Le proteine sono nutrienti essenziali per il nostro corpo, fondamentali per l’organismo umano, soprattutto per la loro funzione strutturale. Tuttavia, come per ogni cosa, è importante trovare il giusto equilibrio.
Quando le Proteine Sono "Troppe"?
C’è eccesso di proteine quando vengono assunte oltre 2 g di proteine per kg di peso al giorno. Per una persona di 70 kg questo significa ingerire oltre 140 g di proteine ogni giorno. La dose di assunzione giornaliera raccomandata per un adulto è di 0.8 g di proteine per kg di massa corporea. Oltre a questa soglia si può parlare di eccesso di proteine, che, tuttavia, entro certi limiti (2g/kg) non sembra avere conseguenze a medio termine.
In ogni caso, assumere troppe proteine per un lungo periodo potrebbe esporti al rischio di gravi effetti indesiderati. Tra questi:
- Aumento del rischio di osteoporosi: troppe proteine alterano il metabolismo del calcio causando malassorbimento osseo. Questo nel lungo periodo, specialmente nelle donne in menopausa, può portare all’osteoporosi.
Per evitare questi rischi, la cosa migliore è seguire un’alimentazione con l’apporto di proteine di cui il tuo corpo ha bisogno. Pensi di assumere troppe proteine? Gli alimenti ipoproteici sono quelli a basso contenuto di proteine. Tra gli alimenti ipoproteici troviamo frutta e molti tipi di verdura. Attenzione però: non c’è motivo di seguire una dieta ipoproteica.
Eccesso di Proteine nei Bambini: Un Problema Crescente
Da oltre 20 anni alcuni (pochi) medici raccomandano (con scarso successo) di ridurre la dose di proteine animali nella dieta dei bambini, derivino esse dal latte, dagli omogeneizzati e liofilizzati di carne, dal prosciutto cotto, dai formaggini o dal parmigiano sulla pappa. Oggi le prove scientifiche che ne valga la pena sono molto solide e sono state ricordate sulla principale rivista americana di nutrizione clinica.
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American Journal of Clinical Nutrition
Un adeguato apporto di proteine e di aminoacidi essenziali è di fondamentale importanza per la normale crescita e il sano sviluppo dei bambini. Storicamente, la ricerca in nutrizione pediatrica si è evoluta preoccupandosi di prevenire e curare le carenze alimentari, per cui le raccomandazioni tendevano ad essere sbilanciate verso l’alto, con generosi margini di sicurezza addizionati alla stima del fabbisogno medio.
Più recentemente, varie agenzie hanno abbassato i valori di riferimento per l’assunzione infantile di proteine. Per esempio le indicazioni dell’OMS del 2007 circa il fabbisogno proteico della prima e seconda infanzia sono dell’8-25% più basse rispetto all’edizione precedente del 1985. L’OMS oggi raccomanda come dose sicura per tutti un’assunzione proteica di 1,43 g/100 kilocalorie (pari al 5,7% delle calorie totali) a un anno di età e 1,2 g/100 kcal (pari al 4,8% delle calorie totali) a due anni di età.
I Rischi dell'Eccesso Proteico nell'Infanzia
Nel 1995, Rolland-Cachera et al. hanno per primi riscontrato, nei bambini francesi, una correlazione fra il consumo proteico all’età di 2 anni e l’indice di massa corporea (BMI) e la plicometria all’età di 8 anni, mentre non c’era nessuna correlazione con il consumo di grassi e di carboidrati. Successivamente, vari altri studi hanno confermato la relazione fra il consumo infantile di proteine e il successivo rischio di sovrappeso o di obesità.
L’ipotesi per spiegare questa relazione è che il consumo precoce elevato di proteine aumenti la concentrazione plasmatica di aminoacidi che stimolano la produzione di insulina e di IGF-1 (fattore di crescita insulinosimile di tipo I), che a loro volta causano aumento di peso e deposito di tessuto adiposo con il rischio di successiva obesità e di sviluppare malattie legate all’obesità.
L’ipotesi è stata confermata nei bambini che assumono una quantità di proteine marcatamente superiore al loro fabbisogno, come quella abitualmente presente nel corso dell’allattamento artificiale con latti in polvere. Tali eccessi proteici sono stati riscontrati associati a eccessivo aumento di peso in più studi.
