L’alimentazione svolge un ruolo cruciale nel benessere fisico e mentale. Tra l’ampia varietà di piani alimentari, uno dei più conosciuti per i suoi effetti sulla perdita di peso è la dieta ipocalorica. Ma sai cosa significa e cosa si può mangiare? Vediamo insieme una dieta ipocalorica cos’è, come si applica e chi deve prescriverla.
Cos'è una Dieta Ipocalorica?
Cominciamo dalla definizione: “ipo-” significa “sotto”. Parlando di dieta ipocalorica si indica quindi un regime alimentare che introduce meno calorie del solito, per la precisione un po’ meno rispetto al fabbisogno calorico quotidiano di un individuo. La dieta ipocalorica è un piano alimentare che limita il numero di calorie giornaliere con l’obiettivo principale di favorire la perdita di peso. Questo è il significato di dieta ipocalorica.
In pratica, la dieta ipocalorica è un regime alimentare che prevede un apporto energetico inferiore a quello richiesto dall'organismo. La dieta ipocalorica è un piano alimentare che richiede l’assunzione di un apporto calorico inferiore al proprio fabbisogno giornaliero. Creando quello che viene chiamato deficit calorico, e consumando meno calorie rispetto quante ne vengono bruciate, viene favorita la perdita di peso.
Con questo tipo di dieta, il corpo viene stimolato a usare le sue riserve energetiche, soprattutto il grasso corporeo, per funzionare correttamente, il che porta a una perdita di peso progressiva. In questo modo si viene a creare quello che, in gergo, viene chiamato “deficit calorico”, il quale si verifica appunto quando un individuo consuma meno calorie rispetto a quelle che necessiterebbe.
Il Taglio Calorico
Il “taglio calorico”, cioè la diminuzione delle calorie che assumi con i pasti, può variare in base all’obiettivo e al punto di partenza. In genere, salvo casi nei quali sia necessario per ragioni di salute, un dimagrimento rapido iniziale o una perdita di peso davvero importante, il taglio calorico non supera il 10% (cioè in pratica riduci di un decimo le kcal ingerite rispetto al tuo fabbisogno normale) e non ti vengono vietate numerose tipologie di cibi.
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Durata e Personalizzazione
La durata della dieta ipocalorica è quindi molto variabile, appunto perché deve trattarsi di una dieta personalizzata. Una dieta ipocalorica standard, tuttavia, fa parte di un processo più lento che comincia con una fase iniziale seguita da una di mantenimento. In media, il peso perso è di meno di 1 kg a settimana, ma potresti vederlo scendere a un ritmo non regolare.
È evidente quindi che quella che seguirai, se ti affidi a uno specialista serio, è una dieta su misura per te, per le tue esigenze e i tuoi obiettivi. Per esempio, se vuoi perdere 15 kg potresti avere un programma mirato per perdere prima 10 kg. Poi un regime più “morbido” per liberarti dei restanti 5.
Cosa si Può Mangiare in una Dieta Ipocalorica?
Uno dei miti più diffusi su questo tipo di alimentazione è che si basa solo sul “mangiare meno”. Ciò che si mangia in una dieta ipocalorica dipende soprattutto dalla qualità nutrizionale dei cibi. In realtà, non si tratta solo di ridurre le calorie, ma di assicurarsi che gli alimenti forniscano i nutrienti necessari.
In generale, si privilegiano alimenti con alta densità nutrizionale e basso contenuto calorico, come:
- Verdure e ortaggi: Sono poveri di calorie e ricchi di fibre, vitamine e minerali. Si consiglia di consumarli in abbondanza.
- Frutta fresca: Fornisce energia, antiossidanti e nutrienti essenziali. Alcuni esempi consigliati sono fragole, mele e arance.
- Proteine magre: Pollo senza pelle, pesce bianco e azzurro, albumi, tofu o legumi cotti senza grassi aggiunti.
- Cereali integrali e legumi: Sono fonti sane di carboidrati complessi che garantiscono sazietà ed energia duratura.
- Grassi sani: Presenti nell’olio extravergine d’oliva, nella frutta secca e nell’avocado.
È fondamentale anche evitare o ridurre al minimo gli alimenti ultraprocessati, gli zuccheri raffinati, le bevande caloriche, gli insaccati, i fritti e la pasticceria industriale. Bere acqua e mantenersi idratati fa parte essenziale del piano.
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Quando si Consiglia la Dieta Ipocalorica?
La dieta ipocalorica si consiglia quando sono presenti sovrappeso, obesità o quando è necessaria una riduzione controllata del peso per motivi medici. Questo tipo di dieta può rientrare in un trattamento completo in casi come la perdita di peso prima di un intervento chirurgico, il controllo di malattie metaboliche o il miglioramento delle condizioni fisiche generali.
