Spesso definita killer silenzioso, nella maggior parte dei casi la pressione alta non provoca sintomi evidenti, ma può danneggiare gravemente vasi sanguigni e organi del corpo. Poiché l'ipertensione è associata a potenziali danni al cuore e ai vasi sanguigni di organi vitali, è fondamentale conoscerne attentamente le cause e sapere come agire in caso di pressione alta.
Cos'è la Pressione Alta?
La pressione arteriosa è quella forza esercitata dal flusso sanguigno sulle pareti delle arterie e che può essere soggetta a variazioni per svariate ragioni. I parametri pressori di una persona che gode di una salute ottimale oscillano tra i 110-130 mmHg e l’ipertensione, o pressione alta, viene diagnosticata quando questi valori superano i 90 mmHg per la pressione diastolica e/o i 140 mmHg per quella sistolica.
Le linee guida internazionali (come quelle europee ESC/ESH) classificano la pressione arteriosa in diverse categorie, in base ai valori misurati a riposo. La pressione differenziale, detta anche pressione pulsatoria, è la differenza tra la pressione massima (sistolica) e la pressione minima (diastolica). In genere, una pressione differenziale normale si aggira tra i 30 e i 50 mmHg.
Cause della Pressione Alta
In caso di pressione alta primaria non c’è un’unica causa diretta, ma piuttosto una combinazione di elementi che predispongono all’aumento stabile della pressione. Si parla quindi di fattori di rischio che possono contribuire allo sviluppo della pressione alta.
- Età: Con il passare degli anni, la pressione tende ad aumentare gradualmente. Le arterie diventano meno elastiche e più rigide, soprattutto nelle persone anziane, favorendo un incremento della pressione sistolica (la “massima”).
- Familiarità e genetica: L’ipertensione ha una componente familiare. Avere parenti stretti (genitori, fratelli) con pressione alta aumenta il rischio di diventare ipertesi.
- Dieta ricca di sale (sodio): Il consumo eccessivo di sale è uno dei fattori ambientali più importanti. Il sodio contenuto nel sale da cucina (cloruro di sodio) favorisce la ritenzione di liquidi da parte dei reni, aumentando il volume di sangue in circolo e quindi la pressione.
- Sovrappeso e obesità: Il peso corporeo in eccesso è strettamente correlato con la pressione alta. Essere in sovrappeso costringe il cuore a lavorare più intensamente per pompare sangue in tutto il corpo.
- Sedentarietà: La mancanza di attività fisica regolare è un noto fattore di rischio per ipertensione.
- Consumo eccessivo di alcol: L’alcool in grandi quantità e consumato abitualmente può alzare la pressione sanguigna.
- Fumo di sigaretta: Ogni sigaretta fumata provoca un aumento temporaneo della pressione sanguigna.
- Stress psico-fisico: Situazioni di stress emotivo o lavorativo intenso possono determinare aumenti transitori della pressione (attivazione dell’adrenalina, “pressione da stress”).
È spesso correlata a fattori di rischio come dieta salata, obesità, sedentarietà, predisposizione familiare, ecc.
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Altre cause possono includere:
- Malattie renali croniche
- Malattie endocrine (ormonali): ad esempio l’iperaldosteronismo primario (sindrome di Conn, con eccesso di aldosterone), il feocromocitoma (tumore surrenalico secernente adrenalina/noradrenalina), la sindrome di Cushing (cortisolo elevato), disturbi tiroidei (ipertiroidismo) o acromegalia (GH elevato).
- Farmaci e sostanze: farmaci come i FANS (anti-infiammatori non steroidei) usati cronicamente, i corticosteroidi (es.
Sintomi della Pressione Alta
Una persona può avere la pressione molto alta per mesi o anni senza accorgersene, poiché l’organismo spesso si adatta gradualmente a valori elevati e non manda segnali specifici. Detto ciò, in alcuni casi di ipertensione non controllata da lungo tempo o in caso di pressione molto-molto elevata, possono comparire alcuni sintomi e disturbi non specifici.
- Mal di testa (cefalea), soprattutto al mattino appena svegli, spesso localizzato alla nuca.
- Visione offuscata o sdoppiata, o la comparsa di puntini luminosi nel campo visivo.
