Per la Dott.ssa Viviana Vecchio, la salute e il benessere dei pazienti sono al primo posto. Si è formata presso l’Università degli Studi di Catania e si è specializzata con lode in Neuropsichiatria Infantile nel 2016.
Esperienza Professionale
La Dott.ssa Viviana Vecchio ha esperienza come Dirigente Medico presso l' Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell' ASP di Catania. Ha ricoperto il ruolo di Dirigente medico Neuropsichiatra Infantile presso Centri di Riabilitazione con il ruolo di medico responsabile dei servizi di semiconvitto diurno, ambulatorio, extramurale (scuole) e di Direttore Sanitario presso centro diurno per l' Autismo, occupandosi di problematiche del neurosviluppo e non solo (disturbi del linguaggio; autismo; TIC; disturbi dell' apprendimento; disturbi del comportamento; disturbi del sonno; disturbi della deambulazione; PCI), con impegno e dedizione.
Recensioni dei Pazienti
Le recensioni dei pazienti evidenziano la professionalità e l'attenzione della dottoressa:
- "La dottoressa è stata molto disponibile e cordiale negli incontri avuti. Ha spiegato con molta chiarezza quello che avrebbe fatto e come si sarebbe svolta la visita. Molto professionale. Grazie tante!"
- "Molto gentile e preparata! Grazie tante!"
- "Precisa e puntuale. La ringrazio tanto!"
- "Una bravissima Dottoressa, cordiale e attenta nei minimi dettagli. Ha visitato mio figlio, mostrando tanta pazienza, La consiglio. La ringrazio tanto!"
- "Brava e preparata. Grazie mille! Buona giornata!"
- "Dottoressa molto preparata e disponibile. La ringrazio tanto!"
- "Ho fatto visitare entrambi i miei bambini per problematiche differenti. In entrambi i casi io e mia moglie abbiamo potuto apprezzare la competenza e la cordialità che distinguono la dottoressa. Grazie!"
- "Disponibilità, cortesia e chiarezza nella spiegazione di tematiche spesso difficili da comprendere e da accettare. La ringrazio!"
Manifesto delle criticità in Nutrizione clinica e preventiva
Il Manifesto delle Criticità in Nutrizione Clinica e Preventiva per il quadriennio 2015-2018 prende corpo nel febbraio 2014. Parte dalla constatazione, diffusamente condivisa, che il nostro Paese stenta a muoversi per priorità. L’occasione di EXPO 2015 ha fatto sorgere il dubbio se la tematica del Manifesto potesse risultare sufficientemente attrattiva rispetto ad altre più “popolari”.
L’importanza dell’evento costituisce un’occasione imperdibile per affrontare in modo radicale anche le problematiche nutrizionali, specie se comuni ad altri Paesi. Solo non rimandando gli urgenti interventi da attivare, si può sperare di colmare l’attuale “vuoto culturale” in ambito nutrizionale, dalle ricadute immediate e prossime tutt’altro che trascurabili.
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Ecco alcuni punti chiave del manifesto:
- faciliterà la riflessione dei cittadini italiani, sottoposti a una eccessiva e costante pressione mediatica - prevalentemente a fini commerciali - su tali argomenti, fonte di crescente confusione e insicurezza circa i comportamenti da seguire.
- potrà fungere da strumento operativo d’indirizzo istituzionale per un intervallo temporale di almeno quattro anni, necessario per una efficace pianificazione degli interventi.
- Deve aumentare il convincimento che le problematiche nutrizionali (per lo più connesse alla patologia cronica), non sono risolvibili con soli interventi sanitari, ma richiede un cambio di orientamento culturale a livello produttivo, distributivo e di consumo.
Alcune perplessità emerse in corso di elaborazione del presente documento sono relative:
- alla difficoltà nel separare aspetti clinico-preventivi da quelli di ordine più prettamente organizzativo-strutturali
- alla necessità di condividere il significato di terminologie quali: nutrizione clinica, ecologia della nutrizione, nutrizione preventiva, di base, ecc.
- al dubbio circa le modalità di attribuzione di uno score alle singole criticità, al fine di una loro pesatura. Le fluttuazioni delle caratteristiche delle popolazioni di riferimento e i bias legati agli specifici ambiti di competenza, rendono imprecisa la pesatura.
- alla necessità di definire nel documento le modalità d’implementazione.
Criticità nazionali in nutrizione clinica e preventiva comuni alla maggior parte dei Paesi avanzati
Negli ultimi 50 anni i consumi alimentari degli italiani sono radicalmente mutati. La modifica della composizione della dieta ha portato a un progressivo allontanamento dal modello alimentare mediterraneo:
- incremento dell’apporto di energia (circa 150 kcal/die ogni 10 anni), passando da 2956 kcal/die per persona nel 1961, a circa 3627 kcal/die per persona nel 2010 (+22,7%, pari a circa 670 kcal/die, dovuto per i 2/3 all’aumentato consumo di alimenti di origine animale);
- incremento pro capite del consumo di proteine e grassi di origine animale; + 111,4% per i grassi (da 29 a 61 g/die) e + 110,7% per le proteine (da 33,3 a 70,4 g/die);
- riduzione del consumo di carboidrati complessi di circa il 9% (da 515 g/die nel 1961 a 469 g/die nel 2009) e incremento di circa il 20% del consumo di zuccheri aggiunti.
Il cambiamento dei consumi alimentari e di conseguenza della composizione della dieta, associato a uno stile di vita sedentario, ha avuto un notevole impatto sullo sviluppo delle malattie cronico-degenerative causando un incremento dell’incidenza di: obesità, diabete mellito di tipo 2 (DM2), ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e tumori.
Sovrappeso/obesità
Eccessivo accumulo corporeo di tessuto adiposo (negli uomini tra il 22 e il 27% e nelle donne tra il 27 e il 32% nel sovrappeso e maggiore del 22% negli uomini e del 27% nelle donne per l’obesità). L’obesità è una vera e propria malattia cronica a etiopatogenesi complessa con fenotipi molto diversificati e in parte ancora non riconosciuti.
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