Tuttavia, deve essere sempre progettata e monitorata da professionisti della salute o della nutrizione, perché ogni persona ha esigenze energetiche e metaboliche diverse. Non si consiglia a bambini, adolescenti in fase di crescita, donne in gravidanza o persone con disturbi alimentari, a meno che non sia prescritta e monitorata da uno specialista.
Raccomandazioni e Linee Guida per Progettare Questa Dieta
Progettare una dieta ipocalorica equilibrata e sicura richiede molto più che semplicemente ridurre l’apporto calorico. Ecco alcune linee guida da seguire per rendere il piano efficace e salutare:
- Calcolare il fabbisogno calorico individuale. In base a età, sesso, altezza, peso attuale, livello di attività fisica e obiettivo di peso.
- Ridurre tra le 500 e le 700 kcal al giorno rispetto al mantenimento, per ottenere una perdita di peso progressiva e sostenibile.
- Garantire l’assunzione di tutti i nutrienti: proteine, carboidrati complessi, grassi sani, vitamine e minerali.
- Includere cinque pasti al giorno per evitare picchi di fame e mantenere stabili i livelli di energia.
- Pianificare i menù in anticipo per evitare improvvisazioni e scelte poco salutari.
- Evitare diete troppo restrittive o monotone, che possono causare effetto yo-yo o abbandono del piano.
- Integrare regolarmente l’attività fisica per favorire il consumo calorico e mantenere la massa muscolare.
- Monitorare i progressi e adattare il piano se necessario.
Benefici di un’Alimentazione Ipocalorica
Il beneficio più “visibile” del seguire un regime alimentare ipocalorico è la perdita di peso. Tuttavia, sono stati rilevati anche ulteriori vantaggi nei soggetti che seguono una dieta ipocalorica:
- Miglioramento della salute cardiovascolare, per via dell’abbassamento della pressione sanguigna.
- Miglioramento della sensibilità all’insulina, riducendo, di conseguenza, i rischi di sviluppare malattie come diabete o disturbi del metabolismo come la sindrome metabolica.
- Riduzione del rischio di sviluppare malattie cardiache e tumori.
Le diete a bassissimo calorico (Very Low Calorie Diets, o VLCD), se adeguatamente prescritte e con un trattamento di follow-up attivo da parte di un professionista qualificato, sembrano inoltre essere tra le migliori modalità di trattamento per la perdita e il mantenimento del peso.
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Chi Prescrive la Dieta Ipocalorica?
Come già accennato, è totalmente sconsigliabile adottare una dieta ipocalorica fai-da-te, che potrebbe causare danni all’organismo. Altresì, occorre assicurarsi di rivolgersi solo a professionisti qualificati, che possano, anche a livello legale, redigere e prescrivere un piano alimentare personalizzato. In Italia, legalmente, sono tre le figure professionali che possono prescrivere un piano alimentare, e dunque una dieta ipocalorica:
- Il dietista: professionista laureato in dietistica. Solitamente prepara i piani alimentari prescritti dai medici e assiste il paziente nella loro applicazione. Il dietista non può prescrivere farmaci e, sebbene possa raccomandare esami o approfondimenti, questi devono essere sempre confermati dal medico curante. Può, tuttavia, consigliare al paziente l’uso di integratori alimentari in libera vendita. Ha la facoltà di redigere piani alimentari personalizzati sui bisogni e le caratteristiche del paziente, e monitorarne l’applicazione.
- Il biologo nutrizionista: professionista laureato in biologia e specializzato in dietetica o nutrizione. Come il dietista, non può prescrivere farmaci. Può tuttavia elaborare piani alimentari personalizzati ed educare e seguire il paziente sulle corrette abitudini alimentari da seguire.
- Il medico dietologo: professionista laureato in Medicina e Chirurgia, che ha conseguito specializzazione quadriennale in Scienze dell’Alimentazione. È l’unico professionista della nutrizione ad avere la facoltà di prescrivere farmaci, essendo un medico a tutti gli effetti. Altresì, il medico dietologo può diagnosticare disturbi del comportamento alimentare e prescrivere esami diagnostici qualora lo ritenga necessario.
Perché Farsi Prescrivere un’Alimentazione Ipocalorica da un Professionista?
Ancora una volta, occorre ricordare che perdere peso in maniera duratura, e soprattutto sana, richiede un approccio basato su conoscenze specifiche. Solo un professionista qualificato è in grado di prescrivere una dieta ipocalorica che, oltre a favorire il dimagrimento, garantisca un apporto adeguato di nutrienti essenziali e sia in grado di assecondare le preferenze e i bisogni del paziente. Ad esempio, il professionista può preparare una dieta ipocalorica che sia compatibile con una dieta vegana, se il paziente lo desidera.
