Il tumore al seno è il primo tumore femminile con oltre 52.000 nuovi casi in Italia all’anno. Oggi l’85% dei tumori al seno è curabile grazie alle procedure di diagnosi precoce. A fronte di numeri più elevati rispetto a 20 anni fa, cala però la mortalità.
Diagnosi Precoce e Incidenza Geografica
Una maggiore incidenza è dovuta all’aumento degli screening senologici che hanno fatto in modo di scoprire i carcinomi in fase molto precoce. Uguale discorso vale per l’incidenza geografica: maggiore al nord, intermedia al centro e più bassa al sud.
Fattori di Rischio
Quali sono i fattori di rischio?
- Famiglie ad alto rischio
- Elevato peso alla nascita
- Menarca precoce
- Statura elevata
- Nulliparità
- Prima gravidanza tardiva
- Obesità e sovrappeso alla menopausa
- L'età avanzata.
- La familiarità per il tumore al seno.
- L'ereditarietà per il tumore al seno.
- L'inizio precoce delle mestruazioni combinato all'inizio tardivo della menopausa.
- Il seno denso.
- L'essersi sottoposti in passato a radioterapia nella zona del petto.
- L'obesità e la sedentarietà.
- Le terapie ormonali adottate dopo la menopausa.
- L'abuso di sostanze alcoliche.
- Il fumo di sigaretta.
Prima di analizzare i vari aspetti della prevenzione del tumore mammario, è doveroso segnalare anche che le indagini cliniche hanno registrato casi di tumore al seno non associati a nessuno dei fattori sopra elencati e persone che, seppur rientranti in una o anche più delle categorie sopraccitate, non hanno mai sviluppato in vita alcuna forma neoplastica a carico della mammella.
Il Seno Denso
I medici definiscono denso un seno in cui è preponderante la quota di tessuto ghiandolare e connettivo, rispetto alla componente adiposa. La densità mammaria è un parametro mammografico che descrive lo stato del seno. Molti studi internazionali hanno approfondito e continuano ad approfondire la correlazione tra densità e tumore, gli effetti dell’esposizione duratura a tale rischio e le eventuali sintomatologie sviluppate. Un seno denso non determina necessariamente la presenza di dolore nell’area.
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Prevenzione a Tavola
E’ ampiamente dimostrato che alla base di molte patologie è un’alimentazione scorretta. La prevenzione parte quindi anche e soprattutto dalla nostra tavola?
Si dice anche che noi siamo i migliori medici di noi stessi in quanto dovremmo prestare più attenzione ai segnali che il nostro corpo ci dà quando c’è qualcosa che non va. Quanto è importante l’autopalpazione? Importantissima. A partire dai 20 anni dovrebbe essere effettuato una volta al mese tra il settimo e il quattordicesimo giorno del ciclo. La mano deve essere poggiata a piatto, con piccoli movimenti circolari e mai muovere le dita come a suonare il pianoforte.
Latte Vaccino: Sì o No?
Dimostrare che un singolo alimento sia la causa è molto difficile. In generale non esistono evidenze scientifiche che indichino che un consumo MODERATO aumenti il rischio di sviluppare un tumore nelle persone sane. Cosa accade in chi ne consuma regolarmente? Tende ad avere nel sangue livelli più alti di IGF-1, un fattore di crescita coinvolto anche nella proliferazione di cellule tumorali. Il consumo di latte alza inoltre i livelli di insulina, che è anch’esso un fattore di crescita e stimola nella donna, di ormoni sessuali che possono essere implicati nel tumore al seno.
E’ preferibile limitare il latte e suoi derivati nella donna con cancro al seno; gli estrogeni contenuti nell’alimento sono un fattore di rischio per le recidive.
Obesità come Fattore di Rischio
Numerosi dati statistici della letteratura medica mostrano che il 35% dei tumori al seno in menopausa è dovuto all’obesità, e sono molto spesso associati alle forme più aggressive, i triplo negativi. Il sovrappeso è il fattore maggiormente associato allo sviluppo di tumori, compreso quello della mammella.
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Attività Fisica e Prevenzione
Una regolare attività fisica fa bene sempre; meglio se praticata per tutta la vita, ha degli effetti positivi anche nel caso in cui si decida di iniziare dopo la menopausa. Una regolare attività fisica riduce i rischi di tumore al seno. La vita sedentaria può favorire l’insorgenza di tumori, tra cui anche quello alla mammella, direttamente oppure indirettamente, essendo una delle principali cause di sovrappeso e obesità.
Controlli Periodici Raccomandati
Parliamo di controlli periodici da effettuare:
- Dai 30 anni: esame clinico ed ecografico va eseguito con regolarità (12/18 mesi).
- Dai 40 ai 49 anni: esame clinico, mammografia ed ecografia ogni 12/18 mesi.