- Acufeni, caratterizzati da un ronzio nelle orecchie.
- Sensazione di vertigini.
- Episodi di sanguinamento dal naso.
Alcuni di questi disturbi possono comparire in caso di crisi ipertensiva (un innalzamento acuto e marcato della pressione) o se la pressione è da anni molto alta e ha già causato complicanze (es. affanno per iniziale scompenso cardiaco, disturbi visivi per retinopatia ipertensiva, ecc.). Ad esempio, cefalea forte, visione offuscata e confusione possono essere segni di una crisi ipertensiva grave o di encefalopatia ipertensiva (evenienza medica urgente).
Nella quotidianità, al contrario, la maggior parte degli ipertesi vive la propria condizione senza sintomi. Questo è il motivo per cui è fondamentale controllare periodicamente la pressione arteriosa, soprattutto dopo una certa età o se si hanno fattori di rischio.
Come Misurare la Pressione Correttamente
La misurazione della pressione sanguigna è un gesto relativamente semplice, ma occorre eseguirlo in maniera adeguata per ottenere valori affidabili. La pressione arteriosa viene tipicamente misurata con uno sfigmomanometro (manuale o elettronico) applicato al braccio.
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Strumenti: Si possono usare sfigmomanometri manuali analogici (il classico bracciale da gonfiare con pompetta e lettura su colonnina di mercurio o manometro aneroide, associato a stetoscopio per auscultare i battiti) oppure misuratori elettronici automatici. Questi ultimi sono molto diffusi per uso domestico: basta posizionare il bracciale sul braccio (o polso) e premere un pulsante; l’apparecchio gonfia il bracciale e poi lo sgonfia lentamente, rilevando la pressione. I misuratori da braccio sono preferibili a quelli da polso, perché più precisi (i da polso vanno usati con molta attenzione alla posizione).
Condizioni prima della misurazione: Per ottenere un valore rappresentativo, la persona deve essere a riposo da almeno 5 minuti. È importante non fumare, non bere caffeina (caffè, tè) e non fare attività fisica nei 30 minuti precedenti la misurazione. Bisogna avere la vescica vuota (la vescica piena può alzare la pressione di alcuni mmHg!). Occorre inoltre stare in un ambiente tranquillo, a temperatura confortevole.
Posizione corretta: La misurazione si esegue solitamente da seduti. La schiena deve essere ben appoggiata allo schienale, le gambe non accavallate e rilassate. Il braccio su cui si misura va posizionato all’altezza del cuore (adagiato su un tavolo o bracciolo), con il bracciale avvolto attorno al braccio circa 2 cm sopra la piega del gomito. Il bracciale deve aderire bene ma non stringere eccessivamente (ci deve entrare un dito sotto). Durante la misura, non parlare e non muoversi: stare fermi e rilassati.
Braccio destro o sinistro? È buona norma, alla prima valutazione, misurare la pressione su entrambe le braccia e usare poi il braccio che dà valori più alti come riferimento. Una differenza piccola tra braccia è normale (entro 5 mmHg), ma se vi è una differenza significativa (superiore a 10 mmHg) può indicare problemi vascolari e andrebbe segnalato al medico.
Quante volte misurare e quando: È consigliabile effettuare 2-3 misurazioni consecutive a distanza di 1-2 minuti e considerare la media dei valori. Spesso la prima misurazione è un po’ più alta e le successive più basse man mano che ci si rilassa; per questo conviene scartare la prima e fare la media delle ultime due. A domicilio molti medici suggeriscono di misurare la pressione al mattino appena svegli (prima di colazione e di assumere farmaci) e alla sera (dopo cena) - questi sono momenti chiave per valutare l’efficacia della terapia. In ogni caso, meglio evitare misurazioni “ossessive” troppo frequenti, che generano solo ansia. Bastano 1-2 volte al giorno nelle fasi di aggiustamento terapia, poi anche 1-2 volte a settimana se la pressione è stabile.
