La bulimia è un disturbo alimentare con conseguenze fisiche sull’organismo gravi e dannose che, se non trattate, possono comportare problemi a lungo termine. Esistono molteplici effetti del ciclo di alimentazione incontrollata e svuotamento che è caratteristico della bulimia. La bulimia nervosa è un disturbo che genera molta sofferenza a chi ne è colpito.
È una malattia psicologica che per certi aspetti è simile all’anoressia: in entrambi i casi è centrale la forte paura di ingrassare (quindi l’idea di perfezione) e il controllo. Le persone che soffrono di bulimia nervosa cercano disperatamente di controllare la propria alimentazione. A causa delle diete rigide a cui si sottopongono, sperimentano episodi di abbuffate incontrollati a cui rispondono mettendo in atto comportamenti che permettono di “rimediare” al danno fatto. L’obiettivo è espellere dal proprio corpo le calorie ingerite.
Effetti Fisici Immediati della Bulimia
La bulimia presenta una serie di effetti fisici immediati. L’effetto su ogni individuo varia a seconda dello stato del suo disturbo alimentare e della sua fisiologia individuale. Uno degli effetti di bulimia più diffusi è il “segno di Russell”: calli sulle nocche e sulle mani causati quando si induce il vomito. Con questa pratica, infatti questa parte della mano sgratta contro i denti.
Il gonfiore del viso è uno degli effetti che chi soffre di bulimia ritiene sia più doloroso: a volte viene descritto come “viso da bulimia”, il gonfiore può far sì che le persone avvertano che il loro viso “sembri grasso”. Ciò che accade è la reazione del corpo al vomito autoindotto e alla disidratazione che provoca.
Carie Dentale e Problemi Elettrolitici
La carie dei denti è strettamente legata al ciclo del vomito di abbuffata perché il contenuto dello stomaco è estremamente acido e i continui cicli di vomito provocano il cedimento dello smalto dei denti a causa di questo contenuto acido.
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Gli elettroliti sono sali, o ioni, carichi elettricamente, utilizzati dal corpo per regolare l’idratazione, oltre alla funzione nervosa e muscolare. Chi compensa per molto tempo presenta uno squilibro degli elettroliti persistente, con il rischio che ciò influisca sulla funzione cardiaca e renale. Il potassio è un elettrolita (classificato anche come minerale) che viene spesso esaurito a causa del ciclo di svuotamento ed abbuffata ed è particolarmente importante per la funzione cardiaca.
Rischi e Conseguenze a Lungo Termine
Altri effetti fisici a lungo termine della bulimia nervosa e dei potenziali rischi sono l’interruzione del ciclo mestruale problemi di fertilità correlati. Anche la stanchezza cronica causata dal costante esaurimento delle sostanze nutritive durante gli svuotamenti è un rischio, oltre a futuri problemi di salute delle ossa, a causa della perdita di calcio.
La perdita di peso riduce la risposta ai trattamenti antitumorali sia medici che chirurgici e fa aumentare il rischio di mortalità. Il mantenimento del peso ideale è un obiettivo da conseguire sia quando si è sani che quando ci si ammala di tumore. Anche dopo la fine delle terapie, è importante continuare a controllare il proprio peso, perché questo potrebbe di nuovo ridursi o tendere ad aumentare proprio in conseguenza dei trattamenti ricevuti.
Comportamenti e Abitudini Alimentari nella Bulimia
Le persone che soffrono di bulimia nervosa hanno abitudini alimentari molto caotiche e sono tutte caratterizzate dalla presenza di abbuffate oggettive. L’alimentazione al di fuori delle abbuffate è molto controllata e restrittiva, alcune persone non mangiano praticamente nulla. In tutti i casi le abbuffate avvengono sullo sfondo di tentativi estremi di ridurre l’introito di cibo, ignorando il fatto che è proprio questo meccanismo che dà vita alle abbuffate.