Affidarsi ad un professionista garantisce la buona riuscita del piano alimentare a lungo termine.
False Credenze Sulla Dieta Ipocalorica
Girano diversi miti e false credenze riguardo le diete ipocaloriche, che spesso portano le persone a scoraggiarsi ancor prima di aver iniziato a seguire il piano alimentare. Tra queste vale la pena ricordare:
- Seguire una dieta ipocalorica equivale a “fare la fame”. Falso. Se seguiti da un professionista qualificato. Quest’ultimo sarà infatti in grado di indicare al paziente dei cibi ipocalorici che favoriscano il senso di sazietà, ad esempio alimenti ad alto volume rispetto la quantità di calorie contenute.
- Seguendo una dieta ipocalorica si deve mangiare solo frutta e verdura. Falso. Un buon professionista dell’alimentazione è in grado non solo di indicare al paziente una varia e corretta alimentazione a basso contenuto calorico. Sarà anche in grado di assecondare il paziente, per quanto possibile, nei suoi gusti e nelle sue preferenze, concedendogli degli “sgarri” ogni tanto. Questo, soprattutto per evitare che il soggetto si scoraggi abbandonando la dieta prima della conclusione del periodo di regime alimentare controllato.
- Non è possibile seguire un regime alimentare a basso contenuto calorico se si soffre di intolleranze. Falso. I professionisti sono preparati, e qualora il paziente soffra di intolleranze alimentari, gli indicherà alimenti o integratori che non vadano ad aggravare tale disturbo.
- Se inizio a seguire una dieta ipocalorica dovrò farlo per sempre. Falso. Un regime alimentare controllato, e soprattutto “stringente” come una dieta dovrebbe essere limitato nel tempo. Sarà il nutrizionista o il dietologo, una volta perso il peso concordato con il paziente, ad elaborare un’adeguata strategia di mantenimento del peso. Altresì, nel periodo di dieta il professionista educherà il paziente per consentirgli di assumere un atteggiamento positivo nei confronti del cibo e dell’alimentazione, che possa portare avanti anche in seguito alla conclusione della dieta.
- Se seguo una dieta non devo effettuare attività fisica. Falso. Salvo condizioni di salute particolari, è sempre consigliabile accompagnare al regime alimentare un’adeguata attività fisica. Questo non solo per accompagnare e favorire la perdita di peso, ma anche per migliorare lo stato di salute e il benessere mentale del soggetto.
Quando è Opportuno Iniziare una Dieta Ipocalorica?
Tendenzialmente sono i soggetti in sovrappeso a dover seguire un’alimentazione ipocalorica. Questo proprio perché l’obiettivo principale di questa tipologia di dieta è la riduzione del peso corporeo, tramite la messa in atto di un deficit calorico.
Va da sé, dunque, che soggetti con dei valori corporei nella media o addirittura sottopeso non devono seguire tale tipo di alimentazione. La quantità di calorie da introdurre giornalmente dipende dal soggetto, dalla gravità del sovrappeso, dalla presenza di condizioni mediche pregresse o dalla familiarità con esse e così via.
Come Strutturare la Dieta Ipocalorica?
Arrivati a questo punto, è chiaro che non è possibile strutturare una dieta ipocalorica in maniera autonoma. Questo, sia perché solo un professionista qualificato è in grado di redigerne una a seguito di una visita al paziente, sia perché le variabili sono numerose, e dunque una dieta adatta ad un soggetto potrebbe non essere - e probabilmente non è - adatta ad un altro.
Tuttavia, c’è una struttura “di base” simile per tutte le diete ipocaloriche:
- Occorre seguano le linee guida per una sana alimentazione redatte dal Ministero della Salute. Questo comprende il bilanciamento dei macronutrienti, che devono venire sempre e comunque assunti in quantità adeguate. Tali macronutrienti sono proteine, grassi e carboidrati. Una dieta sbilanciata, che elimini o riduca drasticamente dei macronutrienti in favore di altri, rischia di portare a problemi importanti o ad aggravare eventuali già preesistenti: malattie metaboliche, reflusso gastroesofageo, problematiche dell’apparato gastrointestinale e così via.
- Devono essere accompagnate ad una adeguata idratazione. I pazienti tendono talvolta a sottovalutare l’importanza dell’assunzione di acqua nell’organismo, ma è essenziale per il buon funzionamento dello stesso, e per favorire il senso di sazietà. Occorrerebbe in media assumere da 1,5 a 2 litri di acqua al giorno.
