Il clima è un fattore limitante per l'efficienza della produzione nelle regioni calde come l'America Latina e l'Asia. Mentre lo stress termico è una sfida occasionale nelle regioni temperate, nelle aree tropicali e subtropicali è una sfida costante.
Effetti dello Stress Termico sulle Scrofe
Sotto stress da caldo, le scrofe riducono l'appetito per diminuire la produzione di calore dovuta all'effetto termico della digestione del mangime. Questa riduzione del consumo volontario di mangime ha conseguenze negative sulla mobilitazione delle riserve corporee, sulla produzione di latte e sulla longevità della scrofa.
Soluzioni Ambientali e Nutrizionali
Per mitigare gli effetti negativi dello stress da caldo, sono state studiate diverse soluzioni ambientali e nutrizionali. Le tecniche ambientali includono:
- Ventilatori
- Sistemi di raffreddamento evaporativo
- Raffreddamento a pavimento
- Raffreddamento a goccia
- Raffreddamento del muso
Le soluzioni nutrizionali possono offrire una strategia alternativa più economica. Le diete a basso contenuto proteico riducono la produzione di calore e possono mitigare l'effetto della temperatura elevata sull'ingestione di mangime.
Cambiamenti nel Comportamento delle Scrofe in Allattamento
Lo stress da calore può causare cambiamenti nel comportamento delle scrofe che allattano, influenzando l'ingestione volontaria, il modello di alimentazione e la capacità di lattazione. Questi cambiamenti includono:
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- Riduzione dell'ingestione giornaliera totale di mangime
- Riduzione del tempo trascorso nell'allattare
- Maggiore agitazione
Modelli di Alimentazione
In ambienti a temperatura controllata, si verificano due picchi di attività di alimentazione durante il giorno: uno la mattina presto e l'altro prima dell'inizio della notte. Questi modelli sono influenzati dalla stagione e dalla cinetica giornaliera di temperatura e umidità relativa.
Secondo Silva et al. (2009a), l'attività del modello di alimentazione delle scrofe che allattano è principalmente dovuta a cambiamenti nell'intensità della luce nella sala parto.
Impatto della Temperatura sull'Ingestione di Mangime
Ogni aumento di un grado della temperatura corrisponde a una riduzione dell'ingestione giornaliera di mangime. Tra 25 e 27 °C con un'umidità relativa del 50-60%, è stata riportata una riduzione dell'ingestione di mangime equivalente a 254 g/d per grado Celsius.
La più grande riduzione giornaliera dell'ingestione di mangime per grado Celsius riscontrata nel primo studio (462 g / per grado Celsius) può essere correlata all'effetto dell'aumento dell'umidità osservato durante lo studio (85-98%).
Predisposizione dei Suini allo Stress Termico
I suini non sudano, hanno polmoni relativamente piccoli e uno spesso strato di grasso sottocutaneo, rendendoli particolarmente vulnerabili allo stress termico. La selezione genetica, effettuata per aumentare la dimensione delle nidiate, ha ulteriormente diminuito la tolleranza al calore.
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Gestione Nutrizionale dello Stress Termico
Per affrontare lo stress termico, è possibile intervenire con diverse strategie nutrizionali:
- Formulare diete da lattazione più grassate, aumentando la concentrazione energetica del mangime.
- Mantenere sotto controllo il livello di fibra alimentare.
- Ridurre il livello proteico totale, poiché la digestione della proteina produce più extra-calore della digestione di un grasso o dell'amido.
- Supplementazione di vitamine, come l'acido ascorbico (vitamina C), per limitare il calo di appetito.
- Utilizzo di betaina e colina ad alto dosaggio per il mantenimento del fegato in perfetta funzionalità.
Gli ioni Na+ e K+ passano dal tubo digerente al sangue attraverso un meccanismo osmotico, ostacolando la diminuzione del pH ematico; inoltre lavorando sul bilancio ionico di un mangime si provoca anche un aumento della salivazione, migliorando l’ingestione e la digeribilità dei nutrienti fino ad un 10% in più.
Induzione dell'Estro
L'età della pubertà nelle scrofette da rimonta e l'intervallo svezzamento-calore sono correlati alla produttività della figliata e alla "ritenzione" della scrofa. Per anticipare l'estro, viene utilizzata l'induzione tramite:
- Esposizione al verro
- Contatto fisico del verro con il box delle scrofette
- Iniezione ormonale nelle scrofette in età prepuberale e nelle scrofe con una combinazione di eCG e hCG
Rilevazione del Calore
La rilevazione del calore è caratterizzata dall'aumento della frequenza del riflesso di immobilità della scrofa in presenza di un verro con o senza applicazione di pressione sulla schiena. L'intensità e il tempo necessari alla femmina per rimanere ferma dipendono dalla fase dell'estro.
Segni Fisici del Proestro
Il proestro è la fase che precede il calore, durante la quale vengono rilasciati estrogeni e ormoni in preparazione dell'ovulazione. I segni fisici includono:
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- Aumento della vocalizzazione
- Irrequietezza
Riflesso d'Immobilità
Per riconoscere una scrofa in calore, applicare una pressione sulla schiena e sulla groppa e osservare se si verifica il riflesso d'immobilità, ossia se l'animale rimane completamente immobile, tiene la testa estesa in avanti, il dorso leggermente incurvato e gli arti ben piantati.
Tabella Riepilogativa delle Strategie di Gestione dello Stress Termico
| Strategia | Descrizione | Benefici |
|---|---|---|
| Ventilazione | Utilizzo di ventilatori per aumentare il flusso d'aria | Riduzione della temperatura ambientale |
| Raffreddamento Evaporativo | Sistemi che raffreddano l'aria tramite evaporazione dell'acqua | Abbassamento della temperatura in modo efficiente |
| Diete a Basso Contenuto Proteico | Formulazione di diete con meno proteine | Riduzione della produzione di calore metabolico |
| Supplementazione di Vitamine | Aggiunta di vitamina C e altre vitamine alla dieta | Supporto del sistema immunitario e riduzione dello stress |
Conclusioni
La gestione dello stress termico nelle scrofe è fondamentale per garantire la loro salute, benessere e produttività. Attraverso una combinazione di strategie ambientali e nutrizionali, è possibile mitigare gli effetti negativi del caldo e ottimizzare le prestazioni degli allevamenti suinicoli.
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