Alle donne con età vicina o superiore ai 40 anni, viene consigliato di ripetere l’esame mammografico ogni 1/2 anni in base alla storia familiare, per rintracciare eventuali cambiamenti nei tessuti. Infatti, monitorando lo stato di salute del seno, si può intervenire tempestivamente nei casi di diagnosi tumorale.
Mammografia e Tomosintesi
Molte donne non vogliono sottoporsi alla mammografia perché temono le radiazioni. E’ vero? Ci parla della mammografia a tomosintesi? La tomosintesi è uno strumento diagnostico che permette di studiare la mammella ‘a strati’. Si tratta in pratica di una mammografia tridimensionale ad alta definizione. È un passo avanti importante quale tecnologia più avanzata della prevenzione del cancro al seno.
La mammografia bilaterale rappresenta il test di screening più efficace, infatti, la sua diffusione in Italia ha permesso di diagnosticare precocemente la malattia e di conseguenza risolvere un elevato numero di casi, riducendo i casi di morte. Oggi le linee guida raccomandano una mammografia ogni 2 anni nelle donne tra i 50 e i 69 anni. Altri esami effettuabili possono essere l’ecografia mammaria e la risonanza magnetica nucleare.
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Lo sapevi che... La mammografia è forse l'esame maggiormente associato alla diagnosi del tumore al seno. La risonanza magnetica al seno, infine, è un mezzo utile all'approfondimento dei risultati forniti dai due test precedenti. L'osservazione dei seni. La palpazione dei seni. Importante!
Alimentazione Post-Diagnosi di Carcinoma Mammario
Dopo una diagnosi di carcinoma mammario, per le donne è necessario rivalutare anche il proprio comportamento a tavola. L’alimentazione occupa un aspetto primario per il nostro organismo, sia in caso di salute che in caso di patologie importanti come il cancro al seno. Inoltre, bisogna considerare alcuni effetti collaterali che possono insorgere durante l’iter terapeutico che si sta seguendo. La chemioterapia, ad esempio, può causare nausea e vomito, dolori allo stomaco o alla bocca e spesso il momento dei pasti è vissuto con particolare ansia.
Scelte Alimentari Consigliate
Alcune scelte alimentari sono particolarmente consigliate alle donne con diagnosi di cancro al seno:
- Frutta e verdura: Molti frutti e verdure sono ricchi di nutrienti vegetali, noti come fitochimici. In particolare, verdure come broccoli, cavolfiori e cavoli sono consigliati in quanto possiedono proprietà antiestrogene.
- Cereali integrali: Pane integrale, farina d’avena e altri cereali integrali sono cibi ricchi di fibre.
- Proteine: Alimenti che includono proteine come petto di pollo, tacchino, tonno e salmone sono consigliati in quanto garantiscono all’organismo il giusto contributo energetico.
Alimenti da Limitare
E' preferibile limitare:
- Carni e prodotti lattiero-caseari: Questi alimenti contengono quantità eccessive di grassi saturi malsani.
- Cibi poco cotti: Alcune delle terapie per la cura del cancro al seno possono impattare in maniera diretta sulla diminuzione del numero dei globuli bianchi, rendendo l’organismo maggiormente vulnerabile alle infezioni.
Dieta Mediterranea: Il Miglior Antidoto
«Più che un alimento - prosegue Berrino - è lo stile alimentare a favorire la buona salute. Una dieta ricca di cereali, vegetali e legumi è correlata a un rischio più basso di sindrome metabolica, tra i fattori di rischio del cancro al seno. È importante dare più spazio agli alimenti non raffinati e ridurre i grassi animali».
Gli alimenti universalmente riconosciuti come protettivi contro il cancro si trovano nella nostra dieta mediterranea.
Fitoestrogeni e Alimenti Protettivi
Alcuni alimenti però, sono particolarmente importanti per la prevenzione del tumore al seno, come ad esempio, tutti i prodotti vegetali che contengono naturalmente ormoni di origine vegetale chiamati fitoestrogeni. Si tratta di sostanze presenti in alcuni tipi di verdure, in grado di mimare, cioè hanno una struttura chimica e un’azione simile agli ormoni femminili. I cibi più ricchi di fitoestrogeni sono la soia e i suoi derivati (latte di soia, tofu, tempeh), tutti i legumi, le fragole, i mirtilli, i lamponi e le pesche. Particolarmente ricca di lignani (un gruppo di fitoestrogeni) è la crusca di frumento che ne è una fonte concentrata.
Verdure Crucifere
Tutte le verdure contengono fitoestrogeni, ma le crucifere (cavolo rosso, bianco e nero, le cime di rapa, il broccolo romano o quello verde, e i cavolini di Bruxelles) da tempo note per le proprietà anticancro, contengono anche una molecola chiamata indolo-3-carbinolo (I3C) che, come ha dimostrato una recente ricerca, sarebbe in grado di riattivare un gene che contrasta la crescita del tumore.