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In una grande sperimentazione controllata randomizzata la riduzione del contenuto proteico nella formula del latte artificiale dall’ 11,7% al 7,1% del contenuto calorico, cioè a una concentrazione simile a quella del latte umano (tipicamente del 5-6%), e del latte di proseguimento da 17,6% a 8,8% delle calorie, ha normalizzato la crescita fino a 2 anni di età con valori simili a quelli che si osservano nei bambini allattati al seno.
Tale riduzione delle proteine nella dieta ridusse la concentrazione plasmatica di aminoacidi essenziali, di insulina e di IGF-1, aumentò l’ossidazione di acidi grassi e ridusse la prevalenza di obesità all’età di 6 anni, con un rischio relativo di obesità in età scolare pari a 0,35 (con limiti di confidenza al 95% 0,15-0,82; P = 0.016). Migliorare la nutrizione infantile precoce è uno strumento di prevenzione dell’obesità in età più avanzate molto più potente di altre strategie attuabili nell’infanzia.
La questione se anche un’assunzione elevata di proteine nella seconda infanzia abbia simili conseguenze avverse è stata esaminata da Pimpin et al. in questo stesso numero dell’American Journal of Clinical Nutrition. In una corte di 2154 bambini britannici il consumo di proteine all’età di 21 mesi è risultato associato al peso e al BMI fino all’età di 5 anni, ma non con l’altezza. Al contrario il consumo di grassi e carboidrati al posto delle proteine è risultato associato a un peso corporeo e a un BMI inferiore.
Il terzo, quarto e quinto quintile di consumo (15,8%, 16,9% e 18,9% delle calorie fornite da proteine) inducevano un maggior aumento di peso rispetto al quintile inferiore (12,6% delle calorie). Questi risultati confermano quelli di vari studi precedenti di dimensione molto più piccola. Pimpin et al. concludono che consumi proteici superiori al 15% delle calorie durante i primi due anni di vita sono un fattore di rischio per l’aumento di peso successivo.
I dati disponibili indicano che un consumo proteico elevato anche dopo il primo anno di vita aumenti il rischio di obesità e delle patologie associate all’obesità. Uno studio precedente aveva riscontrato un maggior aumento di rischio con il consumo di proteine animali, in particolare con le proteine del latte, rispetto al consumo di proteine vegetali. Sarebbe importante confermare questi dati e stabilire precise soglie di rischio con sperimentazioni cliniche di dimensione adeguata.
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Ciononostante, l’informazione già disponibile ci consente di concludere che sia prudente evitare che i bambini consumino quantità eccessive di proteine animali, sia che si tratti di latte o di altri cibi, perché un consumo superiore al fabbisogno non ha benefici noti mentre è possibile che conferisca un rischio.
Una recente analisi del consumo proteico dei bambini di 19 paesi e di età compresa fra 12 e 36 mesi ha riscontrato consumi molto superiori al fabbisogno sia in popolazioni ad alto, medio e basso reddito. In molti bambini il principale alimento proteico è il latte bovino, che fornisce 5,4 grammi di proteine per ogni 100 kcal (21,6% delle calorie totali). La semplice limitazione del consumo di latte a non più di 1-2 bicchieri al dì (200-400 mL al dì), o la sostituzione del latte vaccino con un latte artificiale a basso contenuto proteico, contribuirebbe ad evitare l’eccessivo consumo di proteine animali, ma oggi in tutto il mondo molti latti di proseguimento sono ancora troppo ricchi di proteine: il Codex Alimentarius stabilisce infatti che lo standard per bambini fra 6 e 36 mesi sia di 3-5,5 g/100 kcal (12-22% delle calorie).
Allo scopo di proteggere la salute dei bambini è tempo di rivedere questo standard e allinearlo con le raccomandazioni basate sulle conoscenze scientifiche attuali.
Obesità Crescente nei Bambini
Si stima che in Italia il 36% della popolazione sia in sovrappeso, percentuale che si presenta come la più alta in Europa. Questo porta i genitori a integrare le prime pappette con omogeneizzati contenenti carne, pesce e formaggi. In realtà le cose non stanno esattamente così!
