Lo svezzamento vegetariano è una scelta sempre più diffusa tra i genitori che desiderano offrire ai propri figli un'alimentazione ricca di nutrienti di origine vegetale. È fondamentale, tuttavia, affrontare questo percorso con consapevolezza e informazione per garantire una crescita sana ed equilibrata.
Considerando che, in termini evoluzionistici, l'uomo è un primate con caratteristiche metaboliche simili a quelle dei primati vegetariani, il nostro organismo è naturalmente predisposto al consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non indebolisce l'organismo, come dimostra la crescita dei neonati nutriti esclusivamente con latte.
La carne non è indispensabile nell'alimentazione, nemmeno durante lo svezzamento. Le proteine necessarie si trovano anche in molti vegetali, come i legumi, permettendo una dieta ricca e variata con vitamine, proteine, zuccheri e grassi vegetali in modo completo e calibrato. Questi alimenti, se consumati in quantità sufficiente, possono prevenire carenze e rafforzare la resistenza alle malattie infettive.
Cosa Mangiare Durante lo Svezzamento Vegetariano
Come nello svezzamento tradizionale, si può iniziare con un brodo vegetale ricco di vitamine e sali minerali, nel quale si sciolgono farine come crema di cereali (che garantiscono la giusta quantità di carboidrati), senza glutine: riso, mais, grano saraceno e miglio sono perfetti per cominciare.
Fino ai sei mesi si può procedere proponendo farine sempre diverse come farro, avena, orzo (attenzione a lasciare in ammollo in acqua i chicchi per 12 ore e poi lessati per eliminare le fibre che non sarebbero digerite dall’intestino del neonato. Nel contempo è importante aggiungere alla pappa un cucchiaino di legumi, che forniscono la giusta quantità di proteine vegetali, si inizia con le lenticchie rosse decorticate e poi si procede con piselli, fagioli neri, ceci, lenticchie marroni, azuki e via via gli altri legumi con il passare dei mesi. Attenzione alla preparazione dei legumi che vanno lasciati in ammollo per 12 ore e poi cotti a lungo e passati. In questo modo, spiegano i nutrizionisti, il legume si idrata e si elimina gran parte dei fitati (si tratta di sostanze che ostacolano l’assorbimento dei sali minerali contenuti nei legumi.
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A sette mesi si può dare aggiungere il passato delle verdure del brodo (zucchine, patate, carote) e se non si sceglie la strada vegana si possono aggiungere latticini (ricotta fresca, formaggini).
Il Ruolo dei Legumi
I legumi, come lenticchie rosse decorticate, possono essere introdotti intorno ai sette mesi come prima fonte proteica vegetale. Di recente la SIP (Società Italiana di Pediatria) ha demolito il dogma dei latticini, dichiarando che prima dell’anno di età è bene non inserire parmigiano nelle pappe.
Infatti la paventata necessità di introdurre alimenti particolarmente ricchi in calcio, come latte e latticini, proviene dall’errore di consumare cibi acidificanti, come le carni, che di fatto sequestrano calcio da ossa e denti indebolendoli. Già prima dell’anno si possono poi introdurre yogurt di soia, purché privato degli eventuali pezzi di frutta, perché i bambini piccoli non gradiscono “ostacoli”.
Bevande Vegetali: Cosa Sapere
Le bevande vegetali sono diventate popolari, ma è essenziale considerare che il loro profilo nutrizionale è diverso da quello del latte vaccino. Per questo motivo, la Società nordamericana di Gastroenterologia Pediatrica, Epatologia e Nutrizione raccomanda di non sostituire il latte materno o quello in formula con bevande vegetali nel primo anno di vita, poiché potrebbero alterare il normale percorso di crescita del bambino. I "latti" di riso, soia e avena hanno un contenuto proteico inferiore a quello del latte vaccino e possono mancare di micronutrienti come calcio, ferro, vitamine B12 e D. Questo può portare a ritardi nella crescita, riduzione dell'aumento di peso, anemia e tendenza a sviluppare calcoli renali.
Nel caso in cui l'alimentazione complementare (svezzamento) non preveda alimenti di origine animale, è cruciale integrare la dieta. Se non si prosegue con l'allattamento al seno e si escludono le alternative di origine animale, si può ricorrere a latti in formula a base di proteine vegetali (generalmente soia) specifici per i bambini, con integrazioni di vitamine A, B12 (anche nella dieta della mamma, durante l’allattamento al seno) e D, calcio, acido folico, ferro, zinco e acidi grassi omega 3 (DHA e EPA). Fino ai due anni, l’apporto di proteine vegetali dovrebbe raggiungere il 30-35 per cento dell'introito calorico giornaliero, poiché sono meno assimilabili rispetto a quelle animali.
