Umberto Veronesi, celebre oncologo italiano e direttore dell’Istituto Europeo di Oncologia, ha sempre sostenuto l'importanza di una dieta equilibrata, con un ruolo secondario per la carne.
Le Ragioni di una Scelta
L'oncologo di fama mondiale, già da anni, aveva fatto una scelta drastica per la sua alimentazione. Una decisione anche etica, come ebbe a sottolineare.
Ma cosa l’ha mosso mentre era ancora così piccolo? «Mi ha spinto l’amore per gli animali. Sono nato in una cascina e gli animali sono stati i miei primi compagni di gioco, erano parte integrante della vita della comunità agricola.
Un paio d'anni fa l'ammissione di essere un vegetariano convinto, per ragioni etiche: "Sì, etiche prima di tutto - come ha spiegato al Corriere della Sera - se nell’etica includiamo un principio morale applicato ai rapporti non solo fra uomini, ma anche con tutto il pianeta: non si può ingoiare qualcuno che si ama, in alcuni caso facendolo soffrire atrocemente."
Ha citato il rapporto con il pianeta: ci sono anche motivazioni ecologiche? «In secondo luogo sono vegetariano per motivi di sostenibilità ambientale. Per ottenere un chilogrammo di carne da consumare occorrono 15 mila litri d’acqua, mentre ne occorrono meno di mille per ottenere un chilo di cereali. L’acqua è una risorsa scarsa e lo sarà sempre di più in futuro a fronte di un aumento costante della popolazione mondiale.
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Il consumo di carne gioca un ruolo anche nella scarsità di cibo che ci aspetta se noi occidentali non modifichiamo le abitudini alimentari ed è il maggior responsabile dell’attuale ingiustizia alimentare che fa si che circa un miliardo di persone muoia per fame o malnutrizione, da una parte della Terra, mentre un altro miliardo si ammala e muore per eccesso di cibo.
Ma non solo: "Oltre a queste motivazioni c’è anche la salute.
Benefici per la Salute
La sua attività clinica e di ricerca è stata incentrata per decenni sulla prevenzione e sulla cura del cancro. Hanno sempre fatto discutere le sue prese di posizione in materia di alimentazione.
È dimostrato scientificamente che i vegetariani vivono più a lungo e in migliori condizioni di salute, dunque non c’è dubbio che la dieta vegetariana faccia bene.
Un’alimentazione ricca di carni rosse e grassi saturi di origine animale è causa di cancro, obesità (che è una malattia in sé) e molte malattie cardiovascolari. Inoltre è provato che nei vegetali esistono molecole che ci proteggono dalle malattie. Contro specifiche forme di cancro conosciamo il licopene dei pomodori, l’indolo-3-carbinolo delle crucifere, la catechina del tè, i polifenoli degli agrumi e tante altre sostanze. In natura esistono proteine in abbondanza.
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Confermando che è possibile, e che può far bene. Ma che per seguirla bisogna evitare squilibri.
«Non sono le “etichette” a rendere una alimentazione sana o meno, ma ciò che nella pratica si mangia e in quali quantità. Vero è che, in linea generale, una dieta vegetariana è globalmente il regime alimentare più sano».
In letteratura scientifica è assodato che un’alimentazione a prevalenza vegetale sia protettiva nei confronti non solo dei tumori ma anche di malattie cardiovascolari e neurodegenerative.
Seguire uno schema alimentare semi-vegetariano può avere effetti protettivi contro il rischio di tumori.
A differenza di una dieta interamente vegetariana, i modelli alimentari semi-vegetariani, conosciuti anche come flexitariani, prediligono ampiamente gli alimenti di origine vegetale, ma ammettono il consumo di carne, pesce e derivati animali, in quantità molto limitate.
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Abbiamo osservato - dice Claudia Martínez, epidemiologa dell’IRCCS Neuromed e primo autore dello studio - che le persone che aderivano maggiormente a un modello alimentare semi-vegetariano, costituito mediamente per l’80 percento da alimenti di origine vegetale, avevano un rischio di tumori inferiore del 15% rispetto ai partecipanti per i quali il contributo di alimenti vegetali era pari mediamente al 60% della quantità di cibo consumato nella giornata.
I cibi vegetali non sono tutti uguali. C’è un’importante distinzione da fare ad esempio tra frutta e verdura fresche, e alimenti vegetali meno salutari, come succhi di frutta più o meno zuccherati e cereali raffinati - precisa Marialaura Bonaccio, responsabile della Piattaforma congiunta - Il consumo eccessivo di alimenti vegetali altamente trasformati può infatti portare a una perdita della protezione della salute, addirittura aumentando il rischio di alcune forme di tumori, come ad esempio quelli dell’apparato respiratorio.
