Leonardo da Vinci era vegetariano? Un'indagine sul genio e le sue abitudini alimentari

Nella storia e nella cultura, l’adesione di personaggi illustri a particolari abitudini di vita ha sempre suscitato interesse e ammirazione. Questi individui diventano spesso esempi da seguire e fonti di ispirazione per le generazioni successive. Tra gli esempi più significativi, spicca la figura di Leonardo da Vinci, genio rinascimentale dalle molteplici sfaccettature, la cui presunta adesione al vegetarianismo rappresenta un argomento di intensi dibattiti e speculazioni, e suscita un interesse particolare nel comprendere le abitudini alimentari di una figura così influente nella cultura occidentale.

Un genio poliedrico e l'enigma del vegetarianismo

Leonardo da Vinci, figura di spicco del Rinascimento italiano, non è solo celebrato per le sue ineguagliabili opere d’arte e le visioni scientifiche avanguardistiche, ma anche per le sue parole profetiche sull’alimentazione. Pertanto, la domanda cruciale rimane: era davvero vegetariano?

Le teorie sul vegetarianismo di Leonardo Da Vinci

Le teorie che rappresentano un Leonardo vegetariano sono numerose, e tutte trovano ispirazione nella sua più celebre citazione riguardo l’argomento: "Verrà il tempo in cui l'uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l'uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto."

L’ipotesi al centro di questa disputa si basa in parte su un presunto manuale di ricette redatto dal genio rinascimentale. Secondo alcuni studiosi infatti, questo manuale contiene numerosi piatti a base di frutta e verdura, escludendo completamente la carne. Se autentico, potrebbe essere interpretato come una prova della preferenza di Leonardo per una dieta priva di carne. Ma la validità di questo documento è stata messa in discussione da alcuni critici, che sollevano dubbi sull’autenticità e l’attribuzione corretta a Leonardo.

Il dibattito si estende anche alla comprensione delle motivazioni dietro una presunta scelta vegetariana da parte dello stesso. Alcuni sostengono che il suo interesse per la qualità e la freschezza degli ingredienti potrebbe averlo spinto verso una dieta più basata sulla frutta e la verdura, mentre altri suggeriscono che potrebbe essere stato influenzato da considerazioni etiche o filosofiche.

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Altri studiosi suggeriscono ancora la presenza di echi del francescanesimo, dove il rispetto degli animali era un valore fondamentale. Inoltre, la conoscenza delle dottrine neo-platoniche di Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, che sottolineavano la presenza dello spirito di Dio in ogni cosa e sostenevano che gli animali non erano privi dello spirito divino, aprendo la porta a una considerazione più etica della loro vita, avrebbe potuto influenzare la visione di Leonardo sugli animali.

Dubbi e contestazioni sul vegetarianismo di Leonardo

D’altra parte, altri storici, evidenziando il contesto storico e culturale dell’epoca, in cui il consumo di carne era diffuso e considerato una fonte importante di nutrimento e status sociale, sollevano dubbi su questa interpretazione, suggerendo che potrebbe essere eccessivamente semplificata e che Leonardo potrebbe in realtà non essere stato rigidamente vegetariano, e che potrebbe aver cucinato e consumato piatti a base di carne durante la sua vita.

Tuttavia, in ogni caso, queste testimonianze sono spesso soggette a interpretazioni e speculazioni, e non forniscono prove definitive del suo regime alimentare.

Lo stesso Vasari, contemporaneo di Leonardo, nelle *Vite* riferisce infatti che “spesso passando da i luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezo che n’era richiesto, li lasciava in aria al volo, restituendoli la perduta libertà”. Leonardo animalista, dunque, ma probabilmente non vegetariano. Fu infatti maestro di feste, cerimonie e banchetti a Firenze, Milano e Amboise. Nelle “liste della spesa” di Leonardo, carne e pesce si trovano in abbondanza.

Alessandro Vezzosi, fondatore del Museo ideale Leonardo da Vinci, scrive in proposito: «La fonte di questa erronea attribuzione è da ascriversi alla peraltro eccellente antologia di articoli di scrittori, filosofi, scienziati e altri personaggi illustri intitolata, “The Extended Circle: A Commonplace Book of Animal Rights” (1985).

