Umberto Longo si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Perugia nel 1983.
Si è specializzato in Scienza dell’Alimentazione presso la medesima Università il 12-12-1987 con tesi di specializzazione: "L’alimentazione nello sport".
Dopo la specializzazione ha seguito numerosi master in Nutrizione, Obesità e Disturbi della Alimentazione conseguendo nel 2001 il “First Certificate in Eating Desorders and Obesity”, presso la scuola del dott.
Dal 1990 si occupa con successo di obesità, malattie metaboliche, disturbi alimentari e di nutrizione applicata allo sport, ed è relatore a numerosi convegni scientifici nazionali.
Nel febbraio 2009 è stato invitato a partecipare alla trasmissione televisiva Porta a Porta, come esperto di terapia della obesità.
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Negli ultimi anni si è dedicato allo studio e all’utilizzo del sondino naso-gastrico e della dieta chetogenica per il trattamento dell’eccesso di peso.
Anche quest' anno sono stato invitato all' EASO, il congresso europeo obesità, terminato oggi a Malaga.
Oltre all' indispensabile aggiornamento, il convegno è un momento importante per incontrare i colleghi di tutto il mondo, soprattutto quelli con i quali abbiamo iniziato a lavorare circa 40 anni fa e insieme ai quali abbiamo contribuito a "tessere" la storia della terapia della Obesità in Italia.
La mia prima partecipazione ad convegno risale al 1986 a Roma: "principi di dietetica computerizzata" (eravamo nella preistoria); mi ero appena specializzato in Scienza dell' Alimentazione e frequentavo come volontario il Servizio di Dietetica e Nutrizione Clinica dell' ospedale Umberto 1 di Ancona (poi ci trasferimmo a Torrette, il Primario era il prof. Aldo Svegliati-Baroni).
A Roma conobbi i primi colleghi "extra marchigiani", quelli che, come me, sentivano la curiosità di aprirsi al mondo e di accrescere la propria professionalità; mi iscrissi immediatamente alle società scientifiche che stavano nascendo: ADI (associazione dietetica clinica italiana) e ANSISA (Associazione Nazionale specialisti in scienza dell' Alimentazione) diventandone il responsabile regionale.
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Erano periodi di grande fermento, avevamo a disposizione pochi rimedi farmacologici e lavoravamo seguendo delle linee guida che allora erano confuse e scarsamente efficaci.
Chi utilizzava i farmaci era considerato "un carbonaro" ma a noi era chiaro che col solo intervento sullo stile di vita non era possibile curare il paziente affetto da "vera obesità".
Si crearono due schieramenti contrapposti: da una parte quelli che aborrivano ogni forma di terapia farmacologica (perché per perdere peso, secondo loro, bastava mangiare di meno e muoversi di più), dall' altra quelli che imbottivano di pillole i propri pazienti pur di farli dimagrire.
Il nostro gruppo scelse la terza via: intervento sullo stile di vita associato, per chi era affetto da obesità, alla terapia farmacologica.
Alcuni di noi si specializzarono in terapia cognitivo comportamentale perché capivamo che il farmaco da solo non poteva bastare e fu a uno di quei corsi che conobbi il mio grande amico/fratello Ezio Di Flaviano, col quale non abbiamo mai smesso di collaborare.
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Da allora, ne è passata di acqua sui fiumi, non ho mai smesso di frequentare convegni e società scientifiche insieme a quelli che sono diventati i miei inseparabili e preziosi amici/colleghi.
Per "affinità caratteriali" ho stretto amicizia con quelli più brillanti ed "eretici", tenendo a rispettosa distanza i "baroni".
Oggi, finalmente, TUTTO IL MONDO SCIENTIFICO E TUTTA LA LETTERATURA SCIENTIFICA, concordano nel ritenere l'obesità una vera e propria malattia cronica con una base genetica, che deve essere necessariamente curata "anche" con la terapia farmacologica.
Negli ultimi anni, la ricerca ci ha dotato di nuovi ed efficacissimi farmaci, che non solo aiutano il paziente obeso a perdere più del 20% del peso, ma riducono in modo importante tutte le complicanze cardiovascolari e metaboliche.
A questo ultimo di convegno europeo sono state presentate nuove molecole in fase di studio che renderanno ancora più agevole la perdita di peso... Si è veramente aperto uno straordinario futuro.
L'unico fattore negativo è che il nostro gruppo storico ha iniziato, già da un po', ad avere "i capelli bianchi" e sono cambiate molte nostre abitudini...dopo cena per es non vediamo l'ora di andare a letto...
Qualcuno continua a portarsi la moglie ma a mo' di badante ...(ce ancora però qualche "irriducibile" che si fa raggiungere dall' amante).
Il tempo purtroppo passa e l' alternativa a non invecchiare è certamente poco allettante...però, quando oggi pomeriggio in aeroporto, mi sono trovato in mezzo a una scolaresca di tredicenni che partiva per una vacanza studio a Londra, non ho potuto non ammirare (e un po' rimpiangere) l' entusiasmo, l' allegria e la spensieratezza con la quale correvano verso la vita.
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