Leonardo da Vinci: Vegetariano o No? Un'Analisi Dettagliata

Leonardo da Vinci, genio universale, pittore, scienziato, architetto, scrittore, progettista e studioso di anatomia, era anche un grande amante della cucina. Lo testimoniano i suoi studi sul cibo e le sue ricette, ispirate dai banchetti delle corti rinascimentali dei Medici a Firenze e degli Sforza a Milano, nonché dei re di Francia.

Gli storici Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato, del Museo Ideale Leonardo da Vinci, lo chef Enrico Panero, del ristorante Leonardo da Vinci di Eataly Firenze, e Oscar Farinetti hanno collaborato per un libro provocatorio: “Leonardo non era vegetariano. Dalla lista della spesa di Leonardo alle ricette di Enrico Panero”.

Cosa Diceva Giorgio Vasari

Sull’eccentricità del Leonardo privato molto si è discusso fin dal XVI secolo. Non solo per la sua presunta omosessualità, ma anche per il suo presunto vegetarianesimo, dovuto al suo grande amore per gli animali.

Lo stesso Vasari nelle Vite riferisce che Leonardo, "spesso passando dai luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezo che n’era richiesto, li lasciava in aria al volo, restituendoli la perduta libertà". Leonardo animalista, dunque, ma probabilmente non vegetariano.

Fu infatti maestro di feste, cerimonie e banchetti a Firenze, Milano e Amboise. Nelle "liste della spesa" di Leonardo, carne e pesce si trovano in abbondanza. "Qui ci sono tutti quegli indizi che sembrano prove ma che comportano un’interpretazione", spiega il professor Vezzosi. "Leonardo acquistava la carne, studiava ingegni per il girarrosto e l’effetto del fuoco sulla carne. Elementi che lasciano pensare, ma che non ci confermano che Leonardo mangiasse tutto quello che comprava".

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Il Vero Codice Da Vinci

Leonardo studiò le materie prime, inventò macchine e utensili per la loro lavorazione, ragionò sulle caratteristiche dei territori di produzione, codificò disciplinari di prodotti come l’olio, il pane e il vino, esplorò le proprietà degli alimenti in relazione alla salute del corpo, scrisse favole, "profezie", indovinelli e rebus ispirati al tema del cibo, realizzò straordinari disegni di macchine innovative per la produzione.

Nel Codice atlantico fanno capolino un macinapepe, un affettauova a vento, un girarrosto meccanico, persino l'antenato del cavatappi. Proprietario di una vigna a Milano, regalatagli da Ludovico il Moro subito dopo aver dipinto il Cenacolo, in una lettera spiega al suo contadino come migliorare la produzione del vino. Tra gli appunti di Leonardo compare perfino una macchina per fare gli spaghetti.

Tra le ricette di Leonardo c’è l’ “acquarosa”, una bevanda afrodisiaca a base di acqua di rose, zucchero, limone e alcool (“è bevanda di Turchi la state”, diceva). Dagli studi di Leonardo sono state tirate fuori ricette come gamberi rossi con burrata, albicocche e menta, risotto con lattuga e crudo di pesce e petto di piccione con le more. Piatti che strizzano l’occhio alla tipica mescolanza tra dolce e salato tipica del Rinascimento.

Una Taverna Troppo Geniale

Secondo il Codex Romanoff pare che Leonardo abbia aperto una locanda nel centro di Firenze assieme a Sandro Botticelli. “Le tre rane di Sandro e Leonardo”, questo il nome della locanda, tentò di nobilitare i cibi popolari riducendo le porzioni e inventando nuovi modi di disporre il cibo nei piatti.

Tra le numerose curiosità su Leonardo Da Vinci c’è anche quella che fosse vegetariano. Esiste anche un ricettario da lui scritto dove compaiono solo piatti fatti con frutta e verdura. Tra le altre testimonianze c’è anche quella del pittore Giorgio Vasari che raccontò di trovarsi un giorno con Leonardo al Mercato di Firenze e il nostro Genio si ritrovò ad osservare alcuni uccelli ingabbiati. Alcuni studiosi, infatti, dicono il contrario, ossia che Leonardo comprava spesso la carne, studiando ingegni per il girarrosto e l’effetto del fuoco sulla carne e non solo.

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Leonardo era vegetariano, ambientalista e amante degli animali. In questa e in un altra lettera Leonardo compare come un vegetariano convinto. La seconda relazione è indirizzata a Lorenzo de’ Medici duca d’Urbino. A Firenze tutti conoscevano bene le abitudini di Leonardo.

Leonardo da Vinci era un tale fervente vegetariano da comprare uccelli in gabbia dai venditori di polli per poi liberarli. Nelle sue «Vite», lo storico racconta di come Leonardo «passando dai luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezzo che n’era chiesto, li lasciava in aria al volo, restituendoli la perduta libertà». Liberando quegli uccelli appena comperati al mercato, Leonardo rivelava un grande amore per la natura, era un uomo che ha fatto del rispetto del la vita animale una nobile regola di vita.

Scrisse Leonardo a Milano: “Tutto ciò che viene portato a tavola del mio Sire Ludovico mi turba. Ogni pietanza è di una confusione mostruosa. Tutto è troppo abbondante. In questo modo mangiavano i barbari. Tuttavia come posso convincerlo quando lui disprezza i miei piatti a base di nobili broccoletti e non trova spazio per le mie prugne accompagnate da una bella carota? Perché c’è più beltà in un solo broccoletto, più dignità in una singola carotina che nelle sue dodici pentole dorate, impilate, stracolme di carne e ossa; c’è più austerità in una prugna secca, più sostanza in due fagiolini verdi. La semplicità è tutto quello che il mio Sire deve riscoprire. E non solo lui ma tutto il paese..”