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Errori comuni da evitare: Oltre a quelli già citati (posizione sbagliata, niente riposo, parlare durante la misura), attenzione a: non usare un bracciale di dimensioni errate (per braccia molto grosse serve un bracciale large, altrimenti la lettura risulta falsamente alta); non misurare sopra i vestiti (il bracciale va a contatto diretto con la pelle del braccio); non stringere con abiti il braccio (se la manica arrotolata comprime, meglio togliere il braccio dalla manica); non effettuare misurazioni ripetute in rapida sequenza senza pausa (il gonfiaggio continuo può alterare un po’ la circolazione momentaneamente).
La pressione tende ad essere più elevata nelle prime ore del mattino, infatti gli episodi di ictus ed infarto sono più comuni nelle prime ore della giornata.
In caso di dubbi, i medici possono prescrivere un Monitoraggio Ambulatoriale della Pressione delle 24 ore (MAPA), noto anche come Holter pressorio, un apparecchietto automatico che misura la pressione a intervalli regolari per 24-48 ore mentre il paziente svolge le sue normali attività. Questo esame fornisce un profilo molto accurato dei valori pressori e aiuta a confermare la diagnosi di ipertensione evitando gli effetti “emotivi” della misurazione.
Diagnosi di Ipertensione
Solitamente vengono effettuate almeno 2-3 misurazioni in due-visite distinte, a distanza di qualche giorno o settimana, prima di etichettare un paziente come iperteso. In caso di dubbi può essere utilizzato il monitoraggio delle 24h (Holter pressorio) per avere la certezza che la pressione sia stabilmente sopra i limiti.
Si considera diagnosi di ipertensione quando la pressione sistolica è ≥140 mmHg e/o la diastolica ≥90 mmHg in modo persistente, ad esempio valori come 150/95 o 140/100 confermati in misurazioni ripetute indicano ipertensione di grado 1; valori come 165/105 indicano grado 2, e così via.
Il medico durante la visita raccoglierà informazioni sullo stile di vita (dieta, fumo, alcol, esercizio), la storia familiare (parenti con ipertensione o malattie cardiovascolari precoci), eventuali sintomi riferiti (es. cefalea, palpitazioni) e i precedenti clinici del paziente (altre malattie note, farmaci assunti). Effettuerà un esame obiettivo completo: auscultazione del cuore e polmoni, palpazione dei polsi, esame dell’addome (per masse renali), ispezione del fondo oculare (alla ricerca di segni di retinopatia ipertensiva), ecc. Tutto questo per valutare la presenza di danni d’organo già causati dall’ipertensione e per cercare indizi di possibili cause secondarie.
Nella valutazione iniziale di un nuovo iperteso il medico in genere prescrive alcuni esami di base per completare il quadro. Questi test servono sia a individuare fattori di rischio associati (ad es. diabete, dislipidemia) sia a evidenziare possibili danni d’organo (es. e in alcuni casi un ecocolorDoppler dei vasi (per es.
Oltre a classificare l’ipertensione in base ai valori (grado 1,2,3), il medico valuterà il rischio cardiovascolare globale del paziente, questo significa considerare tutti i fattori di rischio concomitanti (fumo, età, colesterolo, diabete, storia familiare, ecc.) e l’eventuale presenza di danno d’organo o malattie (per es.
Infine il medico considererà se la forma è primaria o se c’è il sospetto di ipertensione secondaria (come descritto prima). Se i pazienti sono giovani (<30 anni) o l’ipertensione è molto resistente a farmaci o insorge improvvisamente in età avanzata, verrà approfondita la ricerca di cause secondarie.
Complicanze dell'Ipertensione
Gli organi più vulnerabili agli effetti dell’ipertensione cronica sono il cuore, il cervello, i reni, gli occhi e le arterie di medio-grande calibro in tutto il corpo. In generale, più la pressione è alta e più a lungo resta non controllata, maggiore è il rischio di complicanze. Spesso questi danni sono progressivi e insidiosi: non si manifestano da un giorno all’altro, ma lentamente nel corso degli anni.
Va anche detto che non tutti i pazienti ipertesi subiscono gli stessi danni: c’è variabilità individuale. Alcuni possono sviluppare prima complicanze cardiache, altri cerebrali, altri renali, a seconda di vulnerabilità genetiche o co-fattori (ad es.
- Il cuore deve pompare contro una resistenza maggiore quando la pressione è elevata, quindi col tempo il muscolo cardiaco si ipertrofizza (si inspessisce, in particolare il ventricolo sinistro).
