Le malattie cardiovascolari rappresentano un gruppo di disordini che influenzano il cuore e l’intero sistema circolatorio. Tra queste, le malattie cerebrovascolari, le patologie ischemiche cardiache e le cardiomiopatie sono tra le più comuni.
L’aterosclerosi, un processo in cui le arterie si restringono a causa di depositi di placca, è uno dei principali promotori delle malattie cardiache.
Alcuni di questi fattori sono modificabili attraverso cambiamenti dello stile di vita (es. l’astensione al fumo, una buona alimentazione che controlli gli apporti di grassi, sale e zuccheri, la regolare attività fisica, ecc.) o mediante l’assunzione di farmaci (prescritti dal medico), mentre su altri purtroppo non si può intervenire (età, sesso maschile, storia familiare).
Dopo un evento cardiaco come l’infarto miocardico o l’esperienza dell’angina pectoris, non esiste un piano alimentare universale, ma è essenziale adottare un’alimentazione bilanciata.
Una dieta sana è fondamentale per fornire l’apporto ottimale di nutrienti necessari per la salute del cuore, minimizzando contemporaneamente i rischi futuri.
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La dieta mediterranea è spesso citata come modello ideale per chi ha avuto problemi cardiaci, grazie alla sua enfasi sugli acidi grassi monoinsaturi e gli omega-3, elementi chiave per la riduzione del rischio cardiovascolare.
Questo regime alimentare incoraggia il consumo di olio di oliva, pesce, frutta a guscio, e limita gli alimenti ad alto contenuto di colesterolo e grassi saturi.
Linee Guida ESC 2021 per la Prevenzione Cardiovascolare
Sono state pubblicate le Linee guida ESC per la prevenzione delle malattie cardiovascolari nella pratica clinica, un documento sviluppato per supportare il lavoro degli operatori sanitari non solo per il trattamento dei singoli pazienti, quanto per ridurre il peso della malattia aterosclerotica cardiovascolare (o ASCVD, caratterizzata da stenosi o occlusione delle arterie) a livello di popolazione.
Tra i punti cardine di queste Linee guida vi è l’importanza di prevenire l’insorgenza della ASCVD a partire dai fattori di rischio cardiovascolare, considerando i bisogni specifici di tutte le fasce di età e tutti i livelli di rischio.
Anche in questa revisione, una dieta sana ed equilibrata è uno dei pilastri della prevenzione. Errate abitudini alimentari, infatti, partecipano al rischio cardiovascolare soprattutto tramite fattori di rischio, tra cui lipidi, pressione arteriosa, peso corporeo e diabete di tipo 2.
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Considerando poi lo spiraglio dei possibili interventi, le linee guida riportano informazioni circa gli alimenti che possono contribuire alla riduzione dei fattori di rischio specifici.
In particolare, viene consigliato di ridurre l’intake di grassi saturi a meno del 10% dell’energia totale, sostituendoli isocaloricamente con PUFA, MUFA e in minor misura con carboidrati da cereali integrali (questo accorgimento mostra effetti positivi soprattutto nella gestione della malattia coronarica cardiaca (CHD).
E’ consigliata una riduzione nell’assunzione di sodio attraverso scelte alimentari più accorte (come l’assunzione di alimenti meno lavorati) o attraverso la riformulazione delle preparazioni alimentari.
Il suo consumo non dovrebbe superare 5 g/giorno per ogni fascia di età ed in particolare la riduzione è indicata per ridurre pressione arteriosa e prevenire CHD ed ictus.
Per ridurre il rischio di malattia delle arterie coronariche (CAD), di ictus e di diabete di tipo 2 è consigliata l’assunzione di 30-45 g di fibre al giorno, preferibilmente a partire da cereali integrali, anche se tal indicazione può essere considerata valida per tutta la popolazione.
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In generale, per tutte le fasce di età e rischio, le raccomandazioni alimentari per prevenire le malattie cardiovascolari considerano la dieta mediterranea (o simil) preferibile, rimarcando l’importanza di consumare quotidianamente alimenti di origine vegetale come frutta, verdura, noci, legumi e cereali integrali.
Si consiglia, quindi, di limitare il consumo di carni lavorate e di assumere almeno una volta a settimana del pesce (preferibilmente grasso).
Per quel che riguarda l’assunzione di zuccheri liberi, le linee guida riportano le raccomandazioni dell’OMS secondo le quali l’assunzione massima non deve superare il 10% dell’energia giornaliera totale.
Inoltre, il consumo di alcol dovrebbe essere ridotto al minimo e comunque inferiore a 100 g a settimana. Se moderate quantità di caffè potrebbero addirittura avere effetti benefici, il consumo di 9 o più tazze al giorno è associato ad un aumento di mortalità per ASCVD fino al 25%.
Non meno importante è anche l’attività fisica, da svolgere almeno 150-300 minuti a settimana, riducendo nettamente la sedentarietà.
