Moana Pozzi: Vita, Carriera e Scandalo di una Diva del Porno Italiana

Moana Pozzi, pseudonimo di Moana Rosa Pozzi, nacque a Pra’ Palmaro, un quartiere del Ponente genovese, il 27 aprile 1961, primogenita di Alfredo, ricercatore nucleare, e di Giovannina Alloisio. Il padre, che lavorava nelle centrali nucleari, veniva spostato in giro per il mondo, mentre la madre, casalinga, lo seguiva nel suo lavoro con tutta la famiglia. Moana trascorse quindi l’infanzia da una centrale nucleare all’altra, passando da Genova a Madrid, in Canada, in Brasile. E infine fu di nuovo a Genova, ormai tredicenne.

Il padre, visti gli scarsi risultati scolastici della ragazza, la fece ritirare dal Liceo artistico di Genova per iscriverla al Liceo scientifico dei padri scolopi a Ovada, non lontano da Lerma (Alessandria), casa della nonna materna, dove i Pozzi passavano lunghi periodi. Quando il padre decise di andare a Lione, Moana scelse di tentare la fortuna a Roma. Come accadde ad altre attrici del tempo, Moana Pozzi alternò a questi piccoli ruoli partecipazioni maggiori nel porno.

L'Inizio della Carriera nel Cinema Hard

In Erotic Flash, il suo primo hard girato nel maggio del 1981 e uscito nel novembre dello stesso anno, si presentò con il nome d’arte di Margaux Jobert e recitò assieme a Françoise Perrot e Marina Lothar Frajese. Ci arrivò, come spiegò a Giampiero Mughini, a soli 19 anni e senza grosse difficoltà: «Avevo letto un annuncio su un giornale, m’era sembrata una cosa del tutto naturale». Due scene hard di Moana di Erotic Flash furono utilizzate in chiave hard per un film girato in precedenza, in lavorazione fra il dicembre del 1980 e i primi del 1981, anche se distribuito nel giugno del 1982: Delitto carnale di Cesare Canevari, che, per la nuova distribuzione diventò Moana-La pantera bionda e, con l’aggiunta di ulteriori scene, si trasformò infine nel 1986 in Moana e Marina ingorde di sesso.

Il più noto e di maggior culto Valentina, ragazza in calore, fu in lavorazione nell’estate del 1981 e uscito in sala nel novembre successivo, diretto da Jonas Rainer, alias Raniero Di Giovambattista, e sceneggiato dal veterano Guido Zurli. Valentina, ragazza in calore fece scalpore, anche perché, quando al cinema Moderno di Ovada, vicino a Lerma, il paesino dove soggiornava con la famiglia, venne riconosciuta come Linda Hevert, nacque il primo scandalo che ebbe immediata risonanza sui giornali.

Nelle pagine del Secolo XIX, in più riprese, il 16 e il 18 marzo 1982, venne narrato il riconoscimento pubblico della sconosciuta Linda Hevert. In un primo tempo Moana negò di avere interpretato scene hard, ma in seguito ammise che era veramente lei e ricordò l’episodio come la prima tappa delle sue avventure nel cinema erotico. Lo scandalo coincise però con l’esibizione come soubrette in TV nel programma di Rai Due Tip Tap Club, nell’aprile-maggio del 1982.

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Carriera nel Cinema Tradizionale e il Ritorno al Porno

La vediamo così in Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento (1983) di Nando Cicero, con Alvaro Vitali; Dino Risi la volle in piccoli ruoli per il televisivo La vita continua (1983) e in Dagobert (1984) con Ugo Tognazzi e Coluche. Poi la troviamo nel postatomico Fuga dal Bronx (1983) di Enzo G. Castellari. Nel 1985 venne utilizzata da Federico Fellini in Ginger e Fred, dove girò una serie di finti spot televisivi.