L'OMS e la Cancerogenicità della Carne
Umberto Veronesi commenta lo studio condotto nell’ottobre 2015 dall’OMS sulla cancerosità della carne: “Non ci deve stupire”. “Il mio consiglio da vegetariano da sempre è di eliminare del tutto il consumo di carne, e questo per motivi etici e filosofici. Detto ciò, lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) sulla cancerosità della carne rossa e trattata non ci coglie di sorpresa”.
“L’identificazione certa di una nuova sostanza come fattore cancerogeno è sempre e comunque una buona notizia in sé, perché aggiunge conoscenza e migliora la prevenzione. In questo caso dunque non si tratta della “vittoria” di una parte sull’altra, ovvero dei vegetariani contro i carnivori, ma di un passo avanti della ricerca” ha dichiarato Veronesi ai microfoni di Rainews.
Vegetarianesimo vs. Veganesimo
La sua filosofia vegetariana riguarda altri ambiti della vita? L’abbigliamento, i cosmetici e i medicinali per esempio…«No. Il veganesimo è cosa diversa dal vegetarianesimo. I vegani seguono la filosofia antispecista che rifiuta lo sfruttamento di una specie da parte di un’altra. Dunque i vegani non solo non mangiano prodotti di origine animale, come latte e uova, ma non utilizzano nessun oggetto che comporti una prevaricazione dell’uomo su un altro essere animato.
Per seguire una dieta vegana e stare bene è importante conoscere i fabbisogni nutrizionali dell’uomo. E quindi come possono essere soddisfatti con il mondo vegetale, affidandosi a specialisti per impostare uno stile alimentare corretto anche in questa scelta più estrema, poiché il rischio del fai-da-te, concreto, è quello di incorrere in squilibri, soprattutto di alcuni micronutrienti come la vitamina B12».
Il nostro organismo, se in salute, impara a ottimizzare l’assorbimento dei nutrienti. L’unica vitamina a rischio per i vegani è appunto la B12 che è di produzione microbica ed è presente nel mondo vegetale solamente in alcune alghe e nella soia fermentata.
Vegetarianismo e Futuro del Pianeta
Alcuni studi suggeriscono che ridurre il consumo di carne sia uno dei modi per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera e fermare il riscaldamento globale.
Qual è la causa principale del riscaldamento globale? Il 14,5 per cento del totale delle emissioni di CO2 è prodotto dagli allevamenti di animali e dai caseifici.
Penso che sarebbe un gran bene che le Nazioni Unite ponessero un limite al consumo di carne, ma non tanto per il clima, quanto per l’insostenibilità del consumo di carne. Mi fa piacere che i giovani facciano proprio il problema del riscaldamento globale, ma la catastrofe che ci aspetta se non riduciamo i carnivori sul pianeta Terra è un’altra: l’insufficienza di cibo e acqua per le prossime generazioni e dunque l’autodistruzione.
Attualmente gli abitanti della Terra sono sette miliardi, a cui dobbiamo aggiungere quattro miliardi di animali da allevamento. Già oggi acqua e cibo risultano insufficienti per circa un miliardo di persone che, in Africa soprattutto, muoiono di malnutrizione e di fame. Questo scenario critico è destinato a peggiorare con la crescita economica dei Paesi emergenti (Cina, India e Sudamerica) che acquisendo benessere, adottano anche stili di vita “occidentali”, fra cui le abitudini alimentari.
Che succederebbe se i cinesi, i brasiliani e gli indiani iniziassero a mangiare carne come gli occidentali? In poco tempo avremo più animali da allevamento che uomini sulla Terra. Entro il 2050, dunque fra pochissimo, gli abitanti del nostro pianeta saranno nove miliardi e il 95 per cento dell’aumento demografico avverrà nei Paesi emergenti che hanno questa concezione simbolica del cibo. Il consumo di carne aumenterebbe dalle attuali 220 milioni a 460 milioni di tonnellate.
L’efficienza della produzione di carne è bassissima. Per ottenere un chilo di carne ci vogliono 15mila litri di acqua, mentre per ottenere un chilo di cereali ce ne vogliono 1.000. Quindi gli animali trasformano in cibo solo il 10 per cento di quello che ricevono. Una delle assurdità, uno dei paradossi quando si parla di alimentazione oggi è che nel mondo ci siano più obesi che denutriti.
| Alimento | Acqua necessaria per 1 kg |
|---|---|
| Carne | 15.000 litri |
| Cereali | 1.000 litri |
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