Alimentazione della Scrofa in Allattamento: Fabbisogno Nutrizionale

L'alimentazione della scrofa in allattamento richiede particolare attenzione da parte dell'allevatore, in quanto influisce direttamente sulla produzione e qualità del latte, essenziali per la crescita dei suinetti. Lo sviluppo della scrofa e dei futuri suinetti dipende dalle caratteristiche dell’alimentazione della madre, dal momento della fecondazione al periodo dell’allattamento.

Fabbisogno Nutrizionale Durante l'Allattamento

Durante l'allattamento, la scrofa avrà bisogno di molti liquidi per reintegrare le sostanze che perde. Non dimenticare di lasciare sempre a sua disposizione, in una posizione quindi facile da raggiungere, un abbeveratoio ampio e capiente con acqua fresca e pulita. L’alimentazione della scrofa in allattamento può essere funzionale anche alla produzione di una maggiore quantità di latte. Generalmente, si consiglia di utilizzare specifici mangimi concentrati insieme a patate lesse oppure ortaggi a radice.

E’ importante preparare adeguatamente la scrofa prima del parto, e garantire la giusta quantità di prodotto, aumentando gradualmente la quantità dal giorno del parto fino ai primi 20 giorni, quando aumenta progressivamente la produzione di latte. E’ consigliabile suddividere il prodotto in più pasti giornalieri, facendo in modo che l’alimento non resti troppo nella mangiatoia senza essere consumato, ed evitando di somministrarlo, soprattutto in estate, durante le ore più calde.

La produttività della scrofa è aumentata gradualmente negli ultimi 10 anni. Le scrofe hanno figliate più grandi e quindi una maggiore richiesta di energia. Con l’aumento delle dimensioni della figliata, la durata del parto è aumentata e la scrofa produce una maggiore quantità di colostro e latte.

Processi Fisiologici Chiave

Tra il 5° giorno prima del parto e il 4° giorno dopo il parto, si verificano dei processi fisiologici importanti:

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  1. La costruzione del nido è un comportamento innato, che richiede molta energia a causa dell’attività “in piedi”. Le scrofe mostrano questo comportamento da uno o due giorni preparto fino a 2-4 ore prima del parto.
  2. Le scrofe iper-prolifiche producono in media una figliata ≥16 suinetti, con una durata media del parto >300 minuti. Ciò significa che oltre la metà dei parti hanno durata che va oltre quella fisiologica.
  3. La maggior parte delle scrofe non mangiano (abbastanza) prima del parto e possono quindi ritrovarsi nella condizione di avere esaurito l’energia a propria disposizione verso la fine del parto.
  4. Le scrofe iper-prolifiche producono una media di 4.300 g di colostro. L’assorbimento di energia da parte delle mammelle, per la produzione del colostro, inizia circa 10 giorni prima del parto, anche se la secrezione del colostro avviene principalmente dopo la nascita del primo suinetto.

Le scrofe richiedono energia dalla dieta, altrimenti, si verificherà la mobilitazione del tessuto corporeo. L’Energia derivante dalla mobilitazione dei tessuti può essere utilizzata (in parte) solo per la produzione di colostro e latte, ma non per il parto. L’utero dipende dal glucosio, che può essere fornito solo dalla dieta. Ma, non tutta l’energia fornita con la dieta è adatta alla scrofa per l’espletamento del parto. L’amido fornisce alla scrofa energia “veloce”, contribuendo al mantenimento del livello di glucosio nel sangue (glicemia) per circa 5 ore.

Dieta di Transizione

È necessaria una corretta gestione alimentare durante la fase di transizione (ultimi giorni prima del parto, giorno del parto e giorni immediatamente successivi al parto) per fornire alle scrofe sufficiente energia e garantire loro una transizione “morbida” senza problemi. Si raccomanda una dieta specifica di transizione.

  • Scrofe: min.
  • Scrofette: min.

Fonti di energia: Per migliorare l’andamento del parto e la produzione di colostro è necessario almeno il 12% di dNSP.

Altri Aspetti Importanti

Altri aspetti importanti da prendere in considerazione sono la condizione corporea (“Body Condition”) della scrofa al parto, la prevalenza della costipazione e le condizioni della mammella. Le scrofe non devono essere troppo grasse (seguire le raccomandazioni dell’azienda di genetica) e le feci deve avere una consistenza pastosa. Le scrofe grasse e/o costipate avranno una maggiore durata del parto un maggior rischio di complicanze durante e dopo il parto.

