La torta 7 vasetti vegan è un dolce semplice e soprattutto velocissimo da realizzare: non vi servirà neanche la bilancia, tutti gli ingredienti verranno dosati usando il vasetto di yogurt di soia. Il risultato sarà una torta deliziosa dalla consistenza morbida morbida conferita dalla presenza dello yogurt di soia. Noi la adoriamo nella sua forma più semplice, ma potete usare questa ricetta come base di partenza da personalizzare per ottenere una torta più vicina ai vostri gusti.
Finalmente sono riuscita a preparare una torta 7 vasetti veg degna di questo nome!! In questi anni ho provato a farla diverse volte ma con risultati veramente pessimi e vi confesso che mi ero arresa all’idea di non poterla preparare. L’altro giorno avevo in frigorifero uno yogurt in scadenza e nessun uovo e dopo qualche attimo di titubanza ho deciso di fare un altro tentativo e questa volta ho fatto centro, la torta è venuta buona!! Per questa ricetta i più indicati sono, oltre quello di soia, quello di avena e di nocciola. Quest’ultimo darà un sapore più intenso alla torta.
Cucina Botanica: Un Approccio Consapevole e Sostenibile
Vegani non si nasce, si diventa. Con consapevolezza. Lo stile di vita attuale non è più sostenibile, abbiamo il compito morale di ripensare la nostra vita in chiave green, e l’alimentazione può essere un buon punto di partenza. Lo sa bene Carlotta Perego, monzese classe 1993, laureata in design, insegnante di cucina vegetale diplomata a Los Angeles e ideatrice di un progetto digitale cucinabotanica.com, seguitissima anche su Instagram dove condivide la popolarità con il suo amato Fiocco, una nuvola bianca a 4 zampe che è già una web star adorabile e inconsapevole (?) del suo potere acchiappalike.
La cucina che Carlotta propone è consapevole, sostenibile e soprattutto buona: pancake, focaccia, burger veg belli e buoni come quelli che vedete fotografati in questa pagina arrivano dal suo libro di ricette Cucina Botanica (Gribaudo) e sono un ottimo incoraggiamento a uscire dalla routine e a provare piatti nuovi.
Un Libro per Esplorare la Cucina Veg
CourtesyCucina Botanica - Vegetale, buona e consapevole (Gribaudo) è il libro di Carlotta Perego. Non un semplice ricettario, ma un percorso guidato e ragionato per orientarsi nel mondo della cucina veg. Ma come si fa a rinunciare a carne e alimenti di origine animale senza sentirsi obbligati o “privati” di qualcosa? La chiave è tutta in una frase scritta da Carlotta nell’introduzione del suo libro Cucina Botanica e che raccoglie l’essenza del suo modo di essere. “Con gentilezza, l’educazione e comprensione. Se continueremo a dividere la realtà in vegani e onnivori, buoni o cattivi, bianco e nero, non andremo molto lontano”.
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Una vera rivoluzione gentile quella che Carlotta sta portando avanti con dedizione e onestà: “Tutti i vegani hanno pensato: non diventerò mai vegano. Poi accade, e si sta subito meglio. Ma diventarlo non ci rende persone migliori, e non ci mette nella posizione di giudicare o considerare inferiore chi non ha fatto la stessa scelta”. Senza estremismi, si può imparare a mangiare meglio e con piatti che soddisfano e sorprendono anche i palati più esigenti.
Si pensa sempre che la scelta veg sia orientata dall’altruismo pensando alla salvaguardia dell’ambiente, agli animali, all’inquinamento. Ma proviamo a porre l’accento anche sul lato più salutar-edonistico: conoscere nuovi cibi e gli infiniti modi di cucinarli, la voglia di sentirsi più leggeri, in salute e anche più belli. Chi segue un’alimentazione vegetale consuma alimenti ricchi di acqua, vitamine, fibre, poveri di grassi e zuccheri, perciò è meno soggetto a sovrappeso, malattie cardiovascolari e diabete. Pensare che un piatto bello e colorato sia anche buono e sano, aumenta la predisposizione ad assaggiarlo.
La natura ci offre un arcobaleno di nutrienti, combinabili in un caleidoscopio di gusti: i cibi di colore verde hanno poteri antiossidanti, blu e viola proteggono vista e vie urinarie, giallo e arancio contrastano i radicali liberi, licopeni e antociani del rosso aiutano in caso di fragilità capillare, quelli bianchi, con potassio e fibre, prevengono l’invecchiamento cellulare. «Che bella pelle, che bei capelli», sono i complimenti che un vegano riceve più frequentemente, e la folta chioma rossa e la pelle trasparente di Carlotta Perego ne sono la dimostrazione vivente.
Cosa Mangia un Vegano?