Altre Raccomandazioni Alimentari
- Gli antiossidanti e altri nutrienti protettivi contenuti negli alimenti, come alcune vitamine e i grassi polinsaturi e monoinsaturi, combattono l’eccessiva produzione di radicali liberi dovuta a vari fattori tra i quali l’inquinamento, lo stress e lo sport eccessivo.
- Per ridurre il rischio di contrarre un tumore è consigliato anche tenere bassa la glicemia: sempre più studi evidenziano che chi ha la glicemia alta (iperglicemia) si ammala di più. Inoltre, tenere bassa la glicemia aiuta a tener bassa l’insulina, e quindi i fattori di crescita del tumore.
- Il progetto EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), studio che segue oltre 500.000 persone reclutate in 15 Paesi europei con abitudini alimentari molto diverse, ha confermato che il consumo abituale di alimenti ricchi in fibre solubili e insolubili, come i cereali integrali, la frutta e la verdura, aiutano nella prevenzione dei tumori.
- Non bisogna quindi dimenticare la quantità di almeno 2 porzioni di verdura e 3 frutti ogni giorno, meglio se di stagione, per completare il fabbisogno quotidiano di sali minerali, vitamine e antiossidanti.
- Due o tre volte a settimana si dovrebbero consumare legumi come secondo ed anche come primo associati ai cereali (risi e bisi, pasta e fagioli).
- Nel mondo vegetale vanno tenute in grande considerazione anche le erbe aromatiche e le spezie, fonte di molecole antiossidanti: aglio, basilico, rosmarino, prezzemolo, cannella, curcuma, peperoncino, curry, ecc.
Alimenti di Origine Animale
Nella dieta equilibrata sono necessari sia alimenti di origine vegetale (con abbondanza di frutta e verdura come detto), sia di origine animale perché portatori di nutrienti essenziali. Due-tre secondi di carne la settimana, oltre a garantire proteine ad alto valore biologico, apportano un minerale molto importante quale il ferro, assai più assimilabile (biodisponibile) dalla carne di quello contenuto nei vegetali. Tre secondi di pesce a settimana garantiscono eccellenti quantità di grassi polinsaturi Omega 3, oltre a ottime proteine.
Latte e Derivati: Benefici e Considerazioni
Il latte e i suoi derivati come il Grana Padano, al di là del calcio e delle proteine ad alto valore biologico, tra le quali i 9 aminoacidi essenziali, apportano anche ottime quantità di nutrienti essenziali biodisponibili, come zinco, selenio e vitamina A, dall’elevato potere antiossidante che riducono l’azione dei radicali liberi in eccesso, favorendo un ambiente antinfiammatorio. Alla vitamina A, inoltre, è riconosciuto un ruolo nella ricostruzione delle cellule aggredite dal cancro. L’alto valore biologico delle proteine del latte e dei suoi 9 aminoacidi essenziali va oltre il ruolo plastico ed energetico che viene loro solitamente riconosciuto. Infatti, dalle proteine si generano costituenti bioattivi quali enzimi, fosfolipidi, peptidi, dotati di funzioni metaboliche fondamentali per la protezione della salute. Nel siero del latte troviamo la lattoferrina, una glicoproteina che combatte agenti patogeni e promuove la crescita di batteri benefici come Lactobacillus e Bifido batteri, alla quale sono attribuite attività antinfiammatorie, antibiotiche e antitumorali.
Alcool e Tumore al Seno
Il consumo di bevande alcoliche è stato associato a diversi tumori, tra i quali quello della mammella. Infatti, l’alcool sembra agire con diversi meccanismi: aumentando la produzione di estrogeni e quella di radicali liberi, responsabili dei danni alle cellule, e interferendo con l’assorbimento dei folati (vitamine appartenenti al gruppo B), che sono importanti per i meccanismi di riparazione del DNA. Per chi ne consuma, la quantità raccomandata è un bicchiere (125 ml) di vino al giorno per le donne e due per gli uomini.
Allattamento al Seno e Prevenzione
Oltre ai noti benefici del latte materno sul bambino, sembra che allattare possa proteggere dai tumori della mammella. Chi allatta di solito presta maggiore attenzione a ciò che mangia, inoltre durante l’allattamento non vi è il ciclo ovarico che stimola con gli ormoni la mammella.
Tabella Riepilogativa Alimenti Consigliati e da Limitare
| Alimenti Consigliati | Alimenti da Limitare |
|---|---|
| Frutta e verdura (broccoli, cavolfiori, cavoli) | Carni e prodotti lattiero-caseari (grassi saturi) |
| Cereali integrali (pane integrale, farina d'avena) | Cibi poco cotti |
| Proteine (petto di pollo, tacchino, tonno, salmone) | Alcool |
| Legumi (soia, lenticchie, ceci) | Zuccheri semplici |
| Pesce (omega 3) | Alimenti ricchi di grassi saturi (carni rosse, formaggi stagionati) |
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