In generale, un moderato aumento dei livelli di ingestione di mangime è indicato per lo sviluppo mammario e la produzione di colostro e latte, e ogni allevamento deve essere studiato in particolare. È stato postulato che un'alimentazione adeguata nel PT porterà benefici durante tutta la fase di lattazione, dove è essenziale che la scrofa ingerisca quanti più nutrienti possibili, il che è correlato alla sua produzione di latte e ad una minore perdita di peso corporeo.

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Nelle lattazioni a 28 giorni si può considerare un consumo superiore ai 200 kg/scrofa e nelle lattazioni a 24 giorni >150 kg, ma la cosa più importante è raggiungere la maggiore ingestione giornaliera di lisina digeribile (>65 g) ed energia netta giornaliera (>14.500 kcal).

Le conseguenze derivanti da un consumo carente di nutrienti durante la lattazione sono molto varie.

Componenti Chiave della Dieta

Diete con proteine e aminoacidi altamente digeribili.

  • Energia: Sappiamo che quasi l'80% del fabbisogno energetico per il mantenimento a fine gravidanza si disperde sotto forma di calore e solo il 20% va a feti e tessuti come energia di mantenimento, ma dobbiamo ricordare che i fabbisogni si fanno in base al peso metabolico e abbiamo scrofe con variazioni fino a 100 kg di peso vivo. Anche i fabbisogni di mantenimento dell'azoto in questo periodo non sono del tutto noti.
  • Calcio: Un adeguato livello di calcio favorirà il fisiologico processo del parto.
  • Zinco: Il suo ruolo nella riduzione dei suinetti nati morti è ben documentato, ma non si conoscono i meccanismi esatti che lo determinano.

Alimentazione di Precisione: Una Nuova Strategia

Negli allevamenti, le scrofe vengono spesso alimentate con diete convenzionali, con composizioni basate sul fabbisogno medio di energia e nutrienti (ad esempio aminoacidi e minerali). Tuttavia, esiste una grande eterogeneità tra le scrofe in termini di fabbisogni nutrizionali e risposte produttive, anche tra scrofe allo stesso stadio fisiologico. Pertanto, con una dieta convenzionale, le scrofe saranno sottoalimentate o sovraalimentate, il che può portare a problemi riproduttivi, costi aggiuntivi di alimentazione e perdite ambientali.

Questa nuova strategia di alimentazione mira a fornire una razione ottimale al momento giusto e all'animale giusto. Dobbiamo sapere se le prestazioni delle scrofe migliorano tenendo conto dei loro fabbisogni nutrizionali individuali e delle loro variazioni nel tempo.

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I modelli nutrizionali e le nuove tecnologie (come sensori o alimentatori automatizzati) offrono opportunità per misurare e integrare la variabilità individuale in modelli in grado di stimare i fabbisogni nutrizionali.

Presso l’Istituto Nazionale Francese di Ricerca per l’agricoltura, l’alimentazione e l’ambiente (INRAE), sono stati costruiti due strumenti di supporto alle decisioni con Python sulla base del modello InraPorc e alimentatori automatici. Uno può essere utilizzato per le scrofe gravide e l'altro per le scrofe in lattazione. In entrambi i casi, gli apporti ottimali di energia e nutrienti vengono calcolati ogni giorno e per ogni scrofa, tenendo conto delle informazioni disponibili in allevamento: razza della scrofa, età, dimensione della figliata, condizione corporea al momento dell'inseminazione e obiettivi al parto (peso corporeo e spessore del grasso dorsale). I dati storici dell'allevamento vengono utilizzati anche per prevedere altri parametri richiesti dal modello (ad esempio, dimensione e peso della figliata e peso corporeo target della scrofa alla fine della gestazione).

Il metodo è stato testato presso l'Unità Sperimentale di Fisiologia e Fenotipizzazione Suina dell'INRAE (UE3P) per due studi e in un allevamento commerciale canadese per un terzo. Ciascuna sala di lattazione o gestazione era dotata di mangiatoie automatiche in grado di miscelare due diete, distribuire razioni individuali e registrare l'ingestione di mangime individuale. In ciascun esperimento, metà delle scrofe sono state alimentate con una dieta convenzionale e l'altra metà con una dieta di precisione durante l'intera fase della scrofa (gestazione o lattazione). Per la strategia di alimentazione di precisione, la razione è stata miscelata quotidianamente e, per ciascuna scrofa, una dieta ad alto contenuto di nutrienti e una dieta a basso contenuto di nutrienti per soddisfare i fabbisogni della scrofa.