- Qualora possibile, come già accennato, dovrebbero essere accompagnate da un’attività fisica adeguata, per età, sesso, stato di salute complessiva del soggetto. L’attività fisica migliora il tono muscolare e porta a bruciare calorie, oltre a favorire la salute e il benessere psicologico dell’individuo.
- Devono essere redatte su misura per ogni paziente, come già accennato. Questo comprende il tenere in considerazione per quanto possibile le preferenze e le abitudini alimentare del soggetto, per evitare o limitare per quanto possibile che quest’ultimo si scoraggi e abbandoni il piano alimentare.
- Devono essere accompagnate ad un piano di educazione alimentare e seguite da un periodo di mantenimento. In questo, stabilire un rapporto di fiducia tra paziente e professionista è assolutamente cruciale. Il professionista educherà quindi il paziente ai principi di una buona alimentazione, così che, anche dopo il termine della dieta, il paziente sia in grado di seguirli in autonomia o con eventuali sedute di controllo periodiche. L’obiettivo è far sì che la frequenza di questi incontri possa ridursi nel tempo, con il paziente in grado di seguire da sé un’alimentazione bilanciata grazie al supporto pregresso del dietista o nutrizionista.
Equilibrio Alimentare e Dieta Ipocalorica
Anche seguendo una dieta ipocalorica è assolutamente cruciale seguire un’alimentazione equilibrata. Come già accennato più volte, tagliare o ridurre drasticamente alcuni macronutrienti può portare a problematiche di salute o ad incorrere nel cosiddetto “effetto yo-yo”: una perdita di peso anche importante iniziale, seguita da un recupero dello stesso.
Le conseguenze possono essere scoraggiamento, abbandono del piano alimentare e, nei casi più estremi, sviluppo di disturbi del comportamento alimentare (DCA). Di conseguenza, è fondamentale seguire una dieta equilibrata anche mentre si segue un regime ipocalorico.
Cosa Mangiare Nella Dieta Ipocalorica?
Le già citate linee guida del Ministero della Salute suggeriscono una suddivisione dei macronutrienti come segue:
- Lipidi, o grassi. Dovrebbero rappresentare il 25-35% dell’apporto giornaliero. Pur venendo spesso “demonizzati”, svolgono numerose funzioni fondamentali per l’organismo. Tra queste ricordiamo il trasporto delle vitamine liposolubili, la produzione di ormoni, la termoregolazione. È preferibile privilegiare grassi insaturi presenti in olio d'oliva, avocado, frutta secca e pesce grasso come salmone, sgombro e anguilla.
- Carboidrati. Dovrebbero rappresentare il 45-60% dell’apporto giornaliero. Sono la principale fonte di energia per l'organismo. Si consiglia di privilegiare i carboidrati cosiddetti complessi e ricchi di fibre.
Esempio di Menù Giornaliero (1200 kcal)
Questo menù è solo un esempio e deve essere personalizzato da un professionista:
- Colazione: Due uova, due fette biscottate e 200 grammi di latte scremato, oltre ad un caffè.
- Spuntino: Una mela.
- Pranzo: 100 grammi di pasta integrale, 50 grammi di lenticchie non ancora rinvenute e 200 grammi di carote.
Calorie negli Alimenti Comuni
Ecco una tabella riassuntiva delle calorie contenute negli alimenti più comuni. Si tratta di range abbastanza ampi, considerando che anche 200 kcal possono fare la differenza sulla perdita di peso:
| Alimento | Calorie (per porzione) |
|---|---|
| Pasta integrale (100g) | Circa 350 kcal |
| Lenticchie (50g, secche) | Circa 160 kcal |
| Mela (1 media) | Circa 95 kcal |
| Uovo (1 medio) | Circa 70 kcal |
Nota: I valori calorici possono variare in base alla preparazione e alle dimensioni della porzione.
L’Importanza di Studiare Nutrizione per Farlo Bene
Seguire un’alimentazione sana e personalizzata richiede conoscenze specifiche. Per questo motivo, formarsi in nutrizione è fondamentale per comprendere i principi delle diete come quella ipocalorica e applicarle in modo sicuro. Che tu voglia migliorare la tua salute o aiutare gli altri, studiare nutrizione ti fornisce strumenti essenziali per capire il funzionamento di macronutrienti e micronutrienti nel corpo umano.
Inoltre, consente di riconoscere gli errori più comuni nella pianificazione dietetica, progettare piani alimentari su misura per obiettivi specifici, promuovere abitudini di vita sane ed evitare la diffusione di falsi miti alimentari.
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