È la domanda delle domande. La risposta di Carlotta? «Tantissime cose buone di cui prima ignoravo l’esistenza. Ho imparato a bilanciare i gruppi alimentari, a seguire la stagionalità, a nutrirmi in modo sano. Certo, ci vuole impegno, ma non è più intelligente cambiare le proprie abitudini alimentari a lungo termine anziché seguire una dieta che ci priva di tutto (o quasi)?».
Sfatiamo qualche mito: i cereali e la pasta fanno ingrassare per ché ricchi di carboidrati? «Grande equivoco. Io la chiamo “carbofobia”, la paura del carboidrato legata al timore di ingrassare: ma sono quantità, densità e apporto calorico dei condimenti che fanno la differenza. Di per sé pasta e cereali hanno bassa densità calorica e pochi grassi, sono fonte di energia e hanno un alto potere saziante: un piatto di pasta per cena ci salva dalla tentazione di finire con il barattolo del gelato alle 11 di sera».
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Altra obiezione fatta da chi non ama consumare i legumi è che “gonfiano”: vero, ma è solo un effetto temporaneo, dovuto al fatto che il nostro organismo non li assume a sufficienza e la nostra flora batterica non è abituata alla loro presenza. «Il consiglio è di introdurli gradualmente, incrementando le porzioni settimanali, usando inizialmente quelli decorticati, farine o pasta di legumi, perché è nella buccia che si trovano le sostanze più difficili da metabolizzare».
Ricetta Torta 7 Vasetti Vegana
Semplice e senza bilancia, la torta sette vasetti vegan è perfetta anche per stare in cucina con i più piccoli. Scopriamo la ricetta base e alcune varianti. Le ricette dei dolci vegani sono particolarmente apprezzate non solo da coloro che seguono questa dieta, ma anche da chi vuole preparare dolci senza uova, latte e burro. La torta sette vasetti vegan è perfetta non solo per la prima colazione ma anche per la merenda dei più piccoli. Semplice e versatile, può essere personalizzata non solo cambiando il gusto dello yogurt, ma anche aggiungendo granella di frutta secca o frutta fresca direttamente all’impasto.
Ingredienti e Preparazione
L’unità di misura del dolce, proprio come nella sua variante classica, è il vasetto di yogurt. Sceglietene uno da 125 g, versate lo yogurt in un contenitore e lavate e asciugate il vasetto. In una ciotola unite lo yogurt, il latte e l’olio di semi, mescolando bene con una frusta da cucina in modo che si crei un composto omogeneo. Aggiungete quindi le farine, il lievito e la vaniglia. Mescolate bene sempre con una frusta da cucina e versate poi l’impasto in una teglia rivestita di carta forno. Cuocete a 180°C per 35 minuti, facendo la prova stecchino prima di sfornare. A cottura ultimata lasciate raffreddare completamente e decorate a piacere con dello zucchero a velo.
Come detto all’inizio, la torta sette vasetti si presta a innumerevoli varianti: aggiungete delle gocce di cioccolato per una versione golosa, oppure della frutta fresca a tocchetti per una più salutare. Questa torta si conserva per 3-4 giorni in un luogo fresco e asciutto e coperta da una campana di vetro per dolci o altro contenitore apposito.
Variante Semplice:
In una ciotola versate il vasetto di yogurt, poi utilizzando lo stesso vasetto come unità di misura unite allo yogurt un vasetto di latte di soia e uno di olio di semi di girasole. Sempre usando il vasetto di yogurt come misurino, riunite in una ciotola tutti gli ingredienti secchi: la farina integrale, l’amido di mais, lo zucchero, il lievito, i semi estratti dal baccello di vaniglia e il pizzico di sale. Date una veloce mescolata e poi versate gli ingredienti liquidi. Infornate in forno statico a 180°C per 35 minuti o finché la superficie sarà dorata e la torta risulterà cotta facendo la prova con lo stuzzicadenti (infilzandolo nell’impasto deve uscire asciutto e senza residui dei pasta attaccati).
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Red Velvet Vegana: Una Ricetta Alternativa
Vediamo ora come preparare una variante più elaborata, la Red Velvet Vegana:
Ingredienti per il Pan di Spagna:
- 400 g di farina
- 100 g di zucchero
- 50 g di cacao
- 10 g di lievito
- Mezzo cucchiaino di vaniglia
- 80 g di burro vegetale (a temperatura ambiente)
- 125 g di yogurt vegetale (soia naturale e senza zucchero)
- Colorante rosso (quanto basta per il colore desiderato)
- 1 cucchiaio di aceto di mele
- Latte vegetale (se necessario)
Ingredienti per la Crema:
- 200 g di crema pasticcera vegana
- 2 cucchiai di panna di soia montata
- 100 g di formaggio vegetale (a piacere)
- 2-3 cucchiai di marmellata rossa (a piacere)
Preparazione del Pan di Spagna:
- Mescolare in una ciotola tutti gli ingredienti secchi: farina, zucchero, cacao, lievito e vaniglia.