Nel caso delle scrofe gestanti, i risultati indicano che l’alimentazione di precisione ha ridotto l’ingestione di proteine di circa il 23% senza ridurre la quantità di mangime distribuito, e ha ridotto l’escrezione di azoto del 18%, l’escrezione di fosforo del 9% e il costo del mangime del 4% (ovvero 3,4 € per gestazione o 8 € per tonnellata di mangime) rispetto a una strategia di alimentazione convenzionale.

Nell’allevamento canadese, l’alimentazione di precisione ha ridotto l’ingestione di lisina del 23%, il costo dell’alimentazione del 12% per lattazione e l’escrezione di azoto e fosforo rispettivamente del 28% e del 42%.

Questi risultati evidenziano l'interesse dell'alimentazione di precisione per le scrofe, durante la gestazione e l'allattamento, e l'uso di dati storici e individuali dell'allevamento per stabilire il modello nutrizionale. Il prossimo passo è implementare l’alimentazione di precisione negli allevamenti commerciali.

Sarà inoltre rilevante migliorare la stima dei fabbisogni nutrizionali tenendo conto, ad esempio, dell'attività fisica della scrofa che ha un impatto sul fabbisogno energetico.

Alimentazione Tradizionale del Suino

Siamo sempre stati abituati a pensare che il suino, meglio conosciuto come maiale, mangi di tutto. D’altronde quella dei suini è una specie onnivora che, soprattutto quando si trova allo stato brado si nutre di radici, semi, frutti, foglie, tuberi e anche insetti. Quindi guardando alla natura, possiamo capire come questo pensiero non si discosti molto dalla realtà dei fatti. Tuttavia questo non significa che il suino si nutra di rifiuti o scarti alimentari. Anzi, all’interno degli allevamenti, il mangime che gli allevatori usano per nutrire i propri suini è spesso composto da materie di prima qualità, anche nel caso in cui si tratti di sottoproduzioni industriali.

Fra di essi è la farina di mais che gioca un ruolo preponderante: dovrebbe infatti costituire più della metà della dieta dei suini. Al mais va aggiunta la farina di soia ovvero quello che resta dei suoi semi una volta estratto l’olio in essi contenuto. Anche la crusca è un alimento indispensabile nell’alimentazione del suino.

I suini appena svezzati hanno ovviamente bisogno di particolari accorgimenti dal momento che non riescono a digerire bene l’amido. Un problema che in questa fase è bene tenere sempre presente. In particolare la quantità di fioccati ed estrusi andrà ridotta a mano a mano che il suinetto cresce e sostituita con amido crudo.

Per i maiali all’ingrasso invece è raccomandata un’alimentazione “in broda”: in sostanza si tratta di farina diluita in liquido che può essere sia acqua che acqua miscelata con siero di latte ovvero il residuo della caseificazione.

Alimentazione Specifica per la Scrofa Gravida

L’alimentazione della scrofa deve tenere necessariamente conto anche della gravidanza dell’animale ed è per questo che ci sono due tipi distinti di alimentazione. Nei 3 mesi, 3 settimane e 3 giorni di gravidanza la scrofa mangia poco. Le bastano 2-2,5 kg al giorno di un mangime fibroso contenente il 30-40% di crusca, dal momento che non ha un forte fabbisogno energetico.

Tutto l’opposto del periodo di allattamento (circa un mese) dal momento che deve sfamare una nidiata di suinetti. Per questo ha in media bisogno di 5-6 kg di mangime al giorno, un mangime che però dovrà essere più ricco di proteine, amido e grassi.

Data la variabilità degli ingredienti che fanno parte della dieta del suino è ovvio che un mangime per maiali semplifica la vita dell’allevatore.

Gestione dei Suinetti

Riguardo ai suinetti, se il numero dei nati è maggiore di quello dei capezzoli bisognerebbe adottare la poppata alternata, separando gli animali che si attaccano per primi e tenendoli in un luogo caldo per 2/3 ore, per permettere ai fratelli di poppare la loro parte, e procedendo successivamente di nuovo al cambio.

Negli allevamenti intensivi si ricorre anche all’adozione dei suinetti in sovrannumero ad altre scrofe con minori nati, prelevando generalmente i primi nati, che essendo più grandi hanno maggiori possibilità di sopravvivere rispetto ai più piccoli, per via della competizione.

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