Molte persone si inducono il vomito dopo ogni abbuffata con l’obiettivo di liberarsi dal cibo ingerito. Le persone che soffrono di bulimia nervosa hanno un comportamento alimentare molto controllato quando sono in pubblico, con la tendenza di mangiare molto poco o per nulla alla presenza di altre persone. A causa delle abbuffate tendono ad avere una considerazione di sé stessi molto negativa, si sentono in colpa, si vergognano e provano disgusto verso sé stessi.
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Il Ciclo delle Abbuffate e delle Condotte Compensatorie
A caratterizzare la crisi bulimica è determinante anche la durata; infatti avviene in un periodo limitato, in genere entro le due ore. Un episodio di abbuffata non deve necessariamente avvenire in un unico contesto, infatti una persona può cominciare ad abbuffarsi in ristorante e continuare una volta rientrato a casa.
Per quanto riguarda la perdita di controllo, alcuni individui riportano un senso di estraniamento durante o a seguito di un’abbuffata, come se non governassero il proprio corpo. La difficoltà del controllo associata alle abbuffate però non è assoluta; per esempio un individuo può continuare ad abbuffarsi mentre il telefono squilla ma interrompere bruscamente se qualcuno entra inaspettatamente nella stanza. In molti casi le abbuffate vengono pianificate.
Il cibo assunto durante le abbuffate varia da individuo a individuo ma può variare anche per una stessa persona. Ciò che caratterizza le abbuffate non è la qualità del cibo ma la quantità del cibo consumato. Le abbuffate avvengono in solitudine, quanto più segretamente possibile. L’abbuffata continua fino a quando l’individuo comincia a sentirsi sgradevolmente pieno e addirittura dolorante. Solitamente l’antecedente più comune di una crisi bulimica è un’emozione negativa.
Il Ruolo delle Diete Restrittive
Molte persone che compiono abbuffate spesso si sottopongono a diete estreme. Una dieta rigida prolungata caratterizzata da episodi di abbuffata è lo schema tipico della bulimia nervosa. Tra gli individui con bulimia nervosa è comune l’errore di credere che il fatto di mettersi a dieta sia una semplice risposta alle abbuffate. In realtà il mettersi a dieta gioca un ruolo importante nel causare le abbuffate.
Vi sono tre tipologie di diete:
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- Ritardare i pasti.
- Ridurre l’apporto complessivo di cibo. Questo implica il cercare di tenere l’introito complessivo di cibo sotto una certa soglia. Per molte persone con bulimia nervosa il limite è rappresentato dalle 1000 alle 2000 calorie, ben sotto il necessario per un normale funzionamento quotidiano.
- Evitare certi tipi di alimenti.
Tutti i tipi di dieta descritti hanno effetti fisici e psicologici sulle persone. Un importante effetto psicologico riguarda l’eccessiva preoccupazione dei pensieri riguardanti il cibo e l’alimentazione può sviluppare anche un senso di deprivazione. Alcune persone che sono a dieta risultano così preoccupate dagli alimenti che stanno cercando di evitare, da non riuscire a pensare ad altro.
Il Vomito come Metodo Compensatorio
Durante una crisi bulimica una persona smette di mangiare quando comincia a stare male. In quel momento si fa forte il desiderio di liberarsi da tutto ciò che si ha mangiato; solitamente si mette due dita in gola e continua a vomitare fino a quando non si sente sufficientemente vuota. In questo modo si sente sollevata e ripulita anche se esausta.
La credenza secondo cui il vomito sia un modo efficace per liberarsi dal cibo è sbagliata. In realtà il vomito permette di recuperare soltanto circa la metà delle calorie consumate. Oltre a non eliminare tutto ciò che mangiamo il vomito autoindotto frequente può causare dei grossi danni alla salute fisica producendo alterazioni dell’equilibrio elettrolitico e dei fluidi.