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Il contesto storico e filosofico del vegetarianismo

Sebbene Leonardo da Vinci possa essere considerato un pioniere nel contesto italiano per la sua presunta adesione al vegetarianismo, è importante riconoscere che il concetto stesso di astenersi dal consumo di carne non è una novità del Rinascimento, ma ha radici antiche che risalgono anche all’antica Roma, con figure come Seneca che hanno abbracciato il vegetarianismo per motivazioni etiche e morali.

Seneca e il vegetarianismo come scelta etica

Le opere di Seneca, tra cui le sue epistole e trattati filosofici, riflettono il suo impegno per il vegetarianismo e la sua convinzione nella necessità di una vita improntata alla compassione e alla consapevolezza del proprio impatto sull’ambiente circostante. Per Seneca, rispettare la vita degli animali era una manifestazione diretta di virtù e compassione. Egli incoraggiava vivamente l’adozione di uno stile di vita vegetariano, sostenendo che l’uccisione degli animali per il consumo alimentare andasse contro il principio di giustizia e di rispetto per la vita. La sua influenza filosofica, basata su ideali etici profondamente radicati, ha continuato a ispirare le generazioni successive di pensatori e attivisti per i diritti degli animali.

Leonardo non era vegetariano? L'opinione degli esperti

Ecco così che gli storici Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato, del Museo Ideale Leonardo da Vinci, lo chef Enrico Panero, del ristorante Leonardo da Vinci di Eataly Firenze, e l’ineffabile Oscar Farinetti si sono messi insieme per un libro provocatorio fin dal titolo: “Leonardo non era vegetariano. Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero” (Maschietto editore).

Presentato in anteprima nazionale da Eataly Smeraldo a Milano, esce il 7 luglio in libreria “Leonardo non era vegetariano. Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero”, un viaggio storico culinario che porta in tavola i piatti composti con le pietanze di Leonardo da Vinci. Incalzato dalle domande di Oscar Farinetti, il critico Alessandro Vezzosi (direttore del museo ideale Leonardo da Vinci) ha spiegato come, partendo dalle liste della spesa e da altri documenti attribuiti a Leonardo, si sia arrivati a stabilire che non fosse vegetariano.

“Qui ci sono tutti quegli indizi che sembrano prove ma che comportano un’interpretazione”. Spiega il professor Vezzosi. “Leonardo acquistava la carne, studiava ingegni per il girarrosto e l’effetto del fuoco sulla carne. Elementi che lasciano pensare, ma che non ci confermano che Leonardo mangiasse tutto quello che comprava”. Insomma, il libro dovrebbe essere chiamato “Leonardo probabilmente non era vegetariano”.

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Le scoperte culinarie di Leonardo

Leonardo studiò le materie prime, inventò macchine e utensili per la loro lavorazione, ragionò sulle caratteristiche dei territori di produzione, codificò disciplinari di prodotti come l’olio, il pane e il vino, esplorò le proprietà degli alimenti in relazione alla salute del corpo, scrisse favole, "profezie", indovinelli e rebus ispirati al tema del cibo, realizzò straordinari disegni di macchine innovative per la produzione.

Nel Codice atlantico fanno invece capolino un macinapepe, un affettauova a vento, un girarrosto meccanico, persino l'antenato del cavatappi. Proprietario di una vigna a Milano, regalatagli da Ludovico il Moro subito dopo aver dipinto il Cenacolo, in una lettera spiega al suo contadino come migliorare la produzione del vino. Tra gli appunti di Leonardo compare perfino una macchina per fare gli spaghetti. Tra le ricette di Leonardo c’è l’ “acquarosa”, una bevanda afrodisiaca a base di acqua di rose, zucchero, limone e alcool (“è bevanda di Turchi la state”, diceva). Dagli studi di Leonardo sono state tirate fuori ricette come gamberi rossi con burrata, albicocche e menta, risotto (una novità piuttosto recente nel XVI secolo) con lattuga e crudo di pesce e petto di piccione con le more. Piatti che strizzano l’occhio alla tipica mescolanza tra dolce e salato tipica del Rinascimento.