- Aggiungere il burro vegetale, lo yogurt e il colorante rosso.
- Aggiungere l'aceto di mele e, se necessario, un po' di latte vegetale per ottenere la consistenza desiderata.
- Mescolare con una frusta elettrica fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio.
- Trasferire il composto in una tortiera oliata e infarinata.
- Infornare in forno statico preriscaldato a 180°C per circa 30-35 minuti.
- Verificare la cottura con uno stecchino: deve uscire asciutto.
- Lasciare raffreddare completamente il pan di spagna prima di farcirlo.
Preparazione della Crema:
- Preparare la crema pasticcera vegana.
- Quando la crema sarà fredda, aggiungere la panna di soia montata e mescolare delicatamente.
- Aggiungere il formaggio vegetale e la marmellata rossa, mescolando bene.
Assemblaggio della Torta:
- Tagliare il pan di spagna in due dischi.
- Disporre il primo disco su un vassoio e bagnarlo con latte vegetale.
- Farcire con la crema e smarties vegan.
- Sovrapporre il secondo disco e bagnarlo con latte vegetale.
- Ricoprire interamente la torta con panna montata.
- Decorare il bordo con glassa alla panna (panna di soia e latte vegetale).
- Lasciare riposare in frigo per circa 30 minuti.
- Decorare la superficie con ciuffi di panna e decorazioni a piacere.
Alternativa Salata: Plumcake Vegano con Cavolini di Bruxelles
Una delle difficoltà con cui mi sono scontrata quando ho deciso di preparare una torta salata vegana è stato come sostituire le uova. Il Plumcake Salato Vegan è stato un esperimento devo dire complessivamente ben riuscito, preparato sostituendo le uova con dello yogurt di soia. Tra i vari sostituti delle uova infatti figura proprio lo yogurt, ma anche se in molti siti ve lo spacciano come la panacea di tutti i mali sappiate che non è sempre così. Se le uova servono per rendere un impasto areato, come ad esempio nel caso del panettone, allora mettere lo yogurt è una pessima idea. Se invece state preparando un dolce senza pretese la cui ricetta prevede un solo uovo, allora potete procedere con tranquillità nella sostituzione. Io ho fatto così per preparare il Plumcake Salato senza Uova, rivisitando la ricetta che tanto mi piaceva del Plumcake ai Cavolini di Bruxelles. Se mi seguite da tempo infatti, noterete quanto le due ricette si somiglino.
Ingredienti:
- Farina
- Lievito
- Sale
- Yogurt di soia
- Latte vegetale
- Cavolini di Bruxelles
- Frutta secca
- Semi di zucca q.b.
Preparazione:
- Mescolare in una ciotola le due farine, il lievito e il sale.
- Tritare grossolanamente al coltello la frutta secca e unitela alle polveri.
- A parte, mescolare lo yogurt con il latte quindi unitelo all’impasto precedente, mescolando bene in modo da evitare la formazione di grumi.
- Tagliare grossolanamente al coltello i cavolini e uniteli al composto.
- Cuocere in forno statico a 180°C per 40 minuti facendo la prova stecchino proprio come si è soliti fare per le torte: se infilzato al centro deve uscirne completamente asciutto.
- Lasciare intiepidire la torta salata prima di servirla.
Veg in 10 Passi
L’invito di Carlotta è semplice: iniziamo a mangiare meglio, assaggiamo cose nuove. E un morso a quel bel burger rosa alla barbabietola può essere il primo passo per diventare vegani gentili. Se lo siete già, cercate di trasmettere agli altri un’immagine positiva e non impositiva, ma rispettosa e ragionevole, non opprimente ma incoraggiante, che diventa automaticamente ispirazionale. «Non lasciate che il vostro “io vegano” soffochi tutti i lati del vostro carattere, della vostra vita e quella degli altri». Proprio una rivoluzione gentile.
Per chi si avvicina al mondo vegano, ecco 10 consigli utili:
- Mentalità positiva: Non sei obbligata a diventare vegana, ma puoi provarci partendo dal presupposto che non si tratta di privarti di qualcosa, ma di migliorare la qualità di quel che mangi, introducendo vegetali che hanno il potere di migliorare la tua salute. Per evitare l’effetto “privazione” totale da alimenti animali puoi iniziare evitandone uno a settimana e sostituendolo con un piatto meat free che ti gratifica particolarmente, come la pizza o la pasta.