Curiosamente Moana aveva girato nei primi anni Ottanta una serie di spot per i biscotti Saiwa diretti da Alessandro d’Alatri che vennero interrotti una volta scoperto lo scivolamento dell’attrice nel porno. Infatti nel 1986 Moana Pozzi entrò nella scuderia Diva Futura di Riccardo Schicchi e l’anno dopo debuttò in grande nel cinema hard italiano con Fantastica Moana, presto seguito da Moana, la bella di giorno, con il suo nome addirittura nel titolo, pronta così a rimpiazzare Cicciolina, la prima porno star di Schicchi.

I due film, diretti ufficialmente dallo stesso Schicchi, riprendono alcuni temi felliniani, con una Moana gigante che si anima dal manifesto, e cercarono di imporla come regina del genere. Schicchi la inserì così nella fabbrica dell’hard della Diva Futura, anche in film di rimontaggio, come I vizi segreti degli italiani quando credono di non essere visti (1987) di Camillo Teti in cui recitava con Ramba, ma la troviamo anche in Chiamami (1987) e Moana… e le altre regine (1987) diretta da Lawrence Webber, Moana Fantasy e in Moana la scandalosa, ancora diretta da Schicchi. Tutti film dove Moana Pozzi interpreta se stessa.

Tentativi in TV e Cinema d'Autore

Alla fine del 1987 tentò nuovamente la carta della TV con un programma pomeridiano di Rai Tre, Jeans 2, condotto da Fabio Fazio. Ma le proteste della Federcasalinghe la costrinsero a ritirarsi. Ma già la prima puntata del programma venne censurata da Mediaset e Ricci fu costretto a modificare il progetto e a cambiare il titolo in L’araba fenice, con tanto di Moana sì nuda, ma ricoperta di cellophane.

Il suo personaggio pubblico era allora meno aggressivo e più ‘intellettuale’ di Cicciolina, che era stata la pioniera dell’hard e del sesso libero in Italia negli anni Settanta assieme a Riccardo Schicchi. Alla fine degli anni Ottanta tentò carte diverse nel cinema. Un regista specializzato nell’erotico, ma di un certo gusto, come Piero Vivarelli le cucì addosso un soft con idee, cioè non il solito montaggio di scene di sesso: Provocazione, che uscì nel 1988, interpretato anche da Petra Scharbach, Hula Hop e Marino Masé.

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Anche nel successivo L’avventura dell’amore (Le dive dell’amore proibito), diretto ufficialmente da Ilona Staller, ma in realtà opera di Arduino Sacco, l’idea fu quella di fornire un dietro le quinte della scuderia Schicchi. Diverso il caso di un altro ‘soft intellettuale’, questa volta diretto da Luca Ronchi, assistente di Schifano. Si trattò di Ecstasy, uscito nel 1989, tratto dal romanzo Polvere bianca di Arthur Machen, con budget da trecentocinquantamilioni e tre settimane e mezzo di lavorazione.

Il Successo Internazionale e gli Ultimi Anni

Ma la carriera di Moana Pozzi era ormai totalmente indirizzata all’hard dai grandi numeri. Nel 1988 uscì La bottega del piacere diretta da Hard Sacc, cioè Arduino Sacco, e nel 1989 girò quelli che sono considerati i suoi primi film di esportazione ‘americana’, come Backfire (Supervogliose di maschi) diretto da Jim Reynolds, in realtà Mario Bianchi, e dove si esibisce con Cicciolina, Peter North, Ebony Ayles, Palm Spring Weekend di Gregory J. Difficile distinguere tra i titoli quelli originali e quelli in cui si procede solo a rimontaggi di più scene.

Sono totalmente originali, invece, gli italianissimi Inside Napoli (1989), diretto da Mario Altieri, dove Moana faceva l’amante di un camorrista, prodotto dalla Black and Blue Productions di Napoli, e il divertente Cicciolina e Moana ai Mondiali (1990), diretto da Mario Bianchi, che ebbe grande diffusione al tempo, dove le due porno star cercavano di far vincere agli italiani la coppa del mondo togliendo forze ai loro avversari. Ci sono folli parodie hard di calciatori come Gullit, Klinsmann, Maradona, ma anche di Luca di Montezemolo e Aldo Biscardi.