PETA , l’associazione americana a difesa degli animali, ha scelto proprio lui per un nuovo francobollo a sostegno dei vegetariani. In una nota di Peta si legge che ”Leonardo da Vinci nei suoi scritti ha parlato della sua compassione per gli animali e ha detto che i carnivori scavano la fossa a tutti gli animali per soddisfare i loro palati”. Questo gruppo offre 100mila dollari in cambio di un targa, con l’immagine di Leonardo da Vinci, andrebbe posizionata nella zona arrivi dell’aeroporto di Roma dedicato al grande artista del Rinascimento italiano.

Leonardo da Vinci la degustava in occasione dei diversi banchetti che lo vedevano ospite.

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“Invero l’uomo è il re delle bestie, perché la sua brutalità supera la loro. Noi viviamo della morte degli altri. « Se realmente sei, come ti descrivi, il re degli animali - direi piuttosto re delle bestie, essendo tu stesso la più grande! - perché non eviti di prenderti i loro figli per soddisfare il tuo palato, per amor del quale ti sei trasformato in una tomba per tutti gli animali? […] Non produce forse la natura cibi semplici in abbondanza che possano sfamarti? E se non riesci ad accontentarti di tali cibi semplici, non puoi preparare infinite pietanze mescolando tra loro tali cibarie?

“Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare.

Nonostante le fonti non siano certe, si pensa che Leonardo Da Vinci fosse vegetariano. Ci sono però diverse testimonianze e documenti storici che attestano che Leonardo ha trascorso la sua vita adulta da vegetariano, non solo nella sua vita privata ma anche nella vita pubblica, rifiutando apertamente i piatti di carne alla mensa dei nobili che lo ospitarono.

Inoltre, nei quaderni personali di Leonardo si possono trovare diversi scritti che mostrano una profonda preoccupazione per il benessere degli animali, e l’orrore per il fatto che gli animali vengano allevati per essere uccisi e mangiati dagli umani.

Queste teorie sono validate anche da racconti di terzi: uni di questi è il racconto di Giorgio Vasari, che nella sua opera biografica Le Vite, annovera tra le virtù di Leonardo la sua pazienza e il suo amore nei confronti degli animali. Vasari racconta che lo scienziato era capace di acquistare tutti gli uccelli in gabbia al mercato poter dare loro la libertà.

Leonardo da Vinci fu grandissimo artista, scienziato, scopritore e inventore. Ma la sua passione e il suo genio si applicarono anche ai temi del cibo, della cucina, dell’alimentazione, tanto da poter ravvisare nei suoi contributi di più varia natura riferimenti importanti per la definizione della moderna cultura gastronomica e culinaria. Maestro di feste, cerimonie e banchetti a Firenze, Milano e Amboise, Leonardo studiò le materie prime, inventò macchine e utensili per la loro lavorazione, ragionò sulle caratteristiche dei territori di produzione, codificò disciplinari di prodotti come l’olio, il pane e il vino, esplorò le proprietà degli alimenti in relazione alla salute del corpo, scrisse favole, ‘profezie’, indovinelli e rebus ispirati al tema del cibo, realizzò straordinari disegni di macchine innovative per la produzione.

Prendendo spunto da queste suggestioni lo chef Eataly Enrico Panero (ristorante Da Vinci, Eataly Firenze) presenta 15 nuove ricette capaci di evocare intensamente, con “gusto” e creatività, il mondo di Leonardo.

Siamo certi che Leonardo da Vinci fosse vegetariano, grazie a una lettera dell’epoca. E questo non per motivi medici o speculazioni intellettuali legate alla salute, ma per pieno rispetto di quei piccoli fratelli, ai quali un giorno sarebbe stato attribuito un ruolo paritario, nel rispetto alla vita. Quindi una scelta puramente etica. La vita appartiene ad ogni creatura, pensava evidentemente Leonardo, e a Dio. Nessuno può toglierla agli altri.

Ecco quanto scrisse il 1 gennaio 1516:”Fra Goa e Rasigut over Carmania, vi è una terra detta Cambaia, dove l’Indo fiume entra nel mare. E’ abitata da Gentili detti Guzzarati, grandi mercatanti. Vestono parte di loro all’apostolica e parte all’uso di Turchia. Non si cibano di cosa alcuna che tenga sangue; nè fra essi loro consentono che si noccia ad alcuna cosa animata, come il nostro Leonardo Da Vinci .

Il rifiuto di Leonardo della violenza nei confronti degli animali fu testimoniato anche da Vasari, nelle Vite, egli per tutte queste informazioni poteva attingere da fonti dirette. Ser Piero, padre di Leonardo, era un suo vicino di casa. “E non avendo egli, si può dir, nulla, e poco lavorando, del continuo tenne servitori e cavalli, de’ quali si dilettò molto, e particularmente di tutti gl’altri animali, i quali con grandissimo amore e pacienza governava. -scrive Vasari - E mostrollo ché spesso passando dai luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandoli di gabbia e pagatogli a chi li vendeva il prezzo che n’era chiesto, li lasciava in aria al volo, restituendoli la perduta libertà.

Leonardo Da VinciHo appena letto un libro dal titolo “Leonardo non era vegetariano”, di Maschietto Editore, in cui validi ricercatori sostengono appunto che Leonardo Da Vinci mangiava anche carne.

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