Il latte materno, ad esempio, è meno ricco di proteine rispetto al latte artificiale, ma questo non vuol dire che non sia nutriente quanto basti. Un eccesso di proteine nell'alimentazione, insieme agli zuccheri semplici, sono una delle cause principali di obesità.
La natura funziona perfettamente anche senza il nostro aiuto, e integrare le proteine quando in realtà non sono necessarie significa alterare il reale fabbisogno dell'individuo. Il latte artificiale, ad esempio, presenta quasi il 50% di proteine in più rispetto a quello materno, mentre quello vaccino ne presenta una quantità di 4 o 5 volte maggiore. Ma a differenza di queste due tipologie di latte, il latte materno protegge dai tumori e dalla leucemia linfatica, così come uno stile alimentare sano ed equilibrato tipico della dieta mediterranea, e che dovrebbe far parte dell'alimentazione del bambino sin dalla più tenera età.
Quante Proteine Dovrebbero Assumere i Bambini?
Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la quantità di proteine per i bambini non dovrebbe superare i 40 gr giornalieri. In realtà è sempre più diffusa la tendenza a farne assumere, nel migliore dei casi, il doppio. Nel dettaglio «il fabbisogno stimato di proteine è di 1,4 grammi per kg di peso corporeo a 6 mesi di età, 1,2 grammi a 12 mesi, un grammo a 18-24 mesi e 0,9 grammi a 3-5 anni, da 0,9 a 1,1 negli anni successivi».
Le proteine, in quantità diverse, sono presenti in tutti gli alimenti, dalle verdure alla pasta, dai legumi ai cereali. Le famose proteine nobili sono le proteine animali che ne contengono un quantitativo maggiore e che presentano tutti quegli amminoacidi essenziali che il nostro corpo, da solo, non riesce a sintetizzare.
Le proteine vegetali, invece, non hanno l'amminoacido chiamato metionina, mentre i cereali hanno poca lisina. Ma se in un pasto uniamo le proteine vegetali, come i legumi, a dei cereali, otteniamo un profilo amminoacido completo e un pasto più nutriente degli altri.
Perché l'Eccesso di Proteine nei Bambini Fa Male?
L'eccesso di proteine, con il tempo, fa male per diversi motivi:
- Le carni rosse, e in particolar modo quelle conservate, sono una delle principali cause del tumore all'intestino in seguito alla maggiore quantità di ferro che porta alla formazione di elementi cancerogeni.
- Un eccesso di proteine sottrae calcio alle ossa.
- I grassi animali, come quelli presenti nei formaggi o nei salumi, con il tempo aumentano i problemi legati al diabete e le malattie circolatorie.
Durante lo svezzamento tendiamo a somministrare più proteine di quelle richieste dall'organismo illudendoci che, in questo modo, i bambini cresceranno meglio e più forti. Ma, come già visto, assumere troppe proteine crea una catena di reazioni che porta a un aumento dell'obesità, oltre che una maggiore propensione ad alcune malattie.
Troppe proteine, infatti, stimolano più insulina del normale che, di conseguenza, porta a produrre più IGF-I, ovvero il cosiddetto fattore di crescita. Ma un eccesso di IGF-I, però, stimola a sua volta «una maggiore proliferazione di preadipociti, le cellule deputate a immagazzinare grasso, per cui anche l'organismo adulto avrà più facilità ad immagazzinare grasso».
Senza voler estremizzare, appare chiaro come il problema, dunque, sia la quantità. La soluzione, infatti, non è eliminare le proteine animali ma ridurle e integrarle con le proteine vegetali.
La futura salute dei bambini è ampiamente influenzata da questi fattori che incideranno, se non corretti in tempo, alla sua futura salute in maniera quasi del tutto irreversibile.
Proteine Animali e Rischi per la Salute
È ormai comprovato che un eccesso di proteine - in particolare quelle di origine animale - accresca i seguenti rischi per la salute. Il Diabete Journal, in una serie di vari articoli, spiega tutti i collegamenti tra un consumo eccessivo di proteine e l’insorgenza del diabete di tipo 2.
