Il mondo sta cambiando, e con esso anche le abitudini alimentari delle persone. Secondo l’ultimo rapporto di Eurispes del 2024, il numero di persone che scelgono di adottare uno stile di vita vegetariano o vegano non è mai stato così alto, sia in Italia che nel resto del mondo.
Crescita del Veganismo: Numeri e Tendenze
In Italia, i dati di Eurispes parlano chiaro: il 2024 ha visto un aumento significativo del numero di persone che seguono una dieta vegetariana o vegana. Oggi, circa il 9,5% della popolazione italiana si definisce veg, con un 7,2% che si identifica come vegetariano e un 2,3% che ha scelto una dieta completamente vegana. Questo dato rappresenta un notevole aumento rispetto agli anni precedenti, con un incremento del 3% dei vegetariani solo nell’ultimo anno.
L’altro dato sottolineato dall’istituto di ricerca è che nel segmento decennale fra il 2014 e il 2024 la popolazione vegana è quadruplicata. Il trend di coloro che si dichiarano vegetariani è in crescita rispetto allo scorso anno (+3%), invertendo il trend negativo iniziato nel 2021 e segnando il valore più alto rilevato nei dieci anni considerati.
A dichiarare di essere vegetariani è il 7,2%, seguiti dal 2,3% di chi si dichiara vegano. Il 5% dichiara di essere stato vegetariano in precedenza.
Secondo l’annuale indagine di Eurispes, pubblicata a maggio 2024, in Italia l’85,5% della popolazione segue una dieta onnivora, mentre il 9,5% si identifica come vegetariano o vegano. In particolare, i vegetariani rappresentano il 7,2% e i vegani il 2,3%. Dopo una fase di calo iniziata nel 2021, il numero di vegetariani è aumentato del 3%, segnando il livello più alto degli ultimi dieci anni. La quota dei vegani, invece, si è stabilizzata sotto il 2,5%, una cifra quadruplicata dal 2014.
Leggi anche: Veganesimo e rischio oncologico: verità e falsi miti
Anche se la dieta vegana e vegetariana coinvolge ancora una minoranza della popolazione, la sua presenza stabile indica un cambiamento profondo e consolidato.
Tuttavia, quello che va valutato è anche il dato “in negativo” ossia che nel 2024 “la maggioranza del campione interpellato nell’indagine dichiara di essere sempre stato onnivoro (85,5%)“.
Nel complesso, dunque, il 9,5% della popolazione dai 18 anni in su non mangia carne, un dato che coincide con quanto rilevato lo scorso anno. Il trend di coloro che si dichiarano vegetariani è in lieve flessione rispetto allo scorso anno (-0,6%), ma con valori in crescita rispetto agli anni che vanno dal 2017 in poi. D’altro canto, coloro che si dichiarano vegani sono in aumento rispetto al 2024 (2,9%, con un aumento dello 0,6%): dall’analisi della serie storica (2014-2015) sembra che, negli ultimi anni, si possa iniziare a considerare il valore percentuale intorno al 2-3% come un valore consolidato nella popolazione, se si esclude il calo del 2022.
Nel 2020 vi erano circa 375 milioni di vegetariani e 78 milioni di vegani nel mondo, e il numero continua a crescere, rendendo la scelta “veg” uno degli stili di vita più popolari e in rapida crescita nel 21° secolo.
Perché Sempre Più Persone Scelgono il Veganismo?
Ma cosa spinge sempre più persone a fare questa scelta? I motivi sono molteplici e variegati. Per molti, la decisione di diventare vegetariani o vegani è guidata dalla volontà di costruire un futuro più sostenibile, per altri a una maggiore attenzione alla propria salute.
Leggi anche: Idee Antipasto Pasqua Vegana
Oltre alla salute, un altro fattore determinante nella scelta di una dieta vegana o vegetariana è l’etica. Sempre più persone sono consapevoli dell’impatto che il consumo di prodotti animali ha sugli animali stessi e sull’ambiente. L’industria della carne, in particolare, è responsabile di una significativa quota di emissioni di gas serra, deforestazione e consumo di risorse idriche. L’adozione di una dieta vegetariana o vegana è anche vista come un modo per ridurre la sofferenza degli animali.
La scelta di una dieta vegana o vegetariana è spesso motivata anche dalla consapevolezza dell’impatto ambientale dell’industria della carne e dal desiderio di adottare uno stile di vita più sostenibile.
I motivi per cui si sceglie questo regime alimentare sono sostanzialmente 3: per una questione etica, per ragioni connesse alla salute personale, per una questione ecologica, cioè per gli effetti degli allevamenti intensivi sull’ambiente.
