La Dieta Alimentare di una Strega: Tra Realtà e Superstizione

Il cibo è sempre stato un elemento basilare nella vita dell'uomo e della società, non solo come sostentamento, ma anche nel suo aspetto simbolico. È stato sempre usato come mezzo per stringere relazioni, per conoscersi meglio. Il cibo consumato insieme appare come simbolo d'amicizia e di familiarità. C'è il detto "non ho mai mangiato con lui" proprio ad indicare l'inesistenza di rapporti con una persona.

Rosa Tiziana Bruno, nell'articolo Fiabe, cibo e rivoluzione, affronta il tema del cibo attraverso la fiaba. Nelle fiabe solitamente è il cibo a rappresentare l'elemento essenziale su cui basarsi per denunciare soprusi, ineguaglianze, ingiustizie. Il rapporto della fiaba con il cibo è costante: non ci sono quasi fiabe dove non si consumi cibo, dove non si parli di cose da mangiare. Nelle fiabe, in tempi di fame diffusa e di mai risolta iniqua redistribuzione, il cibo conta, perché manca e perché miracolosamente arriva, perché sparisce e perché si moltiplica, perché è poco ma si può dividere, perché chi ne ha tanto lo tiene per sé, perché è il chiaro oggetto del desiderio. Intorno al cibo ruotano tante cose, ruota la vita.

Il Cibo e la Visione Cristiana Medievale

Nella visione del cristianesimo medievale, il cibo è un veicolo di peccato. Anche il peccato originale nasce dal cibo: un'innocente mela e la tentatrice Eva. Non è solo la chiesa che individua un rapporto cibo-sesso, ma anche la società: pranzo al lume di candela, cibi stuzzicanti, champagne fanno parte di stereotipi molto diffusi della conquista sessuale.

Ora credo sia opportuno ricordare che alla base del potere delle streghe, secondo gli inquisitori cattolici, c'è il rapporto sessuale tra diavolo e strega. Questo substrato, fortemente simbolico, di certo contribuì a favorire la solidificazione di atteggiamenti colmi di preconcetti nei confronti di chi, per motivazioni diverse, non si atteneva alle regole prestabilite. L'infrazione, essendo identificata prevalentemente sul piano comportamentale, coinvolgeva quindi anche il fatto prettamente alimentare; quest'aspetto diventava un ipersegno, un motivo dominante all'interno dell'iter seguito da chi veniva additato come anomalo.

Viene poi il cibo visto come pozione magica e l'antropofagia. I corpi dei bambini erano cotti, alcune parti venivano mangiate, mentre altre servivano per la realizzazione di prodotti magici. In sostanza si osserva che il banchetto sabbatico, visto attraverso l'ottica condizionante degli accusatori, diventava un chiaro indicatore della totale negatività dei rituali delle streghe. Il loro pasto, grasso e sfrenato, o orrido da cannibale, era ormai del tutto spogliato da eventuali tracce di culti tradizionali collegati alle culture più antiche. Su quella mensa perversa in cui si divoravano i neonati e si invocava Satana, ormai pesavano preconcetti demonizzanti maturati in secoli di accese lotte contro la diversità, contro chi non aveva voluto seguire la strada maestra per continuare a percorrere gli antichi sentieri, contro chi aveva fatto del diavolo il proprio dio.

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La Realtà del Cibo delle Streghe nel Medioevo

Fatte queste premesse generali, ora, se passiamo ad indagare nel modo specifico quale potesse essere nella realtà il cibo delle streghe e a questo punto ci accorgiamo che non è diverso da quello degli altri "poveri" vissuti nel medioevo. Un cibo che per la cattiva cottura spesso era indigesto come il pane in cui "spesso si verificava un'incompleta lievitazione a causa della grandezza delle forme, e un'insufficiente cottura, dovuta all'alto costo della legna da ardere", ma a questo si deve aggiungere un altro elemento che da solo può giustificare le allucinazioni, il sabba ed i "voli" delle streghe: spesso nella miscela per fare il pane entrava anche la segale cornuta che contiene un elemento chimico simile all'LSD.

Cibo come contenitore di credenze e tradizioni simboliche

Laura Rangoni e Massimo Centini aggiungono: "Il cibo delle streghe, alimento normale o anomalo, ma soprattutto orrido, era un contenitore di credenze, di tradizioni simboliche, che con le sue apparenze manifestava un particolare status a cui apparteneva chi praticava una ben precisa scelta alimentare. Il cibo del sabba era un ulteriore emblema dell'anomalia delle pratiche perseguite dalle streghe: ogni momento dell'incontro corrispondeva all'infrazione di un tabù: la danza, l'itinerario rituale e il pasto si univano in simbiosi, dando vita a una ricostruzione contrassegnata, nella coscienza del potere antropocentrico, con toni malefici e diabolici.

La stregoneria però si caratterizza come un fenomeno rurale e quindi è opportuno comprendere il modo di approccio al cibo di quel mondo di cui le streghe sono parte. Prodotti della raccolta spontanea comprendevano frutti di bosco, erbe, funghi. Il proverbio insegna che "a primavera ogni erba che sporge la testa è buona per essere messa in pentola". A tal proposito gli autori ci ricordano che "non era infrequente che venissero consumati anche funghi tossici o velenosi. Sappiamo ad esempio che l'amanita muscaride, letale in determinate quantità, veniva usata assieme ad altri ingredienti, e procurava allucinazioni e visioni. Le erbe aromatiche e officinali venivano o cercate in luoghi incolti o coltivate nell'orto, e servivano soprattutto per insaporire i piatti.