Lassativi e Diuretici
L’uso di lassativi e diuretici per controllare il peso è meno comune rispetto all’uso del vomito autoindotto. Anche i diuretici tendono ad essere assunti secondo questa modalità. In realtà i lassativi hanno un effetto assai limitato sull’assorbimento delle calorie perché la maggior parte del cibo viene assorbita dalla parte alta dell’intestino mentre i lassativi agiscono sulla parte bassa dello stesso.
I diuretici non hanno nessun effetto sull’assorbimento delle calorie, il loro effetto è solo disidratante. Nonostante questo, molte persone considerano gratificante l’utilizzo di questi farmaci perché il loro peso cala (anche se solo temporaneamente a causa della perdita dei liquidi).
Importanza della Forma Fisica e del Peso Corporeo
“La sicurezza in me stessa e quanto io valgo sono strettamente legati al pensiero che io debba essere fisicamente bella, cioè magra. Se mi capita di prendere del peso, anche un solo chilo, sento di non essere più attraente e vedo la mia vita cupa e difficoltosa perché subentra anche un senso si disperazione.
La maggior parte delle persone che ricorrono alle abbuffate danno una estrema importanza alla forma e al peso del proprio corpo. Queste preoccupazioni diventano addirittura invalidanti nella quotidianità delle persone con bulimia. Questa iper-preoccupazione per la forma e il peso corporeo è di estrema importanza nella comprensione della bulimia, ma anche negli altri tipi di disturbi alimentari. Ha un ruolo centrale rispetto alla loro persistenza, possiamo considerarla il “motore” che alimenta i disturbi alimentari.
Per far fronte a questa forte paura le persone non possono fare altro che adottare diete restrittive rigide. Queste diete sono caratterizzate da una serie di regole precise che la persona si pone, e per essere rispettate in modo perfetto e rigido richiedono un impegno forte e costante. Tutte queste regole rappresentano il principale fattore nella comparsa delle abbuffate.
Con il tempo chi è colpito da bulimia cerca un modo per compensare all’abbuffata perché ritiene insopportabile che tutte le calorie ingerite rimangano all’interno del proprio corpo e quindi ingrassare. Come abbiamo visto le persone con bulimia nervosa possono emettere uno o più comportamenti compensatori che sono stati sopra descritti. Tutti i metodi compensatori sono un fattore di mantenimento per la bulimia nervosa.
La persona pensando di avere un metodo grazie al quale rimediare al danno fatto con l’abbuffata, si sentono legittimate ad abbuffarsi ancora, creando un circolo vizioso che si autoalimenta. Anche l’umore, i pensieri, gli eventi e le relazioni possono dare il via alle abbuffate.
Impatto sulla Qualità della Vita e Trattamento
La qualità della vita delle persone che soffrono di bulimia nervosa è notevolmente compromessa. Depressione, bassa autostima e vergogna sono i sintomi psicologici più frequenti. Le persone con bulimia vivono le abbuffate con forte senso di colpa, vergogna e frustrazione.
Le persone che ricorrono alle abbuffate sembrano essere vulnerabili anche all’ansia sia come caratteristica di personalità, ma soprattutto quando si trovano in situazioni che riattivano le loro preoccupazioni. Infatti è comune che le persone con bulimia evitino situazioni sociali, in particolari quelle in cui devono mangiare in presenza di altre persone. Può succedere che associato alla vergogna di mangiare in pubblico, vi sia il disagio e l’insoddisfazione nell’esporre il proprio aspetto fisico.
Le ricerche oggi evidenziano che la terapia cognitiva e comportamentale effettuata a livello ambulatoriale rappresenti la miglior scelta terapeutica per la bulimia. Prima dell’inizio del trattamento viene eseguita una valutazione della natura e della gravità dei problemi del paziente, detta assessment. I primi incontri sono importanti per creare una buona alleanza terapeutica. È importante che il paziente sia in grado di fare un uso ottimale del trattamento.