Il campione di popolazione che ha dichiarato di essere vegetariano o vegano ha spiegato anche come si sente dopo aver consolidato la propria scelta. “L’86,4% del campione, che si è dichiarato vegetariano/vegano, afferma di sentirsi meglio fisicamente e il 73,3% di mantenere con più facilità il peso forma. Anche la creatività in cucina sembra beneficiarne secondo il 66,5% degli intervistati.
Una dieta vegana bilanciata può offrire diversi benefici anche per la salute umana: tra questi una riduzione del rischio di malattie croniche come diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari.
Leggi anche: Biscotti vegani salutari
Inoltre, anche chi non segue una dieta vegana in modo permanente può attuare un programma che incoraggia l’uso di alimenti vegetali per una settimana al mese, praticando una sorta di ‘dieta vegana a intermittenza’.
“Per ottimizzare questi benefici è, però, fondamentale: seguire la stagionalità degli alimenti (frutta e verdura di stagione hanno un profilo nutrizionale più ricco); scegliere metodi di coltivazione sostenibili, come il biologico (per ridurre l’esposizione cronica a residui di pesticidi); avere un apporto adeguato di nutrienti critici, come la vitamina B12, il ferro e gli acidi grassi omega-3 (spesso meno presenti negli alimenti vegetali).” afferma Domenicantonio Galatà, biologo nutrizionista e Presidente AINC (Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina)
Il Mercato Vegano in Crescita
Anche le aziende si stanno adattando a questa tendenza, lanciando nuove linee di prodotti plant-based. Eclatante il caso di Nutella Plant-Based, ma anche Philadelphia Vegetale o Grisbì Vegan o Ragù Vegetale Mutti. Il mercato vegano è ormai riconosciuto come una delle aree a maggior potenziale di crescita per il settore alimentare.
Cresce in Italia e nel mondo il mercato dei prodotti vegani, conquistando non solo il settore alimentare, ma sempre più anche il fashion, la cosmetica e i beni di largo consumo in generale. Marchi come Stella McCartney, Moncler, Dolce&Gabbana che hanno rinunciato a pelle e pellicce o come Gucci, Prada e Giorgio Armani che fanno a meno anche della lana d’angora, per citare i più noti.
La crescente domanda di prodotti cruelty-free, inoltre, sta trasformando le abitudini di consumo in Europa e in Italia, dove sempre più persone si orientano verso alternative plant-based. Secondo Astraricerche e Unione Italiana Food, lo scorso anno ben 22 milioni di italiani hanno consumato prodotti a base vegetale, con una crescita del 2,8% nelle vendite nella grande distribuzione e nel settore della ristorazione fuori casa rispetto al 2022.
In Italia il mercato da 680,9 milioni di euro (+9%)In Europa, la Germania guida il mercato dei prodotti vegetali, con un valore di quasi due miliardi di euro nel 2022 (+16% rispetto al 2021). Seguono il Regno Unito, con un miliardo di euro, e l’Italia, dove il mercato ha raggiunto i 680,9 milioni di euro (+9%). Anche Paesi come Polonia (+54%) e Romania (+23%) registrano un’accelerazione nei consumi di prodotti vegani, mostrando come il fenomeno si stia diffondendo in tutto il continente.
Questa tendenza è ben chiara anche alle aziende, che rispondono lanciando nuove linee di prodotti plant-based. Eclatante il caso di Nutella Plant-Based, ma anche Philadelphia Vegetale o Grisbì Vegan o Ragù Vegetale Mutti. Il mercato vegano è ormai riconosciuto come una delle aree a maggior potenziale di crescita per il settore alimentare.
Tabella: Crescita del Mercato Vegano in Europa
| Paese | Valore del Mercato (milioni di euro) | Crescita rispetto all'anno precedente |
|---|---|---|
| Germania | 2000 | +16% |
| Regno Unito | 1000 | N/A |
| Italia | 680,9 | +9% |
| Polonia | N/A | +54% |
| Romania | N/A | +23% |
La Giornata Mondiale dei Vegani
Il 1° novembre si celebra il World Vegan Day - giornata internazionale di sensibilizzazione sullo stile di vita cruelty-free - e il vegan in tutto il mondo ha registrato una crescita senza precedenti, con previsioni che stimano un valore di 61,3 miliardi di dollari entro il 2028.
Il 1° novembre è la giornata internazionale di sensibilizzazione sullo stile di vita cruelty-free.
Il 1° novembre non è soltanto la giornata di Ognissanti. Domani è anche la Giornata Mondiale dei vegani. Facendo un volo pindarico, le due ricorrenze non sembrano però poi così slegate. Infatti ormai la scienza è concorde nel dimostrare come, riducendo drasticamente o, in questo caso, completamente il consumo di proteine animali dalle nostre diete (sia carne, sia derivati), si possa effettivamente guadagnare in salute.
