Temporali di Calore: Definizione, Formazione e Caratteristiche

I temporali di calore, o più propriamente temporali termoconvettivi, sono i classici temporali estivi o tardo-primaverili che scoppiano nel tardo pomeriggio o in serata dopo una giornata calda e soleggiata, scaricano piogge intense e fulmini in aree piuttosto circoscritte e terminano rapidamente, talvolta anche solo 30 minuti dopo.

In estate l’espressione “temporale di calore” diventa quasi di uso comune, ma capire cos’è il fenomeno che essa indica non è immediato. L’evento si verifica quando le giornate sono particolarmente calde e non sono presenti perturbazioni.

Sono tipici delle zone centrali delle pianure o in prossimità dei rilievi e in Italia avvengono prevalentemente da maggio a settembre. Questi eventi sono anche conosciuti come temporali pomeridiani.

Come si Formano i Temporali di Calore

Per formarsi, i temporali termoconvettivi hanno bisogno di due ingredienti fondamentali: aria calda e umida al suolo e aria fredda in quota. Come ogni temporale, sono preannunciati da imponenti nubi torreggianti dalla base piatta e dal forte sviluppo verticale: i cumulonembi.

Per comprendere cos’è un temporale di calore, e perché si utilizza tale definizione, è necessario guardare alle dinamiche che portano il fenomeno a svilupparsi. Le precipitazioni non sono, infatti, in questo caso determinate dall’incontro tra aria calda e fredda in quota, ma dall’intenso riscaldamento del suolo.

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Il fenomeno scatenante dei temporali termoconvettivi è il calore al suolo causato dall'irraggiamento solare. Nelle giornate calde e soleggiate, i raggi del sole scaldano il terreno già dalle prime ore della giornata.

Comprendere cos’è un temporale di calore significa capire che esistono condizioni che rendono più probabile che essi si sviluppino. Tali fenomeni sono più frequenti nelle zone a ridosso dei rilievi, perché i pendii facilitano l’ascesa delle bolle d’aria calda. Nulla vieta, comunque, che tali eventi si verifichino anche in pianura. A fare la differenza è, in realtà, soprattutto la lontananza del mare.

Il Processo di Formazione Dettagliato

L'aria immediatamente sopra il suolo diventa sempre più calda e, con l'aumento della temperatura, diminuisce la sua densità. A questo punto entra in gioco la spinta di Archimede, ed ecco che queste “bolle” di aria calda cominciano a salire verso l'alto come un palloncino, creando un moto convettivo sotto forma di correnti ascensionali che possono essere anche piuttosto intense.

Queste salgono verso l’alto e, a pressioni minori, si espandono e iniziano ad aggregarsi. Con la diminuzione della temperatura in quota l’umidità al loro interno condensa e si formano delle vere e proprie nubi di vapore acqueo, che continuano il loro sviluppo verticale.

Man mano che l'aria calda sale incontra l'aria fredda in quota e la sua temperatura si abbassa. Questo fa condensare il vapore acqueo contenuto nell'aria stessa. Quando c'è tanta umidità al suolo, questa umidità si trasforma in innumerevoli goccioline di acqua liquida che vanno ad addensarsi per formare grandi nubi chiamate cumuli.

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Un cumulo, quando diventa congesto, può provocare rovesci ma non temporali, perché non produce fulmini. Per avere attività elettrica, e dunque temporali, occorre che i cumuli si sviluppino in verticale - grazie alle correnti ascensionali - fino ai confini della troposfera (circa 10 km di quota), dove l'acqua solidifica in minuscoli cristalli di ghiaccio.

Con le precipitazioni assistiamo nel cumulonembo a un vero e proprio tiro alla fune tra le correnti ascendenti (updraft) che alimentano la cella temporalesca e le correnti discendenti (downdraft) che scaricano piuttosto violentemente la pioggia al suolo. Queste correnti di aria fredda discendente sono il motivo per cui “i temporali rinfrescano”, cioè le temperature al suolo calano parecchio (anche di 5-6 °C) anche se temporaneamente.

La prevalenza di correnti discendenti nella zona di caduta delle precipitazioni impedisce anche l'ingresso di nuova aria calda e umida nel cumulonembo, andando così a “spegnere il motore” del fenomeno temporalesco.

Caratteristiche dei Temporali di Calore

Una volta chiarito cos’è un temporale di calore è facile capire che le sue caratteristiche saranno ben diverse da quelle del classico temporale frontale. I fenomeni del primo tipo non sono, infatti, sostenuti da perturbazioni e hanno quindi una durata breve, in genere compresa tra i 30 e i 40 minuti.

I temporali di calore si sviluppano durante il periodo estivo o tardo primaverile, in un intervallo compreso, in genere, tra fine aprile e settembre. Le condizioni più favorevoli al loro sviluppo si verificano, infatti, in genere nelle ore in cui il sole scalda maggiormente, ovvero tra tarda mattinata e primo pomeriggio.

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Altri Aspetti dei Temporali

Un temporale è un evento atmosferico che per formarsi ha bisogno di umidità, soprattutto negli strati di atmosfera più vicini al suolo, e di aria instabile, cioè di una massa d’aria che tende a salire verso l’alto con moto convettivo formando nuvole di grandi dimensioni chiamate cumulonembi, al cui interno sono presenti intense correnti ascensionali.

Serve inoltre una forzante che costringa l’aria calda e umida presente nei bassi strati a salire. Riscaldamento dal basso: il sole scalda l’aria presente vicino al suolo, che per il fenomeno della convezione tende a salire. Durante l’ascesa all’interno della nube, il vapore acqueo condensa formando delle gocce che diventano progressivamente più grandi e pesanti.

La grandine è sempre presente all’interno della nube temporalesca. Si tratta di una precipitazione solida costituita da chicchi di ghiaccio che si sono formati quando le goccioline d’acqua, sospinte dalle correnti ascensionali, si solidificano.

I fulmini, invece, rappresentano un processo che si origina quando le particelle presenti all’interno del cumulonembo, durante l’ascesa, si scontrano caricandosi elettricamente. I moti all’interno della nube, inoltre, fanno sì che si formino due o più poli fra i quali si sviluppa un campo elettrico.

Previsione e Conseguenze

La previsione dei temporali viene effettuata con l’aiuto di modelli fisico-matematici che forniscono preziose informazioni sull’evoluzione dei fenomeni. Molto spesso la previsione più accurata dei temporali viene fatta con il nowcasting, ovvero una previsione a brevissimo termine tramite l’utilizzo del radar, uno strumento che sfrutta le onde radio per rilevare la posizione e l’intensità della pioggia.

I temporali provocano notevoli conseguenze sulla vita quotidiana: le forti precipitazioni possono causare allagamenti, ma anche ruscellamenti e frane causate sempre dall’intensità della pioggia. Anche il vento, che generalmente accompagna l’evento temporalesco, può causare danni importanti agli edifici e alla vegetazione, così come la grandine.

Comprendere cos’è un temporale di calore significa non stupirsi del fatto che simili eventi nel nostro Paese siano sempre più frequenti. Le estati nell’era del cambiamento climatico sono, infatti, sempre più roventi ovunque.

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