Tra le raccomandazioni più importanti delle Linee Guida ESC 2021 vi è, infine, la personalizzazione dell’intervento sullo stile di vita in base a qualsiasi altra condizione manifestata dal paziente.
Come possiamo migliorare la dieta per aiutare la salute del nostro cuore?
Spesso però, dicono gli esperti, il cuore che fa le bizze è anche responsabilità personale: l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito trascurati, i trigliceridi alti, il rapporto fra colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e colesterolo 'buono' (HDL), e il fumo - che sono i peggiori nemici del cuore - dipendono anche da uno stile di vita scorretto e sregolato.
Non c’è una dieta ad hoc in caso di convalescenza da malattia cardiaca, ma esistono invece delle buone regole alimentari, da mettere in pratica con regolarità e costanza, che aiutano a proteggere o a controllare il rischio di malattia.
Suggerimenti per la Scelta Alimentare
- Preferire alimenti a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo: Questo aiuta a mantenere bassi i livelli di colesterolo nel sangue, riducendo il rischio di formazione di nuove placche aterosclerotiche.
- Incorporare cibi ricchi di amido e fibre, limitando gli zuccheri semplici: Alimenti come cereali integrali, legumi e verdure forniscono energia duratura e contribuiscono alla salute digestiva.
- Cottura sana: Optare per metodi di cottura che richiedono poco o nessun grasso aggiunto, come la cottura a vapore, grigliatura o utilizzo della pentola a pressione, piuttosto che friggere o cuocere in padella.
- Equilibrio nei pasti: Distribuire le calorie in modo uniforme durante la giornata con colazione, spuntini equilibrati, pranzo, merenda e cena, evitando eccessi in un singolo pasto.
Alimenti da Escludere per la Salute del Cuore
- Alcol: Il consumo eccessivo di alcol può aumentare la pressione arteriosa e i trigliceridi, peggiorando il rischio cardiovascolare.
- Bevande Zuccherate: Evitare bibite dolci, inclusi succhi di frutta commerciali. Queste bevande possono avere un alto contenuto di fruttosio, contribuendo all’incremento calorico e potenzialmente alla resistenza all’insulina.
- Cibi Conservati: Alimenti in scatola, in salamoia, dadi, estratti di carne e salse come quella di soia sono spesso ricchi di sodio, un elemento che, se assunto in eccesso, può contribuire all’ipertensione.
- Cibi Preconfezionati e Fast Food: Questi prodotti tendono a essere ricchi di sale, zuccheri e grassi saturi, oltre a conservanti e additivi non favorevoli al benessere cardiaco.
- Salse Industriali: Maionese, ketchup e altre salse elaborate sono spesso ricche di grassi, sale e zuccheri.
- Fritture e Pastelle: Questi alimenti sono difficili da digerire e ricchi di grassi non salutari per il cuore.
- Snack Salati: Patatine, crackers e noccioline salate apportano notevoli quantità di sale e grassi.
- Condimenti Ricchi di Grassi Saturi: Burro, lardo, strutto e panna sono fonti di grassi saturi che possono elevare il colesterolo cattivo (LDL).
- Insaccati Grassi: Salumi come salame e salsicce sono spesso colmi di grassi saturi e sale.
- Dolci Industriali: Torte, biscotti, gelati e dolciumi contengono zuccheri semplici e grassi trasformati, elementi che possono contribuire a disturbi metabolici.
Alimenti da Consumare con Moderazione per il Benessere Cardiaco
- Sale da Cucina: È importante limitare il sale aggiunto durante la cottura o a tavola. Molti alimenti trasformati contengono quantità significative di sodio non sempre evidenti, utilizzate sia per esaltare il sapore sia per la conservazione.
- Pane e Derivati dei Cereali: Prodotti come pane, cracker e cereali per la colazione possono essere fonti insospettabili di sale. Optare per versioni a basso contenuto di sodio e consumarle in quantità controllate può fare la differenza.
- Dolcificanti Naturali: Marmellate, mostarde di frutta, miele e zuccheri (bianco, di canna, ecc.) devono essere utilizzati con cautela per evitare un eccessivo apporto calorico e di zuccheri semplici.
- Caffè: Sebbene il caffè abbia alcuni benefici dimostrati, un eccessivo consumo può essere controproducente, specialmente per la pressione arteriosa. È consigliato non superare le due piccole dosi al giorno.
- Formaggi Grassi e Salati: Varietà come il pecorino, il gorgonzola e la feta greca sono ricche di grassi e sodio. Limitare il consumo di questi prodotti è fondamentale, privilegiando formaggi a ridotto contenuto di sodio e grassi come il Grana Padano DOP, che offre anche benefici in termini di apporto proteico e di calcio.
Guida agli Alimenti Favorevoli per la Salute Cardiaca
- Verdure di Stagione: Ricche di nutrienti essenziali, le verdure di stagione dovrebbero essere consumate in abbondanza. Crude o cucinate in modi che ne preservano il valore nutritivo, come al vapore o al forno, offrono un’ampia gamma di vitamine, minerali e antiossidanti.