- Non chiamarla dieta: Almeno non nella connotazione, anche errata, con cui usiamo per consuetudine questa parola, ossia come regime alimentare ridotto e privativo. Meglio dire che stai semplicemente cominciando a mangiare meglio, con regolarità e facendo attenzione alla qualità di ciò che metti in tavola.
- Togli la carne, ma aggiungi gusto: Punta l’obiettivo sulle novità che introduci nella tua routine alimentare e non sui cibi che togli: ci sono un’infinità di alimenti vegetali che si possono portare in tavola tra cereali, legumi, verdure che non avevi mai comprato prima d’ora...
- Prepara e cucina: Sembra il punto più difficile da mettere in atto perché per cucinare serve tempo. L’idea è di farlo “in quantità” un paio di volte alla settimana, organizzando le pietanze: prepara i cereali e surgelali in monoporzioni da riutilizzare per insalate o bowl, cucina piatti più elaborati come una lasagna di verdure da porzionare e mangiare in più volte.
- Limita i cibi industriali: Soprattutto per merende e colazioni la tentazione è forte: meglio una torta fatta in casa, uno yogurt di soia, della frutta secca o verdure da sgranocchiare. E se poi capita di consumare qualche snack confezionato ogni tanto, non facciamone un dramma!
- Mai senza lista della spesa: Se noti che un ingrediente sta per finire, abituati ad aggiungerlo subito alla tua lista, magari usando una delle tante app a tema, utili per razionalizzare gli acquisti. Prediligi cibi sfusi senza pack in plastica, scegli prodotti locali, ma concediti anche di sperimentare qualcosa di nuovo, è stimolante! Infine fai la spesa a stomaco pieno: la fame è cattiva consigliera.
- Surgelati ottimi alleati: Il freezer è un salvavita: frutta, verdura, cereali, pane, pasta... Tutto può essere surgelato e scongelato quotidianamente, per consumare pasti sani anche quando si ha fretta ed evitare sprechi in caso di spese fatte d'impulso in quantità eccessive.
- Resta in forma: Non serve fare maratone in palestra se non è nel tuo stile. Ma vedrai che iniziando a mangiare meglio ti sentirai anche più attiva e aumenterà la voglia di fare quattro passi all’aria aperta, un giro in bicicletta, un po' di yoga...
- Ci vuole fibra: Se ne trova in quantità in verdure, frutta, cereali, legumi, semi e frutta secca. E bevi tanto per facilitare la funzionalità intestinale. Ottime le tisane anche fredde o le acque aromatizzate con zenzero, frutti rossi o aromi naturali.
- La perfezione non esiste: Fai del tuo meglio, consapevole del fatto che può capitare di “sgarrare”. E, quando succede, non colpevolizzarti e non punirti.
Integratori: Servono Davvero?
Grande dilemma: togliendo gli alimenti di origine animale avrò bisogno di prendere un sacco di integratori? La risposta è no, tutte le sostanze nutritive di cui il corpo ha bisogno si trovano negli alimenti di origini vegetali. Cereali integrali, frutta secca, semi oleosi e verdure di colore verde sono un ottima fonte di ferro da abbinare agli alimenti che contengono vitamina C che ne facilità l’assorbimento, di calcio sono ricche le crucifere (cavoli, broccoli, carciofi…), gli omega 3 che si trovano nel pesce (assieme però anche a una gran quantità di metalli pesanti) possono essere assunti con noci o semi oleosi di chia e lino: unica accortezza, vanno sempre tritati per permettere il rilascio dell’olio. Unica eccezione, la vitamina B12, che va presa obbligatoriamente.
Ma va fatta una riflessione: questa vitamina viene prodotta dai batteri presenti nel suolo o dal sistema digerente degli erbivori. Oggi la maggior parte degli animali allevati per il consumo alimentare non hanno la possibilità di nutrirsi all’aria aperta e mangiano cibi artificiali quindi non possono assorbire questo nutriente e trasmetterlo al prodotto finale, ossia alla carne.
Come Sostituire gli Ingredienti di Origine Animale
Ma come si fa a cucinare “senza”? Una torta o frittata senza uova non è impossibile: due cucchiai di farina di ceci o 60 g di tofu sostituiscono un uovo nelle preparazioni salate, oppure ½ banana o 3 cucchiai di burro di mandorle nei dolci. Per fare la pasta fresca, ad esempio basta semola, acqua e sale e aggiungere un cucchiaino di curcuma o zafferano per ottenere un colore giallo. La ricotta? Provate con quella vegetale di anacardi: messi a mollo per qualche ora e poi frullati con limone, sale, aceto, lievito alimentare e acqua. Una delizia! Il burro? L’olio, ça va san dire, che sia di semi di cocco o evo.