Venlafaxina: Effetti Collaterali e Variazioni di Peso

La venlafaxina è un antidepressivo appartenente al gruppo degli inibitori della ricaptazione di serotonina e noradrenalina (SNRI). È un farmaco essenziale di classe A, erogato gratuitamente al cittadino, e richiede ricetta medica obbligatoria.

Dosaggio e Somministrazione

Contro la depressione si parte da un dosaggio di 75 mg al giorno, da suddividere in 2 somministrazioni. Se necessario la quantità quotidiana di farmaco può essere aumentata fino a 150 mg dopo 3-4 settimane di trattamento. Nel caso dell’ansia, il dosaggio medio utile è di 75 mg al giorno, in un’unica somministrazione. Le capsule vanno assunte con del cibo.

Se è in corso una gravidanza, se si sospetta o si sta pianificando una gravidanza, o se si sta allattando con latte materno chiedere consiglio al medico prima di prendere questo medicinale. Informare il medico o il farmacista se si sta assumendo, si ha recentemente assunto o si potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Il medico deciderà se si può assumere venlafaxina con altri medicinali.

Controindicazioni

Non prendere venlafaxina:

  • Se si è allergici alla venlafaxina o ad uno qualsiasi degli altri eccipienti.
  • Se si sta assumendo o si ha assunto in qualsiasi momento negli ultimi 14 giorni anche medicinali noti come inibitori irreversibili della monoamminoossidasi (IMAO), usati per trattare la depressione o il Morbo di Parkinson. L’assunzione contemporanea di un IMAO irreversibile con venlafaxina, può causare effetti indesiderati gravi o persino pericolosi per la vita del paziente.

Effetti Collaterali Comuni

La sonnolenza diurna e il calo della capacità di concentrazione sono manifestazioni collaterali tipiche del trattamento con venlafaxina. Altri effetti collaterali comprendono:

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  • Disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea oppure stitichezza)
  • Secchezza della bocca
  • Vertigini
  • Mal di testa
  • Insonnia
  • Nervosismo
  • Riduzione dell’appetito e variazioni del peso corporeo
  • Aumento della sudorazione
  • Alterazioni del ritmo cardiaco
  • Ipertensione
  • Ipercolesterolemia
  • Difficoltà respiratorie

Variazioni Ponderali

Negli studi clinici sono state osservate riduzioni di peso corporeo (< 1 kg) nei primi 5 mesi di terapia, seguiti da aumenti ponderali nel periodo seguente (8°-26° mese di trattamento) fino a 2,5 kg. L'incremento medio del peso corporeo osservato a fine trattamento è stato di 0,3 kg (lieve variazione ponderale). Negli studi clinici i pazienti che hanno sperimentato variazioni di peso farmaco-indotte sono stati

Perdita di peso è stata osservata anche in pazienti pediatrici (6-17 anni) trattati con venlafaxina a rilascio prolungato per disturbo depressivo maggiore (DMM), ansia generalizzata (GAD) e ansia sociale. Negli studi clinici, perdite di peso di circa il 3,5% sono state riscontrate fino al 18% vs 3,5% rispettivamente nei pazienti trattati con il farmaco o il placebo in caso di DMM e GAD e fino al 47% vs 14% dei pazienti trattati con il farmaco o il placebo in caso ansia sociale. Nei bambini di età inferiore ai 12 anni la differenza fra peso stimato e peso effettivo è risultata più pronunciata rispetto a quella riscontrata nei pazienti pediatrici di età maggiore.

Non sono state studiate efficacia e sicurezza della venlafaxina somministrata in associazione a farmaci che determinato perdita di peso corporeo. L'associazione non è raccomandata.

Interruzione del Trattamento e Sindrome d'Astinenza

La sospensione del trattamento con venlafaxina deve essere graduale per ridurre il rischio di sintomi da astinenza (soprattutto gastrointestinali, neurologici e psichiatrici). Sono stati osservati: agitazione, anoressia, ansia, confusione, alterazione della coordinazione, diarrea, vertigini, secchezza delle fauci, umore disforico, fascicolazione, fatica, cefalea, ipomania, insonnia, nausea, nervosismo, incubi, disturbi del sensorio (incluse sensazioni simili all'elettroshock), sonnolenza, sudorazione, tremore e vomito.

Nella maggior parte dei pazienti i sintomi di astinenza si risolvono in 2 settimane, ma in alcuni casi si sono protratti per un periodo maggiore.

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Se durante il periodo di sospensione graduale del farmaco compaiono sintomi difficilmente tollerati dal paziente, aumentare nuovamente la dose, stabilizzare il paziente, quindi diminuire la dose con decrementi inferiori ai precedenti.