- Frutta Fresca: Due o tre porzioni al giorno di frutta fresca, meglio se consumata con la buccia, contribuiscono a soddisfare il fabbisogno di vitamine e antiossidanti. Si consiglia di preferire la frutta di stagione e di moderare il consumo di frutti ad alto contenuto zuccherino.
- Pesce Azzurro: Particolarmente ricco di acidi grassi omega-3, il pesce azzurro è un’ottima scelta per inibire l’aggregazione piastrinica e supportare la salute cardiovascolare.
- Legumi: Fonte primaria di proteine vegetali, i legumi possono essere un’alternativa salutare alla carne.
Diversi studi dimostrano l’efficacia della Dieta Mediterranea nel miglioramento dei parametri clinici e nella riduzione del rischio di complicanze cardio-metaboliche.
L’effetto protettivo di tale regime dietetico è dovuto all’apporto elevato di fibre, al basso contenuto di grassi saturi e alle proprietà nutraceutiche di molti alimenti inclusi nella dieta stessa.
Importanti risultati sono stati ottenuti nello studio PREDIMED (PREvenciòn con DIeta MEDiterrànea), condotto su soggetti ad alto rischio di malattie cardiovascolari, in cui è stato confrontato un regime dietetico mediterraneo integrato con olio extravergine di oliva o con noci rispetto a una dieta di controllo a basso contenuto di grassi.
In entrambi i gruppi che avevano seguito la dieta mediterranea si è assistito, dopo 4,8 anni di follow-up, a una riduzione più marcata del tasso di eventi cardiovascolari e dello sviluppo di sindrome metabolica, rispetto al gruppo di controllo.
La Dieta Mediterranea è il modello alimentare più indicato nella prevenzione di malattie cardiovascolari, neurodegenerative e oncologiche.
Ciò è dovuto non solo alla qualità e alle proprietà nutraceutiche degli alimenti che la caratterizzano, ma al concetto che non si tratta semplicemente di un regime dietetico ma di uno stile di vita.
Risulta importante, quindi, seguire scrupolosamente quanto prescritto dal medico in termini di scelta degli alimenti e loro preparazione.
Tabella 1: Raccomandazioni dietetiche per la prevenzione delle malattie cardiovascolari
| Componente della Dieta | Raccomandazione |
|---|---|
| Grassi Saturi | Meno del 10% dell'energia totale |
| Sodio | Non superare 5 g/giorno |
| Fibre | 30-45 g/giorno |
| Zuccheri Liberi | Massimo 10% dell'energia giornaliera totale |
| Alcol | Inferiore a 100 g a settimana |
È perciò importantissimo che i pazienti si attengano alla terapia farmacologica prescritta dal medico curante per controllare i fattori di rischio quali colesterolo, pressione arteriosa, frequenza cardiaca, compenso glicometabolico.
Spesso i valori ottimali in questi pazienti sono più bassi rispetto a quelli definiti per la popolazione generale, in particolare il colesterolo LDL.
Infatti, la ESC (Società Europea di Cardiologia) nel 2019 ha rivisto le linee guida per il post evento, consigliando di portare i livelli di colesterolo LDL sotto la soglia di 55 mg/dl.
È stato dimostrato che l’aderenza a questo regime dietetico è inversamente correlata alla mortalità per cardiopatia e a un minor rischio di infarto miocardico, bypass coronarico e altre malattie cardiovascolari.
È importante sottolineare che le informazioni generali sugli alimenti da evitare, da limitare e da preferire servono come linee guida di base.
La frequenza e la quantità specifica di cibo adatta a un individuo dovrebbe essere determinata da un professionista sanitario, in base alle condizioni di salute, alle necessità nutrizionali e agli obiettivi personali.
Rendere lo stile di vita più attivo (abbandona la sedentarietà! Non fumare: il fumo aumenta il rischio di ipertensione arteriosa e anche il rischio di infarto cardiaco, ictus cerebrale e altre malattie delle arterie.
Durante la terapia anticoagulante (farmaci Coumadin o Sintrom) è importante non eccedere con l’apporto della vitamina K, la quale contrasta l’efficacia di questi medicinali.
Gli alimenti ricchi in vitamina K sono broccoli, cavolo, verza, crauti, cavolfiore, lattuga, insalate, cavolini di Bruxelles, soia, maionese, fegato bovino, tè verde, lenticchie, spinaci e prezzemolo: limitare il consumo di questi alimenti.
Dopo un infarto, la terapia farmacologica può ridurre fino al 20% circa le recidive, ma le modificazioni dello stile di vita e idonee abitudini alimentari rappresentano uno dei capisaldi per la prevenzione secondaria dell’infarto del miocardio, ossia la riduzione del rischio di complicanze dopo l’infarto, ma anche del rischio di un secondo infarto.