La carne era ben presente sulle tavole rurali, dalle tre alle cinque volete alla settimana, ma in sostanza animali da cortile (polli, oche, conigli e colombi) e cacciagione. Buoi e mucche erano per lo più animali da lavoro e tenuti in considerazione per la produzione del latte, quindi venivano mangiati quando erano troppo vecchi per lavorare, quando erano sterili o morivano per incidenti e malattie. Capre e pecore venivano allevate anche per il latte e la lana. Erano soprattutto i maiali a occupare un posto importante nel regime alimentare dei poveri e, considerando che le streghe e i contadini non potevano permettersi il lusso dell'olio, il lardo, la sugna e in genere il grasso animale restava l'unica forma di condimento accessibile.

Le frattaglie erano il piatto principale dei poveri: orecchie, occhi, zampe, testine, interiora, sangue, trippa, polmone o corata, cuore, a volte pelle. Importante, sempre per capire come nasce l'immagine della strega, è capire come erano cucinati questi prodotti. Se le frattaglie venivano spesso fritte e insaporite con salse, erbe, le verdure e la carne di buoi e mucche, poiché proveniente da animali vecchi, venivano bollite; forse da questo nasce il famoso pentolone delle streghe!).

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Medicina e Pozioni: L'Arte delle Streghe Guaritrici

Nel trattato di Girolamo Menghi, Compendio dell'arte esorcistica (1582), sono contenute numerose formule per la realizzazione di medicamenti adatti ad allontanare il diavolo dai posseduti. Ma quasi ricorrendo ad una sorta di pratica omeopatica, il Menghi si serviva nel suo ricettario anche di prodotti che provenivano direttamente dal formulario della stregoneria. È il caso del "vino diabolico" di cui riportiamo l'essenziale ricetta trascritta dal giurista: "un poco di succo di felce quercina fresca, due once di miele rosato e di succo di rosa"...

In un tempo in cui i medici erano riservati a coloro che potevano permettersi di pagarli e nelle campagne le uniche medicine provenivano dalla sapienza delle donne e delle "medichesse" o guaritrici, è facile pensare che in tutte le famiglie vi fosse una sorta di piccola farmacia privata. La base per i medicamenti erano le erbe, che venivano lasciate macerare in acqua, ma più spesso in acquavite o in vino.

Un esempio di "farmaco" popolare era il liquore di germogli di abete. Questo potente cardiotonico e vasodilatatore aveva la prerogativa di abbassare il numero dei battiti e viene ancora usato contro la tachicardia in certe zone montuose. Si prendeva della buona acquavite alla quale si univano due pugni abbondanti di germogli di abete freschissimi. La preparazione di questo "farmaco" avveniva infatti solamente in primavera. I germogli di abete si lasciavano macerare per circa due mesi, poi il liquore medicato si filtrava e si addolciva con un paio di cucchiai di zucchero. Questa preparazione aveva un ottimo sapore, e spesso si era tentati di abusarne, mettendo a repentaglio la propria salute: era infatti una preparazione medicata, non un liquore, quindi non si doveva mai eccedere il bicchierino. Ma, si sa, la tentazione ...

La "Grappa delle Streghe"

Leggendo "Mangiar da streghe" si ha sempre di più l'impressione che "le streghe" non siano altro che donne non diverse da altre, ma emarginate per qualche loro stranezza, dedite a conoscere i prodotti della natura e a prepararne elisir e decotti per uso curativo sia del corpo, sia della mente, sia del cuore. Se non è da escludere che alla base del volo delle streghe vi fosse un'origine allucinatoria, non va neppure ignorato un altro aspetto della fenomenologia: la sottoalimentazione.

Ma al sabba si mangiava e si beveva, si consumavano grosse quantità di cibo e di bevande, spesso ottenute rubando le scorte nei magazzini delle vittime dei malefici. Anche le streghe quindi erano vittime delle visioni o dei sogni prodotti dalla scarsa alimentazione e da una fame che mai trovava soddisfazione? Accettare in toto una simile ipotesi risulta obiettivamente difficile, se pure è innegabile che i grandi banchetti descritti dalle accusate avevano tutte le caratteristiche per essere situati nell'ambito della visione, ben lontani dalla verità.

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Integratori alimentari "La Strega Srl"

La Strega Srl offre una varietà di integratori alimentari, tra cui Natures Plus SUGAR CONTROL, PANTOTHENIC ACID 1000 mg, CHEWABLE NUTRI-ZYME, BETA CAROTENE NATURALE, REGENERATION, SUPER C COMPLEX e La Strega Ultra Lipoic Acid.

Prodotto Descrizione
Natures Plus SUGAR CONTROL Complemento alimentare a base di polinicotinato di cromo, aminoacidi ed erbe, pensato per essere d'aiuto a quelle persone che vogliono limitare il desiderio per zucchero e dolci.
Natures Plus PANTOTHENIC ACID 1000 mg Complemento alimentare di acido pantotenico, vitamina del gruppo B, importante nella digestione delle proteine e nell'utilizzazione degli amidi. A lento rilascio.
Natures Plus CHEWABLE NUTRI-ZYME Complemento alimentare con enzimi per la digestione sia delle proteine che dei carboidrati e dei grassi. Sapore di menta in una base di erbe.
Nature's Plus BETA CAROTENE NATURALE Integratore alimentare a base di beta carotene naturale contenente 25.000 U.I. di attività di vitamina A.
Natures Plus REGENERATION Complemento alimentare di vitamine e minerali, con l’aggiunta di fattori vegetalidisintossicanti ed antiossidanti.
Natures Plus SUPER C COMPLEX Complemento alimentare a base di vitamina C. Contiene 1 g di vitamina C e dei potenti dosaggi di bioflavonoidi, rutina ed esperidina.
La Strega Ultra Lipoic Acid Complemento Alimentare Linea Nature Plus A base di acido alfa lipoico e R-Lipoico.

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