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La crescita dei consumi di bevande vegetali è da ricondurre alla scelta di seguire una dieta vegana, alla sensazione che porta a considerarle più salutari o a una'allergia alle proteine del latte vaccino. Quest'ultimo è però l'unico caso in cui un bambino ha la necessità di rinunciare alle formule di origine animale.
Tutte le indicazioni fornite fin qui riguardano il periodo che parte dal sesto mese di vita. Questo perché prima, stando a quanto raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle principali società scientifiche, un neonato dovrebbe essere nutrito esclusivamente con il latte materno. Soltanto se questo non fosse disponibile, l’alternativa da considerare è rappresentata dai latti formulati per l’infanzia. La maggior parte di questi sono derivati da quello vaccino (modificati per renderli più simili al latte materno). Se invece si vuole ricorrere a formule vegetali, ne esistono di specifiche per l’infanzia a base di proteine della soia. «Ma eviterei di ricorrervi prima del sesto mese di vita», è il pensiero di Lionetti.
Consigli Pratici
L'importante è avere un confronto costante su questi argomenti con il pediatra di libera scelta ed evitare il fai-da-te. Detto ciò, nell'ambito del percorso di svezzamento, è raccomandato il proseguimento dell’allattamento materno almeno dai 6 ai 12 mesi (se possibile, anche oltre). Se invece non si ha questa opportunità, l'indicazione è quella di ricorrere ai latti di proseguimento (formula 2). Una volta superato l'anno di vita, invece, anche le bevande vegetali riservate agli adulti possono essere progressivamente inserite nella dieta: meglio se arricchite in calcio e non in zuccheri.
Nell'ambito di una dieta varia, è fondamentale un consumo frequente di piatti a base di cereali e legumi, in modo da completare il pannello di amminoacidi necessari.
Svezzamento Vegetariano: Rischi e Precauzioni
Molti pediatri possono essere scettici riguardo allo svezzamento vegetariano, ma questo tipo di alimentazione non comporta necessariamente problemi allo sviluppo del bambino, a condizione che non sia improvvisata. È consigliabile consultare un nutrizionista per garantire che il bambino riceva tutti i nutrienti necessari. Una dieta squilibrata può causare problemi come rachitismo, anemia, problemi nella crescita e disturbi neurologici. In particolare, una dieta vegana richiede l'integrazione di vitamina B12, essenziale per lo sviluppo del sistema nervoso.
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Alimenti da Introdurre con Cautela
Non bisogna ritardare troppo l’inserimento degli alimenti più allergizzanti. Ben venga, dunque, la presenza di questi cibi già durante lo svezzamento, purché con un po’ di buon senso. Per i primi inserimenti sarà bene attendere due-tre giorni di distanza l’uno dall’altro. Solo se il bambino accetta gli inserimenti e non presenta alcuna reazione sarà possibile procedere oltre.
Consigli Aggiuntivi
- Fibre: Dal momento che queste abbondano negli alimenti vegetali, possono saziare precocemente il bambino e limitarne l’assorbimento di alcuni nutrienti tra cui il ferro.
- Grassi: Un lattante ha una velocità di crescita rapida e necessita di molte calorie in poco spazio. Glieli forniremo aggiungendo ai pasti dell’olio extravergine di oliva, olio di semi di lino e creme di frutta a guscio (o frutta a guscio finemente macinata).
L’impostazione di un pasto tipico prevede quindi una buona quota di cereali sotto forma di pasta, polenta, riso, miglio e altri cereali in chicco, a cui si aggiunge una porzione di alimento proteico a scelta tra legumi decorticati, formaggi e uova. Questi possono essere cucinati in tutte le loro declinazioni: i legumi esistono anche in forma di farinate, pasta, polpette, eccetera; le uova strapazzate (ben cotte) o sotto forma di frittata al forno, uovo sodo a pezzetti; i formaggi come condimento o a fettine da afferrare. Si aggiungono verdure sia sotto forma di sugo o come contorno in pezzi.
Lo svezzamento vegetariano comprende tutti i cereali, tutti i tipi di legumi (compresi il tofu e il tempeh, alimenti ottimi purché acquistati al naturale, senza aggiunta di insaporenti), tutti i tipi di verdure e frutta, di frutta a guscio e oli e i derivati animali indiretti, ovvero formaggi e uova. Non comprende, come qualcuno crede, seitan, hamburger di soia e altri prodotti pronti che simulano la carne.
Così come per lo svezzamento vegano, anche in quello vegetariano è necessario integrare la vitamina B12, poiché la quota di questa sostanza apportata da latticini e uova è insufficiente a coprire i fabbisogni del bambino e dell’adulto.
Conclusioni
Lo svezzamento vegetariano è assolutamente sicuro per il bambino, a patto che sia ben pianificato e supervisionato da professionisti. Offre l'opportunità di crescere in modo sano, con una dieta ricca di nutrienti essenziali. La chiave è l'informazione, la consapevolezza e l'attenzione alle esigenze specifiche del bambino.
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