La Fase Uno è la più intensiva del trattamento. In questa fase il paziente viene motivato al trattamento e al cambiamento. Un altro obiettivo di questa fase è fare una buona psicoeducazione sul suo disturbo. Infine, vengono introdotte delle procedure chiave: la misurazione collaborativa settimanale del peso e l’alimentazione regolare con la registrazione di un diario alimentare. In questa fase continuano le procedure introdotte nella Fase Uno. L’obiettivo di questa fase è affrontare i processi chiave che mantengono la bulimia.
I meccanismi affrontati e l’ordine con cui sono affrontati dipende dal ruolo e dall’importanza che hanno nel mantenere il problema. Quasi sempre si inizia ad affrontare l’eccessiva valutazione del peso e della forma del proprio corpo.
Farmaci e Supporto
I farmaci che vengono utilizzati per il trattamento della bulimia nervosa sono gli antidepressivi appartenenti alla categoria degli inibitori per la ricaptazione della serotonina. Malgrado alcune ricerche abbiano dimostrato che questi farmaci non possiedano nessuna efficacia a lungo termine, sembra giochino un ruolo importante nella riduzione della frequenza delle abbuffate e dei metodi compensatori (del 50/60% in poche settimane).
Consigli Utili
Se sei entrato in questa pagina è possibile che tu ti sia resa/o conto di avere un problema con l’alimentazione. Nello specifico cerchi di mangiare pochissimo perché hai paura di ingrassare ma ti trovi inspiegabilmente ad abbuffarti? Ti vergogni per quello che fai e vorresti riuscire a controllarti ma non ci riesci? Ti senti a disagio a mangiare in pubblico o ad uscire?
Se hai risposto sì a queste domande cerca di fermarti a riflettere e cerca di capire che non devi vergognarti di te perché purtroppo sei entrata/o in un vortice vizioso in cui molti entrano e da cui è molto difficile uscire. Come per tutti i disturbi alimentari, prima inizi a renderti conto di essere rimasto/a ingabbiata/o nelle eccessive preoccupazioni riguardanti l’aspetto fisico, più velocemente riuscirai a contrastare i difficili sintomi di questo disturbo.
Per prima cosa metti da parte i tuoi sentimenti di vergogna e frustrazione perché peggiorano solo la situazione e cerca di capire la natura articolata di questo disturbo. È importante che tu ti renda conto delle modalità alimentari disfunzionali che hai acquisito mangiando in modo controllato e rigido, e della pericolosità del comportamento compensatorio che metti in atto sia a livello medico che a livello psicologico. Questi due tipi di comportamenti continuano ad incrementare e a perpetuare il tuo disturbo ponendosi come fattori di mantenimento.
Se ti capita di mangiare due cioccolatini cerca di pensare che non hai sgarrato e che non hai perso il controllo, non mettere in atto l’errore di ragionamento “bianco o nero” che spesso dà il via alle abbuffate perché non si è stati capaci di controllarsi. Due cioccolatini sono due cioccolatini non significano “tanto ormai ho fallito”. Ricorda: non devi tenere tutto sotto controllo.
Fortunatamente, esiste un trattamento per la bulimia valido e collaudato, con solide prove della sua efficacia. Il trattamento si svolge quasi sempre in un ambiente ambulatoriale (consultare un terapista una volta alla settimana), a meno che non ci siano altri problemi che richiedono un ricovero ospedaliero. Cercare un trattamento per la bulimia il più presto possibile è molto importante, sia in termini di riduzione del rischio degli effetti collaterali fisici a lungo termine e duraturi, sia perché è noto che si riscontrano risultati migliori se la bulimia e gli altri disturbi vengono trattati per tempo.
| Area del Corpo | Conseguenze |
|---|---|
| Mani | Segno di Russel (callosità e abrasioni) |
| Denti | Carie, erosione dello smalto, sensibilità termica |
| Viso | Gonfiore delle ghiandole salivari |
| Sistema Elettrolitico | Squilibrio di potassio, sodio, magnesio |
| Ciclo Mestruale | Interruzione o irregolarità |
| Esofago e Stomaco | Lesioni ulcerative, rottura dello stomaco |