La breve emivita della venlafaxina sembra essere un fattore predisponente lo scatenamento dei sintomi d'astinenza. Tali sintomi si possono verificare al termine della terapia, alla variazione del dosaggio, al passaggio da un antidepressivo ad un altro oppure quando la dose non viene assunta.

Suicidio e Ideazione Suicidaria

Poiché l'ideazione di suicidio è una componente insita nel disturbo depressivo maggiore e in altre forme patologiche di disturbi del comportamento, il rischio di suicidio rimane alto fino a quando non sono evidenti segni di miglioramento connessi con la terapia farmacologica. È importante quindi monitorare segni e sintomi riconducibili all'ideazione di suicidio, in particolare nelle prime settimane di terapia, quando ancora non è stato raggiunto un controllo ottimale della patologia, e ogni qualvolta viene modificato il dosaggio del farmaco.

Da una metanalisi condotta in pazienti adulti l'incidenza di comportamenti suicidatari sembrerebbe più frequente, rispetto a placebo, nell'intervallo di età compreso fra 18 e 30 anni.

Sindrome Serotoninergica

Tutti i farmaci che inibiscono la ricaptazione della serotonina o la sua degradazione a livello recettoriale possono causare sindrome serotoninergica, evento avverso raro ma potenzialmente pericoloso per la vita. L'associazione con farmaci ad attività serotoninergica aumenta il rischio di manifestare questa sindrome i cui sintomi possono comprendere: alterato stato mentale, febbre, agitazione, tremori, mioclono, iperreflessia, atassia, incordinazione, diaforesi, brividi e sintomi gastrointestinali.

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Il trattamento della sindrome serotoninergica prevede sedazione, raffreddamento esterno, somministrazione di farmaci antiepilettici e antipertensivi.

Monitoraggio Cardiovascolare

Durante la terapia monitorare periodicamente la pressione sanguigna. La venlafaxina infatti per gli effetti sul sistema noradrenergico può indurre aumento dei valori pressori soprattutto a dosi superiori a 200 mg/die. Il trattamento con venlafaxina è stato associato anche ad aumento della frequenza dei battiti cardiaci.

Il farmaco richiede cautela nei pazienti con ipertensione non controllata o con patologie che presentano un rischio elevato di aritmia cardiaca. L’uso del farmaco richiede cautela anche in presenza di patologie stenosanti dell’apparato genitourinario (es. ipertrofia prostatica) e gastroenterico.

Rischio Emorragico

Gli antidepressivi che inibiscono la ricaptazione della serotonina sono associati ad un aumento del rischio di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore, uterino e associato ad intervento chirurgico ortopedico. Il rischio è tanto maggiore quanto più elevata è la capacità di inibizione del farmaco sul reuptake della serotonina. La venlafaxina possiede una potenza di inibizione intermedia.

Il pericolo di incorrere in un episodio emorragico nei pazienti in terapia con antidepressivi attivi sul sistema serotoninergico è favorito dalla co-somministrazione con farmaci già di per sé gastrolesivi quali i FANS e l'acido acetilsalicilico (asa).

Altre Precauzioni

  • Tossicità epatica: Monitorare segni e sintomi di disfunzione epatica.
  • Somministrazione a stomaco pieno: Riduce l'incidenza di nausea e vomito.
  • Nefropatici: Diminuire la dose in caso di ridotta funzionalità renale.
  • Epatopatici: Diminuire la dose in caso di insufficienza epatica moderata.
  • Mania/ipomania: Somministrare con cautela in pazienti con anamnesi di mania.
  • Epilessia/convulsioni: La venlafaxina non è raccomandata in caso di epilessia non controllata.
  • Glaucoma ad angolo chiuso: Richiede cautela a causa del rischio di midriasi.
  • Sindrome da inappropriata secrezione di ADH: Monitorare natremia ed uremia.
  • Diaforesi: Considerare la riduzione del dosaggio o l'interruzione della terapia.
  • Rash cutaneo: Prestare attenzione alla comparsa di eruzioni cutanee.
  • Sedazione: Cautela in caso di attività che richiedono attenzione costante.

Interazioni Farmacologiche

  • Farmaci con attività serotoninergica: Monitorare segni e sintomi di tossicità serotoninica.
  • MAO-inibitori: Lasciar intercorrere almeno 14 giorni tra la fine del trattamento con MAO-inibitori e l'inizio di quello con venlafaxina.
  • FANS: L'eventuale associazione farmacologica richiede cautela.
  • Warfarin: Monitorare l'indice INR.

Uso Pediatrico

La venlafaxina non deve essere somministrata a pazienti con meno di 18 anni (aumento dell’incidenza di comportamenti correlati al suicidio e di comportamenti aggressivi). I dati clinici sull’impiego della venlafaxina in età pediatrica sono limitati e pertanto non sufficienti per una valutazione della sicurezza del farmaco a lungo termine.

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