Implicazioni Sociali e Sanitarie del Veganismo
Socialmente, l’aumento del numero di vegani può portare a un cambiamento nelle dinamiche alimentari e culturali. Dal punto di vista sanitario, numerosi studi hanno evidenziato i benefici di una dieta vegana.
Le implicazioni ambientali del veganismo sono altrettanto significative. La produzione di carne e latticini è una delle principali cause di deforestazione, emissioni di gas serra e consumo di risorse idriche.
Molto interessante il quesito e le relative risposte sui rapporti fra le due “parti” ossia vegetariani e vegani da una parte e onnivori dall’altra. “Solo il 23,6% non ha mai notato un atteggiamento negativo e intollerante nei suoi confronti, mentre ben il 76,4% riporta episodi di questo tipo, anche se con diversa frequenza”. Insomma la questione vegefobica, ossia di quell’atteggiamento che vede una contrarietà pregiudiziale rispetto all’alimentazione vegetariana e vegana (soprattutto su quest’ultima) non sembra essere minimamente accantonata.
Il veganismo non riguarda solo l’alimentazione, ma include anche le scelte legate all’abbigliamento e ai prodotti di uso quotidiano.
In questa ricerca l’Italia è risultata al primo posto in UE, insieme alla Germania, per la percentuale di persone (59%) che dichiara di mangiare meno carne. L’Italia è ai primi posti in UE anche per consumo e accettazione di proteine vegetali.
Come mezzo di informazione che dal 2013 si occupa di cultura e cucina vegana in Italia, sosteniamo sia sempre necessario leggere e comunicare i dati con onestà. Leggere a grandi lettere che “i vegani sono quadruplicati” significa fare un’operazione di “cherry picking” piuttosto forte ossia, in termini giornalistici (ma mutuati dal mondo dell’economia), selezionare le informazioni in base alle nostre convinzioni.
È un dato importante che la popolazione vegana non sia diminuita rispetto allo scorso anni, certo, ed è interessante che in 10 anni sia quadruplicata ma senza un contesto (ossia il lasso di tempo, 10 anni di informazione anche tv, di social, di possibilità costante di ottenere informazione, maggiore possibilità di accesso a prodotti alternativi alle proteine animali sia nei negozi che nella ristorazione, etc.) questo dato rischia solo di cercare del sensazionalismo completamente inutile che rischia di creare una bolla che ci fa credere che il mondo (o l’Italia) si stia “veganizzando”.
Il WWF, con la sua campagna Our Future, sottolinea anche che la salute umana non può prescindere da quella del Pianeta.
“Dal Living Planet Report 2024 del WWF si evince un’analisi drammatica degli effetti del sistema alimentare globale sul Pianeta. L’impatto ambientale degli alimenti di origine animale è generalmente più elevato rispetto a quello degli alimenti di origine vegetale, a causa sia di processi direttamente correlati alla gestione degli animali, come ad esempio la produzione di metano da parte dei ruminanti, ma anche ammoniaca e polveri sottili, sia di processi indiretti, dovuti all’impiego di ben 2/3 dei terreni agricoli per la sola produzione dei mangimi per l’alimentazione animale, come la soia, uno dei principali responsabili della deforestazione delle zone più preziose del mondo, e l’abuso di risorse come l’acqua dolce, risorsa sempre più scarsa in molte zone del mondo.” Afferma Eva Alessi, responsabile Sostenibilità del WWF Italia “Per questo motivo, in un Pianeta in cui la popolazione è in crescita verticale, è indispensabile che il sistema alimentare globale sia sostenibile e per fare questo, i Paesi ad alto reddito devono ridurre drasticamente produzione (anche esternalizzata) e consumo di alimenti di origine animale.
Proprio nell’ottica di una dieta vegana a intermittenza, il WWF tiene a porre l’accento sull’importanza di incentivare forme sostenibili di allevamento del bestiame. Queste attività possono infatti consentire di ripristinare la fertilità dei terreni e conservare la biodiversità. Per un’agricoltura sostenibile è necessario riportare l’allevamento degli animali in un processo di economia circolare all’interno delle aziende agricole, dove gli animali siano cresciuti nel rispetto del loro benessere e dell’ambiente circostante.
Se il veganismo sia una moda passeggera o un cambiamento duraturo è ancora presto per dirlo. Tuttavia, i numeri sono inequivocabili: sempre più persone scelgono di abbracciare uno stile di vita vegano, e questo trend sembra destinato a continuare.
tags: #vegani #nel #mondo #statistiche