In Canada, per fare un esempio, l’ordine dei dietologi suggerisce di non consumare più di 50 grammi di carne al giorno. È stato calcolato che il 20% delle morti premature siano in qualche modo collegate ad un consumo eccessivo di proteine. Un eccessivo ammontare di proteine stoccate nell’organismo sono come una montagna di mattoni parcheggiati in un cantiere… e per una montagna di mattoni si richiede una montagna di cemento, che nell’organismo umano equivale alla vitamina B12.
In Europa, quasi due terzi degli adulti e un bambino su tre sono in sovrappeso o obesi. Lo afferma l’Oms nel suo recente rapporto European Regional Obesity Report 2022. L’obesità è uno dei principali fattori (dopo ipertensione, dieta e fumo) che aumentano il rischio di morte e disabilità nel nostro continente.
Una revisione di parecchi studi sulla relazione tra consumo di proteine nell’infanzia e rischio di obesità (Advances in Nutrition, Volume 12, Issue 5, September 2021, Pages 1863-1876) suggerisce che un apporto proteico eccessivamente elevato nei primi due anni di vita predispone a sovrappeso e obesità. Se in questa fase l’alimentazione è troppo ricca di proteine si corre il serio rischio che in età adulta si sviluppino sovrappeso o obesità.
Il meccanismo sarebbe il seguente: un eccessivo apporto di proteine aumenterebbe in modo anomalo la secrezione di insulina e del fattore di crescita insulino-simile IGF-1. Ambedue questi ormoni giocano un ruolo fondamentale nel promuovere la crescita, ma determinano anche un rapido aumento di peso e un successivo sviluppo dell’obesità.
Nello studio è anche risultato evidente che un apporto particolarmente elevato di proteine animali nei primi anni di vita, prevalentemente provenienti da latte e formaggi, si associa ad un significativo incremento del peso dai 5 ai 10 anni.
Consigli Pratici per una Dieta Equilibrata
È di estrema importanza prestare attenzione al nostro introito proteico e consumare una sola fonte primaria di proteine ad ogni pasto da scegliere, dunque, tra legumi, carne, pesce, uova o latte e derivati, ma mai combinandole nello stesso pasto. Troppo spesso si eccede nel consumo di proteine senza rendersene conto, come nel caso del panino con formaggio e prosciutto.
Le proteine non sono tutte uguali quelle di origine animale si definiscono complete, in quanto una singola porzione dell’alimento che le veicola è in grado di soddisfare pienamente il fabbisogno dell’organismo in termini proteici. Al contrario, le proteine derivanti da fonti vegetali quali i legumi si definiscono incomplete: in tal caso, una singola porzione non copre i fabbisogni proteici dell’organismo; per raggiungerli, è necessario consumare insieme un’altra fonte alimentare.
Numerosi studi suggeriscono che in questa fase della vita un’elevata assunzione di proteine si associ a un più alto indice di massa corporea negli anni successivi, con un conseguente maggiore rischio di sovrappeso o obesità nel corso della vita. Una recente revisione sistematica ha provato a fare chiarezza sull’argomento analizzando i risultati di 16 studi prospettici di coorte, tra i quali anche uno studio italiano condotto su 147 bambini.
Le differenze riscontrate tra le fonti proteiche, suggeriscono gli autori, potrebbero essere plausibilmente spiegate da un contenuto più elevato nelle proteine animali rispetto a quelle vegetali di leucina, arginina e lisina, che influenzano maggiormente la secrezione di IGF-I. Inoltre, le fonti proteiche di origine animale hanno spesso anche un maggior contenuto di grassi rispetto a quelle di origine vegetale e forniscono quindi un maggior carico calorico.
I risultati ottenuti, dunque, sottolineano come una maggiore attenzione al contenuto proteico della dieta prima dei 2 anni di vita potrebbe rappresentare una strategia preventiva utile a ridurre il rischio di obesità, e le relative conseguenze, nel corso della vita.
Tabella riassuntiva del fabbisogno proteico nei bambini (secondo l'OMS):
| Età | Fabbisogno Proteico Stimato (grammi per kg di peso corporeo) |
|---|---|
| 6 mesi | 1.4 |
| 12 mesi | 1.2 |
| 18-24 mesi | 1.0 |
| 3-5 anni | 0.9 |
| Anni successivi | 0.9-1.1 |