- L’ipertensione è una delle principali cause di insufficienza renale cronica assieme al diabete. Reni danneggiati filtrano meno e faticano a regolare la pressione, instaurando e sostenendo un pericoloso circolo vizioso, perché non riescono a eliminare sale e acqua efficacemente.
- A livello degli occhi, anni di ipertensione possono determinare il restringimento delle arterie che riforniscono di sangue la retina oculare.
- Le complicanze dell'ipertensione a livello degli organi riproduttivi consistono in disfunzione erettile, per l'uomo, e calo della libido, nella donna.
Tra le complicazioni di una crisi ipertensiva, rientrano: la perdita di coscienza, la perdita di memoria, l'angina pectoris, l'edema polmonare, l'ictus, l'attacco di cuore, il danno a occhi e reni, la perdita della funzione renale, la dissecazione aortica ecc.
Nei pazienti con pressione alta, il rischio di infarto del miocardio è legato all'aterosclerosi, promossa dalla stessa ipertensione.
Quando la pressione del sangue sulle pareti interne dei vasi è elevata (ipertensione), queste pareti subiscono delle microlesioni, su cui tendono a depositarsi grassi e altre sostanze. Con il tempo e il ripetersi delle microlesioni e dei fenomeni di deposizione dei grassi, cominciano a prendere forma i cosiddetti ateromi o placche aterosclerotiche.
Sensazione di Calore al Viso (Vampate di Calore)
Strano ma vero, sentiamo spesso parlare del sesso femminile, ma anche gli uomini possono lamentare per vari motivi le vampate di calore. Le vampate di calore si presentano in maniera assolutamente capricciosa, con una sensazione improvvisa di calore intenso, principalmente al viso e al collo, accompagnate o meno a sudorazione e arrossamento cutaneo. Le vampate di calore durano da pochi secondi a molti minuti e possono verificarsi più volte al giorno.
La causa più frequente delle vampate di calore in un uomo è l’andropausa, una condizione caratterizzata da un abbassamento dei livelli di testosterone nell’organismo che provoca una sindrome multi-metabolica. Negli uomini sono per lo più causate da una riduzione dei livelli di testosterone, indotta dal climaterio maschile erroneamente e semanticamente indicato come andropausa. Particolari malattie si associano a questa sintomatologia, come il tumore alla prostata o ai testicoli, specie se in terapia con blocco androgenico.
Un’altra frequente causa delle vampate di calore dette anche caldane, al viso, è la comparsa di un tumore alla prostata. In alcuni casi, le vampate di calore improvviso possono essere scatenate da problemi nell’ipotalamo o nell’ipofisi, che sono due piccole ghiandole situate nella teca cranica, che regolano la produzione di specifici ormoni a controllo gonadico. Una alterazione del funzionamento di queste ghiandole induce un aumento dei livelli di estrogeni in circolo nel maschio e quindi comparsa di vampate di calore.
Le vampate di calore e sudorazione possono essere anche un effetto collaterale di diffuse terapie ormonali come il blocco androgenico totale.
Una delle cause possibili delle vampate di calore al viso negli uomini è l’ipertiroidismo, un'iperattività della tiroide. Se si notano questi sintomi, è importante comunicarlo al proprio medico.
Rimedi per le Vampate di Calore negli Uomini
Per alleviare le vampate di calore negli uomini, possono essere adottati alcuni rimedi e strategie. Ad esempio, vestirsi con abiti leggeri e traspiranti può aiutare a ridurre la sensazione di calore.
Il rimedio più efficace alle vampate di calore è l’assunzione di ormoni femminili. Negli uomini in cui il problema è scatenato da un trattamento a fini oncologici, si possono avere vantaggi dalla loro assunzione. Potenziali effetti collaterali della terapia ormonale consigliano una accurata valutazione con il medico specialista e la discussione del caso specifico.
Quando le vampate di calore sono associate al climaterio maschile, rivolgersi a un medico aiuta a gestirle nel modo migliore possibile, in modo che non incidano sulla qualità della vita.
Se hai vampate di calore costanti nel tempo che non regrediscono, è consigliabile consultare uno specialista per una valutazione accurata.