La taverna di Leonardo e Botticelli

Secondo il Codex Romanoff (documenti leonardeschi sulla cui attendibilità gli storici stanno ancora discutendo) pare che addirittura Leonardo abbia aperto una locanda nel centro di Firenze assieme a un altro celebre artista, Sandro Botticelli. “Le tre rane di Sandro e Leonardo”, questo il nome della locanda, tentò di nobilitare i cibi popolari riducendo le porzioni e inventando nuovi modi di disporre il cibo nei piatti.

Altri personaggi storici vegetariani e vegani

Il veganismo è una scelta comunemente collegata all’età contemporanea, ma in realtà affonda le sue radici in un passato ricco e variegato.

  • Pitagora (570 - 490 a.C.): Capostipite del movimento vegetariano in Occidente, noto per le sue scoperte in campo matematico.
  • Plutarco (46 - 127 d.C): Scrittore, biografo, filosofo e sacerdote, teorizzò le proprie idee sull’alimentazione attraverso il trattato Sul mangiare carne.
  • Mary Shelley (1797 - 1851): Autrice del libro Frankenstein, il mostro stesso è vegetariano e vive in comunione con la natura.
  • Gandhi (1869 - 1948): Considerava il vegetarianismo una questione morale e un principio religioso.

Filosofi e pensatori vegani

Filosofi greci antichi, poeti romantici e attivisti per i diritti civili sono tutti presenti nella hall of fame dei personaggi storici vegetariani e vegani.

  • Pitagora (580 a.C.): Aderì agli insegnamenti di Buddha, suo contemporaneo, che lo ispirò a praticare il vegetarianismo non violento.
  • Confucio (551 a.C.): “L’uomo onorabile e retto si tiene ben lontano sia dal macello che dalla cucina.
  • Siddhartha Gautama Buddha (566 a.C.): Chiedendo all’umanità di prevenire la sofferenza degli animali.
  • Plutarco (46 d.C.): Sostiene il valore della vita di ogni essere animato e si contrappone all’idea che l’uomo sia naturalmente carnivoro.
  • Platone (428 a.C.): Filosofo greco che fu probabilmente influenzato dai concetti pitagorici, seguiva una dieta vegetariana.
  • Voltaire (1694-1778): Scrittore, filosofo e storico francese, denuncia con forza le crudeltà verso gli animali e condanna la vivisezione.
  • Ovidio (43 a.C.): Seguì una dieta di tipo vegano ispirandosi al filosofo greco Pitagora.

Altre figure storiche vegane

Altre figure storiche vegane

  • Al-Maʿarri (973-1057): Poeta e filosofo arabo, credeva nei principi di giustizia e compassione che estendeva agli animali e al mondo naturale.
  • Victor-Marie Hugo (1802-1885): E’ stato un poeta, scrittore, drammaturgo e politico francese, padre del Romanticismo in Francia.
  • Lev Tolstoj (1828-1910): Narrò una visita a un mattatoio, dove assistette alla sofferenza degli animali e all’indifferenza dei macellai.
  • Nikola Tesla (1856-1943): Era un sostenitore del vegetarianesimo come dieta etica, ecologica, economica e salutare e fu uno dei più ardenti sostenitori dei diritti degli animali.
  • Elsie B. Szekely (1905 -1988): Prescriveva ai suoi pazienti un’alimentazione vegetale prima e dopo gli interventi, con una dieta a basso contenuto di proteine, ma ricca di carboidrati.
  • Rosa Parks (1913-2005): Da oltre quarant’anni sono vegetariana.
  • Margherita Hack (1922-2013): Non mangio carne perché amo gli animali e li rispetto.
  • Franco Battiato (1945-2021): Il suo rifiuto per la carne risale alla sua adolescenza e da sempre finchè la sua salute glielo permise, coltivava il proprio orto alle pendici dell’Etna, distribuendone i frutti agli amici.

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