta a chi segue una dieta chetogenica? Analizziamo i suoi valori nutrizionali e vediamo come inserirla in un regime alimentare chetogenico.

Valori Nutrizionali della Scamorza

👨‍⚕️💬 La scamorza affumicata contiene meno di 1 grammo di carboidrati netti per 100g. Per questo motivo è un alimento altamente compatibile con la dieta chetogenica per quanto riguarda i macronutrienti.

Ecco una panoramica dei formaggi più diffusi in Italia, con il contenuto calorico per 100 grammi.

Scamorza e Dieta Chetogenica

Sei agli inizi con la chetogenica? La scamorza, con il suo basso contenuto di carboidrati, può essere un'ottima aggiunta alla tua dieta chetogenica.

Consumare questo alimento è una scelta che potrebbe influire sul dimagrimento se non bilanciata con altri cibi dal minor impatto ingrassante. Porzioni troppo grandi potrebbero portare a superare il tuo fabbisogno calorico giornaliero. N.B. Ricorda che un alimento non "fa ingrassare" di per sé: può variare enormemente a seconda delle porzioni e del tuo stile di vita.

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I grassi e le proteine presenti nel formaggio prolungano il senso di sazietà. Il formaggio è un alimento prezioso e versatile. Demonizzarlo è sbagliato.

Consigli Generali per una Sana Alimentazione

Oltre a considerare la scamorza, è importante seguire alcuni principi generali per una sana alimentazione:

  • Seguire un’alimentazione varia, non mangiare, cioè, sempre gli stessi alimenti, nemmeno quelli più dietetici.
  • Non eccedere nel consumo di zucchero e preferire gli alimenti contenenti zuccheri complessi (pasta e pane). Limitare, invece, il consumo di cibi a base di zuccheri semplici (succhi di frutta, bibite zuccherate, biscotti, torte).
  • Per quanto riguarda biscotti e torte, è meglio preparale in casa ed evitare di mangiare quelle confezionate. Evitare il pane condito (Piadine, panini al latte, con lo strutto, con l’olio, pane imbustato a lunga conservazione).

Grassi e Condimenti

Condire con l’olio extravergine d’oliva, sopratutto a crudo. Da evitare assolutamente burro, margarina, olio di semi vari e strutto.

Carni

Scegliere sempre la parte più magra della carne e togliere il grasso visibile. Il pollo va mangiato solo dopo averlo privato della pelle, che va tolta prima della cottura. Da evitare le carni più grasse (oca, anatra, castrato), il cervello, il fegato, la pancetta, lo zampone, i wurstel, cotechino e salsiccia.

Altri Alimenti

  • Uova: Non consumare più di due uova a settimana, sode o alla coque.
  • Pesce: Mangiarlo almeno due o tre volte alla settimana, va bene anche quello surgelato. Sì a merluzzo, nasello, sogliola, spigola, trota, orata, dentice, salmone, spada, alici, sgombri e sarde. Il tonno va bene, anche in scatola, a patto che sia al naturale.
  • Verdura: Consumare una porzione di verdura due volte al giorno, meglio se cruda.
  • Frutta: Consumarne tre porzioni al giorno. La frutta fa bene e non va evitata, non bisogna però esagerare in quanto, se consumata in quantità eccessiva, fa aumentare di pes; va bene inoltre consumare piccole quantità di frutta secca (noci, mandorle) per il loro apporto di acidi grassi essenziali, attenzione però sono cibi ad alta densità calorica. Evitare il consumo di frutta sciroppata.
  • Dolci: Sì al gelato alla frutta. Sì, alle torte fatte in casa, ma senza burro e creme. No a dolci troppi elaborati, merendine, brioche, cornetti.
  • Bevande: Ricorda sempre che la risposta alla sete è l’acqua. Vanno bene, comunque, anche tè, caffé con moderazione, orzo e tisane poco zuccherati (massimo un cucchiaino).

Metodi di Cottura Consigliati

Ai ferri, alla brace, al vapore, alla griglia, al forno (senza grassi e con aggiunta di aromi e limone), al sale, bollito, al limone.

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Considerazioni sulla Digeribilità degli Alimenti

La digeribilità di un alimento dipenderà dal modo in cui verrà proposto, traducendosi immediatamente in miglioramento o peggioramento della sintomatologia. Essendo il sistema digerente un tutto unico con le sue ghiandole ed i suoi annessi, è evidente che un disturbo ad un qualsiasi livello, si manifesterà con sintomi a monte e a valle dello stesso.

Gastralgie e Bioterapia Nutrizionale

Le gastralgie possono essere, molto spesso e molto semplicemente, conseguenza di cattive abitudini alimentari che vanno identificate e corrette. L’uso, o, peggio ancora, l’abuso di alcool e di tabacco è responsabile di varie patologie dell’apparato digerente, con meccanismi in parte metabolici ed in parte irritativi, tanto più, nel caso dell’alcool, se la bevanda è di qualità scadente.

Allo stesso modo, l’impiego di alimenti troppo caldi o troppo freddi e, più frequentemente, l’abitudine di mangiare in fretta, senza masticare adeguatamente, sono sovente alla base dei disturbi gastrici e digestivi . In questo ultimo caso, il cibo non viene predigerito a sufficienza dagli enzimi salivari ma, soprattutto, arriva nello stomaco poco frammentato e richiede più tempo per essere degradato dall’acido cloridrico.

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