Rimedi per la Pressione Alta
In alcuni casi, l’attività fisica, rapportata alle proprie condizioni fisiche, è un supporto efficace per la gestione della pressione arteriosa e il supporto alla propria salute cardiovascolare. Svolgere attività aerobiche come una passeggiata o una corsa moderata può contribuire a regolare la pressione sanguigna.
Poiché lo stress spesso contribuisce alla comparsa di ipertensione, aumentando la frequenza cardiaca e restringendo i vasi sanguigni, è fondamentale evitare i fattori stressanti. Metodi come la meditazione, la respirazione e altre tecniche di gestione dello stress, sono spesso indicati dai professionisti per preservare la salute del cuore.
Per quanto riguarda l'alimentazione, l’eliminazione di alcolici e superalcolici è obbligata, così come la riduzione del consumo di formaggi, in particolare quelli stagionati e ad alto contenuto di sale, oltre che delle carni grasse, oltre che preferire metodi di cottura più salutari come la cottura a vapore.
Il potassio riveste un ruolo significativo nella prevenzione dell'ipertensione ed è presente in alimenti come banane, albicocche, agrumi, soia, pesce e cereali integrali, e può contribuire in modo significativo a mantenere la pressione sanguigna sotto controllo, oltre che promuovere una salute cardiaca ottimale.
Pressione Alta e Caldo Estivo
Arriva l’estate, caldo e umidità possono crearci qualche problema con la pressione arteriosa. Il caldo, infatti, può causare abbassamento di pressione, con sintomi spiacevoli e, se ignorati, anche pericolosi. Questo vale soprattutto per i soggetti più a rischio, cioè gli anziani e le persone che soffrono di ipertensione.
Generalmente, però, la risposta è: no, il caldo non aumenta la pressione. Tuttavia, soprattutto per gli anziani e per chi soffre di ipertensione o di altri disturbi del sistema cardiovascolare, è essenziale tenere sotto controllo i valori della pressione arteriosa, poiché nelle giornate molto calde possono verificarsi degli sbalzi. Inoltre, un altro elemento da considerare è che con il caldo dormiamo peggio.
Gli abbassamenti improvvisi della pressione sanguigna possono causare malesseri anche piuttosto pesanti: nausea, tremori, sensazione di debolezza alle gambe, annebbiamento della vista, forte sudorazione e svenimenti. Potrebbero, inoltre, aumentare sintomi come affaticamento, sonnolenza, fiacca, ronzio alle orecchie, senso di vertigini.
Talvolta questi accorgimenti non bastano, perché alcune persone sono particolarmente soggette ad abbassamenti di pressione. Se i sintomi persistono, è sempre necessario rivolgersi al proprio medico curante.
È importante misurare la pressione regolarmente, ma non per forza ogni giorno. È sufficiente farlo due o tre volte a settimana; possibilmente appena svegli, perché al mattino, quando l’organismo deve riprendere le sue attività, la pressione risulta generalmente più alta.
La posizione ideale per misurare la pressione è stando seduti comodamente su una sedia, dopo qualche minuto di respirazione profonda e calma. Bisogna tenere il braccio steso su un tavolo di fronte all’altezza del cuore, evitando di parlare mentre l’apparecchio effettua la rilevazione e rimanendo sempre rilassati.
Ma quali sono i valori ottimali della pressione? Variano di persona in persona e sono stabiliti dal medico, ma tendenzialmente possiamo dire che sono generalmente ritenuti ottimali parametri di 115-130 mmHg per la massima (pressione sistolica) e i 75-85 per la minima (pressione diastolica).
Nel periodo estivo, è sempre consigliato recarsi dal cardiologo per impostare o rivedere eventuali terapie anti-ipertensive, se occorrono casi sospetti di sbalzi di pressione.
Pressione Alta e Freddo Invernale
Diversi studi hanno evidenziato che durante le stagioni più fredde, specialmente le persone a rischio, sperimentano un aumento significativo della pressione. Questi eventi sono collegati ai cambiamenti di temperatura: il corpo, infatti, per evitare la dispersione di calore, mette in atto la vasocostrizione dei vasi periferici, che comporta una riduzione del flusso sanguigno nelle zone periferiche e un conseguente aumento della pressione arteriosa.