Nel 1990 uscirono hard davvero girati e prodotti in America, come Super Balls (Lezioni anali), Nothing personal (Una signora perbene) diretti da Henry Pachard, Malibu Gorilla diretto da Alex De Renzy, con Barbarella e Miss Pomodoro. Euroflesh-Sex Crazy, invece, venne girato in Sicilia con Rocco Siffredi, Christopher Grosso, Baby Pozzi, e solo distribuito in America, come Le donne di Mandingo, diretto nel 1991 da Jim Reynolds, cioè Mario Bianchi, ma presentato nelle riviste americane come un film «interracial», «shot in Italy».

L'Attivismo Politico e il Libro "La filosofia di Moana"

Nel 1991 uscì il suo primo libro: La filosofia di Moana, che nessuno osò pubblicare e che Moana si pubblicò da sola assieme a Brunetto Fantauzzi per le Moana’s Club edizioni, distribuendolo in edicola in 20.000 copie. Andò a ruba e diventò celebre perché elencava, con tanto di voti da lei stessa stilati, i suoi venti amanti vip e supervip. Sabina Guzzanti le fece una celebre imitazione in TV su Rai Tre nella trasmissione Avanzi (1991-92), dove Moana appariva al tempo stesso schiava della propria ‘missione’ educativa e del suo ruolo di star esibizionista e cinica. Non piacque per nulla a Moana, che non vi si riconosceva.

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Il 31 ottobre 1991 sposò a Las Vegas Antonio Di Ciesco, suo istruttore di sub, amante e autista. Un matrimonio che venne tenuto segreto, secondo lo stesso Di Ciesco, perché i fan dell’attrice non avrebbero mai accettato l’idea di saperla sposata. Come aveva fatto Cicciolina con il Partito radicale, anche Moana si presentò alle elezioni politiche, nel 1992, candidata con il Partito dell’amore di Mauro Biuzzi. Fece comizi e dichiarazioni in TV, non venne eletta, ma fu un modo di farsi pubblicità.

La Malattia, la Morte e il Mito Postumo

Era allora nel momento del suo massimo fulgore. Girava film hard in America con un regista come Gerard Damiano e appariva in talk televisivi in Italia con la massima disinvoltura. Negli anni Novanta Moana continuò a interpretare porno: ne fece oltre venti in Italia, anche se i suoi film vennero tagliati e rimontati più volte e distribuiti in videocassette e DVD in diverse edizioni e con vari titoli. Difficile stabilire date di lavorazione e di distribuzione.

Già dai primi anni Novanta Moana aveva cominciato a star male, a vomitare e a dimagrire paurosamente. In un primo momento non si capì bene la causa del malessere. Il marito la accompagnò in un viaggio mistico in India. La notizia venne data solo il 17 settembre dalla madre, che le era stata vicina fino all’ultimo. Ma subito si insinuò che le vere cause della morte fossero altre, AIDS, ad esempio.

Qualcuno sostenne che Moana era ancora viva e che avesse inscenato la propria morte. Non c’era autopsia, non esistevano fotografie della salma. Non si è mai saputo dove e come si siano svolti i funerali e dove sia finito il corpo di Moana. C’era anche chi sosteneva che fosse scappata in India, altri sostenevano che fosse scomparsa per non farsi vedere morente. Ovvio che a tutti facesse piacere pensare che Moana non fosse morta.

Di tutta la sua fortuna non è rimasto nulla. Il marito ebbe una relazione con la sorella Mima, in arte Baby Pozzi, mentre a Orvieto ha preso vita la Fondazione Moana Pozzi. I fan non l’hanno mai davvero dimenticata. In ogni modo il ‘culto’ di Moana non è venuto meno: al punto che su di lei sono stati realizzati molti speciali televisivi, un film d’autore come Guardami (1999) di Davide Ferrario e una serie TV, Moana (2009), diretta da Alfredo Peyretti per Sky e interpretata da Violante Placido.

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